Bicchierini con yogurt al miele, ananas caramellato e cocco

bicchierini yogurt e ananas al cocco collageTi invitano a cena e tu sei al lavoro, e sai che tornerai a casa poco prima dell’ora di cena. Vuoi portare il dolce, un pò perchè ti va, un pò perche tanto lo sai che chi ti ha invitato se lo aspetta che tu porti il dolce, e non di quelli comprati, e un pò perchè sai che se il dolce te lo vuoi mangiare te lo devi fare da sola, per by-passare tutte le varie allergie.

Pensi a quello che c’è in casa, e ti viene lo sconforto. (e premetto che in estate specialmente, io sono per la dispensa light, dato che tra week end fuori, cene, arrosti, prodotti di stagione di orto e giardino, di spesa ne serve molto meno).

Ero quasi tentata di lasciare stare, ma poi c’era lo yogurt.   Che secondo me è un salvavita spesso e infatti già vi avevo sciroppato due o tre ricette che lo contengono…e poi avevo appena comprato,ad una  fiera, un delizioso miele al limone…e c’era un barattolo di ananas sciroppata, e l’immancabile farina di cocco…Ecco cosa ne è venuto fuori, in cinque minuti…

Premetto che le dosi non sono affatto rigorose, che con la fretta che avevo, figurati se mi mettevo a pesare… vi regolerete ad occhio, e se avanza qualcosa ben venga, ci si fa colazione la mattina dopo.

bicchierini con yogurt al miele, ananas caramellato e cocco

 


BICCHIERINI CON YOGURT AL MIELE, ANANAS CARAMELLATO E COCCO


INGREDIENTI: (con questa dose si preparano circa 12 vasetti)

500 gr di yogurt bianco naturale

12 cucchiai di farina di cocco

un barattolo di ananas sciroppato

un barattolo di un’altro frutto sciroppato a scelta (le mie erano amarene)

4 cucchiai di miele delicato

codette colorate se volete, o altra decorazione

PREPARAZIONE:

Come prima cosa, dovete tostare la farina di cocco in una padella antiaderente, fino a che prenderà un bel colore dorato.

Intanto potete fare l’ananas a dadini, e scaldarla in un pentolino con un cucchiaio dello sciroppo, per 3-4 minuti.

In una ciotolina mescolate lo yogurt col miele, usando le fruste elettriche, che rendono più “corposo” il composto. (per questo uso lo volentieri lo yogurt fatto in casa, è più compatto e denso).

Mescolate ananas e cocco, e preparate i bicchierini facendo una base con ananas e cocc, poi yogurt, poi amarene sciroppate a pezzetti, con qualche goccia di succo, poi ancora yogurt e decorate.

E non è il dessert dell’anno, ma è buono e facile e anche veloce, quindi ve lo potete fare anche per colazione questo week end .

Altra precisazione, piccola piccola. Se non volete usare le amarene sciroppate, preparate uno sciroppo di frutta e zucchero come indicato qui.

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“Noci” dolci ripiene

IMG_0266Come ho scritto altre volte, sono totalmente incapace di controllarmi davanti ad attrezzi da cucina – libri di cucina – elettrodomestici da cucina (libri in genere scarpe trucchi borse piante perline). Da tempo avevo adocchiato la piastra per fare i finti gusci di noce, non so se li conoscete, solo che il ripiano dove tengo raclette – tostapane – macchina per zucchero filato – piastra per waffle – macchina per fonduta eccetera, straripa, e mi ero frenata dall’acquisto per questo…ma poco tempo fa la mia mamma ha provveduto, e mi ha regalato, come dice il Doc, l’ennesimo attrezzo da cucina. Che ancora non trova un suo spazio e per ora si sposta a destra e sinistra, ma la soddisfazione di poter fare le noci ripiene, vuoi mettere?

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Si tratta di cialde fatte a forma di guscio di noce, che poi vengono riempite con diverse dolcerie e riaccoppiate, così sembrano proprio delle noci. Per quanto riguarda la composizione della cialda, ce ne sono diversi tipi. Io le ho viste fare di pasta frolla, ma ho preferito la versione più leggera e croccantina, che somiglia vagamente a quella del Tronky.

La piasta ha lo stesso funzionamento di quella dei waffle per capirci, con dei ferri scaldati da resistenze elettriche, che cuociono l’impasto dandogli la forma di un mezzo guscio di noce.

piastra per gusci di noci

La ricetta dell’impasto che sto per scrivervi è nato in itinere, ho fatto le prime, assaggiavo, e man mano aggiungevo acqua o altri ingredienti, alla fine ecco il risultato;

INGREDIENTI PER I GUSCI

1 uovo

100 gr di zucchero

40 ml di olio evo

150 gr di farina 00

170 ml di acqua

PROCEDIMENTO:

Sbattete l’uovo con lo zucchero con una frusta a mano, ed aggiungete poi l’olio, l’acqua ed infine la farina setacciata. Dovrete avere una pastella semi liquida, tipo crepes.
Adesso lasciatela riposare circa mezz’ora, poi accendete il ferro, e iniziate a colare l’impasto negli stampini, senza riempirli più di metà, che sennò fate un pasticcio (chiaramente, io l’ho fatto ;)).
Chiudete il ferro, e lasciate cuocere 6 minuti circa, aprite e togliete dagli stampi, ripetete fino ad esauriemnto del liquido.

Puo’ capitare, e capiterà se siete pasticcione come me, che la pastella fuoriesca dai gusci, e questi non siano di forma molto regolare, ma non preoccupatevi, perchè potete rifilarli con le fornici quando sono ancora tiepidi, per avere un bordo regolare. Ah, importante! I pezzetti che tagliate mica li buttate!!! tritateli in un mortaio, e metteteli nei ripieni 😉

INGREDIENTI PER I RIPIENI
Va da sè che la nutella è il ripieno più facile rapido e goloso. Io non sono una fan di questa crema, ma il bimbo è piccolo, la chiede ogni tanto, e penso che un pane e nutella una volta ogni tanto non ammazzi nessuno.

Di alternativo, sano e buono, c’è questo mix:

3 cucchiai di marmellata di arance

2 cucchiai di yogurt bianco

2 cucchiai di biscotti sbriciolati

gusci noci dolci

Oppure marmellata da sola, crema pasticcera fatta in casa, o lemon curd…le possibilità sono tante!

Comunque sia, mettete in ogni guscio un pò di ripieno, e accoppiate due gusci, aiutandovi a tenerli insieme con un pò di ripieno sul bordo.
Zucchero a velo, et voilà! fanno un figurone!

Un consiglio, però. Riempite i gusci solo al momento di servirli, altrimenti il ripeno li ammorbidisce, e perdono la caratteristica croccantezza.

 

Mini muffins alle mele, yogurt, cannella e limone

muffin alle mele e yogurt@fornellidisalvataggio

Questi dolcetti nascono da una serie lunga di modifiche fatte ad una base che non mi ricordo da dove viene. Sono dei muffins con pezzetti di mele, e impastati con yogurt, resi profumati da limone, cannella e zenzero. L’impasto è veramente morbido, le mele si ammorbidiscono tanto e quasi non si sentono mentre si mangiano!

muffin alle mele e yogurt

@fornellidisalvataggio

Li faccio spesso perchè vanno via in un attimo, ed essendo di consistenza morbida si conservano comunque bene. Ne ho provate varianti infinite, e qualche tempo fa ho scritto le dosi (più o meno) per dare la ricetta ad una mia amica che li apprezza molto. Ed ecco per grandi linee la ricetta: potete variarla come e quanto volete, vengono sempre buonissimi.

muffin alle mele e yogurt

@fornellidisalvataggio

INGREDIENTI:

200 gr di farina 00

2 cucchiaini rasi di lievito

80 gr di zucchero di canna

2- 3 cucchiaini di cannella e 2 di zenzero

la scorzetta grattata di un limone

1 uovo

1 mela

3-4 cucchiai di yogurt bianco (però va bene di qualsiasi tipo, anche alla frutta)

90 ml di olio (di semi o di oliva fa lo stesso)

90 ml di acqua o latte di riso (se potete latte)

COTTURA: in forno preriscaldato a 180°, negli stampi da muffin piccolini

PREPARAZIONE:

Mescolate insieme tutti gli ingredienti secchi, nell’ordine in cui li ho messi (farina – zucchero – cannella e zenzero – scorza di limone)

Nella ciotola dell’impastatore, o anche con una frusta a mano, così non fate rumore 😉 , sbattete un pò  l’uovo con l’acqua e poi l’olio, e aggiungete infine lo yogurt.

Sbucciate la mela, tagliatene le parti coi semi, e riducetela in pezzettini piccoli piccoli, circa 1 cm di lato, spruzzatela con poche gocce di limone per non farla annerire.

Amalgamate con una spatola in silicone gli ingredienti secchi in quelli liquidi, poco per volta per non fare grumi.

Aggiungete la mela a pezzettini.

Dato che le dosi sono molto ad occhio, se l’impasto vi risulta troppo duro, aggiungete poco yogurt o poca acqua. Sporzionate nei pirottini ed infornate finchè non prendono colore sopra. ci mettono circa 15 minuti, ma dipende dal forno.

VARIANTI:

Come vi ho detto, sono tante.

– aggiungete due o tre cucchiai di gocce di cioccolato, o cioccolato fondente a scagliette
– usate scorzetta e succo di arancia invece che di limone
– invece della farina 00 usatene parte 00 e parte semiintegrale, in proporzioni variabili
– un cucchiaio o due di cacao per i nanetti golosi
– mirtilli disidratati e fatti rinvenire in poca acqua al posto delle mele
– aggiungete un cucchiaio o due di pinoli

Queste più o meno sono quelle che abbiamo sperimentato, di sicuro ne verranno in mente altre anche a voi!

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Dolcetti all’Earl Grey

dolcetti all'earl grey thèUna piccola delizia da tenere in casa in questi giorni vicini alla Pasqua, da offrire a chi viene a trovarci, o da mangiare in ogni momento, sono così buoni e pariticolari che conquistano tutti.

Il the è uno dei miei riti preferiti, cinque minuti con una tazza in mano  che ti rimettono al mondo. Quindi quando ho trovato questa ricetta, non ho potuto che provare, adattare e ripetere. Quella originale prevedeva solo un infuso di the, io ho aggiunto la polvere e altre modifiche per stemperare l’eccesso di burro, e lasciare spazio al sapore e al profumo del the.

 

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Provate e ditemi se vi piacciono.
con questa dose escono tanti dolcetti piccolini, se usate pirottini da 4 cm consideratene almeno 60, potete dimezzarla, ma dato che si conservano bene vi consiglio di farla intera.

INGREDIENTI:

4 uova

225 gr zucchero

225 gr di farina 00

110 gr di margarina o burro a temperatura ambiente

80 gr di olio evo

40 gr di yogurt bianco

2 bustine di the earl grey

4 cucchiai di acqua bollente

1/2 bustina di lievito per dolci

COTTURA: in forno preriscaldato a 170°, fino a doratura

PREPARAZIONE:

Far bollire l’acqua, e mettere in infusione una delle due bustine di the; togliere dopo tre minuti, e lasciare raffreddare.

Nella ciotola della planetaria, o con fruste elettriche, sbattere lo zucchero con la margarina a pezzi, l’olio e lo yogurt, finchè si formerà una crema morbida.

Aggiungere la polvere della seconda bustina di the, un pò pestata al mortaio se le foglie fossero troppo grandi, (ma di solito vanno bene). Incorporare un uovo alla volta, aspettando che si sia amalgamato bene prima di unire l’altro.

A questo punto setacciare lievito e farina e aggiungerli un pò per volta all’impasto, alternandoli con l’acqua in cui si è infuso il the.

Suddividere il composto negli stampini da cupcake e infornare, fino a che la superficie prenda colore, in media 10-15 minuti sono sufficienti.

Il solito zucchero a velo…ed eccoli qui.

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dolcetti all'earl grey

CONGELAMENTO:

Coppette con lemon curd, meringhe e yogurt (fatto in casa)

coppette di lemon curd e yogurtQualche sera fa ero a cena a casa con Michela e Francesco, una cena non programmata, molto estemporanea e improvvisata, che abbiamo risolto con la pasta alla bottarga, qualche bruschetta, e un piccolo aperitivo di salumi.

Non avevo dolci a casa, se non la torta da colazione, ma avevo appena finito di fare il lemon curd,

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e il giorno prima avevo preparato lo yogurt. Ho pensato allora che alla fine qualcosa poteva uscirne, ho preso le coppette ed ecco cosa è venuto fuori.

INGREDIENTI:

lemon curd

yogurt bianco

marmellata di frutti rossi

meringhe

PREPARAZIONE:

In una piccola ciotola mescolare un pò di yogurt ed un pò di lemon curd, (considerate un cucchiaio a persona sia di yogurt che di conserva), amalgamarli e disporre un paio di cucchiai di composto sul fondo di una coppetta individuale; disponete al centro un cucchiaino di marmellata rossa, e meringhe sbriciolate grossolanamente, poi versate un cucchiaio di yogurt e ancora una cucchiaiata di lemon curd. Sbriciolare ancora un pò di meringhe per decorare e servire.

Come sempre, questa è un’idea, che si può valorizzare in mille modi ancora, (ad esempio una composta di frutta e una base di pan di spagna, o di biscotti sbriciolati)  ma intanto la annoto tra le possibilità per il dolce di Pasqua…A voi piacciono i dolci al cucchiaio? Io li adoro, anche se per me è raro poterne fare senza latte. Questa banale ricetta è più che altro per sottolineare che a volte le nostre cucine ci stupiscono, anche quando pensiamo di “avere finito tutto” poi esce fuori qualche cosa che magari è anche migliore delle cose programmate. O no?

Fare in casa: Lo yogurt (buonissimo)

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Come ormai sa chi mi conosce, e chi segue il blog,  sono allergica alle proteine del latte. Ho la fortuna, però, di poter mangiare parmigiano e yogurt, e soprattutto questo che preparo in casa da me, che viene buonissimo, denso che il cucchiaino ci resta dentro, ed è ricco di fermenti, credo più che quelli comprati.

INGREDIENTI

1 litro di latte fresco, intero, io lo uso non  a lunga conservazione.

2 cucchiai di yogurt bianco, non addizionato di zuccheri, che sia ad almeno 20 giorni dalla scadenza

STRUMENTI NECESSARI

un thermos di capacità sufficiente, o un contenitore con coperchio (oppure la yogurtiera)

termometro per alimenti (se ne può fare a meno)

copertine 😉

PREPARAZIONE

Togliete lo yogurt che userete come starter dal frigorifero, e lasciatelo a temperatura ambiente.

In una pentola di acciaio, ben pulita ovviamente, mettere il litro di latte, e portarlo all’ebollizione, fino al momento in cui la panna si ta alzando e sta risalendo i bordi della pentola. Togliere con un cucchiaio la panna formatasi, coprire e far freddare il latte in una bacinella con acqua fredda, che chiaramente poi non butteremo 🙂 fino a  che raggiungerà  i 37- 38 gradi. Se non avete un termometro, fate la prova col dito.  A 37 gradi, potrete immergere la punta del mignolo (pulita!) nel latte e tenercela per un pò senza scottarvi. Nell’incertezza, tenete presente che i batteri funzionano fra 37 e 40 gradi, e che se usate la yogurtiera questa riporterà in breve il tutto alla giusta temperatura, mentre se fate senza ci vorrà un pò di attenzione nel controllo della temperatura, che se si abbassa troppo poi i batteri sono freddolosi e scioperano.

(Insisto un pò per la pulizia perchè una contaminazione con altri batteri renderebbe vincenti questi ultimi, che inattiverebbero invece quelli buoni per lo yogurt).

A questo punto, versare due cucchiai di yogurt nel recipiente scelto, e con un colino, filtrare dapprima poco latte, e amalgamarlo bene, che non ci siano grumi , e poi, sempre col colino, far scendere il restante latte.

Ora, se decidete per la yogurtiera, accendetela e lasciatela circa 6 ore, ma controllate, dopo 5, la consistenza.

Se invece, optate per la via tradizionale, allora coprite il contenitore, avvolgetelo in una bella copertina di lana, e mettetelo dove di solito fate lievitare i vostri impasti. Ora, per quanto riguarda il tempo, dovrete regolarvi in base anche al vostro gusto personale.

In entrambe le vie (yogurtiera e non), non spostate mai il recipiente, non dategli botte, lasciatelo in pace insomma, e non apritelo per almeno 4 ore. Trascorse le prime 5-6 ore scoperchiate e valuate voi la consistenza. In media ci vogliono 8 ore, ma a volte anche 10, in funzione della temperatura ambientale. Considerate, quando aprite per guardarlo, che la parte superiore è di solito molto più densa di quella sotto. Una volta standardizzata la procedura, saprete se potete lasciarlo a fermentare tutta la notte, o se invece preferite lasciarlo meno ore, per avere un gusto meno forte.

Provate, si perfeziona sbagliando! Inutile dire che è buonissimo con scagliette di cioccolato, o con un pò lemon curd, o marmellata, o cereali, o quello che vi viene in mente…e provate a farci la torta sette vasetti…o usatelo come dressing per un’insalata, con spezie varie e fantasia…

In un prossimo post vi racconterò come ottengo una specie di philadelphia a partire da questo yogurt, producendo anche una sorta di “latticello” che rende i dolci eccezionali. Intanto provate lo yogurt 😉

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Quando faccio qualcosa, cerco sempre di capire le ragioni per cui questa cosa funziona, e così anche in questo caso, mi sono andata a ristudiare il processo di fermentazione batterica alla base della produzione di yogurt.

Chiaro che non vuole essere un trattato di valenza scientifica, solo una piccola spiegazione, per capire meglio il perchè e il come di alcuni passaggi.

Dunque, come prima cosa, il latte diventa yogurt per via della fermentazione, una serie di processi in cui diverse trasformazioni di natura fisica, chimica, batteriologica, cambiano le caratteristiche del latte, anche il sapore, e la composizione chimica.

La fermentazione avviene ad opera di batteri, i fermenti lattici, che devono essere vivi, e  che nel latte tal quale non sono presenti in quantità sufficiente, e questo già ci spiega perchè avremo bisogno di uno starter da mettere nel latte per avviare il processo. Lo starter in questione sono appunto i fermenti, e se ne usano di solito di tre tipi;

– essiccati, (lactobacillus bulgaricus, streptococcus thermophilus) venduti in farmacia o nelle erboristerie, si usano solitamente per fare il primo yogurt, che poi verrà usato come starter per i successivi, con necessità di tanto in tanto di “rinfreschi” con nuove bustine.

– freschi, un pò come la pasta madre, vivono in eterno se “ben trattati” e se si fa lo yogurt con regolarità. Io li ho avuti per un pò, quando ero ancora piccola e vivevo coi miei, ma diventano un pò una schiavitù, dato che se non si usano muoiono, se si va in vacanza vanno trasferiti con noi (va bene che io sono partita per il mare con la pasta madre in barattolo, ma a tutto cè un limite!), si moltiplicano continuamente e ricordo mamma alle prese con questi grumetti bianchi, a spacciarli a destra e sinistra per non buttarli (le sembrava di commettere una sorta di omicidio), insomma, no, io non li riprenderei 🙂

– probiotici (Lactobacillus caseii, Lactobacillus lactis, Bifidobacterio bifidum),che sono, in parole povere, i batteri più simili alla flora batterica del nostro organismo, e per questo utilissimi in caso di situazioni compromesse (antibiotici, alimentazione scorretta, stanchezza fisica). Lo yogurt prodotto a partire da questi batteri si chiama kefir, io ancora non mi ci cimento, devo trovare qualcuno che mi dia due cucchiai di kefir fatto in casa.

Lo starter che uso in questa preparazione ha la composizione dei fermenti in polvere, ed è in realtà yogurt bianco, puro, acquistato al supermercato, non addizionato di zucchero. Questo per la prima volta, dato che per le seguenti poi si usa lo yogurt prodotto.
I fermenti che si sviluppano nello yogurt, principalmente lactobacillus bulgaricus, e lo streptococcus thermophilus, hanno l’importante merito di promuovere l’acidificazione dell’intestino tenue, contribuendo così a creare un ambiente inospitale per i batteri patogeni e favorevole ai lattobacilli acidofili. Nello yogurt in casa, la fermentazione è meno controllata, pertanto il numero di fermenti vivi all’interno del preparato, è maggiore che in quelli comprati.

Vediamo in breve cosa succede: facendo venire a contatto il latte  con i fermenti, alle giuste condizioni che poi vedremo, i batteri crescono e si moltiplicano, utilizzando come fonte energetica il lattosio, (praticamente se lo mangiano 🙂 ), per cui la concentrazione di lattosio si riduce, e si produce invece, come prodotto del metabolismo di batteri, acido lattico, che riduce il pH del latte. Questa riduzione fa si che le proteine del latte, le  caseine, precipitino formando un coagulo che addensa poi il prodotto finale.

Chiaramente le tresformazioni che avvengono sono molte ancora e molto complesse, però in linea di massima questo è il principio di base.

Condizione fondamentale per l’attività dei batteri, è la temperatura, che per grandi linee deve essere la stessa che nei lievitati; ecco il perchè delle yogurtiere, che altro non sono se non grandi thermos con una resistenza che controlla la temperatura. Io ce l’ho (in realtà ho ogni genere di elettrodomestico adatto alla cucina, ivi inclusa macchina per zucchero filato), però non sempre la uso. Usate lo stesso posto dove fate lievitare i vostri impasti e seguite le semplici istruzioni, verrà di certo!

Aggiungo una nota. La mia amica Annamaria, una signora meravigliosa, ha provato seguendo le mie istruzioni, con latte senza lattosio. Eravamo dubbiose, in quanto il primo zucchero digerito dai batteri è proprio quello. Lo yogurt ci ha messo quasi 24 ore in thermos, ma è venuto, buono e bello sodo. Ora, per quale processo abbia funzionato io non lo so. se i batteri hanno usato gli zuccheri semplici già scissi, se invece sono andati avanti altri batteri rispetto ai mangia lattosio, lascio il quesito aperto. Sappiate solo che funziona.