Lenticchie a mezzanotte, in versione finger food, su Taste Abruzzo, e buon Capodanno!

Ci sono degli accoppiamenti che potremmo definire “istituzionali”, talmente collaudati che non ci rendiamo nemmno più conto di farli. Se dico “cenone di San silvestro”, a tutti verrà in mente “lenticchie”. Se dico brindisi di mezzanotte, idem. Lenticchie.

Sarà che noi Italiani siamo tanto amanti della tradizione, anche un pò scaramantici, un pò quelli del non è vero ma ci credo…Ma non c’è tavola di capodanno che non ne preveda un pò, lenticchie col cotechino, lenticchie con la salsiccia, lenticchie e “basta, che stò pieno”, sta di fatto che lenticchie e capodanno è uno di quei binomi di cui sopra. Indissolubili.

lenticchie a mezzanotte, finger food (5)

La storia delle lenticchie sulle tavole di Capodanno, ed il senso profondo di questa superstizione, ve la lascio andare a leggere su Taste Abruzzo, resta il fatto che a mezzanotte meno venti, quando le padrone di casa portano le lenticchie appena scaldate insieme al maiale siamo quasi tutti così pieni e sazi che davvero le mangiamo “per devozione” come si dice qui. Allora vi propongo un’idea che spaventa meno del piattone fumante, che si può mangiare in piedi mentre con l’altra mano tenete il calice per brindare.

Piccoli cestini di pasta briseè arricchita nell’impasto dalle lenticchie e dalla loro acqua di cottura  (sempre perchè non si spreca niente), contengono lenticchie e qualche pezzetto di salsiccia, che potete sostituire col tradizionale cotechino.

Un’idea per brindare al nuovo anno, per augurarcelo insieme brillante felice, in pace e serenità. Lasciamoci alle spalle il brutto del vecchio anno, proponiamoci di portare con noi solo gioia e pace, amore e la giusta disposizione d’animo per affrontare il bello e il brutto che verrà.
Da questa “cucina” virtuale, dai miei fornellidisalvataggio, a voi, buon anno nuovo.

claudia

 

 

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Ciambelline vino e olio con farina di castagne e solina.

ciambelline di farina di castagne e di solina (1)

Ci sono ricette che fanno parte della “memoria culinaria” di una regione, piatti tramandati di generazione in generazione davanti a tavole sporche di farina, gusci di uova e grembiuli imbrattati di bambini in piedi sugli sgabelli ad aiutare le nonne.
Sono quelle preparazioni sulle quali vai a colpo sicuro, scritte sul quaderno delle ricette con quattro appunti di corsa, giusto per appuntarle, piene di “quanto basta”, scritte senza il procedimento, perchè quello lo si sà, sta nella memoria di ogni bambino che lo ha visto fare alle nonne e alle mamme mille e mille volte.

Fra queste ricette, in abruzzo di certo rientrano le ciambelline vino e olio. Si chiamano in nessun modo, sono semplicemente “le ciambelline”, le conosco tutti, e tutti le sanno fare.

Capita poi che proprio in queste ricette dove ci sentiamo più “ferrati”, venga fuori la nostra fantasia e la voglia di variare, di sperimentare e di giocare un pò con una cosa ben nota, come una piccola variazione su un tema che ormai sappiamo eseguire alla perfezione. E allora per onorare l’autunno, e per dare una nota ancora più tipica alle ciambelline, stavolta le ho impastate con farina di castagne e farina di solina, uno dei nostri grani autoctoni, resistente e tenace proprio come noi…(eccovi qualche notizia più approfondita su questa varietà di grano)

ciambelline di farina di castagne e di solina (2)

Ho scelto questi biscottini come suggestione fuori concorso per il Contest di Natale di Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura, fiera di poter dare il mio contributo fuori gara a questa iniziativa che mette in palio un week end qui da noi in Abruzzo; fra i 5 ingredienti “simbolo” della nostra regione ci sono infatti tutti i cereali, tra cui appunto questo piccolo e antico chicchetto di grano solina.

Le ciambelline vino e olio sono “il dopo cena perfetto”; trovano la loro vera ragion d’essere se inzuppati in bicchiere di vino (davanti al fuoco acceso); si fanno in cinque minuti, e si conservano talmente bene che fanno parte di quei biscotti preparati tradizionalmente in grande quantità e conservati nelle scatole di latta per le occasioni importanti. Perciò vi potete mettere ai fornelli e pensare di farli, saranno un regalo di natale graditissimo, ve lo garantisco.

ciambelline di farina di castagne e di solina (3)


 

CIAMBELLINE VINO E OLIO CON FARINA DI CASTAGNE E SOLINA


 

INGREDIENTI:

Un bicchiere di vino bianco (se preferite anche cerasuolo)

un bicchiere di olio

un bicchiere scarso di zucchero, più quello per farcire l’esterno

un cucchiaino di lievito per dolci

farina 00, farina di castagne e farina di solina in parti uguali, quanto basta, (in tutto circa 500 gr)

PROCEDIMENTO:

In una ciotola capiente  fate una fontana con la farina e lo zucchero; versate l’olio ed il vino e impastate; dovrete avere un panetto consistente (sul mio quaderno c’è scritto “come gli gnocchi”), che potrete lavorare comodamente sulla spianatoia di legno.

Ricavate dall’impasto tanti rotolini di pasta, ottenuti arrotolando sotto le dita un pò di impasto, proprio come si fa con gli gnocchi. Chiudete a ciambella ciascuna striscia premendo un pò alle estremità.

Preparate una teglia rivestendola con carta da forno.

Mettete in un lato della spianatoia un pò di zucchero e passateci velocemente le ciambelle, poi disponetele sulla teglia distanziandole bene tra loro.

Infornate a 180°, per 10-15 minuti, finchè la ciambelle avranno preso colore. Fate freddare prima di chiuderle in una bella scatola di latta.

Il Primo Contest firmato “Taste Abruzzo”, tutto dedicato al Natale

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Stiamo tutti pensando a Natale, non lo neghiamo. Specialmente noi blogger. Allora ecco un contest ad hoc, che vi premierà con un viaggio nella mia terra, la terra che amo e che vi racconto con passione, e che in questo periodo speciale è ancora più bella.

Ebbene, la redazione e i collaboratori di Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura abbiamo pensato di rendere omaggio a questo periodo pre-natalizio con il nostro primo contest, interamente dedicato alla Cucina delle Feste.

Quindi, cari tutti, iniziate a tingere le vostre tavole di rosso, oro e bianco e munitevi di creatività, passione e di ingredienti perché c’è da partecipare a “Taste Abruzzo, it’s Xmas Time!”

E già che ci siete, tenete pronta anche la valigia. Eh già, perché il nostro è un progetto atto a promuovere questa bellissima terra, perciò, per voi che deciderete di partecipare, in palio c’è la possibilità di vincere un soggiorno in Abruzzo presso la Country House Casale Centurione e, per i semifinalisti, ci sono in palio 10 fantastiche Mug della designer Paola Mucci e del Graphic Artist Mauro Forte di AbruzzoCreativo!

Il contest è organizzato con la loro preziosa collaborazione e con dei giurati molto speciali che giocano un ruolo fondamentale, quello della scelta del vincitore finale!

Se vi abbiamo incuriosito abbastanza e vi è venuta voglia di partecipare, venite a scoprire su Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura i volti della giuria, il regolamento per partecipare, il tema e i Magnifici 5 ingredienti protagonisti del 1° Contest firmato “Taste Abruzzo” dedicato al Natale.

Vi aspettiamo numerosi!

Quello che lasciamo nei boschi.

ginepro (1)

Ho pensato che si può approfittare degli ultimi week end di bel tempo per una bella passeggiata nel bosco. Poi ho pensato ai boschi, questi enormi personaggia delle nostre montagne, ho pensato a quanto ci offrono, a che parte importante abbiano avuto negli anni passati. Ho pensato ai colori stupendi degli alberi davanti a casa, sulle “mie” montagne…
Ne è venuto fuori questo articolo, lo trovate su Taste Abruzzo, il sito nato per farvi sapere (anche) quanto di bello c’è qui da noi.

Leggete questa bella storia sui boschi, poi scarpe e bastone, e buona passeggiata!

 

La Transumanza, sulle vie del Tratturo Magno”, e vi presento qualcosa di nuovo, di bello, di imperdibile.

pastori
Settembre in Abruzzo è “…tempo di migrare…“, è  il mese in cui ripartono i pastori.

A settembre per me inizia un’altra nuova esperienza. Scrivo da questo mese per un sito,Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura” un posto virtuale che diventerà riferimento per chi conosce la mia terra, e per chi vuole accostarsi con curiosità e stupore a tradizioni, storie che vi appassioneranno, racconti tanto belli da sembrare favole…e ovviamente, ricette, dolci, salate, con il trait d’union di essere nate dalla semplicità e dall agenuinità dei prodotti che ci piace usare. Sarà un viaggio dentro il cuore verde dell’Italia, tra mari, montagne, vigne e colline. Restate con noi, promesso?

Ho scritto questo primo articolo con in mente l’idea precisa di rendere a voi che mi leggete la magia delle montagne, l’altera bellezza delle greggi e dei visi duri dei pastori. Avevo la speranza di raccontare quel pastore di Leopardi, nel “canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, e quelli di D’annunziana memoria. Io spero di esseci riuscita, è stato come scoperchiare un vaso di Pandora. Avevo ancora tanto da dire, sono più le parole nella testa che quelle che sono uscite. Aspettano, in fila, come le greggi, arriverà di certo anche il loro turno, in fila come racconta il pastore nel video che ho inserito nel testo:  “…e uno dietro l’altro…e ognuno col suo gregge, e la sera si stazzava insieme, riuniti  insieme…”  esposti al freddo e alla fatica, mangiando pan cotto, poco formaggio, e tanto vino, che scaldava la strada e il cuore lontano da casa. “…si cucinava, si faceva sto pan cotto, o acqua sala, ma era più che altro pane, qualche vota se beveva parecchio, na fetta de pane, co m’po de formaggio…
“Da sempre la nostra terra è legata a doppio filo alla Transumanza, allo spostamento delle greggi e degli uomini che le conducono.
Si perdono nel tempo le sue origini, ma restano scritte sulla terra, sulla rete di tratturi che ancora oggi legano Abruzzo e Puglia, segnando gli antichi passi che da secoli i pastori percorrono in cerca di pascoli, “…sulle vestigia degli antichi padri…“, restano le meravigliose chiese dei tratturi, immerse nelle piane, maestose, o minuscole e nascoste nelle montagne. Più di 3000 km di strade di terra, che gravitano attorno all’Antica Via, il Tratturo Magno, 244 km di strada dalla Basilica di Collemaggio alle pianure foggiane, che i pastori percorrevano a piedi, in fila…” e se volete, la storia continua su Taste Abruzzo…qui

Ferragosto, qui in “terre d’Abruzzo”…e uno sciroppo di menta con molti usi.

ferragosto

Ferragosto…

Probabilmente la maggior parte di noi a questa parola associa la stessa cosa: “scampagnata”.
Siamo arrivati alla metà dell’estate, nella settimana più leggera dell’anno. Sono quasi tutti in ferie, e chi rimane si sente un pò in ferie lo stesso, perchè ovunque si respira un’aria quasi di sospensione, di festa…Non è una settimana in cui prendersi troppo sul serio, o in cui prendere troppo sul serio il lavoro…Sembra quasi di dover arrivare al giro di boa del 15 agosto, per riprendere la vita normale.
E forse, a pensarci bene, non abbiamo tutti i torti a vivere così questi giorni “di mezza estate” giorni che precedono una festa che oggi è prima di tutto religiosa, ma  che ha origini pagane, nella festività della Feriae Augusti, ovvero la festa (riposo) isituita dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C.

Sta di fatto che ad oggi tutti, credenti o meno, festeggiano il ferragosto con una scampagnata all’aperto, che sia mare, montagna, un prato o la riva di un fiume.

Per gli adolescenti, la scampagnata di Ferragosto è tappa irrinunciabile di metà estate, per molti è il primo giorno “da grandi”, quando te ne puoi andare un pò più lontano, con l’amico grande che ha già la macchina, o fin dove i motorini ti spingono.

Per noi Abruzzesi di montagna, Ferragosto è cercare un prato vicino ad un fiume, o ad un lago; è il cocomero a raffreddare nell’acqua, è l’arrostata sulle braci in mezzo a pietroni bianchi raccolti lì vicino…è coperte per terra, bruschette sporche di erba, chitarre e canzoni fino a sera. E’ anche, e forse questa è la cosa più bella, ritrovare i “postiperferragosto” dove andavano a passarlo anche i nostri genitori, raggiungibili con poco tempo, vicino ai paesi, i posti che conoscevano già i nostri nonni, con nomi che evocano vita passata, scene e vicende di quella civiltà contadina che ancora permea la nostra vita.

…E scrivo questo post un pò anche per tutti gli abruzzesi fuori sede, che seguono il blog e seguono Taste Abruzzo, e so che in questi giorni la malinconia è un pò più pesante, perchè mancano i nostri prati, i nostri boschi, il fresco delle pietre su cui sedersi e mangiare arrosti in compagnia. Ma di certo chi può è tornato, e chi non può sta organizzando il pranzo di Ferragosto nella miglior maniera possibile.

Che arrostata sia, su questo non si discute, ma volevo darvi un paio di idee, e una cosina nuova, che renderanno indimenticabile anche un’arrosto in campagna…

Pensavo ad un’insalata in barattolo, che per un pic nic è l’ideale, e vuoi mettere che bello quando dal cestino tiri fuori un barattolino per ciascuno, in monoporzioni?
questa insalata di farro mi dà sempre grandi soddisfazioni, e da quando è sul blog, in molti l’avete provata e apprezzata, quindi, potrebbe essere un’idea collaudata no?

farro e fiore di erba cipollina

Ci sono poi questi piccoli muffins salati, al prosciutto cotto e el rosmarino, che si fanno in cinque minuti, e sono pronti da mangiare, in un boccone solo. Sono per il monoporzione, si è capito.

collage muffins

 

Sull’arrostata di per sè, poco da dire. Scegliete carni locali, preferite le piccole macellerie, che aiutano e promuovono gli allevatori del nostro territorio, e magari fatevi un giro sul blog di Laura, che vi propone una marinata ed una salsa speciale per le carni…
La mia amica Marianna propone focaccia e contorni, melanzane e salsa per accompagnarle, che non ci facciamo mancare nulla…

E per dolce, che sia macedonia, insieme al cocomero ovviamente, e allora vi suggerisco un condimento speciale, che poi è la ricetta dell sciroppo di menta ceh volevo pubblicare da tempo…

Scegliete un bel posto… il lago di Campotosto, meta meravigliosa, e descritta benissimo in questo post da un’altra Abruzzese  innamorata della sua terra, la mia amica Marianna, La piana montana di Campo Imperatore, di cui vi racconterò, nel ParcoNazionale del Gran Sasso e Monti della Laga,  oppure il lago di Scanno, di Barrea, le valli stupende del Parco Nazionale d’Abruzzo, o uno dei posti che abbiamo fotografato e pubblicato qui …, su questa nuova pagina di cui presto vi perlerò in modo completo…(voi intanto mettete il like, stay tuned).

Oppure lasciate gli itinerari più comuni, le strade più “affollate” (che qui da noi affollato ha sempre un senso relativo), girate in una delle mille stradine a margine delle strade principali, perdetevi nei mille sentieri, tra le mille fonti di montagna, tra i mille abbeveratoi per il bestiame, che ospiteranno i cocomeri e le birre (che siamo cresciuti ormai). Stendete una coperta, staccate il cervello. Godetetvi la famiglia, la compagnia degli amici, il silenzio delle montagne, il canto dei grilli. Fotografate i fili d’erba, i piccoli fiori di campo…fate una ghirlanda di margheritine, staccate i telefoni, e tutta la tecnologia possibile, portate un pallone, due chitarre…qualcosa di buono da mangiare.
Sarà un buon Ferragosto.

(ah si, la ricetta)

sciroppo di menta (2)

 

 


SCIROPPO DI MENTA


INGREDIENTI:

250 gr di foglie di menta (potete arrivare fino a 500 gr per un gusto più deciso e concentrato)

500 gr di zucchero

500 ml di acqua

la scorza di un limon non trattato

PREPARAZIONE:

In un mixer, frullate la menta, dopo averla lavata ed asciugata, con metà dell zucchero e la scorza del limone grattata. (se avete un mortaio di pietra, beh, è arrivato il momento di usarlo).

Questo composto deve riposare per un’ora almeno; trascorsa quest’ora mettete in un pentolino l’acqua, il restante zucchero, e la menta tritata. Lo sciroppo deve bollire circa 20 minuti.

Poi filtratelo, e imbottigliate avendo cura di tenerlo in frigo.

Usatelo diluito con due parti di acqua per una bibita dissetante e buona, e questo è l’uso normale dello sciroppo :), ma provatelo sul gelato, provate a farci dei ghiaccioli, oppure, come vi anticipavo un pò più sù, mettete qualche cucchiaio di sciroppo sulla macedonia di frutta, senza aggiungere altro zucchero, mettendo ancora qualche fogliolina di menta fresca.

sciroppo di menta (3)

E ancora, buon ferragosto a tutti. Claudia