Finto ragù di vere erbe aromatiche. (e la ricetta del lunedì, e il meal planning della settimana…)

Ci siamo, è lunedì, e con grande mia gioia ho pronta una ricetta e anche il planning dei menù della settimana.

finto ragù di erbe aromatiche

La ricetta è un sugo semplice e buono, che esalta questa bella fine d’estate…Salvia, rosmarino, timo, origano, menta, finocchio selvatico, alloro, basilico…. Quanto è bello poter raccogliere e usare le erbe aromatiche fresche fresche, calde di sole, che profumano tutta la cucina?

La scorsa estate a Favignana c’era un ristorante che aveva nel menù un ragù di erbe aromatiche che crescevano spontanee sull’isola, loro lo chiamavano appunto ragù dell’isola; questa è la mia versione, che è appunto un sugo semplice da fare e un pò meno visto e rivisto del sugo al basilico. Che poi oh, io il sugo al basilico lo tengo in gran considerazione, guai a sminuirlo. volevo solo dire che magari ogni tanto introdurre una novità semplice salvacena fa sempre comodo no?

finto ragù di erbe aromatiche (4)

Insomma il ragù di erbe aromatiche lo potete fare in dieci minuti e fate pure un figurone.

Le erbe sono queste qui sotto, e per le quantità da usarne, Considerate anche il vostro gusto, e pensate che salvia e menta tendono a predominare un pó i sapori…
Potete sminuzzarle a mano (con un coltello di ceramica magari, o una mezzaluna) oppure usare un mixer, togliete però i rametti al rosmarino ed al timo, che sono troppo legnosi.

erbe aromatiche

INGREDIENTI:

tre rametti di timo (come in foto)
tre cimette di rami di rosmarino
tre apici di menta
due foglie di salvia
due foglie di alloro
un ciuffetto di steli di erba cipollina (una decina di steli circa)
le estremità fiorite di due finocchi (o qualche rametto verde)

tre spicchi d’aglio con la buccia

un pezzetto di grasso di prosciutto o di spalla tagliato a circa mezzo cm di spessore

1 kg di polpa di pomodoro

sale

Fate un battuto con il grasso  del prosciutto e le erbe; mettete tutto su un tagliere e tagliate finissimo con una mezzaluna o coltello, se siete come me non usate la mezzaluna che ogni volta faccio partire un pezzo di dito.

Mettete poco olio in una pentola, scaldatelo e fate dorare l’aglio in camicia; prima che scurisca toglietelo e versate il trito di erbe e grasso; fate rosolare bene, aggiungete il pomodoro, fate cuocere. conditeci la pasta. buon appetito.

Nel frattempo ecco il menù della settimana in casa mia.

LUNEDI’:  P: uova sode con zucchine grigliate  C: straccetti in padella e fagiolini con pangrattato e menta

MARTEDI’: P: insalata di farro con prosciutto di spalla C: filetti di merluzzo al forno e patate all’acqua e rosmarino

MERCOLEDI’: P: tonno pomodori e mozzarella C: pasta con bottarga e cipolle

GIOVEDI’: P: minestrone o vellutata di zucchine C: polpette al sugo e peperoni in padella

VENERDI’: P: insalata fredda di lenticchie C: una pizza ci sta tutta no?

E quindi, buona settimana a tutti.

Pasta con asparagi e spinaci

pasta asparagi e spinaci

Nell’unico pomeriggio di bel tempo di questa settimana ho trascinato il doc a raccogliere asparagi selvatici nel “mio”  posto preferito, (che poi è l’unico posto che conosco in questa zona). Si tratta di una tenuta di un antico palazzo che domina la piazza del paese dove vivo, un parco enorme, davvero sconfinato, ormai abbandonato come il palazzo, e che ha un minuscolo cancelletto di accesso sulla viuzza che porta alla montagna, proprio di fronte alle galline di mia nonna. Questo cancelletto si apre su qauttro scalette ripide e sconnesse, che ti accompagnano in una dimensione fuori dal tempo, tra querce, edere, rose canine, orchidee selvatiche e appunto enormi piante di asparagi. La vastità ed i muri perimetrali ti fanno dimeticare il dove e il quando, ci si perde ed è bellissimo.

IMG_9831 Questo posto nel mio immaginario è sempre stato “Il giardino Segreto”, e chi ha letto il libro di Frances Hodgson Burnett, può capire che effetto di attrazione e mistero possa avere sempre avuto su me e le mie cugine, che cercavamo di scendere quelle quattro scalette scappando da nonna, dalle varie mamme zie eccetera, che ovviamente non ci lasciavano entrare mai in quel posto. Ora che sono “grandicella”, ogni volta che ci scendo sento il gusto di fare quella cosa che volevi fare da tempo, ritorno bambina, e l’entusiasmo della scoperta si mescola a quello della raccolta di asparagi selvatici, belli, croccanti, e stavolta la mia emozione ha contagiato il doc, che si aggirava accanito alla ricerca dei germogli verdi, ipotizzando la vita in quel palazzo e in quel parco nel secolo scorso.

orchidea spontanea  IMG_9827

Tra una cosa e l’altra abbiamo raccolto tanti asparagi che li ho anche congelati, e tornati a casa è venuta fuori questa pasta dove li ho uniti agli spinaci, in un accostamento da ripetere.

INGREDIENTI: (per 2 persone)

un bel mazzetto di asparagi (circa 200 gr)

60 gr di spinaci lessi

parmigiano grattato (facoltativo)

olio, sale, aglio, pepe

pasta corta, circa 80 gr a persona

PREPARAZIONE:

Per prima cosa pulite gli asparagi, dividendo le punte dai gambi. Io mi regolo in questo modo: provo a spezzarli con le mani; partendo dal gambo e salendo verso la punta, ad un certo punto vi accorgerete che l’asparago si spezza in modo definito, con un bel crack. E’ il mio modo di capire dove finisce la parte croccante della punta, ed inizia quella del gambo, che in questi selvatici è meno legnoso, ma comunque va trattato diversamente. Una volta puliti uno ad uno, eliminando le zone rovinate, mettete poca acqua in un pentolino (circa due bicchieri), e quando bollirà salarla e lessare per due minuti le punte. Scolarle, e nella stessa acqua mettere i gambi spezzettati e far cuocere almeno 5 minuti, ma assaggiateli per sentirne la cottura. Se necessario aggiungete altra acqua bollente. Cotti anche i gambi scolateli e mettete l’acqua da parte, vi servirà dopo.

Mettete a soffriggere in una padella olio evo e due spicchi di aglio, farlo imbiondire appena e mettere le puntine di asparagi; cuocere per qualche minuto a fuoco medio e poi aggiungere gli spinaci lessi, che avrete precedentemente sminuzzato; continuare a cocere per altri 4-5 minuti, facendo attenzione a non far bruciare le verdure, aggiungendo poca cqua di cottura degli asparagi se fosse necessario.

Nel frattempo nel bicchiere del frullatore ad immersione frullare i gambi lessi con la loro acqua di cottura, che dovrete aggiungere un pò per volta, fino ad avere un purè cremoso, non troppo liquido. A piacere in questa fase potreste aggiungere 1 -2 cucchiai di parmigiano e frullarli insieme al purè che avete ottenuto.

Lessare la pasta in acqua salata, condire con gli asparagi e gli spinaci, e poi con il purè di gambi. Impiattate e servita calda! Buon appetito!!!!

pasta asparagi e spinaci

 

Ieri (festa dei papà)

foto 2

Ieri era la festa dei papà; ieri sarebbe stato anche il compleanno di nonno, la sua festa in quanto papà al quadrato (lo sono tutti i nonni no?) e anche il suo onomastico, dato che di secondo nome nonno Sisto si chiamava Giuseppe.
Saremmo andati tutti a casa loro dopo cena, a mangiare le zeppole con la crema e senza, e lui sarebbe stato lì seduto, felice, a guardare la sua rumorosa famiglia, con gli occhi che brillavano, seduto dove ogni tanto, per uno sciocco scherzo del mio cervello, mi aspetto di trovarlo la domenica a pranzo quando apro la porta di casa di nonna.

Ieri, un tremendo virus che mi ha messo KO, mi ha impedito di preparare le zeppole, o un altro dolce per il Doc, (detto Pak), per mio papà, (detto nonno Homer), e una serie di circostanze ha fatto sì che nessuno in casa abbia organizzato niente per il dopo cena…Insomma, niente regalo per Pak, sempre causa virus, niente zeppole…che amarezza, pensavo, verso mezzogiorno.

Ad un certo punto, però, più che altro per deteminazione, ho deciso che al Doc avrei comunque fatto trovare qualcosa di buono per pranzo. Buono, semplice, facile e profumato…Guardando la cucina mi è venuta l’idea. Spaghetti col sugo al basilico. foto 1

Doc ama le cose semplici e poco lavorate, ed ero certa, e avevo ragione, che avrebbe apprezzato.

Mi sono chiesta poi, avrà senso postare una ricetta così semplice? beh, non lo so, ma in fondo tutti abbiamo iniziato, e spesso i dubbi nascono anche sulle cose semplici no?

Quindi, ecco come faccio il sugo al basilico:

INGREDIENTI:

Olio extra vergine di oliva, 2-3 cucchiai in una padella piccola

2 spicchi di aglio

Polpa di pomodoro, 400 gr

Basilico; io ho usato la quantità che vedete nella seconda foto, più un ciuffetto per decorare il piatto (ma che dà comunque sapore)

Spaghetti, la quantità dipende da quanto mangiate 😉 , con questo sugo due porzioni si condiscono bene.

PREPARAZIONE: in padella; COTTURA: 10 minuti, più il tempo di cottura della pasta,

Scaldare in padella l’olio, con i due spicchi d’aglio interi, con la buccia, e leggermente schiacciati, io uso un pestello in legno, una botta non troppo forte, ma va bene anche con il dorso di un cucchiaio di legno;

senza far scurire troppo l’aglio, aggiungere la polpa di pomodoro, che deve essere bella densa e corposa (io non ho ancora chiaro se posso mettere i nomi delle marche di prodotti che uso, anzi, se qualcuno lo sa, e me lo dice, mi fa un favore).

Il sugo deve cuocere per pochi minuti, senza coperchio;a me piace che abbia sapore di pomodoro fresco, e uso la padella perchè evapora meglio e più omogeneamente; negli ultimi 3-4 minuti di cottura aggiungo sale e basilico, lascio cuocere appunto 3 – 4 minuti, sempre scoperto, spengo e condisco gli spaghetti. That’s all 😉

Ah, Doc ha gradito.

Ah, poi alle otto di sera, un ripensamento generale ha fatto sì che una piccola riunione familiare l’abbiamo improvvisata lo stesso, con tanto di zeppole tradizionali – comprate, vabbè – per brindare tutti insieme ai papà della famiglia (il Doc, poi mio padre e  mio zio), e soprattutto al Papà che non c’è più.

Auguri in ritardo a tutti, e un pensiero a te, nonno. Come sempre.

Zuppa di cicerchie, o dei legumi che preferite.

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In inverno ci piace tanto mangiare minestre di legumi, cerco di inserirle nel menù almeno una volta a settimana. Questa ricetta prevede l’uso di un legume particolare, ma, veramente, può essere adattata a ceci, molto simili alle cicerchie per forma e sapore, fagioli, lenticchie…insomma, come sempre, una base da condire con fantasia.

INGREDIENTI :

Per 3-4 persone:

500 gr di legumi secchi (cicerchie, o ceci, o fagioli…)

un cucchiaino di bicarbonato di sodio

3-4 carote medie

mezza cipolla bianca

una costa di sedano

cinque o sei pomodori pachino

1 lt di brodo vegetale (sedano carota e cipolla)

olio, sale, pepe, rosmarino, timo

pasta a piacere (meglio se all’uovo)

COTTURA: Per i legumi 18-20 ore di ammollo  e un’ora e mezzo/due di cottura – mezz’ora di preparazione finale, incluso tempo di cottura della pasta.

PREPARAZIONE:

Scolare i legumi dall’ammollo, lavarli e cuocerli in acqua fredda per almeno un’ora, provarne la cottura, (in questo caso scolarli non cottissimi, in quanto la ricetta prevede ulteriore cottura). Intanto preparare il brodo vegetale e tenerlo in caldo.IMG_8839

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Tagliare a pezzetti la cipolla, le carote, la costa di sedano, e metterli a soffriggere a fuoco vivo in una pentola ampia, aggiungere i pachino spezzati a metà e far cuocere lentamente a fiamma più bassa  con coperchio, aggiungendo uno o due cucchiai di brodo se serve. Le verdure non devono tirarsi troppo,ma restare morbide.

Aggiungere i legumi scolati, alzare un pò la fiamma per far soffriggere bene, aggiungere circa mezzo litro di brodo vegetale, e dare ancora 10 minuti di cottura coperta.

A questo punto, se la zuppa è sufficientemente liquida, aggiungere direttamente la pasta, altrimenti allungare col brodo restante e riportare ad ebollizione. La pasta che preferisco è quella grattata all’uovo, ma ogni formato va bene.

Impiattare e condire con un filo d’olio, parmigiano a piacere, qualche aghetto di rosmarino ed un ciuffetto di timo.

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Cerco sempre di introdurre nella mia dieta, ed in quella della famiglia, alimenti sani e sempre diversi, mi piace sperimentare, e vado sempre alla ricerca di sapori che si perdono, tradizioni che stanno per essere dimenticate, (vedi shooting fotografico al quaderno di ricette di mia nonna) ma quella delle cicerchie è la prova che spesso mi lascio prendere la mano…

Per qualche informazione in più, su cosa sia questo legume, sulla sua storia, vi rimando ad internet, che ne sa di certo più di me.

Io ne sono venuta a conoscenza molti anni fa, in un paesino meraviglioso, Castelvecchio Calvisio, vicino al paese di origine di mia nonna, Calascio, a due passi dal più noto, forse, Santo Stefano di Sessanio, meravigliosi borghi dell’aquilano, in mezzo ad una natura stupenda.

In quella zona ancora si coltiva questo antico legume, poco conosciuto ma buonissimo.

Due anni fa, vengo in possesso di un kg di cicerchie, da una contadina che vendeva prodotti del suo orto al mercato dlela mia città; ho deciso che oltre a cucinarla, potevo provare a seminarla per non perdere il seme…ho chiesto asilo nell’orto di papà, e l’ho seminata, seguendo le indicazioni di nonna, visto che nella sua zona di origine, appunto, l’hanno sempre coltivata.

Le piante sono nate, le ho curate e incoraggiate con entusiasmo, strappando a mano tutte le erbacce…insomma, ho avuto il mio piccolo ma soddisfacente raccolto, di cui vado fiera, e  adesso a maggio ripianterò altre piante … mi piacciono tanto queste cose 🙂

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