Insalata di farro e patate alle erbe aromatiche

farro e patate alle erbe aromatiche

Nella terra di mezzo dell’aprile aquilano, (Fa caldo o fa freddo? Le piantine in giardino sopravviveranno a questo ritorno di neve? Posso mettere via i piumini?) mi trovo a guardare dalla finestra le neve che cade sui fiorellini del timo, sull’erba cipollina, sulle gemme del limone che avevo appena rimesso all’aperto, dopo il periodo invenale al chiuso.
Io quei fiorellini e quelle erbe aromatiche così belle e profumate coi loro fiori viola, le avevo puntate da un po’, ed avevo in mente di cucinarci qualcosa di profumato e fresco.
La via di mezzo è questo piatto semi primaverile e semi invernale, decidete voi. Caldo è invernale. Freddo è primaverile, tiepido è questa via di mezzo che non riaccendo il camino solo perchè lo ho già pulito e rimesso in modalità estate, vetro pulito, cenere aspirata, panca della legna svuotata ed igienizzata. Continua a leggere

Finto ragù di vere erbe aromatiche. (e la ricetta del lunedì, e il meal planning della settimana…)

Ci siamo, è lunedì, e con grande mia gioia ho pronta una ricetta e anche il planning dei menù della settimana.

finto ragù di erbe aromatiche

La ricetta è un sugo semplice e buono, che esalta questa bella fine d’estate…Salvia, rosmarino, timo, origano, menta, finocchio selvatico, alloro, basilico…. Quanto è bello poter raccogliere e usare le erbe aromatiche fresche fresche, calde di sole, che profumano tutta la cucina?

La scorsa estate a Favignana c’era un ristorante che aveva nel menù un ragù di erbe aromatiche che crescevano spontanee sull’isola, loro lo chiamavano appunto ragù dell’isola; questa è la mia versione, che è appunto un sugo semplice da fare e un pò meno visto e rivisto del sugo al basilico. Che poi oh, io il sugo al basilico lo tengo in gran considerazione, guai a sminuirlo. volevo solo dire che magari ogni tanto introdurre una novità semplice salvacena fa sempre comodo no?

finto ragù di erbe aromatiche (4)

Insomma il ragù di erbe aromatiche lo potete fare in dieci minuti e fate pure un figurone.

Le erbe sono queste qui sotto, e per le quantità da usarne, Considerate anche il vostro gusto, e pensate che salvia e menta tendono a predominare un pó i sapori…
Potete sminuzzarle a mano (con un coltello di ceramica magari, o una mezzaluna) oppure usare un mixer, togliete però i rametti al rosmarino ed al timo, che sono troppo legnosi.

erbe aromatiche

INGREDIENTI:

tre rametti di timo (come in foto)
tre cimette di rami di rosmarino
tre apici di menta
due foglie di salvia
due foglie di alloro
un ciuffetto di steli di erba cipollina (una decina di steli circa)
le estremità fiorite di due finocchi (o qualche rametto verde)

tre spicchi d’aglio con la buccia

un pezzetto di grasso di prosciutto o di spalla tagliato a circa mezzo cm di spessore

1 kg di polpa di pomodoro

sale

Fate un battuto con il grasso  del prosciutto e le erbe; mettete tutto su un tagliere e tagliate finissimo con una mezzaluna o coltello, se siete come me non usate la mezzaluna che ogni volta faccio partire un pezzo di dito.

Mettete poco olio in una pentola, scaldatelo e fate dorare l’aglio in camicia; prima che scurisca toglietelo e versate il trito di erbe e grasso; fate rosolare bene, aggiungete il pomodoro, fate cuocere. conditeci la pasta. buon appetito.

Nel frattempo ecco il menù della settimana in casa mia.

LUNEDI’:  P: uova sode con zucchine grigliate  C: straccetti in padella e fagiolini con pangrattato e menta

MARTEDI’: P: insalata di farro con prosciutto di spalla C: filetti di merluzzo al forno e patate all’acqua e rosmarino

MERCOLEDI’: P: tonno pomodori e mozzarella C: pasta con bottarga e cipolle

GIOVEDI’: P: minestrone o vellutata di zucchine C: polpette al sugo e peperoni in padella

VENERDI’: P: insalata fredda di lenticchie C: una pizza ci sta tutta no?

E quindi, buona settimana a tutti.

Biscotti con fiori di rosmarino

biscotti ai fiori di rosmarino

L’idea mi girava in testa da un pò.

Voi non avete idea di quanto mi sento realizzata quando esco in giardino con una forbice in mano per andare a raccogliere erbe aromatiche. Rosmarino, magari per farci la torta preferita di tutti, timo, alloro, la salvia, l’erba cipollina, e in estate basilico, prezzemolo, coriandolo, finocchietto….ma anche la lavanda, che quest’estate è entrata in un dolce,
Di solito quando ho da fare un pranzo, di quelli che mi faccio liste su liste, e inizio a pensarci da giorni prima, esco la mattina e taglio un bel pò di tutte le piante che possono servirmi, e le metto in cucina in un vaso, che è così bello e profumato che sembra un centrotavola (come quelli di Pasqua passata, in effetti).

fiori di rosmarino

Non so perchè, ma usare in un piatto qualcosa che ho “raccolto” direttamente mi dà un senso di completezza diverso. Uso spesso il ginepro, bacca che si trova in tutti i supermercati, e che sinceramenteè anche abbastanza “scomoda” da raccogliere. Ma vuoi mettere tu salire nel bosco, con annessi marito cane, e figlio in ordine sparso (e tutti nella stessa macchina), dimenticarsi puntualmente i guanti e devastarsi le mani per raccogiere le bacche? No, non c’è paragone. ( e perdere il cane che si mette a correre come un pazzo, e tornare a casa con il figlio che sembra un tronco di quercia con attaccati muschi, licheni, zolle di terra e sassi nelle tasche, guadagnando nell’immediato una lavatrice in più?)

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Zuppa autunnale di funghi e cereali, con porri e rosmarino

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Ovvero, una zuppa semplice sana e buona, e foto che non danno soddisfazione.
Capita che l’ispirazione ci arrivi dai posti più inusuali. L’ispirazione per questa zuppa di funghi, porri e cereali mi è venuta dal calendario della cucina, che poi è questo calendario qui, mese di novembre ovviamente, e c’è una zuppa di orzo che è così bella, e ben fotografata, che fa venire voglia anche a ora di colazione.

Quando ho incominciato a scrivere sul blog non avevo idea di che mondo a sè fossero le foto.

Tanto che, avendo in mente da tempo di aprire “fornellidisalvataggio”, scattavo foto su foto a piatti e dolci. E poi non ne ho utilizzata nemmeno una. Perchè finchè i blog li guardi da “lettore”, (ed io ne seguo e seguivo pochissimissimi) le foto le vedi, le ammiri e dici anche  oooooochebeeeellllaaaa, ma non ti rendi conto di che lavoro c’è dietro ad uno scatto.

Poi inizi a scrivere, e a pubblicare, e a scattare le prime foto a caso. Poi non vuoi più la cucina (incasinata) o la tovaglia (macchiata di vino) sullo sfondo. Poi vuoi che la foto trasmetta quello che tu vedi in ciò che hai cucinato. Allora parti con tavole, set, caccavelle varie per mettere in posa i tuoi piatti. Si esatto, li vuoi mettere in posa. Perchè in fin dei conti sono i tuoi “modelli”, creazioni di una mattinata no, o di una settimana infernale, che migliora solo con il profumo di una torta, o di pane. Sono storie che vuoi raccontare in uno scatto (che poi ne fai anche 40, ma ne servono 2, forse 3), scene di una giornata che vorresti mettere composte in un quadro. E inizi ad essere critica con le tue foto, e non sei mai soddisfatta, e ti ci vorrebbe un’attrezzatura seria, ma insomma, non è che adesso vado e mi compro di botto tutto quello che serve.  Io ho ancora tanto tanto tanto da imparare, che certe volte le mie foto mi sembrano la brutta copia di una bella foto, di quella bella foto che ho nella testa, e che non viene mai fuori. Ma sto studiando, davvero, e grazie anche ai consigli di qualche bravissima amica spero di migliorare.

Tutto questo discorso sta qui per dire che le foto di questa zuppa funghi e cereali non mi piacciono. Ecco. Ma questo periodo a causa di tante cose in più, che sono sì piacevoli, ma levano il poco tempo che ho, aggiorno il blog pochissimo, e questa zuppa di stagione  mi pareva da mettere.

Quindi. Andiamo a discapito dell’estetica, in virtù della condivisione di un piatto buono per queste serate fredde, confort food davanti al camino acceso, fatela, e scordatevi le mie foto 🙂 L’orto ha prodotto dei porri piccolini ma così tanto buoni e profumati…Loro si, sono stati soggetti più docili alla foto 😉

zuppa di funghi e cereali

Io ho usato un pò di avanzi di cereali per svuotare i pacchetti (orzo, riso, farro e grano), però sostituite pure con uno solo dei cereali che preferite, o mischiatene di più stando però attenti ai tempi di cottura. Che poi si trovano tante confezioni che già contengono misti i 5 cereali .  Le patate non mancano mai in una zuppa, che legano e rendono più denso il sughetto. qui ne ho usate solo due non molto grandi.


ZUPPA DI PRATAIOLI, PORCINI E CEREALI AI PORRI E ROSMARINO


INGREDIENTI:

500 gr di funghi prataioli da pulire

300 gr di cereali misti

 brodo vegetale q.b.

1 porro intero, di media grandezza

2 carote

2-3 spicchi di aglio rosso

3 cucchiai di aghi di rosmarino

2 patate medie

olio extra vergine di oliva

PREPARAZIONE:

In una pentola dal fondo spesso mettete un filo di olio di oliva, il rosmarino e gli spicchi di aglio sbucciati, senza accendere il gas.

Mettete in caldo il brodo vegetale.

Lavate i funghi, puliteli, e fateli a fettine di circa 1/2 cm di spessore

Sbucciate le carote e fatele a dadini di circa un cm.
Pulite il porro, e affettatelo, sbucciate le patate e fatele a pezzi non troppo piccoli.
Mettete nell’olio anche i porri, le carote e le patate e fate scaldare a fuoco medio per un pò, mescolando spesso perchè le patate tendono ad attaccarsi.
Dopo due o tre minuti aggiungete i funghi, coprite, ricordandovi di mescolare delicatamente ogni tanto, e fateli rosolare per circa 5 – 6 minuti.

Io a questo punto frullo tutto grossolanamente con un frullatore ad immersione, decidete voi se saltare questo passaggio.

Aggiungete i cereali, mescolate ancora per un pò e poi aggiungete il brodo ben caldo, regolatevi man mano che avanza la cottura sulla quantità di brodo da usare, che varia in base a quanta acqua rilasciano i funghi.

Portateli a cottura, e fate riposare la zuppa qualche minuto, prima di servirla.

zuppa di funghi e  cereali

 

 

Zuppa di asparagi e zucchine con patate

zuppa di asparagi, zucchine e patate

 

 

L’ultima zuppa di stagione, sperando che il tempo vada migliorando, è un piatto di passaggio tra inverno e primavera. Ci sono infatti gli asparagi, che di solito arrivano con i primi giorni di caldo, mentre l’essere una zuppa, e la corposità delle patate fanno pensare ancora al freddo, e magari ad un pò di fuoco ancora acceso nei camini.

E’ una ricetta veloce veloce, e che fa anche bene, piena di verdure che cuociono iniseme, e rilasciano nel brodo di cottura tante sostanze che ci aiutano a rimediare agli eccessi pasquali.

INGREDIENTI: (per 2-3 persone)

2 – 3 zucchine non troppo piccole

un mazzetto di asparagi

2-3 patate

mezza cipolla piccola

rosmarino

sale, pepe

PROCEDIMENTO:

Sbucciare le patate, tagliarle a pezzi non troppo grandi e metterle in pentola, con poca acqua  ed il rametto di rosmarino intero in modo  da poterlo eliminare. Accendere il gas e nel frattempo ridurre a pezzi le altre verdure, eliminando i gambi duri degli asparagi e le punte delle zucchine.

zuppa di asparagi, zucchine e patate

Unire le verdure tagliate all’acqua con le patate, e regolare di acqua in modo che superi di poco le verdure. Salare, pepare e cuocere con coperchio finchè le verdure iniziano a disfarsi.

Se preferite a fine cottura potete frullarla con un frullatore ad immersione, o, come ho fatto io, frullarla solo parzialmente. Aggiungete a piacere crostini di pane, oppure poca pasta cotta a parte.

Con questa ricetta, partecipo al TheLittlePots’ Contest, questo il link, http://thelittlepots.wordpress.com/2014/04/22/thelittlepots-contest-gli-asparagi/

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un contest lanciato da poco da un blog delizioso, a tema appunto asparagi, e siccome io li adoro, non potevo non partecipare, con questa ricetta e con una più vecchietta, una delle mie prime pubblicate, questa qui: https://fornellidisalvataggio.wordpress.com/2014/03/06/uova-in-padella-con-asparagi-e-trota-volendo/

Chitarra aquilana al ragù bianco di agnello, con limone e ginepro.

chitarra al ragù bianco di agnello con limone e ginepro

Sono felice di presentarvi, con questa ricetta, un primo semplice nella sua armonia di sapori, tutti legati alla mia terra, ed alla nostra tradizione pasquale.

ragù bianco di agnello ingredienti

Agnello, tagliato al coltello, e inaspettatamente, bacche di ginepro, limone, e timo selvatico sono gli ingredienti che condiscono i “maccheroni alla chitarra”, pasta tipicamente abruzzese, tirata a mano su antichi strumenti realizzati appositamente. Un piatto che sorprende senza essere troppo elaborato o pretenzioso, perfetto sulla tavola di Pasqua, delicato e speciale per una cena tra amici.

INGREDIENTI: (per 4 persone)

400 gr di polpa di agnello

2 scalogni piccoli

3-4 spicchi di aglio

una manciata di bacche di ginepro, più altre per decorare

un limone, da cui gratterete la scorza

2-3 rametti di timo

2-3 rametti di rosmarino

vino bianco secco q.b.

brodo vegetale q.b.

sale e pepe

olio extra vergine di oliva

parmigiano e pecorino, a piacere

PREPARAZIONE:

Preparare un soffritto mettendo gli scalogni  tagliati a pezzetti piccoli con una mezzaluna, gli spicchi d’aglio con la buccia, un pò pestati con il dorso di un cucchiaio di legno, o con un pestello, e le bacche di ginepro. Far soffriggere stando attenti che nè lo scalogno, nè l’aglio si scuriscano troppo, devono solo imbiondirsi. Tagliare un pezzetto di scorza di limone, e metterla intera nel soffritto, avendo cura di toglierla a fine cottura. Aggiungere il timo ed il rosmarino, (avvolti in un sacchetto di garza se volete torglierli, oppure tritati fini se pensate di lasciarli). ( A questo punto prendetevi un secondo per sentire il profumo di questo soffritto che sa di prati e di montagna…)

Aggiungere  la carne, e farla rosolare bene nell’olio caldo.

Quando la carne sarà ben rosolata, grattate un pò della scorzetta del limone sulla carne, circa la metà, sfumare con vino bianco, e coprire. Il ragù deve cuocere per circa 45 minuti, ma è importante che resti molto umido e che abbia un fondo molto cremoso, pertanto controllatelo spesso, e bagnatelo ogni volta che serve, con il brodo ben caldo.

ragù bianco di agnello cottura

A piacere, potete schiacciare qualche bacca di ginepro per dare sapore.

A fine cottura grattare ancora un pò di scorza di limone sul preparato.

Cuocete le chitarra al dente, e scolatela direttamente nella padella del condimento, lasciando poca acqua di cottura e saltandola delicatamente per poco tempo, in modo che resti comunque umida.

A piacere, servire con bacche di ginepro per decorare, poca scorza grattata e una spolverata di parmigiano o pecorino.

Questa pasta per me è L’Aquila, mi ricorda una giornata in centro in città, mi fa pensare ai boschi intorno pieni di profumi, alle foglie secche sotto i piedi quando vado a raccogliere le bacche di ginepro. Mi fa pensare al mercato cittadino, dove si vende ancora la Chitarra, antico strumento per tirare la pasta a mano, che infatti prende il suo nome, che venga spessa e quadrata, pronta per il giusto condimento.

chitarra per pastachitarra aquilana, particolare

maccheroni alla chitarra aquilana

E’ una pasta aquilana perchè c’è l’agnello, e noi montanari valorizziamo il nostro patrimonio zootecnico elevando la carne ovina al mito ;). Non ricordo più il dove, ma devo aver assaggiato qualcosa di simile un giorno di tanto tempo fa, perchè una mattina,  sistemando una vecchia borsa, ho trovato un appunto scarabocchiato (io che di solito sono molto precisa, devo averlo scritto dopo un lungo aperitivo, o in una posizione molto scomoda). Questo appunto riportava scritto: bianca agnello ginepro zafferano panna  e ?

Perciò penso di aver trascritto quello che mi sembrava ci fosse in una pasta che devo aver mangiato, ma ripeto, il dove si è perso. Eppure ritrovando il fogliettino ho avuto un’ispirazione. Era il periodo di Pasqua di qualche anno fa, e ho provato, immaginando nella mia testa un nuovo piatto, profumato e particolare, come poi è.
Ho tolto lo zafferano,ho assaggiato una bacca di ginepro cruda (magari evitate) per sentirne il sapore, e ho aggiunto limone, e timo, che insieme profumano il piatto. Niente panna, allergie a parte non la amo nè nei dolci, nè tantomeno nei primi piatti. Ho comprato la carne in una macelleria locale, un agnello nostrano allevato in zona, in uno di quei negozi di macelleria che curano la provenienza della carne, la tipicità del prodotto, e che è sempre alla ricerca di novità, specialità alimentari, prodotti a volte introvabili. Ugo e Sonia sono due carissimi amici e li saluto volentieri. Le bacche di ginepro sono quelle raccolte nei nostri boschi, ma quelle comprate vanno benissimo lo stesso.

bacche di ginepro

Il risultato mi ha soddisfatto e lo condivido con piacere con voi, sperando di ispirarvi un buon piatto per la vicina Pasqua.

Mini muffin al prosciutto cotto, e rosmarino.

collage muffins

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Abbiamo scoperto questi piccoli muffin un pò di anni fa, a partire da una ricetta di un Sale e Pepe Kids. In effetti sono stuzzichini perfetti per i bimbi e per le loro feste, ma fanno un figurone anche per un aperitivo veloce, come antipasto in un pranzo, oppure al tavolo di un qualunque buffet.

Li ho fatti talmente tante volte, che ormai li chiamo “quei cosetti che faccio io”, e tutti a casa capiscono di cosa sto parlando. Li ho fatti l’ultima volta per i 18 anni di mio cugino piccolo, (che era piccolo 18 anni fa in effetti), e mentre li impastavo, ragionavo  sul fatto che lui ora ha l’età che avevo io quando lui è nato. E’ stata una riflessione che mi ha fatto un certo effetto, diciamo così. Ci sentiamo sempre uguali e pare che il tempo non passi mai. Sembra sempre ieri, e invece 18 anni sono una vita 🙂

Ma i pensieri prendevano una piega troppo seria, allora mi sono impegnata a fotografare i passaggi della ricetta, per non pensare troppo che non sempre va bene.

E quindi:

INGREDIENTI:

200 gr di farina 00

175 gr di farina semi-integrale

60 gr di parmigiano fresco grattato

3 cucchiaini scarsi di lievito in polvere

2 uova

250 ml di acqua (o latte)

125 ml di olio di oliva

150 gr di prosciutto cotto a dadini

rosmarino tritato a piacere, sale, poco pepe, e le spezie che preferite

FORNO: 180° preriscaldato; COTTURA: dipende dalla dimensione dei pirottini, ma considerate almeno una ventina di minuti, devono appena colorirsi in superfcie.

PREPARAZIONE:

Come prima cosa, rompere le uova in una ciotola con l’acqua, l’olio, sale, pepe e spezie e sbatterle con una frusta a mano.

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In un’altra ciotola setacciare le farine, il lievito, il parmigiano e il rosmarino , mescolare creando una fontana al centro.

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Amalgamare a filo i liquidi nei secchi, con una spatola in silicone, aggiungere da ultimo i cubetti di prosciutto, e senza impastare a lungo, dividere il composto negli stampini da muffin, e poi infornare.

 

IMG_8985 IMG_8987 IMG_8988Nelle foto ho usato l’impastatore nella fase di aggiunta liquidi, avendo raddoppiato le dosi, ma una volta aggiunti i liquidi, lo ho fatto girare non più di 20-30 secondi, ad ogni modo a mano si fanno facilmente, così non si fa rumore, e si possono fare quando i nanerottoli dormono.

QUANTI?

Vengono fuori, con queste dosi, circa 45 muffin piccoli, usando pirottini da 4 cm di basa, che secondo me è il formato adatto, da un boccone e via.

VARIANTI:

Tutte quelle immaginabili, per sostituire il prosciutto cotto (wurlstel, olive a pezzi, piselli lessi…o un mix di ingredienti), e le spezie; di solito uso poco pepe se seno per feste di bambini, altrimenti dalla paprika, al curry, quello che suggerisce la fantasia e l’olfatto 😉

CONGELAZIONE:

Facendoli sempre, in occasione di feste, li congelo già cotti, ancora nei pirottini, e chiusi in una teglia di alluminio di quelle usa e getta. Li lascio poi scongelare a temperatura ambiente una mezza giornata, quando posso magari li servo appena tiepidi, sono come appena fatti. Ai compeanni di Cicciolò ne inforno nell’ordine di 120-130, e vi giuro che non avanzano

Torta al rosmarino e cioccolato fondente, con olio d’oliva

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Una torta buonissima, la nostra torta di casa, che non manca quasi mai in cucina, e che provo a sostituire con altre, ma non hanno quasi mai lo stesso successo.

Ho trovato la ricetta originariamente su un vecchio numero di Sale e Pepe, mi ha subito colpito l’associazione rosmarino e fondente, e nel tempo ho aggiustato a modo mio la ricetta, come sempre, per via del latte.

Ho provato a farla con ogni tipo di olio di oliva, anche non prorio delicati di sapore, e viene comunque eccezionale.

Un altro vantaggio, è che è una torta “silenziosa”, in quanto non necessita di impastatore o sbattitore, si fa a mano in pochi semplici  passaggi. Mi ricordo infatti, che è stato il primo dolce che ho fatto nella nuova cucina dopo aver fatto i lavori in casa, quando per la prima volta da dopo il terremoto mi sono sentita felice ed a mio agio in cucina come non mi capitava da tempo (il fatto è che prima di renderla casa questa era una taverna, e la cucina misurava, al netto del forno a legna, circa 3 metri per 2). (Provate a cucinarci). E così quella sera, dopo aver messo a letto Cicciolò, ho deciso di fare un dolce, e questo l’ho scelto proprio per il fatto che non necessita di rumoreggiare.

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Ecco come:

INGREDIENTI:

100 gr di farina semi integrale

100 gr di farina 00

80 gr di farina di farro integrale

120 gr di zucchero (meglio se di canna)

2 cucchiaini scarsi di lievito per dolci

190 ml di olio evo

190 ml di acqua (LATTE chi può)

3 uova

160 gr di cioccolato fondente tagliato a scagliette irregolari

due rametti di rosmarino, lavato ed asciugato

un pizzico di sale

COTTURA: in forno preriscaldato a 180°, per 45 minuti

PREPARAZIONE:

Come prima cosa, scaldare in un pentolino alto l’olio con gli aghetti di rosmarino per tre o quattro minuti a fuoco medio. L’olio non deve friggere, ma appena scaldarsi, io lo spengo appena iniziano a fomarsi le bollicine d’aria intorno al rosmarino, e comunque quando inizia a profumare. Spegnere e far raffreddare.

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Nel frattempo mescolare in una ciotola capiente tutti gli ingredienti secchi, mescolando per amalgamarli,  ed in un’altra, anche più piccolina, rompere le uova e versare l’acqua.

Spezzettare il cioccolato fondente, lasciandolo irregolare, con alcuni pezzi più grandi, ed altri a scagliette sottili.

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Sbattere acqua e uova (o latte) con una frusta a mano finchè si mescolano bene, ma senza sbattere troppo.

Quando l’olio si sarà freddato fino ad essere a temperatura ambiente, passarlo ad un colino per eliminare il rosmarino, e poi unirlo alle uova con l’acqua.

A questo punto con una spatola in silicone, incominciare ad unire i liquidi nei secchi, a filo, e cercando di non far fare grumi.

Aggiungere alla fine le scaglie di cioccolato, ed infornare in una teglia già foderata di carta da forno o imburrata e infarinata.

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Io prima di infornare trito il rosmarino e ce lo rimetto, almeno in parte, ma dipende dai gusti perchè poi si sentono i pezzetti sotto i denti 🙂

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Trovo che venga meglio usando tre farine diverse, come ho indicato, ma quando vado di fretta uso anche un solo tipo, semplifico ma il gusto cambia poco. La farina di farro, a mio avviso, asciuga un pò l’eccesso di umido del dolce, quindi a quella non rinuncio quasi mai.

E’ un dolce che cuoce lentamente e mentre cuoce manda un profumo unico, sà di casa…

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