Dischetti struccanti in cotone lavabili. Piccolo piccolo tutorial

dischetti levatrucco in cotone fai da te, non usa e getta (1)Diciamo che un po’ mi sembra pretenzioso chiamarlo tutorial, diciamo che è imbarazzante tirare fuori ora le foto scattate a Natale, e si vede pure che sono di Natale, diciamo che ormai lo avete capito che vado avanti  un po’ sfasata.

E’ successo che ho pbblicato questo post, le cose che ho smesso di comprare, e tra le cose appunto ho elencato i dischetti usa e getta. Mantengo la promessa fatta ad alcune di voi, non sapete con che gioia accolgo la presenza fissa e costante di un certo numero di visitatori, sono felicissima veramente.

Quindi,  succede a un certo punto della mia vita che mi viene sempre di più la voglia di diminuire la corsa al consumo, o almeno di riflettere su cose tipo sostenibilità, acquisti consapevoli, sprechi e risparmi di risorse e siccome da cosa nasce cosa,ho trovato su pinterest qualche foto di dischetti home made. D’altra parte bastava l’idea, anzi, le mie cuginette sono state anche cavie, e glie ne ho regalati un pò a Natale. (Eh si, c’era una ragione per il pacchetto natalizio, e non era che sono diventatat matta del tutto)

Quindi da novembre ho eliminato i dischetti di ovatta e li ho sostituiti con questi in cotone, fatti con materiale di recupero, che si lavano in lavatrice.

Io mi trucco ogni giorno. E mi trucco proprio, del tipo che se una mattina vado per caso a lavoro senza trucco invece del buongiorno la gente mi chiede se sto male, che ho fatto, se ho pianto, se ho l’ebola. No, è la mia faccia senza ombretto e mascara.

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Cose che ho smesso di comprare, qualche trucchetto utile, i menù per la settimana.

Dicevamo, qualche settimana fa, di quanti passi possiamo fare  verso una maggiore consapevolezza ed una maggiore attenzione al peso che abbiamo nel mondo. (Perchè abbiamo un peso eh,  ciascuno di noi). Di certo abbiamo peso nelle nostre decisioni, e di certo quello che facciamo determina come noi vivamo. In tanti mi avete chiesto di accelerare la stesura della “lista” delle cose che ho smesso di comprare, e la piccola maniaca che è in me si è subito messa all’opera.

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Housekeeping for dummies – Cominciamo, finalmente, dall’inizio

foto planning menù settimanali

Ovvero, come si fa ad avere una casa più o meno decente, senza passare ore tutti i giorni a pulirla, senza ridursi ad una colf, sempre scopa e secchio in mano?  E’ possibile evitare accumuli di panni da lavare e stirare che i figli ci fanno le montagne russe, e magari avere anche la cena pronta prima delle otto, un dolce per domani mattina, qualche fiore in casa e il sorriso sulle labbra? Oggi è una mia giornata si, una di quelle preziose giornate in cui esci per andare a lavoro, all’una, lasci la casa in ordine, la cucina pulita, due torte sfornate, sugo per la cena, e anche due barattoli di sugo pronto da conservare. E sono fiorite tutte le orchidee, il cesto dei panni ha un aspetto semi decente, il pane fatto in casa c’è…insomma, oggi sono uscita felice lasciando la casa che vorrei, e quindi oggi mi lancio in questa impresa che rimando da un pò, cioè raccontarvi come cerco di gestirmi in casa. (per dovere di cronaca, non è sempre così…magari…)

Io la teoria ad oggi l’ho capita. La teoria la so benissimo… zoppico un pò sulla pratica… Continua a leggere

Quello che voglio fare quest’anno. Piccoli passi verso autoproduzione, consapevolezza, decrescita

bosco 2005 017

Parole molto di moda, si sentono e leggono un pò ovunque, come tutte le cose “nuove” che un’pò si devono inflazionare per entrare nel senso comune.

Io sono arrivata a fine anno e ad inizio del nuovo con la voglia di scrollare da addosso a me e alla mia famiglia un quintale di superfluo, di eccessivo, di troppo e inutile. Potrei parlare in termini metaforici, ma sto parlando di cose fisiche, vere.

Avete presente quando tornate da un supermercato, e sistemate la spesa? Avete mai la sensazione di aver riportato a casa più cartoni, plastiche e imballi che prodotto? Avete mai pensato che attorno a voi ci sia troppo, troppo superfluo, troppo di tanto? Io si. A volte ci penso. Armadi pieni, dispense piene, scaffali di detersivi pieni pieni di diecimila prodotti.

La domanda che mi pongo da un pò di tempo è: serve davvero? Purtroppo la maggior parte delle volte la risposta è no. Un giorno vi racconterò di come sono passata da diecimila prodotti per pulire casa a tre o quattro cose cha vanno più che bene per tutto.

Io ho la sensazione che il mondo vada in una direzione sbagliata.

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La tavola di Natale, quello che mangiamo a Natale, quello c he mi piace ricordare

tazzina nataleSette dicembre, giorno di ponte per molti. Chi ha aspettato a fare albero e presepe ha tutta la mia stima (ma come resistete?), mentre noi navigate dell’addobbo (che i mariti si sono già stufati di vederli in giro), stiamo un passo avanti, già a pensare a piatti tovaglie menù portate eccetera.

Piccola premessa. Il dolce in foto è questo, che è la colazione perfetta per questi giorni così belli. Quindi ora leggetevi ste quattro scemenze e poi in cucina a fare il dolce. Subito.

Avete già deciso, immagino, dove e con chi passerete i giorni di festa.
Io ho fatto un colpo di mano e ho deciso che il 25 si starà da me. Passi che mi portino fuori il 24, è normale che tUtti vogliano fare una festa in casa propria, ma il 25 si sta a casa mia quest’anno. Non ho ancora ben chiaro in quanti saremo, ma non importa, aggiungo tavoli per tutti, accetto aiuto in cucina, ci stringeremo, voglio passare una giornata intera lunghissima bellissima con la mia famiglia.

Maniache delle listeeeee…a me! Fuori libri, riviste, tutto ciò che parla di Natale e via!

Uno: bisogna pensare alla tavola.
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La casa, a Natale.

tazzina natale

Il titolo vero per questo post non dovrebbe essere La casa a Natale; piuttosto avrei dovuto scrivere “spargere il Natale dappertutto, in casa”, sarebbe stato più onesto.

Alzi la mano chi ha fatto già l’albero, chi ha già almeno tirato fuori le scatole con gli addobbi, chi ha già comprato qualche nuova decorazione da infilare in quel centimetro quadrato che restava vuoto…Io contrariamente ad ogni aspettativa, ancora non monto l’albero. L’ho preso, ho sceso tutti gli addobbi e qualcosa ho anche sparso per casa, ma l’albero no. L’ho barattato con una bellissima domenica con la famiglia, con un aperitivo inaspettato e una polenta con le mie cugine e mio cugino (che era miocuginopiccolo ma ormai beve birra ed è alto un metro e novanta), e con un pomeriggio a casa della cugina del Doc, a progettare addobbi (dopotutto vale lo stesso no?).

Che rivolete le mie chiacchiere della passata settimana su quantoèbellonatale, quantomipiacenatale eccetera? Anche no direi, andiamo avanti.
L’idea era scrivere un post a settimana fino a che arriverà Natale, per condividere un pò delle nostre follie dei nostri preparativi per il Natale in arrivo, e stupendo anche me stessa, eccoci alla seconda parte. Ovvero, come si trasforma la (mia) casa in questo periodo.

Si trasforma tanto. Si trasforma dappertutto, come quei supereroi, come un super sajan, come casa mia a Natale, perchè altri paragoni non li trovo.

Certo è che a casa mia Natale arriva ovunque. Arriva in anticipo, e arriva dappertutto. Si infila in cucina, in bagno, in camera, nei vasi fuori alla porta. Nell’aria di casa, che profuma diversamente, nel caffè della mattina…Dappertutto, a casa mia, non è tanto per dire.

Ci sono talmente tante cose che l’albero, a volte, passa in secondo piano. Voi avete le tazzine da caffè con la renna e babbo natale?ecco, e le tazze da the, e da latte? appunto.
Io si, ovviamente.

La cucina è la prima stanza che inizia a cambiare in questo periodo. Nella zuccheriera compare lo zucchero aromatizzato versione Natale, che tra l’altro lo trovate qui, arrivano le tazzine di cui sopra, arrivano gli strofinacci ed il grembiule di Natale. E non mi dite che mettete gli strofinacci natalizi anche dopo Natale, che giuro vengo a casa vostra e ve li brucio. NON SI FA.
Cambiano anche le cose che mangiamo. Io ho più voglia che mai di cibi caldi, comfort food, come piace chiamarlo ora, che pare che pasta e fagioli suona male, meno chic, vuoi mettere? In tutti i dolci lo zucchero profumato dà quel tocco in più, e quanto vorrei quel servizio di piatti da sei a tema, e ogni anno rimando…(e mai che Babbo Natale me sente oh!) ( vero è che ne chiedo troppe, davvero 😉 )

E’ il momento di dedicare un minuto al davanti casa. Ingressetti, o enormi verande che siano, meritano un attimo di attenzione, adesso. Se avete vasi secchi, o poco sani, beh, è ora di comprare qualche pansè o le violette cornute, che con poca spesa e poche cure, danno un tocco di colore e danno soprattutto un aspetto ordinato all’ingresso.  Dopodichè, quel vecchio babbo natale mal messo, o quegli angioletti scorticati, sono perfetti da infilare sparsi nei vasi, e faranno compagnia al tappetino a tema, o alle piccole palline, ai piccoli fiocchetti di stoffa, fatti in cinque minuti, che addobbano il piccolo pinetto nel vaso. Che ho ricomprato pochi mesi fa, pensando già che questi led a batteria sono una svolta per gli addobbi di Natale.
Vedremo che ne pensano cani e gatti quest’anno, l’anno scorso è andata fin troppo liscia, a parte una statuina caduta vittima di un inseguimento.
Sulla porta poi, la ghirlanda è d’obbligo, è proprio una legge comunitaria, anche giusta direi. La mia non è pronta e non è ancora definita, questa era quella dello scorso anno, intanto, ma non cerdo che la farò uguale.

natale ghirlanda
Anzi, per dirla tutta, a casa mia si addobba ogni porta, ( ma non è che sono molte) con dei piccoli pupazzetti di pannolenci; quest’anno il nano ha fatto un colpo di mano, e ha deciso che la sua porta la decorava lui, e ora è tutto uno scotch, che regge i lavoretti di Natale dall’asilo nido in poi, e che puntualmente ritiro fuori in questo periodo.

Pronto il calendario dell’avvento? non c’è niente di più bello dello scandire i giorni che ci separano da questa festa, che siano cioccolatini, finestrine da aprire, cosine da appendere a dei bottoncini come nel nostro caso. Io sono legata alle cose, sempre alle stesse cose, e quindi, fatto questo calendario il primo anno di matrimonio, questo resterà fino a che si sbriciolerà per l’usura.

calendario avvento

In sala le arance con i chiodi di garofano messe sul camino, profumano tutta la casa in maniera inequivocabile. E’ quasi Natale. E’ ora di tirare fuori il cero natalizio, che accendo sulla tavola di Natale dal primo passato in casa insieme alla mia famiglia, sempre lo stesso, la stessa fiamma e la stessa candela, e sto già pensando a tovaglie e piatti che useremo, ma quello, volendo, è un altro capitolo.
E penso che anche questa volta avrò la fortuna di avere vicino le persone che contano, avrò la fortuna di fare una magnifica torta natalizia illuminata insieme a Laura e Silvia, (sperando che non si incendi di uovo l’alberello),  di condividere le feste con chi amo, e non è poco.

Dopotutto a questo servono tutti i miei addobbi, le mie cose sparse ovunque; a far sognare un attimo tutti noi, a creare una piccola zona di magia, un piccolo mondo speciale dove aspettare Natale è solo un pò più bello.

Nel caso ve lo fesse chiesti, si, c’è il meal plan a fine post. eccolo.

LUNEDI’: PRANZO:  pasta con sugo di olive capperi e alici CENA: zuppa di lenticchie e patate

MARTEDI’: PRANZO: risotto ai funghi CENA: spezzatino di coniglio in padella, verdura ripassata e carote lesse.

MERCOLEDI’: PRANZO: minestrone con pasta CENA: uova sode con tonno, alici marinate, finocchi saltati in padella

GIOVEDI’: PRANZO: pesce lesso in insalata con maionese e verdura CENA: Pizza

VENERDI’: PRANZO: zuppa di farro con verdure e spek. CENA: risotto con radicchio e finocchi

 

Un mese al Natale

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Inutile che facciamo finta di niente, ci stiamo già pensando tutti, Natale sta per arrivare.

Il mondo si divide secondo me in due categorie: quelli che pensano sempre al Natale, che non vedono l’ora che sia Natale, che Natale dovrebbe durare tre mesi, che l’albero alla data dell’otto dicembre è già stagionato in sala, quelli che Natale è una missione; e quelli che Natale dura troppo, che Natale è una festa come un’altra e via dicendo con cosacce simili.

Io sono ovviamente appartenente alla prima specie di persone. Anzi, io sono l’esasperazione della prima categoria, io se fosse per me, inizierei ad addobbare, e a preparare addobbi già ai primi di novembre. Mi contengo solo per una questione logistica: a casa mia è Natale dopolafestadelnano. (Il nano in questione è nato a metà novembre, e fino alla sue festa è tutto un prepara, cucina, insomma, per me anche organizzare una festa per un bambino è una missione.

Finita questa, inizia la maratona Natale. La faccio con voi quest’anno, proviamo a prepararci insieme, proviamo a (risatina di sottofondo) organizzare anche l’arrivo del Natale.

Un mese prima di Natale si possono già fare tante cose. (Io penso che sia anche tardi per tante cose). quindi, non c’è tempo da perdere. carta e penna, e via con una belle serie di liste. (Ammetto di avere un problema con le liste, ne sono dipendente).

L’obiettivo è Affrontare le feste sereni e felici, godere la Famiglia e il Natale con la giusta gioia e con la giusta calma nel cuore, che troppo spesso la frenesia e la corsa quotidiana ci fanno perdere il senso cristiano e intimo della festa.

Iniziamo dai regali, che è qullo che sto facendo da un pò di giorni…

Regali di Natale fatti in casa.

Se siete di quelli che ogni anno dicono “Ok, stavolta farò il più possibile regali home made”, ma poi tutti gli anni ve ne ricordate il 20 dicembre, che siete in ritardo anche per comprarli i regali, beh, quest’anno proviamo a cambiare. Vi va?

  1. Preparatevi un bell’elenco delle persone alle quali dovrete fare dei regali, inclusi pensierini per colleghi, per le eventuali maestre di scuola, amici, suceri, marito e figli in ordine sparso.
  2. Fatevi un’idea di cosa regalare, e a chi regalarlo, e raggruppate mentalmente i regali per negozio in cui li potreste comprare.
    Questo elenco ve lo dovete tenere in borsa sempre, fino al 25 dicembre, ok?
    Da adesso in poi, quando andate in giro, tenete sempre a mente se qualcosa che trovate nei negozi possa essere un regalo di quelli che avete deciso. Ci risparmaimo le code, glia ffollamenti nei negozi il 23 Dicembre, e ci guadagniamo che nei giorni immediatamente prima di Natale vi godete il tempo come pare a voi, senza l’obbligo di niente, abbiamo pensato a tutto con calma!
  3. Ora lasciate un attimo da parte i regali da comprare, perchè se avete le idee chiare, ci mettete poco tempo
  4. Da adesso in poi, appuntatevi ogni idea che trovate su Pinterest (non avete Pinterest? rimediate SUBITO), specialmente quelle fai da te, ogni spunto è buono, e abbinate ogni pensiero alle persone che potrebbero gradirlo.

Amo i regali fatti in casa. Senza mezze misure, credo che nessun dono prezioso e nemmeno il più costoso possa mai competere con una cosa, una qualsiasi, ma preparata in casa, dedicata alla persona, e impreziosita dal nostro tempo e dalla dedizione che lo rende unico.

Concediamoci il lusso di preparare in casa qualche regalo, invece della frenesia dei negozi (pure bellissima e necessaria in questo periodo), avremo in cambio il profumo di spezie ed il calore di una tazza di tè.

.Le mie idee per quest’ anno sono semplici, e la maggior parte viene dalla cucina;
Preparato per ciccolata calda, tisane o the aromatizzati che sto già preparando con la frutta essiccata (si, con l’essiccatore, era ovvio), che si possono abbinare ad una tazza, o ad un sacchetto di biscotti che farò, o a un copritazza fatto all’uncinetto. (Per ora ne ho fatto uno, vediamo), ma dalla cucina usciranno cose molto più originali e simpatiche, ve le farò vedere. (Giusto il solito tempo di fotografare-pubblicare).

Intanto per mettervi qualche link concreto, che se volete vi mettete subito a fare, rispolvero questi zuccheri e thè aromatizzati, che siete in tempo perfetto per farli e regalarli profumatissimi per Natale.
Poi va beh, cestini con marmellata, una bottiglia di liquore fatto da noi quest’estate, biscotti…ma la cosa più simpatica ed originale che mi è venuta in mente è questa: dischetti levatrucco di cotone, no usa e getta, in un bellissimo barattolo di vetro decorato, che appena lo finisco e lo fotografo lo metto anche sul blog. Almeno vorrei finirlo-fotografarlo-metterlo sul blog.
Se siete capaci di lavorare i ferri, le sciarpe a Natale hanno un sapore speciale, specie se fatte da noi…io ci sto già lavorando ma….sssh, è una sorpresa 🙂

Vabbè, mo aggiungo un piccolo dettaglio. Faccio outing con un’altra mania delle mie…Il Quaderno dei regali. Avete già capito. Anno per anno, Natale, compleanni, ogni ricorrenza e ogni regalo fatto e ricevuto passa dal mio quaderno. Prendetemi per matta, o per maniaca (come dice mia cugina Silvia), ma non avete idea di che bello è sfogliare quel quaderno e ricordare… Perchè qualcosa sfugge sempre, qualcosa merita però di essere ricordato ogni tanto, e rileggendo quel regalo che miha fatto qualcuno in quel Natale, ne risento il profumo, il ricordo, la sensazione bellissima della nostalgia.

Beh, cosa aggiungere? Al lavoro dai, praticamente è Natale!
Nei miei programmi ci sono post futuri con argomento “la casa a Natale”, e “Tavola e menu’ di Natale”…ma non garantisco 😉 sono pur sempre Claudia!

 

Housekeeping for dummies – attenzione a non sprecare acqua

Questa settimana, insieme ai menù, un altro dei primi post che ho scritto, un argomento che mi piace tanto e che penso che approfondirò anche altre volte. Sembra una minaccia? 😉

L’idea alla base è il non sprecare, o meglio cercare di ottimizzare le risorse che abbiamo, in un’ottica positiva di decrescita e di sostenibilità. Il discorso è ampio, e ci vorrebbero mesi di parole, ma senza volere essere esaustiva, posso condividere con voi i passi che sto facendo in questa direzione, magari vi ispiro un pò.

Il post si chiamava Acque preziose, riutilizzare e non sprecare le acque di cucina, lo copio con qualche aggiunta strada facendo.

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Organizzare una cena tra amici. Scegliere il menù, qualche idea e il meal plan del lunedì.

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Diciamo che basta di immaginare scenari dell’ultimo minuto, e vediamo invece insieme una cosa che mi piace tantissimo, cioè come si organizza una cena tra amici, di quelle tranquille, informali, con gente che conosciamo e con cui stiamo rilassati.
Come si compone un menù, come si sistema la tavola, come fare anche la spesa.
Se siete di quelli che hanno ospiti alle otto e mezzo, e alle sette sono al supermercato girando tra gli scaffali per decidere che mangiare,  e vi va bene così, passate oltre, perchè beati voi :).
Per me ogni cena è speciale, e mi mette quella puntina di sana agitazione; ogni amico o familiare che viene a casa, ogni volta, merita la mia attenzione. Mi piace fare le cose per bene ma non sempre ho tempo, e i miei amici lo sanno bene che spesso anche da noi si mangia a casaccio, posate buttate alla bene e meglio sul tavolo, piatti impilati per il fai da te, tovaglioli e bicchieri alla rinfusa. Ma chi frequenta casa mia sa anche bene che se voglio, se mi ci metto, se ho tempo, sono maniacale, e posso anche cambiare tre volte la tovaglia a tavola se non mi soddisfa l’effetto. (Cosa realmente successa, e non una volta sola) (chiedetene conferma al Doc).

Tutta questa attenzione, (io lo chiamarei amore) verso il ricevere “fatto per bene”, mi ha portato alla fine ad avere un mio metodo, che indovinate un pò, prevede carta e penna (quanto mi piace scrivere…) e che, indovinate un pò, sto per raccontarvi.
Insomma, non vi sto dicendo di diventare le perfette padrone di casa, magari… (o magari non ve ne può fregare di meno), ma possiamo sempre provare a ricevere con un certo stile, con un allegria e senza stress. Soprattutto.
Per  me infatti, l’obiettivo è sopratutto questo: godermi la serata in compagnia delle persone che ho invitato. Quindi, non passarla correndo tra la cucina ed il frigo, tra la tavola ed il lavandino. E poi, ovvio che tutti vorremmo che il nostro sforzo sia ripagato, e che tutto andasse per il meglio.

Per fare questo, inizio dalla scelta del menù, ovvero dal comporre un meù ben fatto.
E la domanda è: come si compone un menù? E la risposta è: “bella domanda”.
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Che fare se arrivano ospiti all’improvviso – pulizie d’emergenza

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La settimana scorsa, in maniera semi-seria, ci siamo messi a posto con la coscienza, e abbiamo fatto il punto su cosa far mangiare a chi arriva a casa all’improvviso, in ora di aperitivo-cena.
Ho volutamente tralasciato l’aspetto CAOS, che sta ad indicare proprio il caos, si, ma l’acronimo ( che non ho coniato io) ricorre in siti e blog dedicati e significa invece anche  Casa Anti Ospiti a Sorpresa. (non  l’ho coniato io, ,ma lo trovo perfetto per certe giornate).
Certe giornate, davvero, la soluzione sarebbe una bacchetta magica, o una bomba a mano, o una cortina di fumo spessa che non lascia vedere a un passo. Perchè, effettivamente, queste situazioni andrebbero prevenute, ed è infatti quello che mi sono prefissata qualche tempo fa, ed è la strada che cerco di fare insieme a voi in questi post del lunedì.

Ma nel frattempo, intanto che non diventiamo come Bree Van de Kamp,  mio mito assoluto delle Desperate Housewifes, ci sono dei rimedi dell’ultimo minuto, tipo il bignami della brava casalinga, da applicare in caso, appunto, di ospiti che stanno per arrivare, e di casa “in autogestione”, come diciamo sempre noi.

Una cosa è certa. Se ricevete la telefonata da sotto casa vostra, o se ad annunciare la visita è il citofono, c’è poco che potete fare, ma un consiglio ve lo do lo stesso. Non ripetete frasi tipo “scusate il disordine” o non fate caso al macello che c’è in giro” e simili. Secondo me sono i modi migliori per attirare l’attenzione sul caos. Lasciate stare.andrà meglio la prossima volta.

Se invece la visita è preannunciata di un quarto d’ora, o più,avete il tempo per salvare il salvabile.

Quindi:
Se abitate in case singole, con porticati e verandine, iniziate da lì, limitandovi ovviamente alle immediate vicinanze della porta. In pochissimi minuti, eliminate da davanti alla porta, scope, annaffiatoi, scarpe e  vasi secchi. Il davanti casa è il primo impatto che la gente ha, e un ingresso disordinato, con le piante secche, il tappeto sporco eccetera, annulla qualunque altra impressione. Quindi sbattete al volo il tappeto, e spazzate velocemente eventuali foglie secche e peli di animali.
(Voi non avete il mulinello personale di vento,  che porta davanti alla vostra porta le foglie di tutte le piante in un raggio di 20 metri, i peli degli animali di tutto il paese, le piume delle galline dei pollai delle 28 famiglie vicine? Io si).

Passate in casa.
Date la precedenza alle stanze che di sicuro verranno frequentate. Quindi ingresso, corridoi eventuali, salotto, cucina, e bagno.
Aprite le finestre per cambiare l’aria; sembra sciocco, ma l’aria “pulita” si sente!
Togliete tutto quello che è fuori posto, fatelo sparire: Munitevi di bacinella (capiente) e pimino per spolverare, e passate stanza per stanza, raccogliendo tutto ciò che fa disordine. (scarpe del figlio, giocattoli e macchinine che aspettano giusto il piede della suocera per rotolare 3 metri con la suocera al seguito, fazzoletti, tazze vuote, giornali, libri, caricatori per telefoni, insomma, il campionario è vasto).
Lo so che non si fa, davvero, lo so. Ma mettete tutto nella bacinella ed infilatela sotto un letto, ripromettendovi poi di smistare il contenuto appena adranno via gli amici. O la suocera, o il medico o chi sia.
Liberate assolutamente i piani; tavoli, penisole, tavolinetti da caffè. Se offrite una birra, dovete avere il posto dove metterla no?
Contemporaneamente spolverate le zone più critiche ed in vista. A casa mia sono il pianoforte nero lucido, e i due metri e cinquanta di tavolo della sala, di legno di castagno scuro.

In cucina, liberate il lavandino da piatti, tazze e pentole non lavate, se ce ne sono. (a casa mia si). Infilatele nella lavastoviglie, o in un’altra bacinella, insomma levateveli da davanti, pulite il lavandino, e se il gas è sporco chiudete il coperchio. Occhio non vede, cuore non duole.

Scappate in bagno, procuratevi un detergente spray senza risciacquo, e al volo passate il lavello e i sanitari; asciugate i rubinetti e le ceramiche con l’asciugamano che avete appeso, che poi metterete a lavare, e prendetene un paio puliti, che fanno sempre la loro figura. Controllate gli specchi, asciugate goccioloni e ditate.

Avrete impiegato si e no 10 minuti. Se ve ne avanza qualcuno, sistemate i vari cucscini di divani e poltrone, accendete qualche cosa di profumato, tipo candele o diffusori se li avete.

Prendetevi un paio di minuti per sistemarvi, se non vi sentite a posto. Io per esempio non mi godo niente se sento di essere “trasandata” nell’aspetto (capelli, o ciabatte ai piedi, o cose del genere, ma è una mia mania, poi lo so che non è così importante).

Chiudete le tende, Almeno, io le preferisco chiuse, e anche in casa di altre persone, le tende tirate mi piaccioni di più. Poi c’è da dire che la luce ridotta è meno impietosa sulla polvere dei mobili, e i vetri semipuliti non si notano ;).

Direi che ci siamo.
I primi anni con mio marito, vivevamo in una casa molto grande, dove prima abitavano i miei suoceri.
Io adoro i miei suoceri, sono splendidi (e mia suocera fa dei regali azzeccatissimi), ma mia suocera è l’incarnazione della donna perfetta. Lei è sempre in ordine, vestita e sistemata come appena uscita da una spa, lavora fuori casa, eppure tutte le sua case sono lo specchio della perfezione, inclusa la casa al mare e la casetta in campagna, inclusi giardini, balconi, vasi, piante, uccellini in giardino, inclusi i garage e le cantine. Io i primi anni di matrimonio ero l’esempio della perfetta distruttrice di ordine domestico. si può migliorare eh, ne sono la prova. I miei suoceri insomma, ogni volta che telefonavano per dire che stavano venendo, davano il via alla corsa disperata per far avere al tutto un aspetto quantomeno decente. (Non funzionava, perchè poi un giorno mia suocera mi disse, semplicemente, “Claudia, trova una persona che ti aiuti in casa”. Punto). Adesso quando i suoceri telefonano, mi limito a mettere un dolce in forno, se non ce l’ho, perchè mio suocero è un gran goloso,  e a mettere l’acqua per la tisana che prendo con mia suocera. Tutt’al più tolgo qualche giocattolo da in giro, ma siamo molto più rilassati…gli sforzi pagano.

A fine post, come (quasi) sempre, i menù della settimana.

L:   P: pasta con cime di rapa e alici  C: pizza
M:  P: minestra in brodo di carne bianca  C: bistecche, e verza ripassata
M:  P: tonno e pomodori, bruschette  C: pasta al ragù, insalalata
G:  P: bresaola rucola e parmigiano, formaggi vari. C: risotto ai funghi
V:  P: minestra di baccalà e patate.  C:fuori 🙂