Conserva di mele, cipolle e datteri

conserva di mele, cipolle e datteri (3)

Non vi potevo proporre ancora una torta di mele…Ma nemmeno potevo cavarmela con due tortine, e liquidare così una cantina piena di cassette di mele, e alberi carichi che si stanno spezzando i rametti… no. La sindrome del criceto chiama, e io rispondo così…Non ve la cavate facilmente. Non ho ancora finito 🙂
Salterei a piè pari la dissertazione marmellata, confettura o composta, e per uscirne pulita, questa la chiamo conserva. In barattolo, per puntualizzare. (Di mele, cipolle, datteri, aceto e miele. Adatta ad accompagnare i formaggi).

Avevo chiesto a Sonia, autrice del Pasto nudo, un pò di idee per conservare queste benedette mele, e lei (che è una persona che risponde sempre a qualsiasi domanda, e non è da tutti), mi ha consigliato la sua ricetta di mostarda di mele e cipolle. Questa ricetta.
Ho cambiato un pò le cose, e la conserva che ne è venuta fuori è bellissima anche di colore, è zero spreco e l’ho nascosta perchè la vorrei far arrivare a Natale, per le cene e i pranzi di quel periodo, che coi formaggi è perfetta!

conserva di mele, cipolle e datteri (1)

Sonia usa l’estrattore, io la centrifuga, non avendolo. Per fare senza, va bene anche un frullatore ad immersione.
Per preparare le mele: tenete la buccia se la provenienza lo permette, e togliete i semini e i piccioli, senza “pulirle” troppo, tanto ci pensa la centrifuga. Pesatele dopo averle pulite.

conserva di mele, cipolle e datteri (5)

CONSERVA AGRODOLCE DI MELE, CIPOLLE E DATTERI

INGREDIENTI: (per tre vasetti)

600 gr di mele

150 gr di cipolle rosse

100 gr di miele

150 ml di aceto di mele

20 datteri

PROCEDIMENTO:

Spezzettate le mele e la cipolla a pezzi adatti alla centrifuga (o non troppo grandi se usate il frullatore). Togliete i semi alle mele, anche senza togliere il torsolo, solo per la controversa storia dell’acido cianidrico nei semini, voi scansateli, sia mai.
Raccogliete il succo in una pentola alta, poi ripassate una seconda volta gli scarti nella centrifuga, e racc0gliete un altro pò di succo.
Di nuovo, togliete gli scarti dal macchinario e mettetene metà nella pentola col succo. Si si, ve l’avevo detto zero sprechi!. (che poi presto vi dico che ci ho fatto con l’altra metà).

Tagliate i datteri a pezzi piccoli, di max un cm di lato, ed aggiungete al resto. Portate sul fuoco, aggiungete l’aceto ed il miele e fate sobbollire per 20 minuti, appena il tempo di addensare un pò

Se usate il frullatore, o un frullatore ad immersione, fate pezzi poco più piccoli e frullate tutto insieme, eccetto i datteri che si attaccano fastidiosamente alle lame, quindi taglaiteli a mano,  poi procedete normalmente.

E’ fatta. Sterilizzate i barattoli come fate di solito, e mettete un bella etichetta, che poi la portate a tavola e fate un figurone.
La conserva è stata testata ed approvata giusto ieri da un pò di amici, e il primo vasetto è andato. Voi dite che arriva  a Natale? Va bene pure Halloween và!

conserva di mele, cipolle e datteri (9)

Viola come (a volte) diventa il radicchio rosso, e arancio come le arance; risotto al radicchio rosso e arancia

risotto al radicchio rosso e arancia

risotto al radicchio rosso e arancia (1)

La cosa che volevo di questo risotto al radicchio era il viola. Nonostante dal blog non emerga, io adoro il riso, è una delle prime cose che ho imparato a cucinare bene, è stata a lungo la cosa che preparavo in mille varianti quando avevo gente a cena, col risotto andavo sul sicuro.
Io ho una zia brasiliana, lei mi ha insegnato ad usare e cuocere alla perfezione il basmati, a fare un riso al curry buonissimo, ad accompagnare col basmati tanti piatti estivi e non, e ormai a casa un arrostata non è arrostata senza il ciotolone di basmati…Insomma, io e doc siamo due risottari incalliti, e dal riso in bianco come confort food quando non hai voglia di cucinare, al riso nero, al basmati per contorno, forse davvero faremmo più riso che pasta, se non fosse che Cicciolò lo quasi detesta, e non mi spiego il perchè.

Però questo risotto ha una storia un pò più antica, ha la storia del colore viola che volevo e non usciva. La mia storia col risotto al radicchio inizia con un’aura di mito. Ero appena ventenne ed ero stata invitata in una casa a mangiare il “famoso risotto al radicchio” della famosissima padrona di casa, che così buono e così viola non lo faceva nessuno. Io ero ragazzina, e la casa era una di quelle piene di tappeti, che anche coi tacchi non fai rumore, (ma non è che io li portavo), luci soffuse, argenti, troppe posate, e persone che sanno sempre cosa dire. Io mi aspettavo climi glaciali, atteggiamenti compassati e quasi il cameriere che ti sparecchia il piatto. Mi aspettavo di sentirmi a disagio e sotto esame (ero piccola, goffa e temevo discorsi sui massimi sistemi). Oggi ricordo poco di quella serata, ma ricordo la dolcezza della padrona di casa, il suo innegabile tatto nel mettermi a mio agio nonostante tappeti e argenti a tavola e librerie che avrebero intimorito tanti professoroni spara sentenze.  Mi ricordo il colore del riso e mi ricordo di aver pensato che volevo quel viola e quell’atmosfera, che i tappeti attutiscono i passi in maniera  meravigliosa, che l’argento a tavola è veramente elegante, che forse ero nel castello delle favole, che volevo diventare un pò come quella regina del castello “da grande”.

Da grande credo sia ora, perchè insomma, se hai una casa, una famiglia, un cane, il gatto, la casa al mare, beh, si è da grande, e sono soddisfatta di quello che sono, e forse davvero sono grande visto che sono riuscita ad avere quel viola dal risotto. Provando e riprovando, diceva qualcuno.

Insomma, provate così. Non avrà per voi lo stesso dolce sapore di vittoria e di desideri in parte realizzati che ha per me, non sarà un rivivere una serata dal sapore dolce di te adolescente. Ma è un buon riso, fidatevi.

risotto al radicchio rosso e arancia - dettaglio


 RISOTTO AL RADICCHIO ROSSO E ARANCIA


INGREDIENTI:

Due cespi di radicchio rosso (quello lungo, per intenderci, non quello di Chioggia)

Un’arancia non trattata

uno scalogno

riso per risotti (Arborio, o Vialone nano)

brodo vegetale q.b.

PREPARAZIONE:

Grattate la scorza di mezza arancia e tenetela da parte, poi spremetene il succo, e

Pulite il radicchio lasciando interi i cespi e toglindo le foglie più esterne, se rovinate. Partendo dall’estremità superiore, affettate il cespo a striscioline sottili, fermandovi qualche cm prima della base.
Mettetelo ammolo in un catino di acqua fredda per pochi minuti, giusto il tempo di affettare lo scalogno e farlo soffriggere nell’olio.
Scolate dall’acqua il radicchio, mettetelo nel soffritto mescolando sempre, e versate in due riprese il succo di arancia, continuando a far stufare il radicchio.

Nel frattempo tenete il brodo in caldo; versate il riso nel soffritto e girate velocemente con una paletta di legno, aspettate qualche minuto e poi iniziate a bagnare il riso con il brodo, un pò  per volta, e portatelo a cottura come fate normalmente.

Lasciatelo un pò al dente, impiattatelo e spolveratelo con un pò di scorza grattata dell’arancia.

Se volete servirlo nelle cocotte, infornatelo sotto al grill per un paio di minuti.

risotto al radicchio rosso e arancia (1)

Finta lasagna di zucchine, pomodori secchi e cipolle

finta lasagna di zucchine, pomodori secchi e cipolle

Per la serie “poche idee e ben confuse”, ci sono dei giorni che cambio idea sul pranzo mille volte. Chi segue sempre i fornellidisalvataggio, sa che per cercare (invano) di mettere ordine nel mio caos mentale ogni lunedì mi preparo il planning con i pasti della settimana, ma poi spesso vado a braccio. E così è nata questa specie di lasagna così tanto buona…ero in giro tra frigorifero e credenze, quando è rientrata mamma con la prima cipolla dell’orto, bella fresca e profumata.

E siamo stati tutti contenti che mi sono lasciata ispirare, perchè il risulato è un piatto che si fa in due minuti, è leggerissimo, fa bene e piace tanto. Nei miei milleduecentosette progetti, c’è quello di realizzarne qualche porzione da congelare (sempre per la sindrome dello scoiattolo), (insieme a minestroni crudi, dado di verdure, di cui presto vi dirò, e altre troppe cose che vorrei fare ma non mi basta il tempo mai).

Intanto, dato che verba volant, recupero questa idea per non lasciarla nel dimenticatoio di quelle cose che fai una volta, sono buone, poi però non te le scrivi, e vanno perse…

E allora, ecco la “ricetta”:

finta lasagna di zucchine, pomodori secchi e cipolle (8)

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FINTA LASAGNA DI ZUCCHINE, CIPOLLE E POMODORI SECCHI SOTT’OLIO ALLE ERBE AROMATICHE


INGREDIENTI:

4 o 5 zucchine piccole

mezza cipolla bianca

10 pomodori secchi sott’olio

olio evo

sale

un mazzetto di erbe aromatiche fresche o secche (basilico, menta, timo, erba cipollina, santoreggia)

PREPARAZIONE:

Dopo aver lavato e asciugato le zucchine, toglietegli le estremità e affettatele nel senso della lunghezza con una mandolina.

Tagliate a striscioline i pomodori secchi dopo averli scolati dell’olio;
affettate la cipolla;
sminuzzate le erbe aromatiche.

Adesso ungete di olio una pirofila da forno (io adoro queste di ceramica, sono belle, cuociono benissimo e si puliscono in un attimo), e disponete le zucchine, “farcendole” con le erbe e le fettine di pomodori, alternandoli alla cipolla. Altro strato di zucchine e così via…

infornate a 200° per mezz’ora scarsa, il tempo necessario a colorire la superficie.

Caldo o freddo è buono comunque, e se lo volete congelare, vi consiglio di cuocerlo poco di meno, per poi finire le cottura quando deciderete di usarlo, (senza farlo scongelare, mettetelo direttamente in forno caldo).

finta lasagna di zucchine, pomodori secchi e cipolle (10)

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(Un’altra) Pasta con le zucchine, crude stavolta, in un pesto.

pesto di zucchine basilico e bacche di gojii

Il titolo serio dovrebbe suonare tipo:

“Pesto freddo di zucchine, basilico e bacche di goji”

Ma io non sono una cuoca, non scrivo libri, passo il tempo che mi avanza condividendo con voi quello che cucino e quello che penso mentre lo cucino…
Avendovi annunciato in questo post che sarebbe avvenuto, mi sento molto meno in colpa a sciropparvi un’altra pasta con le zucchine.
Ciò non toglie che potete saltare questo post, e siete giustificati, ma se invece siete come me, in crisi da “che ci faccio co tutte ste zucchine”, questa è un’idea un pò nuova.

In pratica vi sto proponendo di prepararvi questa salsina che vi dura in frigo anche una settimana, ben chiusa, e la usate come condimento per la pasta quando fa caldo e non vi va di pensare ad altro, (ma quando farà caldo???). Oppure vi preparate una bella pasta da tenere fredda in frigo e mangiare all’occorrenza. Se non fa troppo freddo e allora cucinate pasta e fagioli, e la pasta la tenete nel frigo in attesa di un mini raggio di sole che durerà dieci minuti. Durante i quali correremo fuori a mangiare questa pasta appunto, dicendo che quest’estate fa proprio caldo, per fortuna ad avere questa pasta fredda!!! così, giusto per crederci

Ho usato le bacche di goji, non è che siano obbligatorie, ma se non usate quelle, allora metteteci un pò di mandorle, voi che non siete allergici, che faranno lo stesso effetto di “addolcimento”.

pesto di zucchine basilico e bacche di gojii

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PASTA CON PESTO DI ZUCCHINE, BASILICO E BACCHE DI GOJI


INGREDIENTI:

3-4 zucchine medie, meglio quelle a buccia chiara

4 apici di basilico, con foglie grandine

1 limone piccolo (non trattato, se userete anche la scorza)

3 cucchiai di bacche di goji, reidratate in acqua

olio evo, sale, pepe, zenzero

PREPARAZIONE:

Tagliate le zucchine a pezzi tranne una, e mettetele nel bicchiere del frullatore ad immersione.
Aggiungete il basilico e le bacche di goji, (trattenendone poche per decorare i piatti).
Grattate un pò della scorzetta di limone, se la userete, poi spremete il limone e unite il succo alle zucchine; versate olio a filo, e azionate il frullatore, continuando a versare olio quanto basta per ottenere una crema di consistenza simile ad un pesto. Non dovete frullare troppo, le zucchine devono restare un pò granulose. Aggiungete sale, pepe, zenzero a piacere.

A questo punto prendete la zucchina rimasta, e fatela a pezzetti piccini piccini con la mezzaluna. Ora potete aggiungerla al pesto che avete preparato.

Questo passaggio serve se vi piace la consistenza delle zucchinette crude, croccantine, ma se preferite un piatto più omogeneo frullate tutto a dismisura, e diventerà liscio come una crema. (Vabbè ve lo devo dire che secondo me perdete sia in sapore, che in qualità, perchè le lame di ferro del  frullatore, troppo tempo a contatto con la verdura ne alterano le qualità nutritive, almeno, questo è quello che ho imparato).

Condite la pasta con questo condimento, decorate il piatto con qualche fogliolina di basilico e due o tre bacche di goji.

pesto di zucchine basilico e bacche di gojii

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Ah se qualcuna di voi vuole aiutarmi a smaltire prodotto, vi invito a mettere nei commenti qualche link a vostre ricette per zucchine. Grazie.

 

Uscire vivi dall’iper produzione di zucchine: composta di zucchine al limone e menta

composta di zucchine (7)

Nel nostro dialetto c’è un termine che mi fa sempre ridere, che ogni tanto sento da nonna e da qualche altra signora della sua generazione: “la futera”. La futera, per cercare di tradurlo in maniera semplice, indica abbondanza di qualcosa, inteso però in termini di raccolto. E’ futera di pomodori, o di peperoni, o di zucchine…si può tradurre anche con “momento di massima produzione di…”, ed è secondo me una parola legata ai ritmi della terra, ma anche ai ritmi di vita quando erano più legati a quelli naturali. Se è futera di pomodori, allora tralascerai il resto, e penserai a fare “le bottiglie” (vedi: salsa di pomodoro in bottiglia per fare sughi in inverno), se è futera di prugne, more, o altra frutta, allora si va a raccoglierle e vai di “barattoli”…Ecco. Adesso da me è futera di zucchine.

Chi ha la fortuna di avere un orto sa bene con che gioia vengono accolte le prime zucchine, e con che senso di rassegnazione si raccolgono poi cesti e cesti nelle settimane  a venire, che si cucinano zucchine in ogni dove, zucchine cotte, crude, sott’olio, fritte, in forno, nei dolci, nella pasta, nelle zuppe…zucchine, da mangiare come se non ci fosse un domani, o come se domani non ci fossero mai più zucchine. Che invece ci sono, e tornano imperterrite a riempire la cucina; lo so che esistono i congelatori, ma io quando ho a disposizione verdura e frutta fresca, sana, a filiera corta (corta come le braccia mie o di mio padre) e a km 0,800 (tanto dista il mio orto da casa), beh, mi viene la smania di usarle il più possibile, per fare il pieno di tutto il bene che fanno, prima di congelarle.

Solo che poi a un certo punto vengono a noia, e allora diventa necessario trovare tante varianti sul tema “zucchina”…che sennò i maschi di casa si mettono in sciopero.

E allora, ho pensato che era carino condividere con voi queste idee, senza fare un post nuovo ogni volta, raccogliendo qui le idee più gettonate a casa 🙂

Che ci si fa quindi con tutte queste zucchine…beh, se avete intenzione di congelarle, fatelo avendo bene in mente l’uso che ne farete, congelandole in porzioni e quantità adatte. (pezzetti per frittata, pezzetti per pasta con le zucchine, pezzi per vellutate e zuppe…)

Vi elenco di seguito qualche ricetta che ho già pubblicato, e che ora và di modissima qui da me 😉, poi la ricetta della composta.
Qui trovate una soluzione un pò alternativa e fresca fresca, per usare le zucchine anche crude: Insalata di quinoa, gamberetti e zucchine, con limone e menta; una pasta semplice ma arricchita un ingrediente speciale, la pasta con zucchine e bacche di goji, o una variante più nostrana, con zucchine grattate e pepe rosa. Immancabile, una vellutata di zucchine ottima in estate ed in inverno.

Ed ora la ricetta nuova, che vi lascerà un pò perplessi. Però fidatevi di me, e assaggiatela. Magari con un bel pecorino stagionato (lo so, non va di moda qui ai Fornelli, essendo latticino, ma come ho già detto…il mondo va avanti a mangiare formaggi nonostante la mia allergia, i miei amici e familiari ne vanno matti, e le composte, o anche le marmellate da accompagnamento sono sempre gradite.
Ma potete usare questa composta anche sul pane, semplicemente, o per farcire biscottini di pasta frolla, insomma, per tutti gli usi che ne fate di solito…è buonissima, davvero!

composta di zucchine (6)

Quindi:


COMPOSTA DI ZUCCHINE AL LIMONE E MENTA


INGREDIENTI:

1 kg di zucchine, pulite e private delle estremità

300 gr di zucchero

1 limone, biologico, ben lavato ed asciugato

due apici di menta

PREPARAZIONE:

Tagliate le zucchina a pezzi non troppo grandi, e mettetele in una pentola capiente con lo zucchero.
Spremete il limone, e non buttatelo dopo averlo spremuto, ma mettetelo nella pentola insieme alle zucchine, e alle due cimette di menta.

quindi accendete il gas e fate cuocere coprendo all’inizio, fino a che le zucchine saranno morbide.

Frullate con un frullatore a immersione; se preferite frullate anche le due metà di limone spremuto, io lo faccio perchè mi piace tanto quel retrogusto amarognolo della scorzetta, ma se preferite toglietelo.

Continuate a cuocere fino a raggiungere la consistenza adatta, tenendo presente che resterà un pò granulosa.

Invasate nei barattoli sterilizzati precedentemete, mettete il tappo, e fate sterilizzare di nuovo, a bagnomaria o in forno a 130° per 12 minuti.

Quando saranno ben freddi controllate il clic della capsula, ed etichettate. A me piace tenere i barattoli in cantina, belli carini e decorati, che sono pronti per essere usati, ma anche per un regalo al volo, o da portare a casa di amici quando siamo invitati

composta di zucchine (3)

No, non pensate che sia finita qui. Ho già pronte altre due ricettine fotografate che vi vorrei proporre…ma non vi preoccupate, vi dò qualche giorno di tregua 🙂

composta di zucchine (2)

 

 

Fagiolini con pangrattato e menta, e i menù della settimana che inizia.

(E inizia malino aggiungerei, se non fossi l’inguaribile ottimista che sono, e quindi dico solo che: piove e fa freddo – e per freddo intendo 14 gradi).

Comunque, eccomi con il solito appuntamento settimanale. (lo so che non potete fare mai più senza, che credete ;)?)

Io continuo, come vi ho detto la scorsa settimana, con i menù svuota cucina, anche in previsione delle meritate desiderate vicine vacanze. Ammollo la casa il cane il gatto i pesci le piante, a mamma e papà e stacco per un pò. E quindi niente spesa nemmeno sta settimana, solo verdure e frutta.

Ma visto che ho una settimana impicciata a dire poco, io il mio meal planning l’ho fatto lo stesso, e lo condivido al volo con voi.

Ecco il menù:

LUNEDI’: P: panino al volo  C: petti di tacchino alla piastra con i fagiolini qui sotto 😉

MARTEDI’:  P: spaghetti al sugo con basilico   C: seppioline ripiene in padella con piselli

MERCOLEDI’: P: uova sode ripiene di tonno e maionese, contorno di verdure in base a quello che trovo C: insalata di riso

GIOVEDI’:  P: pasta al tonno e limone  C: minestra fredda di patate carote e zucchine

e questo è quanto! In ferie, si sa, non si fanno programmi. Almeno una settimana all’anno.

Vi lascio due righe su come cucinare questi fagiolini (oddio, cucinare…diciamo condire…) che sono buoni e belli anche da vedere no?

fagiolini con pangrattato e menta




@fornellidisalvataggio


FAGIOLINI CON PANGRATTATO E MENTA


INGREDIENTI:

500 gr di fagiolini, puliti

3-4 cucchiai di pangrattato

due o tre cimette di menta

olio evo, sale, pepe.

(uova sode, dadini di prosciutto cotto, se volete la variante proteica)

PREPARAZIONE:

Vabbè…è intuitivo no? Si lessano i fagiolini. Pochi minuti in acqua bollente salata.

Li scoliamo, un filo di olio e facciamo freddare.

Intanto, in un padellino, mettiamo a tostare in pangrattato, così a secco, senza olio, mescolandolo sempre, per un minuto o due. Quando ci accorgiamo che sotto sta prendendo colore, allora aggiungiamo due cucchiai di olio, e ancora mescoliamo. Sale, pepe, e lo usiamo per condire i fagiolini.  La menta va aggiunta alla fine, perchè le foglioline hanno la tendenza a diventare nere, se troppo strapazzate.

Ve l’avevo detto…è un’idea banale. Ah, poi se volete, aggiungete dadini di prosciutto cotto, e/o tuorlo d’uovo sbriciolato, e da contorno diventa quasi piatto unico.

fagiolini con pangrattao e menta@fornellidisalvataggio

Finta lasagna di taccole e carote, con pan grattato alle erbette aromatiche, e due chiacchiere sulla settimana che inizia.

lasagna di taccole e carote alle erbette aromatiche

 

@fornellidisalvataggio

Buon lunedì a tutti!
E’ ufficialmente estate. La scuola sta per finire, per il cicciolò è l’ultimo anno di asilo, si respira questo senso di quasi vacanze, fa caldo, papà lavora all’orto senza sosta, e io sono impegnata nell’operazione svuota freezer; tra poco infatti saranno pronte le prime verdurine fresche, ed è ora di controllare il freezer, consumare quello che ormai è ora di togliere, siamo pronti per la stagione delle conserve…non vedo l’ora.
Settimana svuota freezer e svuota dispensa, quindi (in pratica riduco la spesa all’essenziale, e cerco di inventarmi il menù con quello che c’è, e vi garantisco che tutti potremmo vivere un mese con quello che accumuliamo nelle dispense.
Si parla sempre tanto di decrescita, o downshifting, per dirla all’americana, e a parte le mode, certe volte mi viene lo sconforto, giuro, a vedere quanto troppo di tutto siamo abituati a comprare. E quindi mi piace, ogni tanto, fare con quello che c’è in casa, credo che prima o poi approfondirò questo tema in un post, per ora vi lascio giusto qualche idea per il menù, dato che io non ho fatto il planning, perchè abbiamo diversi impegni che ci terranno fuori casa, e la settimana la spezziamo a giovedì, week end lungo, che volere di più? 🙂

Godiamoci l’aria aperta. Mangiamo in balcone, in terrazza, io ho la fortuna di avere uno spazio dietro casa meraviglioso, ombreggiato, riparato…un oasi rispetto al (troppo) grande giardino davanti, e la sera (e la mattina se posso) ci piace stare lì, a mangiare con gli uccellini che fanno un gran casino, sembra di stare fuori dal mondo. Anche un semplice sugo con il  basilico, (avete mai provato a frullarlo e servirlo freddo sulla pasta?), una birra e la serata è fatta.

Una buona insalata di pasta o di farro, o di quinoa, condite con poche cose, ma di qualità, restano pronte in frigo per due o tre giorni e all’occorrenza sono perfette, per dividere il fresco del giardinetto con gli amici. Una bruschetta semplice semplice, un paitto di pasta con tonno e limone, rallegrata da un pò di erba cipollina per togliere la banalità ;), una minestra fredda con le prime verdure di stagione….E a proposito, è il tempo delle taccole, io le ho scoperte di recente e me ne sono innamorata. Ora vi scrivo al volo una ricetta, se le trovate belle fresche sapete che farci.
Buon lunedì, e buona settimana a tutti 🙂

Claudia

lasagna di taccole e carote alle erbette aromatiche

@fornellidisalvataggio


FINTA LASAGNA DI TACCOLE E CAROTE AL FORNO, CON PAN GRATTATO ALLE ERBETTE AROMATICHE


INGREDIENTI:

500 -600 gr di taccole

5 o 6 carote

100 gr di pan grattato

qualche stelo di erba cipollina

5 o 6 foglie di menta

tre foglie di salvia

due rametti di cerfoglio

olio evo, sale, pepe

COTTURA: in forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti

PREPARAZIONE:

Come prima cosa preparate il pane aromatizzato: se avete la mia stessa fortuna, raccogliete le erbette fresche dal giardino, o dal balcone, lavatele un attimo, asciugatele, e tagliatele piccole piccole piccole con un coltello o una forbice. (Io ho quell’attrezzo a 10 lame, devo dire che per alcune cose è molto utile). Mescolate le erbette con il pan grattato, salate, e tenete coperto in modo che il pane si insaporisca.

Intanto spuntate le taccole, lessatele per 2-3 minuti in acqua bollente salata, e poi scolatele, mettendole subito in acqua molto fredda per farle restare croccanti e matenerne vivo il colore.(le acque non si buttano, verooo????).

Sbucciate le carote. togliete le estremità, e poi con una mandolina o con un pelapatate fatele a striscioline sottili nel senso della lunghezza. Fate lessare anche loro per 2-3 minuti in acqua bollente salata, e poi scolate e tenete da parte.

Preparate una pirofila da forno, ungetela con olio evo, e disponete un primo strato di taccole. Coprite con il pan grattato aromatizzato, un filo di olio, e fate uno strato di carote, che di nuovo coprirete col pan grattato e poco olio. Proseguite a strati finchè non avrete finito le verdure, sempre cospargendo con pan grattato, e poi infornate. Cuocete fino a che il pangarttato in superficie risulti dorato.

Lo potete servire tiepido, o anche freddo.

E’ un ottimo contorno, o un antipasto per un’arrostata estiva, ma arricchito con mozzarella o altri formaggi può essere un perfetto piatto unico. (che poi se siete tradizionalisti, nessuno vieta di usare le verdure per farcire una lasagna vera, con sfoglia, besciamella vegetale e quant’altro 🙂 )

 

 

Insalata di spinaci, arance e olive nere con pepe rosa

insalata di spinaci e arance

Un’altra volta, mi trovo a darvi più che una ricetta, un’idea, di quelle che bastava pensarci. O che ci pensasse qualcun altro e ci facesse venire voglia di provare.
Ho letto talmente tanti libri-giornali-blog di cucina che nel cervello ho un mix di idee foto sapori ormai senza speranza di ordine alcuno.
Comunque direi che questa idea viene da Sale e Pepe, ma uno dei primi, pagati in lire, che ormai sono talmente consumati e sporchi di schizzi di cucina che hanno più calorie di un panino.

Comunque. Avevo a cena la bellissima cognatina Manu (l’altra si chiama Maura e anche lei è bellissima) ed io e Doc cercavamo un modo di cucinare verdurine crude che non fosse la solita insalata. (non amo l’insalata verde classica di lattuga eccetera) (la odio ad essere sincera).

Allora mi sono persa nei banchi del mio fruttivendolo preferito al mercato e ho trovato spinacini belli e croccanti, e il resto è venuto da sè davanti al banco della frutta.

INGREDIENTI:

qualche piantina di spinaci, giovani, adatti ad essere mangiati crudi

2 arance, ed il succo di una terza

olive verdi denocciolate

olive nere tostate (le mie erano pugliesi)

olio di oliva, sale, un cucchiaio scarso di bacche di pepe rosa

PREPARAZIONE:

Iniziamo dalle arance. Grattate la scorzetta di una delle tre, quella che poi spremerete. Le altre due vanno pelate a vivo (cioè sbucciatele come fossero un melone) e poi tagliatele a fette, e di nuovo in quattro. Mettete da parte.

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Adesso prepariamo la vinaigrette che condirà l’insalata.
Spremete il succo dell’arancia di prima. Mettetelo in un barattolo, aggiungete olio di oliva in pari quantità, sale, e le bacche di pepe rosa (o quello che la fantasia vi suggerisce).
Tappate il barattolo e agitate vigorosamente (vinaigrette con scorciatoia) 🙂

Tagliate a metà le olive verdi, denocciolate le nere (se usate un denocciolatore io vi stimo tantissimo. Non lo riesco ad usare mai e faccio a mano). Mettete da parte.

Lavate gli spinaci eliminando le radici eccetera , e spezzettate le foglie più grandi, lasciando le piccoline intere. Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti tranne la vinaigrette. cospargete con la scorzetta fìche avete grattato prima.

Portate a tavola e servite con accanto la vinaigrette (agitatela ogni tanto per non  far separare olio e succo di arance), così che ogni persona la possa condire da sè, nel piatto.

Se la vinaigrette avanza potete tenerla nel barattolo, in frigo, per due tre giorni.

insalata di spinaci e arance

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

insalata di spinaci e arance

 

 

Pane integrale all’olio

pane integrale all'olio@fornellidisalvataggio

Che dire del pane? E’ la cosa più semplice, più profumata e più buona che si possa fare in casa. Il profumo del pane nel forno è davvero, credo, il migliore al mondo. Quando ero bambina e tornavo al paese (dove ora vivo), ho partecipato qualche volta al fare il pane collettivo; si accendeva il forno grande, e tutti quelli che volevano preparavano i loro filoni, le pizze rosse e poi i pan di spagna, le pizze battute. Ho la fortuna di ricordare nonna e altre signore con la tavola del pane in testa, camminare dritte per farla restare in equilibrio, e poi mi ricordo i biscotti infornati, quel profumo di cotto e di dolce.. una meraviglia.
Poi, con il forno a legna che ora è mio, mamma ha fatto il pane in casa per anni, e mi ricordo che circolava per casa il lievito madre, prima che fosse così famoso come è ora.

Fare il pane in casa è sempre una cosa un pò magica secondo me, e da quando ho il mio lievito provo spesso a fare impasti vari, a vedere come funzionano le diverse farine eccetera. Non sono molto rigorosa, e non vado a peso, faccio come ho sempre visto fare da mamma e nonne, ad occhio. Però stavolta ho preso il peso delle cose che ho usato, e quindi posso condividere con voi questo pane che è uno dei miei tentativi migliori.

Ho usato una farina integrale macinata a pietra, che prendo al mulino vicino casa, e penso che faccia la differenza. I due filoncini sono spariti in un tempo record.

Questo è un pane morbido, che ha una crosta croccantina, ma la mollica resta tenera, che se vi piace pane olio e sale è proprio la consistenza giusta 🙂

pane integrale all'olio

@fornellidisalvataggio

INGREDIENTI: (per due filoncini piccoli)

100 gr di pasta madre rinfrescata, o un cubetto di lievito di birra

200 ml di acqua

220 gr di farina semi integrale

100 gr di farina integrale

1 cucchiaino di miele

6 cucchiai di olio

sale

COTTURA: In forno preriscaldato a 200 gradi, circa 35 minuti.

PREPARAZIONE:

Al solito, sciogliete la pasta madre nell’acqua con il miele.
Se usate il lievito di birra, togliete parte dell’acqua totale e scioglietevi dentro il cubetto, aspettate dieci minuti che il lievito si attivi, poi riunitela al resto dell’acqua e aggiungete il miele
Lasciate un pò di acqua da parte per sciogliervi il sale.

Nell’impastatrice mettete le due farine, e iniziate ad incorporare l’acqua, lasciando impastare per un pò.

Aggiungete la poca acqua dove avrete sciolto due prese di sale, e poi l’olio, sempre impastando bene.

Impastate. A mano, o con la macchina. Il segreto del pane (e di tutti i lievitati secondo me) è impastare. Almeno almeno dieci minuti, se fa l’impastatrice bene, sennò meglio, che vi vengono certe braccia definite che nemmeno sette ore al giorno di pilates.

Dopo di che lasciate raddoppiare l’impasto al caldo, come sempre, coperto da pellicola e al riparo da correnti di aria.

Raggiunto il raddoppio del volume, rovesciate l’impasto su una tavoletta infarinata, e senza usare troppa farina per non indurirlo troppo, taglaitelo in due parti e lavoratelo come fate di solito per dargli la forma. a me piace fare tre tagli obliqui sui pani ovali. Mettete i pani direttamente sulla teglia o sulle teglie dove cuoceranno, almeno non dovrete spostarli di nuovo.

Altra fase di lievitazione, aspettate di nuovo il raddoppio delle pagnottine, e poi infornate. E poi sfornate e resistete alla tentazione di tagliarli subito che non va bene! (fate raffreddare in verticale, poggiati su una parete, o su un altro supporto). Lo sapevate che il pane è cotto quando suona?
E’ il metodo che mi hanno insegnato a casa: Per vedere se un pane è cotto lo si prende dal forno, lo si capovolge e si bussa sulla parte inferiore. Se suona a vuoto è pronto.

pane integrale all'olio

@fornellidisalvataggio

 

Pasta con zucchine e bacche di goji

pasta bacche di goji e zucchine

Con buona pace del Doc, sono irrimediabilmente attratta, in cucina, da quello che non conosco, siano tecniche di cottura, siano prodotti che non usiamo ma che in altre culture sono invece “pane quotidiano”. Stavolta è il turno delle bacche di goji. Se ne sente parlare da un pò, come minera di ogni ben di dio, antiossidanti naturali eccetera, se fate una rapida ricerca sulla rete troverete decantate le loro virtù in ogni dove. A me è bastato l’alto apporto di calcio, e questa ricetta, (non mi dite che non conoscevate il blog di Elena!!!) per farmi venire voglia di provarle.

bacche di goji

Le  sto usando anche assolute, ne mangio una ogni tanto, e ne ho aggiunte un pò al muesli che mi preparo da quando la mia amica blogger Laura mi ha dato l’idea (ve la racconto a breve), insomma, cerco di smangiucchiarle appena posso, e mi piacciono, sono piaciute anche al Doc, specialmente nella pasta ispiratami da Elena, che ho rivisitato in base alle esigenze del momento.
Voi le avete mai provate? Se si, come le cucinate?

INGREDIENTI: (per 2 persone)

2 zucchine, 3 se sono piccole

2 manciate di bacche di goji

il succo di mezzo limone

mezza mozzarella (l’ho usata solo per quella del Doc!)

olio evo, aglio, sale

PREPARAZIONE:

Come prima cosa, mettete le bacche in ammolo in una tazza di acqua tiepida, e fatele rinvenire per 30 minuti circa, dopo di che strizzatele un pò tra le mani (come fosse uvetta, per capirci).

Nel frattempo preparate le zucchine, tagliandole a strisce nel senso della lunghezza, e poi di nuovo in orizzontale, per ottenere dei bastoncini sottili.

In una padella soffriggete due spicchi di aglio (con la buccia, un pò schiacciati con un cucchiaio di legno), in olio di oliva, e appena l’aglio inizia a colorirsi aggiungete le zucchine precedentemente tagliate.
Nel frattempo mettete l’acqua a bollire e appena bollirà mettete la pasta.
Cuocete le zucchine pochi minuti, in modo che restino consistenti, e bagnate col succo di limone.
Unite le bacche ammorbidite,coprite e cuocete a fuoco medio 5 minuti.
Controllate che non si secchi il condimento, nel caso aggiungete un cucchiaio o due di acqua di cottura.

Se decidete per la mozzarella, sminuzzatene mezza con le mani e tenetela in un piattino. (con le mani perchè è il modo migliore per dargli la consistenza “granulosa”, quasi di parmigiano, che si sposa bene con la pasta)

Scolate la pasta e conditela subito con le zucchine. Poi, se non siete me, cospargetela con la mozzarella, e servite subito!

pasta zucchine e bacche di goji