Insalata di farro e patate alle erbe aromatiche

farro e patate alle erbe aromatiche

Nella terra di mezzo dell’aprile aquilano, (Fa caldo o fa freddo? Le piantine in giardino sopravviveranno a questo ritorno di neve? Posso mettere via i piumini?) mi trovo a guardare dalla finestra le neve che cade sui fiorellini del timo, sull’erba cipollina, sulle gemme del limone che avevo appena rimesso all’aperto, dopo il periodo invenale al chiuso.
Io quei fiorellini e quelle erbe aromatiche così belle e profumate coi loro fiori viola, le avevo puntate da un po’, ed avevo in mente di cucinarci qualcosa di profumato e fresco.
La via di mezzo è questo piatto semi primaverile e semi invernale, decidete voi. Caldo è invernale. Freddo è primaverile, tiepido è questa via di mezzo che non riaccendo il camino solo perchè lo ho già pulito e rimesso in modalità estate, vetro pulito, cenere aspirata, panca della legna svuotata ed igienizzata. Continua a leggere

La sorpresa di una zuppa: di vongole, patate, pancetta e timo

zuppa di vongole patate pancetta al timo (1)

Insieme, in una zuppa, vongole, patate e pancetta affumicata, con gli aromi dei nostri giardini.
ah, a fine ricetta c’è il meal plan per questa settimana, le mie proposte per pranzo e cena. buona settimana!

Le zuppe sono un piatto un pò dimenticato. Forse anche un pò sottovalutato, specialmente in caso di cene, o pranzi con invitati. Cioè, voglio dire, è proprio difficile che infiliamo una zuppa o una minestra in un menù che stiamo organizzando con gli amici o parenti, almeno è quello che vedo io.

Infatti quando qualche tempo fa ho proposto al Doc di cucinare una zuppa per un pranzo con amici, mi ha guardato un pò male.

Intanto, dipende dalla zuppa.
Intanto, dico io, le zuppiere sono la parte più bella di un servizio di piatti.
Intanto, vuoi mettere ad arrivare in tavola con una bella zuppiera tra le mani? Prendi in mano una zuppiera, e di punto in bianco ti senti in uno quei film anni ’50, con gonna a ruota, (rosa) grembiulino eccetera, (la scenetta ve la avevo anche già descritta).

Poi, sinceramente, la zuppa è anche quel piatto che nessuno si aspetta di trovare no? E quindi ho deliberatamente ignorato lo scetticismo del Doc, che intanto avrebbe dovuto sentire di che zuppa parlavo, no? Perchè insomma, se la zuppa è questa che vi sto proponendo, sommata a tutti i vantaggi che vi ho elencato prima…Beh, si deve fare.

zuppa di vongole patate pancetta al timo (5)

zuppa di vongole patate pancetta al timo (2)

Ricetta adattata dalla rivista Sale e Pepe di Febbraio 2011


ZUPPA DI VONGOLE E PATATE, CON PANCETTA E TIMO


INGREDIENTI:

1,5 kg di vongole fresche

100 gr di pancetta affumicata affettata sottile

750 gr di patate

2 rametti di timo

olio extravergine

150 gr circa di carote sedano e cipolla per il soffritto

vino bianco secco per sfumare

sale

PREPARAZIONE:

Lavate le vongole, e fatele aprire in una pentola con un bicchiere scarso di vino. quando saranno aperte, sgusciatene un pò, mantenendone qualcuna col guscio. Filtrate il liquido di cottura, pesatene circa 300 ml, se fosse meno allungatelo a caldo con vino bianco e acqua.

Nella pentola dove cuocerete la zuppa fate soffriggere le verdure a dadini piccoli, le patate sbucciate e fatte a pezzi, e la pancetta affumicata tagliata a fettine sottili e poi a pezzetti. Aggiungete il timo, , il liquido di cottura delle vongole, un litro circa di acqua calda e portate a ebollizione.

Fate cuocere per circa mezz’ora, poi schiacciate qualche patata der dare un pò di consistenza alla zuppa.

Servite a tavola in una bellissima zuppiera, e se volete aggiungete peperoncino fresco e – o crostini di pane fritti nell’olio.

zuppa di vongole patate pancetta al timo (3)

Poi è lunedì, e in una breve postilla eccovi il mio meal plan per questa settimana.

LUNEDI’: P: Carne al sugo e insalata di pomodori C: zuppa di patate e cime di rapa

MARTEDI’: P: Risotto zucca e pancetta  C: Pollo arrosto e patate al forno

MERCOLEDI’: P: minestrone C: Pizza

GIOVEDI’: P: mozzarelle affettati e funghi trifolati  C: pasta alici e broccoletti

VENERDI’: P: pesce al forno  C: questa zuppa qui, di vongole patate e pancetta affumicata

WEEK END: famiglia, amici, qualche impegno e quello che viene!

 

Plum cake integrale con pomodori secchi sott’olio

E pancetta, vino rosso, parmigiano e timo, ma il titolo sarebbe stato troooopo lungo no?

plum cake integrale con pomodori secchi

@fornellidisalvataggio

Capita di entrare in fissa con qualche cosa vero? No perchè, nel caso non ve ne foste accorti, per me è il plumcake moment.
No, è solo che ho questo stampo bellissimo e un pò nuovo, di quelli di alluminio con le pareti bozzettatec(se bozzettate non vi sembra un termine giusto avete anche ragione, ma uno migliore non mi viene) ed è un periodo che scelogo sempre di cuocere in questo stampo, appunto. Ed oltre alle ricette pubblicate ne ho giusto altre due da scrivere, sempre plumcake. Finchè non mi stufo.
Capita anche di entrare in fissa con qualche ingrediente in particolare, e per me questo è il turno della farina integrale. (ah e anche la farina integrale è in una delle altre due ricette di plum cake. (forse sto esagerando, direbbe mio fratello psicologo)…

Ho un mulino vicino casa dove vado sempre a prendere farine, e lui ha questa integrale che ha un profumo e un colore bellissimi. Sulle farine è stato scritto di tutto, ed oramai siamo tutti consapevoli del fatto che quelle integrali sono più ricche di elementi nutritivi, e complete dal punto di vista nutrizionale. non mi dilungo sull’argomento, perchè prima o poi ci scriverò un post dedicato…vi dico solo che la sto infilando dappertutto, e di recente ci ho fatto anche un ciambellone per la colazione di Cicciolò (ciambellone che è uscito così bello che si meritava un posto nel blog, sempre se non lo avessero assaltato e devastato a merenda padre e figlio, rendendolo poco fotogenico).

Il plum cake, vi dicevo…è buonissimo, profumato e anche bello da vedere, peccato le foto….non c’era sole…ho fatto del mio meglio.

plum cake integrale con pomodori secchi

@fornellidisalvataggio


PLUM CAKE INTEGRALE CON POMODORI SECCHI SOTT’OLIO,
E PANCETTA, VINO ROSSO, PARMIGIANO E TIMO


INGREDIENTI:

180 gr di farina integrale

70 gr di farina 00

1/2 bustina di lievito per torte salate

60 gr di parmigiano reggiano grattugiato

3 uova

120 ml di vino rosso non troppo forte

60 ml di olio evo

100 gr di pancetta affumicata

10 pomodori secchi sott’olio

una manciata di folglie di timo

sale, pepe

COTTURA: in forno preriscaldato a 180°, in uno stampo da plum cake medio

PREPARAZIONE:

In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti secchi (farine, lievito, sale, pepe, parmigiano e timo)

Tagliate a listarelle sottili i pomodori secchi, e la pancetta a cubetti piccoli, e teneteli da parte.

Amalgamate le uova alle farine, con una spatola di silicone, senza preoccuparvi troppo dell’impasto.

Aggiungete anche i pomodori e la pancetta.

Versate a filo il vino e l’olio, mescolate bene e versate nello stampo.

Infornate per circa 40 minuti, finchè uno stecco di legno esca asciutto.

VARIANTI:

Potete sostituire il vino rosso con uno bianco secco, la pancetta con prosciutto crudo, o cotto, o salsiccia sbriciolata e leggermente scaldata in padella.

IN CONGELATORE:

Congelatelo a fette, appena tiepido, ben avvolto nella pellicola, e scongelatelo a temperatura ambiente.

Secondo me è perfetto con formaggi spalmabili, o con un pò di affettato, ed è un ottimo plum cake da pic nic 😉 vista la stagione!

plum cake integrale con pomodori secchi

@fornellidisalvataggio

Chitarra aquilana al ragù bianco di agnello, con limone e ginepro.

chitarra al ragù bianco di agnello con limone e ginepro

Sono felice di presentarvi, con questa ricetta, un primo semplice nella sua armonia di sapori, tutti legati alla mia terra, ed alla nostra tradizione pasquale.

ragù bianco di agnello ingredienti

Agnello, tagliato al coltello, e inaspettatamente, bacche di ginepro, limone, e timo selvatico sono gli ingredienti che condiscono i “maccheroni alla chitarra”, pasta tipicamente abruzzese, tirata a mano su antichi strumenti realizzati appositamente. Un piatto che sorprende senza essere troppo elaborato o pretenzioso, perfetto sulla tavola di Pasqua, delicato e speciale per una cena tra amici.

INGREDIENTI: (per 4 persone)

400 gr di polpa di agnello

2 scalogni piccoli

3-4 spicchi di aglio

una manciata di bacche di ginepro, più altre per decorare

un limone, da cui gratterete la scorza

2-3 rametti di timo

2-3 rametti di rosmarino

vino bianco secco q.b.

brodo vegetale q.b.

sale e pepe

olio extra vergine di oliva

parmigiano e pecorino, a piacere

PREPARAZIONE:

Preparare un soffritto mettendo gli scalogni  tagliati a pezzetti piccoli con una mezzaluna, gli spicchi d’aglio con la buccia, un pò pestati con il dorso di un cucchiaio di legno, o con un pestello, e le bacche di ginepro. Far soffriggere stando attenti che nè lo scalogno, nè l’aglio si scuriscano troppo, devono solo imbiondirsi. Tagliare un pezzetto di scorza di limone, e metterla intera nel soffritto, avendo cura di toglierla a fine cottura. Aggiungere il timo ed il rosmarino, (avvolti in un sacchetto di garza se volete torglierli, oppure tritati fini se pensate di lasciarli). ( A questo punto prendetevi un secondo per sentire il profumo di questo soffritto che sa di prati e di montagna…)

Aggiungere  la carne, e farla rosolare bene nell’olio caldo.

Quando la carne sarà ben rosolata, grattate un pò della scorzetta del limone sulla carne, circa la metà, sfumare con vino bianco, e coprire. Il ragù deve cuocere per circa 45 minuti, ma è importante che resti molto umido e che abbia un fondo molto cremoso, pertanto controllatelo spesso, e bagnatelo ogni volta che serve, con il brodo ben caldo.

ragù bianco di agnello cottura

A piacere, potete schiacciare qualche bacca di ginepro per dare sapore.

A fine cottura grattare ancora un pò di scorza di limone sul preparato.

Cuocete le chitarra al dente, e scolatela direttamente nella padella del condimento, lasciando poca acqua di cottura e saltandola delicatamente per poco tempo, in modo che resti comunque umida.

A piacere, servire con bacche di ginepro per decorare, poca scorza grattata e una spolverata di parmigiano o pecorino.

Questa pasta per me è L’Aquila, mi ricorda una giornata in centro in città, mi fa pensare ai boschi intorno pieni di profumi, alle foglie secche sotto i piedi quando vado a raccogliere le bacche di ginepro. Mi fa pensare al mercato cittadino, dove si vende ancora la Chitarra, antico strumento per tirare la pasta a mano, che infatti prende il suo nome, che venga spessa e quadrata, pronta per il giusto condimento.

chitarra per pastachitarra aquilana, particolare

maccheroni alla chitarra aquilana

E’ una pasta aquilana perchè c’è l’agnello, e noi montanari valorizziamo il nostro patrimonio zootecnico elevando la carne ovina al mito ;). Non ricordo più il dove, ma devo aver assaggiato qualcosa di simile un giorno di tanto tempo fa, perchè una mattina,  sistemando una vecchia borsa, ho trovato un appunto scarabocchiato (io che di solito sono molto precisa, devo averlo scritto dopo un lungo aperitivo, o in una posizione molto scomoda). Questo appunto riportava scritto: bianca agnello ginepro zafferano panna  e ?

Perciò penso di aver trascritto quello che mi sembrava ci fosse in una pasta che devo aver mangiato, ma ripeto, il dove si è perso. Eppure ritrovando il fogliettino ho avuto un’ispirazione. Era il periodo di Pasqua di qualche anno fa, e ho provato, immaginando nella mia testa un nuovo piatto, profumato e particolare, come poi è.
Ho tolto lo zafferano,ho assaggiato una bacca di ginepro cruda (magari evitate) per sentirne il sapore, e ho aggiunto limone, e timo, che insieme profumano il piatto. Niente panna, allergie a parte non la amo nè nei dolci, nè tantomeno nei primi piatti. Ho comprato la carne in una macelleria locale, un agnello nostrano allevato in zona, in uno di quei negozi di macelleria che curano la provenienza della carne, la tipicità del prodotto, e che è sempre alla ricerca di novità, specialità alimentari, prodotti a volte introvabili. Ugo e Sonia sono due carissimi amici e li saluto volentieri. Le bacche di ginepro sono quelle raccolte nei nostri boschi, ma quelle comprate vanno benissimo lo stesso.

bacche di ginepro

Il risultato mi ha soddisfatto e lo condivido con piacere con voi, sperando di ispirarvi un buon piatto per la vicina Pasqua.