La tavola di Natale, quello che mangiamo a Natale, quello c he mi piace ricordare

tazzina nataleSette dicembre, giorno di ponte per molti. Chi ha aspettato a fare albero e presepe ha tutta la mia stima (ma come resistete?), mentre noi navigate dell’addobbo (che i mariti si sono già stufati di vederli in giro), stiamo un passo avanti, già a pensare a piatti tovaglie menù portate eccetera.

Piccola premessa. Il dolce in foto è questo, che è la colazione perfetta per questi giorni così belli. Quindi ora leggetevi ste quattro scemenze e poi in cucina a fare il dolce. Subito.

Avete già deciso, immagino, dove e con chi passerete i giorni di festa.
Io ho fatto un colpo di mano e ho deciso che il 25 si starà da me. Passi che mi portino fuori il 24, è normale che tUtti vogliano fare una festa in casa propria, ma il 25 si sta a casa mia quest’anno. Non ho ancora ben chiaro in quanti saremo, ma non importa, aggiungo tavoli per tutti, accetto aiuto in cucina, ci stringeremo, voglio passare una giornata intera lunghissima bellissima con la mia famiglia.

Maniache delle listeeeee…a me! Fuori libri, riviste, tutto ciò che parla di Natale e via!

Uno: bisogna pensare alla tavola.
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La casa, a Natale.

tazzina natale

Il titolo vero per questo post non dovrebbe essere La casa a Natale; piuttosto avrei dovuto scrivere “spargere il Natale dappertutto, in casa”, sarebbe stato più onesto.

Alzi la mano chi ha fatto già l’albero, chi ha già almeno tirato fuori le scatole con gli addobbi, chi ha già comprato qualche nuova decorazione da infilare in quel centimetro quadrato che restava vuoto…Io contrariamente ad ogni aspettativa, ancora non monto l’albero. L’ho preso, ho sceso tutti gli addobbi e qualcosa ho anche sparso per casa, ma l’albero no. L’ho barattato con una bellissima domenica con la famiglia, con un aperitivo inaspettato e una polenta con le mie cugine e mio cugino (che era miocuginopiccolo ma ormai beve birra ed è alto un metro e novanta), e con un pomeriggio a casa della cugina del Doc, a progettare addobbi (dopotutto vale lo stesso no?).

Che rivolete le mie chiacchiere della passata settimana su quantoèbellonatale, quantomipiacenatale eccetera? Anche no direi, andiamo avanti.
L’idea era scrivere un post a settimana fino a che arriverà Natale, per condividere un pò delle nostre follie dei nostri preparativi per il Natale in arrivo, e stupendo anche me stessa, eccoci alla seconda parte. Ovvero, come si trasforma la (mia) casa in questo periodo.

Si trasforma tanto. Si trasforma dappertutto, come quei supereroi, come un super sajan, come casa mia a Natale, perchè altri paragoni non li trovo.

Certo è che a casa mia Natale arriva ovunque. Arriva in anticipo, e arriva dappertutto. Si infila in cucina, in bagno, in camera, nei vasi fuori alla porta. Nell’aria di casa, che profuma diversamente, nel caffè della mattina…Dappertutto, a casa mia, non è tanto per dire.

Ci sono talmente tante cose che l’albero, a volte, passa in secondo piano. Voi avete le tazzine da caffè con la renna e babbo natale?ecco, e le tazze da the, e da latte? appunto.
Io si, ovviamente.

La cucina è la prima stanza che inizia a cambiare in questo periodo. Nella zuccheriera compare lo zucchero aromatizzato versione Natale, che tra l’altro lo trovate qui, arrivano le tazzine di cui sopra, arrivano gli strofinacci ed il grembiule di Natale. E non mi dite che mettete gli strofinacci natalizi anche dopo Natale, che giuro vengo a casa vostra e ve li brucio. NON SI FA.
Cambiano anche le cose che mangiamo. Io ho più voglia che mai di cibi caldi, comfort food, come piace chiamarlo ora, che pare che pasta e fagioli suona male, meno chic, vuoi mettere? In tutti i dolci lo zucchero profumato dà quel tocco in più, e quanto vorrei quel servizio di piatti da sei a tema, e ogni anno rimando…(e mai che Babbo Natale me sente oh!) ( vero è che ne chiedo troppe, davvero 😉 )

E’ il momento di dedicare un minuto al davanti casa. Ingressetti, o enormi verande che siano, meritano un attimo di attenzione, adesso. Se avete vasi secchi, o poco sani, beh, è ora di comprare qualche pansè o le violette cornute, che con poca spesa e poche cure, danno un tocco di colore e danno soprattutto un aspetto ordinato all’ingresso.  Dopodichè, quel vecchio babbo natale mal messo, o quegli angioletti scorticati, sono perfetti da infilare sparsi nei vasi, e faranno compagnia al tappetino a tema, o alle piccole palline, ai piccoli fiocchetti di stoffa, fatti in cinque minuti, che addobbano il piccolo pinetto nel vaso. Che ho ricomprato pochi mesi fa, pensando già che questi led a batteria sono una svolta per gli addobbi di Natale.
Vedremo che ne pensano cani e gatti quest’anno, l’anno scorso è andata fin troppo liscia, a parte una statuina caduta vittima di un inseguimento.
Sulla porta poi, la ghirlanda è d’obbligo, è proprio una legge comunitaria, anche giusta direi. La mia non è pronta e non è ancora definita, questa era quella dello scorso anno, intanto, ma non cerdo che la farò uguale.

natale ghirlanda
Anzi, per dirla tutta, a casa mia si addobba ogni porta, ( ma non è che sono molte) con dei piccoli pupazzetti di pannolenci; quest’anno il nano ha fatto un colpo di mano, e ha deciso che la sua porta la decorava lui, e ora è tutto uno scotch, che regge i lavoretti di Natale dall’asilo nido in poi, e che puntualmente ritiro fuori in questo periodo.

Pronto il calendario dell’avvento? non c’è niente di più bello dello scandire i giorni che ci separano da questa festa, che siano cioccolatini, finestrine da aprire, cosine da appendere a dei bottoncini come nel nostro caso. Io sono legata alle cose, sempre alle stesse cose, e quindi, fatto questo calendario il primo anno di matrimonio, questo resterà fino a che si sbriciolerà per l’usura.

calendario avvento

In sala le arance con i chiodi di garofano messe sul camino, profumano tutta la casa in maniera inequivocabile. E’ quasi Natale. E’ ora di tirare fuori il cero natalizio, che accendo sulla tavola di Natale dal primo passato in casa insieme alla mia famiglia, sempre lo stesso, la stessa fiamma e la stessa candela, e sto già pensando a tovaglie e piatti che useremo, ma quello, volendo, è un altro capitolo.
E penso che anche questa volta avrò la fortuna di avere vicino le persone che contano, avrò la fortuna di fare una magnifica torta natalizia illuminata insieme a Laura e Silvia, (sperando che non si incendi di uovo l’alberello),  di condividere le feste con chi amo, e non è poco.

Dopotutto a questo servono tutti i miei addobbi, le mie cose sparse ovunque; a far sognare un attimo tutti noi, a creare una piccola zona di magia, un piccolo mondo speciale dove aspettare Natale è solo un pò più bello.

Nel caso ve lo fesse chiesti, si, c’è il meal plan a fine post. eccolo.

LUNEDI’: PRANZO:  pasta con sugo di olive capperi e alici CENA: zuppa di lenticchie e patate

MARTEDI’: PRANZO: risotto ai funghi CENA: spezzatino di coniglio in padella, verdura ripassata e carote lesse.

MERCOLEDI’: PRANZO: minestrone con pasta CENA: uova sode con tonno, alici marinate, finocchi saltati in padella

GIOVEDI’: PRANZO: pesce lesso in insalata con maionese e verdura CENA: Pizza

VENERDI’: PRANZO: zuppa di farro con verdure e spek. CENA: risotto con radicchio e finocchi

 

Cake pops. Piccoli, colorati, bellissimi cake pops.

cakepops1

C’è una cosa che non manca mai sulla tavola delle mie feste per i bambini: i cake pops, o cake balls. Piccole palline morbidissime, racchiuse da un guscio di cioccolato decorato con confettini, infilate su stecchi da lecca lecca, i cake pops sono talmente belli e allegri che valgono bene il pò di tempo speso per farli.

Ho pensato di proporli adesso sul blog, perchè questi dolcetti sono perfetti per riciclare panettoni e pandori avanzati dopo le feste.

Nonostante tutto il “delirio” da Natale,  ho trovato dieci minuti per scattare due foto agli ultimi cake pops che avevo preparato (alle undici e mezzo di sera non è proprio “aver trovato dieci minuti”, è piuttosto “non sono andata a letto fino a che non ho scattato due foto” – nemmeno tanto belle, ma tant’è).

Insomma, il concetto semplice alla base di questi dolcetti, la cui idea ci arriva d’oltreoceano, è questa: si amalgamano avanzi di torta, o di pandoro, o panettone, o merendine, con marmellata o altro composto cremoso, si fanno delle palline, si passano nel cioccolato fuso, si decorano con confettini colorati, et voilà, i cake pops sono pronti.

Ora, non vi darò dosi precise stavolta (che già non sono precisa di mio, figuriamoci in un dolce fatto di avanzi), ma delle indicazioni smplici da seguire, che con un pò di manualità e fantasia, vi faranno avere un risultato molto scenografico.

Per prepararli potete partire da una qualunque torta avanzata, che sia un pan di spagna, o una torta da colazione; ma anche  avanzi di dolci lievitati, o di merendine comprate, tutto va bene; se decidete invece di preparare appositamente un dolce come ase di cake pops vi consiglio la ricetta di questo pan di spagna che uso per fare le merendine.  Va da sè che in questo periodo panettoni e pandori fanno un’ottima base (nel panettone dovrete avere la pazienza di togliere le uvette).

cakepops


CAKE POPS AL CIOCCOLATO


INGREDIENTI:

Avanzi di torta

Marmellata (che potete sostituire con Nutella, o philadelphia)

PER LA DECORAZIONE:

cioccolato fondente

confettini colorati, farina di cocco, granella di frutta secca…

ATTREZZATURA:

Una ciotola di acqua tiepida, stecchi per lecca lecca, una base di polistirolo, pirottini piccoli.

PROCEDIMENTO:

Iniziate dal preparare l’impasto di base: dovrete sbriciolare con le mani la torta, cercando di non compattarla troppo, è preferibile evitare di farlo col mixer, proprio perchè se si “appiccica” poi non riuscirete ad amalgamare con facilità la marmellata.

Dopo aver sbriciolato tutto il dolce iniziate ad amalgamare un cucchiaio di marmellata per volta, lavorando l’impasto con un cucchiaio, e poi direttamente con le mani. dovrete ottenere un composto lavorabile, che vi permetta di farne delle palline.

Quando la consistenza sarà quella giusta, bagnatevi le mani con poca acqua tiepida, prendete una noce di impasto e lavoratelo tra i palmi per farne una pallina; infilate man mano lo stecco facendo attenzione a non rompere la “polpetta”, ed ad infilarlo fino a circa metà della palla, altrimenti il cake pops potrebbe smontarsi. Mettete i cake pops su un vassoio; procedete fino allla fine dell’impasto,  e poi trasferite tutto in congelatore per un’ora almeno.

Trascorso quasi tutto il tempo di congelamento fondete a bagnomaria il cioccolato fondente, e intanto preparate tanti contenitori di vetro o metallo, nei quali metterete i diversi confettini di copertura. (la plastica si carica elettrostaticament e fa svolazzare i pezzetti piccoli di farina

Decidete se fare i cake pops che stanno in piedi (proprio come dei lecca lecca) o se farli poggiati, come questi in foto. Se li fate “in piedi, preparate la base di polistirolo nella quale infilerete lo stecco; magari copritela con una carta carina, se poi vi servirà anche per portarli in tavola. La seconda soluzione è più semplice e anche più stabile, vi basterà disporre in un vassoio dei pirottini a misura della pallina che avete fatto, ed infilarci man mano i cake pops capovolti.

Quando il cioccolato sarà fuso, togliete dal freezer i cake pops preparati; prendetene uno per volta per lo stecco, e ruotando il polso colatelo nel cioccolato fuso, facendo in modo che il cioccolato arrivi anche sul punto di attaccatura fra impasto e stecco.

Sollevate via il dolcetto e con la mano libera datevi dei piccoli colpetti sul polso dell’altra mano, che regge il bastoncino; serve per far cadere il cioccolato in eccesso.

Immergete immediatamente  la pallina in uno dei contenitori di confettini facendoli  aderire su tutta la superficie.

A questo punto, o infilate il bastoncino nel polistirolo, o appoggiate il cake pops nel pirottino.

Procedete fino ad esaurimento (e vi garantisco che un pò vi esaurirete anche voi).

Dopo i primi prenderete manualità e il lavoro scorrerà più fluidamente, oltre che con più precisione.

Poi vi faccio anche vedere una simpatica idea per traspostarli, che non si sa mai…i cartoni delle uova sono perfaetti, specia se fate come me, che le comprate in confezioni da trenta in su 🙂

portacakepops

cake pops dettaglio

Aggiungo solo un piccolo consiglio: tengo sempre nel freezer un contenitore, dove sbriciolo man mano qualche avanzo di ciambello, l’ultima fetta di torta che non mangia nessuno, e affini, purchè siano torte secce, senza creme. In questo modo mi ritrovo sempre una base da cake pops pronta all’uso, ed evito sprechi 😉

 

Crocchette di pollo per grandi e bambini, oppure chiamatele nuggets di pollo

nuggets di pollo (3)

Bocconcini di pollo. Oppure nuggets di pollo. Oppure crocchette tipo Mc Nuggets del Mc Donald’s…Insomma cambia il nome e non la sostanza.
Crocchette di pollo per grandi e bambini rende bene l’idea. Queste piccole polpettine di pollo sono un’alternativa valida e fattibile alle crocchette di pollo comprate, che per me sono out sia perchè contengono latte, sia perchè sono di solito ripiene di inutili e fastidiosi additivi di ogni tipo, quindi io non le posso mangiare e al nanetto non le do volentieri.

Però i bambini ne vanno matti, e  prepararli così come vi racconto tra poco, le rende saporitissime e sfiziose al punto giusto, lasciando inalterata la materia prima, che pollo era e pollo resta 🙂

nuggets di pollo dettaglio


CROCCHETTE  DI POLLO PER GRANDI E BAMBINI


INGREDIENTI:

Un petto di pollo intero

un pezzo di cipolla (un quarto se grande)

2 cucchiai di ketchup oppure 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

2 cucchiai di senape

2-3 cucchiai di farina di mais

sale

2 uova, pangrattato e farina di mais per la panatura

PREPARAZIONE:

Tagliate il pollo a pezzi  e mettetelo nel mixer, insieme alla cipolla, alle salse, al sale, e frullate fino ad amalgamare bene gli ingredienti. Aggiungete man mano un cucchiaio di farina di mais, che vi aiuterà a dare all’impasto un pò di consistenza e lavorabilità. Non mettetene troppa, al massimo 3-4 cucchiai appunto, per evitare che l’impasto secchi troppo in cottura.

Appena l’impasto ha raggiunto una buona consistenza, ungetevi un pò le mani e formate le crocchette.

Per panarle, preparate tre contenitori, uno con l’uovo sbattuto, uno con la farina di mais ed uno con il pangrattato e poco sale.

Passate le crocchette di pollo nell’uovo, poi nella farina di mais, quindi di nuovo nell’uovo, e infine nel pangrattato. Questa doppia panatura rende più spesso lo strato esterno.

Potete friggerle in olio ben caldo o infornarle a 200° su una placca da forno coperta di carta da forno e unta d’olio.

Questi nuggets possono essere congelati, ancora crudi, stendendoli prima su un vassoio ampio, e aspettando che siano congelati (24 ore) per metterli nei sacchetti. Ovviamente questo vale solo se il pollo che avete usato è fresco, e non già congelato!

nuggets di pollo (2)

nuggets di pollo (1)

Le merendine da portare a scuola

le merendine per la scuola

Continua il mio delirio da inizio scuola elementare. Chiunque in famiglia mi accusi di esagerare ha ragione. (forse riorganizzare un’intera camera, inclusi armadi vestiti e scaffali in funzione della scuola è un tantino troppo davvero). Adesso sono passata al problema merende. Perchè, voi che mi conoscete lo sapete, io non sono estremista nè fobica, ma obiettiva si. E nella mia obiettività, non voglio che mangi ogni giorno una merendina comprata. I motivi non sono tutti così nobili come pensate. Quelli nobili ve li immaginata già. Quelli meno nobili sono puramente organizzativi. Io sono distratta per natura, caotica eccetera. Quindi già sò che se il pacco di merendine nella dispensa fosse l’unica merenda possibile, il nano andrebbe a scuola senza ogni due per tre. Perchè io non sono sempre a casa, magari prendono l’ultima e si scordano di dirmelo, magari mi scordo di comprarle…Invece cercando più soluzioni altrenative rischio meno l'”è finito”. Quindi ok merendine. Poi sto preparando mini sandwich con la base del pancarrè, e poi ho fatto queste merendine.

le merendine per la scuola

Probabile che stia scrivendo cose banali e ovvie, ma io ho bisogno di organizzarmi così. 🙂

E allora, intanto ecco il primo prodotto in tal senso, ho rivisto un pò il classico pan di spagna, aggiungendo olio e limando farina e zucchero, per avere la consistenza che volevo.

le merendine per la scuola

 


 MERENDINE DA PORTARE A SCUOLA (CON MARMELLATA O CIOCCOLATO)


INGREDIENTI: (per circa sei merendine)

3 uova

3 cucchiai di zucchero

3 cucchiai rasi di farina

2 cucchiai di olio

qualche cucchiaio di marmellata per il ripieno, o crema al cioccolato

PREPARAZIONE:

Preriscaldate il forno a 160°, e preparate una teglia quadrata di dimensioni medie (la torta non deve risultare troppo alta). Imburratela  ed infarinatela, e tenetela in frigo fino all’utilizzo.

Montate bene in una planetaria uova e zucchero, facendole andare per alcuni minuti.

Aggiungete un cucchiaio per volta la farina setacciata, amalgamandola con una spatola di silicone.

Versate nella teglia, e infornate subito.

Cuocete per una ventina di minuti, sfornate e fate freddare su una gratella.

Se necessario rifilate i bordi con un bel coltello affilato, poi tagliatela in due strati.

Procedete ora col ripieno. Io ho fatto appositamente questa marmellata di more, e l’ho lasciata poco densa apposta, perchè serve un ripieno che in parte penetri nella pasta, per legarsi ed ammorbidire la base. Usando marmellata normale, allungatela a caldo con acqua, o meglio ancora con succo di frutta. Se usate la crema al cioccolato, abbiate cura di scaldarla un pò, per renderla fluida. Insomma, nel ripieno vi potete ingegnare voi come meglio credete.

Ricomponete i due strati, e dividete la torta in rettangoli regolari.

Conservate in frigo, durano 4-5 giorni senza problemi.
Oppure congelatele già a pezzi,e scongelatele la sera per la mattina.

Io per praticità le avvolgo nella carta cellophane, che non si appiccica come la pellicola.

E prosegue la mia sperimentazione, quindi vi terrò aggiornati.

le merendine per la scuola

 

Plum cake integrale con pomodori secchi sott’olio

E pancetta, vino rosso, parmigiano e timo, ma il titolo sarebbe stato troooopo lungo no?

plum cake integrale con pomodori secchi

@fornellidisalvataggio

Capita di entrare in fissa con qualche cosa vero? No perchè, nel caso non ve ne foste accorti, per me è il plumcake moment.
No, è solo che ho questo stampo bellissimo e un pò nuovo, di quelli di alluminio con le pareti bozzettatec(se bozzettate non vi sembra un termine giusto avete anche ragione, ma uno migliore non mi viene) ed è un periodo che scelogo sempre di cuocere in questo stampo, appunto. Ed oltre alle ricette pubblicate ne ho giusto altre due da scrivere, sempre plumcake. Finchè non mi stufo.
Capita anche di entrare in fissa con qualche ingrediente in particolare, e per me questo è il turno della farina integrale. (ah e anche la farina integrale è in una delle altre due ricette di plum cake. (forse sto esagerando, direbbe mio fratello psicologo)…

Ho un mulino vicino casa dove vado sempre a prendere farine, e lui ha questa integrale che ha un profumo e un colore bellissimi. Sulle farine è stato scritto di tutto, ed oramai siamo tutti consapevoli del fatto che quelle integrali sono più ricche di elementi nutritivi, e complete dal punto di vista nutrizionale. non mi dilungo sull’argomento, perchè prima o poi ci scriverò un post dedicato…vi dico solo che la sto infilando dappertutto, e di recente ci ho fatto anche un ciambellone per la colazione di Cicciolò (ciambellone che è uscito così bello che si meritava un posto nel blog, sempre se non lo avessero assaltato e devastato a merenda padre e figlio, rendendolo poco fotogenico).

Il plum cake, vi dicevo…è buonissimo, profumato e anche bello da vedere, peccato le foto….non c’era sole…ho fatto del mio meglio.

plum cake integrale con pomodori secchi

@fornellidisalvataggio


PLUM CAKE INTEGRALE CON POMODORI SECCHI SOTT’OLIO,
E PANCETTA, VINO ROSSO, PARMIGIANO E TIMO


INGREDIENTI:

180 gr di farina integrale

70 gr di farina 00

1/2 bustina di lievito per torte salate

60 gr di parmigiano reggiano grattugiato

3 uova

120 ml di vino rosso non troppo forte

60 ml di olio evo

100 gr di pancetta affumicata

10 pomodori secchi sott’olio

una manciata di folglie di timo

sale, pepe

COTTURA: in forno preriscaldato a 180°, in uno stampo da plum cake medio

PREPARAZIONE:

In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti secchi (farine, lievito, sale, pepe, parmigiano e timo)

Tagliate a listarelle sottili i pomodori secchi, e la pancetta a cubetti piccoli, e teneteli da parte.

Amalgamate le uova alle farine, con una spatola di silicone, senza preoccuparvi troppo dell’impasto.

Aggiungete anche i pomodori e la pancetta.

Versate a filo il vino e l’olio, mescolate bene e versate nello stampo.

Infornate per circa 40 minuti, finchè uno stecco di legno esca asciutto.

VARIANTI:

Potete sostituire il vino rosso con uno bianco secco, la pancetta con prosciutto crudo, o cotto, o salsiccia sbriciolata e leggermente scaldata in padella.

IN CONGELATORE:

Congelatelo a fette, appena tiepido, ben avvolto nella pellicola, e scongelatelo a temperatura ambiente.

Secondo me è perfetto con formaggi spalmabili, o con un pò di affettato, ed è un ottimo plum cake da pic nic 😉 vista la stagione!

plum cake integrale con pomodori secchi

@fornellidisalvataggio

Mini muffins alle mele, yogurt, cannella e limone

muffin alle mele e yogurt@fornellidisalvataggio

Questi dolcetti nascono da una serie lunga di modifiche fatte ad una base che non mi ricordo da dove viene. Sono dei muffins con pezzetti di mele, e impastati con yogurt, resi profumati da limone, cannella e zenzero. L’impasto è veramente morbido, le mele si ammorbidiscono tanto e quasi non si sentono mentre si mangiano!

muffin alle mele e yogurt

@fornellidisalvataggio

Li faccio spesso perchè vanno via in un attimo, ed essendo di consistenza morbida si conservano comunque bene. Ne ho provate varianti infinite, e qualche tempo fa ho scritto le dosi (più o meno) per dare la ricetta ad una mia amica che li apprezza molto. Ed ecco per grandi linee la ricetta: potete variarla come e quanto volete, vengono sempre buonissimi.

muffin alle mele e yogurt

@fornellidisalvataggio

INGREDIENTI:

200 gr di farina 00

2 cucchiaini rasi di lievito

80 gr di zucchero di canna

2- 3 cucchiaini di cannella e 2 di zenzero

la scorzetta grattata di un limone

1 uovo

1 mela

3-4 cucchiai di yogurt bianco (però va bene di qualsiasi tipo, anche alla frutta)

90 ml di olio (di semi o di oliva fa lo stesso)

90 ml di acqua o latte di riso (se potete latte)

COTTURA: in forno preriscaldato a 180°, negli stampi da muffin piccolini

PREPARAZIONE:

Mescolate insieme tutti gli ingredienti secchi, nell’ordine in cui li ho messi (farina – zucchero – cannella e zenzero – scorza di limone)

Nella ciotola dell’impastatore, o anche con una frusta a mano, così non fate rumore 😉 , sbattete un pò  l’uovo con l’acqua e poi l’olio, e aggiungete infine lo yogurt.

Sbucciate la mela, tagliatene le parti coi semi, e riducetela in pezzettini piccoli piccoli, circa 1 cm di lato, spruzzatela con poche gocce di limone per non farla annerire.

Amalgamate con una spatola in silicone gli ingredienti secchi in quelli liquidi, poco per volta per non fare grumi.

Aggiungete la mela a pezzettini.

Dato che le dosi sono molto ad occhio, se l’impasto vi risulta troppo duro, aggiungete poco yogurt o poca acqua. Sporzionate nei pirottini ed infornate finchè non prendono colore sopra. ci mettono circa 15 minuti, ma dipende dal forno.

VARIANTI:

Come vi ho detto, sono tante.

– aggiungete due o tre cucchiai di gocce di cioccolato, o cioccolato fondente a scagliette
– usate scorzetta e succo di arancia invece che di limone
– invece della farina 00 usatene parte 00 e parte semiintegrale, in proporzioni variabili
– un cucchiaio o due di cacao per i nanetti golosi
– mirtilli disidratati e fatti rinvenire in poca acqua al posto delle mele
– aggiungete un cucchiaio o due di pinoli

Queste più o meno sono quelle che abbiamo sperimentato, di sicuro ne verranno in mente altre anche a voi!

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Panini morbidi allo zafferano

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©claudia bonanni

Questo mese abbiamo deciso di raccontarvi lo zafferano, il nostro oro rosso, un prodotto di cui davvero andiamo fieri, legato alle nostre tradizioni da sempre e che dal 2005 è denominato “zafferano dell’Aquila DOP”.

Sarebbe bellissimo raccontarvi la storia della coltivazione dello zafferano nel nostro territorio, di come sia strettamente legata alle vicende storiche e sociali della nostra città sin da tempi antichissimi (vi accenno solo che questa piantina fu introdotta nella regione intorno al 1200), sarebbe bellissimo ma troppo lungo.
Mi limito a raccontarvi come questo prodotto arrivi sulla nostra tavola, e perchè il suo prezzo sia così alto, da meritarsi appunto il nomignolo di “oro rosso”. (che poi è anche l’aspetto più bello, che lo lega indissolubilmente alla nostra terra, e che ne fa il prodotto prezioso che è).

zafferano

©claudia bonanni

Quello che chiamiamo zafferano, quei filamenti rosso fiammanti, sono in realtà gli stimmi del fiore di croco, (Crocus Sativus Linneo), una piccola piantina (non supera i 15 cm di altezza), che nasce da un bulbo.

Quello che vi racconto è anche la mia esperienza personale, dato che da un paio di anni ho i miei bulbetti, che mi danno tanta soddifazione.

Il bulbo di zafferano si mette a dimora verso fine agosto, ed in ottobre si raccogoni i fiori; ciascun bulbo interrato farà nascere una piantina, con un solo fiore, e ciascun fiore porta tre stimmi. I fiori si raccolgono a mano, la mattina presto, prima che il sole si alzi e li faccia aprire. Portati nelle case, si devono aprire i sei petali, ed asportare delicatamente gli stimmi, che poi verranno tostati al calore della brace (che deve essere di mandorlo o quercia nello zafferano DOP). Questa è la fase più delicata della lavorazione; gli stimmi riducono il loro peso ad un sesto di quello iniziale (se partiamo con 600 grammi di stimmi freschi avremo 100 grammi di stimmi secchi).
Appena finita la raccolta dei fiori inizia la formazione del bulbo figlio, o dei bulbi figli (i miei bulbi producono due bulbi nuovi ogni stagione).

Per produrre un kg di zafferano secco vengono impiegati circa 200.000 fiori (duecentomila!!!!!!)  e ciò comporta in media 500 ore di lavoro fatto più o meno come si faceva cento anni fa.

Detto ciò, sono certa che capirete perchè a comprarlo ci fanno cascare le mani, specie se acquistiamo quello in fili.

Vi premetto che io utilizzo la polvere, e pochi stimmi per volta che comunque acquisto, perchè quello che vedete nel cucchiaino in foto è metà del mio raccolto, che viene da venti piante e vi assicuro che non sono poche.

zafferano

©claudia bonanni

panini allo zafferano

©claudia bonanni

I panini che vi propongo sono una variante delicata e raffinata dei panini morbidi all’olio che faccio spessissimo, dolci o salati. Con lo zafferano sono molto particolari anche nel colore, adatti ad una festa importante, ma anche ad un pic nic, accostati a salumi delicati o formaggi morbidi.

INGREDIENTI: (per 25-30 panini piccoli)

750 gr di farina 00

400 ml di acqua (latte, se potete)

80 ml di olio di oliva

1oo gr di pasta madre rinfrescata (o 1 cubetto di lievito di birra e 1 cucchiaino di zucchero)

22 gr di sale

3 bustine di zafferano in polvere

COTTURA: in forno preriscaldato a 190° per circa 15 minuti, su una teglia con carta da forno

PREPARAZIONE:

Come prima cosa prendete qualche cucchiaio dei 400 ml di acqua, e sciogleteci il sale.

Se usate il lievito di birra, prendete un altro pò dei 400 ml di acqua,e scioglietecelo dento, con il cucchiaino di zucchero.

Se usate la pasta madre, sciogleitela nell’acqua.

Nella ciotola dell’impastatrice mettete la farina, e azionandola iniziare ad amalgamare l’acqua con il lievito. Aggiungete l’acqua dove avrete sciolto il sale, e quando l’impasto si sarà formato aggiungete anche l’olio. Lavorate bene l’impasto. Mettetelo al caldo in una ciotola ed aspettate il solito raddoppio di volume (4 ore almeno).

Al termine della prima lievitazione rovesciate tutto su un piano infarinato e dividete il tutto in due parti.
Ad una delle due incorporate la polvere di zafferano, lavorando bene per amalgamarla. Lavorate anche l’altra parte stendendola in un rettangolo.
Sovrapponete ora la parte con lo zafferano a quella bianca. avrete ottenuto una specie di rotolo. A questo punto ricavate dei pezzi di impasto dal peso di 60-70gr che lavorerete brevemente per farli diventare tondi.

L’aver suddiviso l’impasto fa si che all’interno i paninetti vengano striati e non tutti colorati, per far risaltare sia il colore sia il sapore dello zafferano; chiaramente se andate di fretta impastate tutto insieme e via.

Disponeteli direttamente sulla teglia che userete per cuocerli, foderata con carta da forno, copriteli con un telo, teneteli al caldo per farli di nuovo raddoppiare di volume.

Terminata la seconda lievitazione infornarli nel forno caldo. Dopo i primi 15 minuti di cottura spennellateli con uovo sbattuto, e reinfornate per 5 minuti ancora.

Sentite il profumo dello zafferano insieme a quello del pane? Non è buonissimo?

panini allo zafferano

©claudia bonanni

La prossima ricetta per questa rublrica regionale ce la regala Mary, di Un’americana tra gli orsi, con dei cupcake agli asparagi, speck e zafferano, aspettate domani per mangiarli, mentre Eva ha già pubblicato le patate allo zafferano.

A presto!

Dolcetti ai corn flakes, con il cioccolato (delle uova di Pasqua)

dolcetti ai corn flakes e cioccolato

 

Eccomi anche io, con la prima idea di recupero di tutto quel cioccolato delle uova di Pasqua…Questi facilissimi e bei dolcetti li ho fatti al volo, prima di uscire di casa, per andare ad un incontro con altre persone, col preciso intento di portare fuori da casa un pò di cioccolata, prima che al Cicciolò e a noi anche, venga qualche attacco di iperglicemia.

Sono i famosissimi dolcetti ai Kellog’s, che ho provato nella variante con i Cheerios, le ciambelline al miele. Ogni tanto il piccolo ci chiede i cereali, ma non ne consumiamo molti, e così con questa ricetta ho riciclato sia le uova, sia i cereali in eccesso.

 

Ho usato sia cioccolato fondente, sia al latte e anche il famoso uovo bicolore,  che pare vada per la maggiore…Quelli al fondente li ho fatti usando i corn flakes, mentre ho usato il cioccolato al latte per le ciambelline al miele, tipo cheerios. Le dosi si riferiscono a una delle due preparazioni, indistintamente.

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INGREDIENTI: (non sono molto categorici, fate ad occhio!)

150 gr di cioccolato

4-5 cucchiai di corn flakes

codette di zucchero o altri decori

PREPARAZIONE:

Come prima cosa spezzettate il cioccolato, e poi fatelo sciogliere  a bagnomaria; intanto preparatevi i pirottini, separandoli e allineandoli sul piano di lavoro, dato che poi dovrete procedere con poco tempo per non far seccare il cioccolato.
Quando sarà fuso versatelo in una ciotola più grande e iniziate ad amalgamare un pò per volta i cereali, regolandovi man mano sulla giusta consistenza, mescolando delicatamente per coprire tutti i corn flakes di cioccolata. Disponete a mucchietti nei pirottini, decorate con codette colorate, o a piacere.

buon primo maggio . claudia

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dolcetti ai corn flakes e cioccolato

Torte per le feste – pan di spagna alla meringa italiana e crema al limone

torta al limone con fiori freschi

Recentemente mia mamma ho fatto gli anni, e le ho preparato questa torta con l’intento di mangiarla anche io, invece di fare come di solito, che passo ore a fare e farcire torte che poi posso solo guardare.

A casa ci piace festeggiare i compleanni insieme, con la classica torta di pan di spagna farcita con creme e decorata in superficie con la panna, e la panna e le creme sono tra le cose più difficili da sostiuire per noi poveri no-latte. Si da il caso che avessi anche poco tempo a disposizione, e non riuscivo a fare anche una crema classica…ma stavolta mi avanzavano due albumi, che mi hanno dato l’ispirazione per questa torta.

INGREDIENTI:

un pan di spagna di 6 uova

una dose di meringa italiana

3-4 cucchiai di marmellata (ribes, o altri frutti rossi)

4-5 cucchiai di lemon curd (si può sostituire con crema pasticcera al limone)

PER LA BAGNA:

4 cucchiai di limocello

acqua, zucchero

PER DECORARE:

fiori freschi

zucchero a velo

PREPARAZIONE:

Tagliare il pan di spagna in tre strati; posizionare la base direttamente sul piatto in cui il dolce verrà presentato.
Preparare la bagna con 4 cucchiai di limoncello, 8 di acqua, zucchero a piacere;

Preparare le tre farciture:
Allungare la marmellata con un pò di acqua, se fose troppo solida, in modo da renderla spalmabile.
!ncorporare a 4-5 cucchiai di meringa, 4 cucchiai di lemon curd, usando una spatola di silicone.

Iniziare la farcitura:
Spennellare con la bagna il primo strato, coprire con la marmellata rossa e mettere sopra la crema di  lemon curd e meringa. Ricomporre con il secondo strato di dolce; spennellare anche questo con il liquido, e poi coprire con il restante composto preparato. Sovrapporre l’ultimo strato, bagnare e lasciare asciugare.
Prima di servire, coprire con abbondante zucchero a velo e decorare a piacere con fiori freschi, tulle, e quello che vi dice la fantasia. Ad aprile il giardino offre veramente molte varietà di fiori decorativi, ho usato primule, violette, pratoline e un rametto di viburno. li ho messi a bagno per un pò con acqua e bicarbonato, dato ch dovevano venire a contatto col dolce, e li ho asciugati bene prima di disporli.

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Auguri mamma!