Preparato per pancakes fatto in casa, idea per un regalo di Natale home Made

preparato per pancakes e vasetto decoratoQuesto regalo nasce mirato e pensato per una persona precisa, una personcina di 4 anni, biondo e bello come pochi bambini sono. Lui è uno di quegli gnometti gioiosi in moto perpetuo, che invece di camminare sembra saltellare come un piccolo folletto matto e felicissimo, ha una risata che scalda il cuore e mangia poco poco.
Ma quando viene a casa ioe la sua mamma sappiamo che mangerà qualcosa, perchè ogni volta, a metà serata, se non ci ho pensato prima io lui chiede “le creppe di tia Cadua”.  Mi sà che presto smetterà di chiamarmi ttia Cadua e resterò solo zia Claudia, e non fa niente che non sono le vera zia, non potrei amarlo di più.

Che poi mi piace da morire questa idea dei regali in barattolo, o per fare chic, gifts in a jar;  sono così belli, e lasciano taaaanto spazio alla mia voglia di colla forbici e nastrini. Il barattolo in foto è più semplice che mai: due giri di un bel nastro di iuta e pizzo, attaccati con colla a caldo, e un piccolo pezzo per reggere l’etichetta.
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Biscotti da colazione che sembrano le gocciole

biscotti da colazione tipo gocciole (4)

E ci sembrano davvero eh! Almeno, a detta dei mangiatori di Gocciole ufficiali, perchè io non le posso (ma va) mangiare.
Per coerenza, queste sono senza latte, senza burro, leggere e si conservano tanto nella biscottiera.
Liberamente tratte da una ricetta di mamma, che uso quando voglio biscotti lisci lisci in superficie, ho aggiunto le gocce di cioccolato e sono già finiti.
Aggiungo che si inzuppano a meraviglia nel latte, nel latte di riso e nel the, sono proprio da colazione insomma. O da the delle cinque. O da divano dopo cena.
Li fate in poco tempo, con poco lavoro, e pochi ingredienti, e così vi evitate di comprare il pacco di biscotti ogni volta, e la colazione è di sicuro sana e con ingredienti di qualità, che non è cosa da poco.
Autoproduzione è uno dei miei obiettivi a lungo termine, e anche farsi da sè i biscotti da colazione, e farli venire buonissimi, non è cosa da poco.

biscotti da colazione tipo gocciole (2)

INGREDIENTI:

2 uova ed un tuorlo

4 cucchiai di olio extravergine di oliva delicato, o di semi)

280 gr di farina bianca

100 gr di zucchero

gocce di cioccolato fondente a piacere

2 cucchiaini di lievito in polvere

estratto di vaniglia o i semi di mezzo baccello

PREPARAZIONE:

Nella ciotola dell’impastatrice rompete le uova ed il tuorlo, e sbattetele insieme allo zucchero senza montarle, per pochi minuti.
Continuando a sbattere aggiungete l’olio, cambiate la frusta ed usando quella per  impastare aggiungete un po’ per volta la farina in cui avrete setacciato il lievito.Quando l’impasto sarà omogeneo formate la solita palla e tenetelo in frigo mezz’ora.
Nella mezz’ora di attesa avrete di sicuro centocinquanta cose da fare. Io vi consiglierei una tazza di tè, una telefonata ad un’amica, ma probabilmente la mezz’ora passerà risistemando per l’ennesima volta la cucina, levando i quattro impicci messi in mezzo per i biscotti, o stendendo una lavatrice. Va beh, non vi scordate dei biscotti in frigo. Passata la mezz’ora prendiamo la palla e la teniamo a temperatura ambiente dieci minuti.
Unite qualche manciata di gocce di cioccolato lavorando l’impasto a mano sulla spianatoia; stendetelo non troppo sottile, e tagliate i biscotti della forma che vi pare, io ho usato un coppapasta piccolo.
infornate a 180 gradi per 10 minuti circa, finchè la superficie si scurisce appena.

biscotti da colazione tipo gocciole (6)

Detto ciò, buona colazione.

Il ciambellone perfetto

ciambellone (5)

Fetta dopo fetta mi sono accorta che questo ciambellone è quello giusto. Sono anni che cerco la ricetta perfetta del ciambellone per la colazione, anni e foglietti appuntati sparsi nella borsa, tra i libri di cucina, nei cassetti.
Fetta dopo fetta e così stamattina ho fotografato quello che rimane, perchè quello che manca mi è servito per capire che era questa la ricetta di ciambellone che volevo sul blog.

Che cosa bella il ciambellone. E’ il dolce più bello che c’è, più “giusto”, più ovvio, più “dolce da casa”.
Semplice e talmente scontato che nessuno riflette mai sul ciambellone. Come una persona che ormai conosciamo bene bene, e siamo talmente abituati a lei che la vediamo non più com’è, ma come noi ci aspettiamo che sia. Così col ciambello. Insomma il ciambello è ciambello. Ogni tanto ne presento a casa qualcuna delle cinquanta varianti che ho collezionato nel tempo (permettetemi la triste battuta delle cinquanta sfumature di ciambellone, non chiuderete la pagina per questo vero???). Ma noto che a nessuno interessa la variazione, e cosa sia in effetti cambiato. Perchè appunto, un ciambellone è un ciambellone. Così come Claudia è Claudia, no?
A volte mi chiedo se le persone che ho intorno mi vedono per quello che sono, certe volte la domanda è ancora più elementare, e mi chiedo alcune persone che ho davanti mi guardano. (Ho l’insana capacità, documentata, di attirare persone che cercano uno specchio in cui vedere se stessi, facendo finta che stanno guardando te). A volte mi chiedo perchè le (stesse) persone continuano (da anni) a regalarmi lo stesso tipo di oggetto, o vestito, che io continuo a non mettere, che proprio non comprerei nemmeno sotto tortura. Nemmeno in uno di quei momenti di shopping compusivo e consolatorio che compreresti anche un paio di sci da alpinismo numero 45 (Porto 37 e sono l’esatta negazione dello sci- e dell’alpinismo – e di molti altri sport).
Insomma, io non regalerei una maxi borsa fuxia a chi veste sempre nero e con borse piccole.

Infatti la persona che più di tutte mi sembrava potesse farmi i regali giusti me la sono giustamente sposata. (Doc, non è per i regali eh!!)

Mi chiedo insomma, quanto viene fuori di quello che abbiamo dentro. Mi chiedo se la mia faccia riflette l’autogestione emotiva che certe volte c’ho dentro, i mille dubbi, le domande a cui nessuno risponde e soprattutto quelle che nessuno ti fa mai.

Mi chiedo, spesso, se io sono capace di guardare gli altri vedendoli, senza che il mio sguardo gli scivoli addosso, se riesco a entrare in contatto con loro. Se mi accorgo di come stanno, di una luce diversa negli occhi, di uno sguardo abbassato per timidezza. Io so che ci provo.

Perchè sennò siamo come il ciambellone, che te lo ritrovi sul tavolo della colazione e pensi che sia scontato che è lì, così com’è, e non sai che dietro ci sono state centinaia di mani che hanno provato, cambiato, migliorato la ricetta. Ecco insomma, il dolce più semplice del mondo è quello con più storia dentro e dietro, che però non si vede. Ed io oggi mi sento un pò ciambellone. Con le gocce di cioccolato però.

ciambellone (1)

L’ultima mia variante è il ciambellone di Zia Clara, stavolta con le gocce di cioccolato appunto. Ora, non chiedetemi perchè zia Clara usi come dose il vasetto di yogurt, quando in questo dolce lo yogurt non c’è. Così era e così ve la scrivo.


CIAMBELLONE, SEMPLICEMENTE


INGREDIENTI

6 uova

300gr di zucchero

un vasetto e mezzo di olio di semi

due vasetti di acqua o latte

550 gr di farina

una bustina di lievito per dolci

aromi a piacere

Il procedimento è il classico, uova sbattute con lo zucchero, sia amalgamano poi i liquidi ed infine la farina setacciata col lievito. Se si vuole la variante bicolore, tre cucchiai di cacao amaro in metà dell’impasto, ed alla fine le gocce di cioccolato.

In forno a 180 gradi per 45 minuti circa.

In cinque minuti, l’esperienza di generazioni di donne in cucina.

ciambellone (12)

Cake pops. Piccoli, colorati, bellissimi cake pops.

cakepops1

C’è una cosa che non manca mai sulla tavola delle mie feste per i bambini: i cake pops, o cake balls. Piccole palline morbidissime, racchiuse da un guscio di cioccolato decorato con confettini, infilate su stecchi da lecca lecca, i cake pops sono talmente belli e allegri che valgono bene il pò di tempo speso per farli.

Ho pensato di proporli adesso sul blog, perchè questi dolcetti sono perfetti per riciclare panettoni e pandori avanzati dopo le feste.

Nonostante tutto il “delirio” da Natale,  ho trovato dieci minuti per scattare due foto agli ultimi cake pops che avevo preparato (alle undici e mezzo di sera non è proprio “aver trovato dieci minuti”, è piuttosto “non sono andata a letto fino a che non ho scattato due foto” – nemmeno tanto belle, ma tant’è).

Insomma, il concetto semplice alla base di questi dolcetti, la cui idea ci arriva d’oltreoceano, è questa: si amalgamano avanzi di torta, o di pandoro, o panettone, o merendine, con marmellata o altro composto cremoso, si fanno delle palline, si passano nel cioccolato fuso, si decorano con confettini colorati, et voilà, i cake pops sono pronti.

Ora, non vi darò dosi precise stavolta (che già non sono precisa di mio, figuriamoci in un dolce fatto di avanzi), ma delle indicazioni smplici da seguire, che con un pò di manualità e fantasia, vi faranno avere un risultato molto scenografico.

Per prepararli potete partire da una qualunque torta avanzata, che sia un pan di spagna, o una torta da colazione; ma anche  avanzi di dolci lievitati, o di merendine comprate, tutto va bene; se decidete invece di preparare appositamente un dolce come ase di cake pops vi consiglio la ricetta di questo pan di spagna che uso per fare le merendine.  Va da sè che in questo periodo panettoni e pandori fanno un’ottima base (nel panettone dovrete avere la pazienza di togliere le uvette).

cakepops


CAKE POPS AL CIOCCOLATO


INGREDIENTI:

Avanzi di torta

Marmellata (che potete sostituire con Nutella, o philadelphia)

PER LA DECORAZIONE:

cioccolato fondente

confettini colorati, farina di cocco, granella di frutta secca…

ATTREZZATURA:

Una ciotola di acqua tiepida, stecchi per lecca lecca, una base di polistirolo, pirottini piccoli.

PROCEDIMENTO:

Iniziate dal preparare l’impasto di base: dovrete sbriciolare con le mani la torta, cercando di non compattarla troppo, è preferibile evitare di farlo col mixer, proprio perchè se si “appiccica” poi non riuscirete ad amalgamare con facilità la marmellata.

Dopo aver sbriciolato tutto il dolce iniziate ad amalgamare un cucchiaio di marmellata per volta, lavorando l’impasto con un cucchiaio, e poi direttamente con le mani. dovrete ottenere un composto lavorabile, che vi permetta di farne delle palline.

Quando la consistenza sarà quella giusta, bagnatevi le mani con poca acqua tiepida, prendete una noce di impasto e lavoratelo tra i palmi per farne una pallina; infilate man mano lo stecco facendo attenzione a non rompere la “polpetta”, ed ad infilarlo fino a circa metà della palla, altrimenti il cake pops potrebbe smontarsi. Mettete i cake pops su un vassoio; procedete fino allla fine dell’impasto,  e poi trasferite tutto in congelatore per un’ora almeno.

Trascorso quasi tutto il tempo di congelamento fondete a bagnomaria il cioccolato fondente, e intanto preparate tanti contenitori di vetro o metallo, nei quali metterete i diversi confettini di copertura. (la plastica si carica elettrostaticament e fa svolazzare i pezzetti piccoli di farina

Decidete se fare i cake pops che stanno in piedi (proprio come dei lecca lecca) o se farli poggiati, come questi in foto. Se li fate “in piedi, preparate la base di polistirolo nella quale infilerete lo stecco; magari copritela con una carta carina, se poi vi servirà anche per portarli in tavola. La seconda soluzione è più semplice e anche più stabile, vi basterà disporre in un vassoio dei pirottini a misura della pallina che avete fatto, ed infilarci man mano i cake pops capovolti.

Quando il cioccolato sarà fuso, togliete dal freezer i cake pops preparati; prendetene uno per volta per lo stecco, e ruotando il polso colatelo nel cioccolato fuso, facendo in modo che il cioccolato arrivi anche sul punto di attaccatura fra impasto e stecco.

Sollevate via il dolcetto e con la mano libera datevi dei piccoli colpetti sul polso dell’altra mano, che regge il bastoncino; serve per far cadere il cioccolato in eccesso.

Immergete immediatamente  la pallina in uno dei contenitori di confettini facendoli  aderire su tutta la superficie.

A questo punto, o infilate il bastoncino nel polistirolo, o appoggiate il cake pops nel pirottino.

Procedete fino ad esaurimento (e vi garantisco che un pò vi esaurirete anche voi).

Dopo i primi prenderete manualità e il lavoro scorrerà più fluidamente, oltre che con più precisione.

Poi vi faccio anche vedere una simpatica idea per traspostarli, che non si sa mai…i cartoni delle uova sono perfaetti, specia se fate come me, che le comprate in confezioni da trenta in su 🙂

portacakepops

cake pops dettaglio

Aggiungo solo un piccolo consiglio: tengo sempre nel freezer un contenitore, dove sbriciolo man mano qualche avanzo di ciambello, l’ultima fetta di torta che non mangia nessuno, e affini, purchè siano torte secce, senza creme. In questo modo mi ritrovo sempre una base da cake pops pronta all’uso, ed evito sprechi 😉

 

Muffins semplicissimi, con gocce di cioccolato

muffins semplicissimi (5)

Qualche tempo fa ho rispolverato un vecchissimo libro di mamma pieno di ricette di dolci, un libro abbastanza “vintage”, dove è descritta la miglior pasta frolla del mondo, e altre due o tre ricette che ormai dìfanno parte di casa, come un mobile, o come i piatti dnetro le credenze.
Questi muffin con le gocce di cioccolato (le gocce di cioccolato sono un’aggiunta golosa del Cicciolò, che è il vero esecutore dei dolcetti nelle foto), sono i classici muffin a due impasti, con gli ingredienti secchi mescolati tra loro, e i liquidi a parte. Di tante prove sperimentate, penso che questo metodo per fare i muffins sia il migliore. La motivazione ufficiale-seria è che vengono morbidi, belli e buoni. La motivazione di Claudia è che il metodo è rapido, e silenzioso, e si possono fare a tutte le ore, anche in fase serale, in quella bellissima quiete da nano dormiente (non parlo di riposino pomeridiano perchè mio figlio ha smesso di regalarmi quelle due ore di tregua a un anno e mezzo, ma magari qualcuna di voi è più fortunata di me).

E allora, la base dei muffins è questa, la potete modificare tantissimo, infatti  l’ho messa tra gli impasti di base, (quanto mi piace questa cosa delle categorie, è così bello che ogni cosa abia un suo posto 🙂 ) tipo che se vi avanza della frutta secca, o un pò di granola dalla colazione, o delle bacche di goji, che sono tanto in voga, ficcatecele dentro e via.

 

Vi do la ricetta per come l’ho modificata io, con le solite revisioni milk free, vedete voi se fidarvi di me o usare latte 😉

muffins semplicissimi (7)


MUFFINS CON GOCCE DI CIOCCOLATO FONDENTE


INGREDIENTI: (per circa 12-14 muffins medi)

200 gr di farina 00

2 cucchiaini di lievito

2 cucchiai di zucchero (anche di canna)

1 pizzico di sale

1 uovo

12 cucchiai di acqua (o latte)

80 gr di olio di semi o margarina vegetale fusa (o burro fuso)

PREPARAZIONE:

Preriscaldate il forno a 180° e preparate su una placca da forno gli stampini da muffin.

Come vi dicevo prima, mescolate gli ingredienti secchi per amalgamarli fra loro (farina, sale, lievito, zucchero). Usate un contenitore capiente, perchè dovrà contenere il resto dell’impasto.

Sbattete bene l’uovo in una ciotola più piccola, unite poi l’acqua, e l’olio, e mescolate ancora un pò.

Versate questi liquidi in una sola volta al centro delle polveri, e mescolate pochissimo, giusto il tempo di umidire la farina.

Riempite per 2/3 gli stampini da muffins e infornate per circa 20 minuti, .a superficie deve scurirsi ma non troppo, e devono restare belli morbidi.
Una volta freddi potete spolverarli con zucchero a velo, che sono più carini e sembrano quesi dolcetti da festa.

muffins semplicissimi (4)

 

Impasto per pan carrè e paninetti morbidissimi (merendine per la scuola 2.0)

paninetti morbidi (6)

Sempre per la questione del trovare alternative valide alle merendine confezionate, ho rimesso mano ad una vecchia ricetta che ho scoperto anni fa su un sito splendido, che è questo ( e se siete appassionate di pasta madre, lievitati e simili, non vi perdete il libro di Antonella).

In pratica, faccio da un paio di anni questo pan carrè meraviglioso, e stavolta ho pensato di renderlo paninetti per sandwich. Fermo restando che sono i panini più buoni e morbidi che ho mai fatto, vi devo raccontare prima una cosa, una tecnica che con 5 minuti apporta un valore aggiunto enorme agli impasti lievitati morbidi.

Grazie ad Pappa-Reale, vi dicevo, qualche tempo fa ho finalmente capito cosa fosse il water roux, o tang zhong starter.

Perdo due minutini a riassumere cosa ho capito io di questo starter per lievitazione: si tratta intanto di un composto molto molto idratato, usato come pre-impasto. La tecnica prevede la gelatinizzazione del glutine (roux, stesso concetto di besciamella e altre salse), e pare essere nata in Cina dove questo composto veniva addizionato all’impasto per fare la pasta. In ogni caso, acqua e farina in quantità che vi dirò, si mescolano e si scaldano a 65°, l’impasto diventa gelatinoso e traslucido, e la gelatinizzazione fa si che gli impasti finali abbiano maggior capacità di asssorbire omogeneamente acqua o liquidi. Viene usato anche come emulsionante, al posto del burro (indovinate se mi piace questo aspetto), e infatti rende l’alveolatura minuta e regolare. (Oh non è che mi sparo le pose, ma davvero a vederlo sembra pane in cassetta comprato, c’ho le prove, eccole:).

pan carrè - alveolatura

Ma la cosa davvero eccezionale è che funge da conservante! il pane resta morbido a lungo, ed ha una leggerezza incredibile. E poi, davvero, fa un profumo che non ci si crede. Insomma, 125 grammi che cambiano la vita 😉

thang zong - water roux

Allora intanto vi racconto come si fa lo starter. Poi l’impasto, decidete voi se farne paninetti o pan carrè, o un pò di paninetti e un piccolo pan carrè, per non farci mancare nulla.


THANG ZONG STARTER, O WATER ROUX, PER IMPASTI DA LIEVITARE


250 ml di acqua

50 gr di farina

termometro da cucina

Io procedo così: metto l’acqua in un pentolino, ci butto tutta la farina in una volta, e mescolo con una frusta, per togliere i grumi.

Poi accendo il gas, tenendolo a fiamma bassa, e in due-tre minuti il liquido arriva a 65°. Va tolto subito dal fuoco, raffreddato a bagno maria in acqua ghiacciata e coperto a filo con pellicola trasparente.

E’ importantissimo usarlo a temperatura ambiente, e non caldo, e considerate che si conserva in frigo per tre giorni circa. Nel caso non lo usaste subito però, fatelo tornare lo stesso a temperatura, non so se funziona bene freddo, ma credo di no.

Considerate di usare negli impasti una quantità di starter pari al 30% circa del peso della farina.

Per qualnto riguarda la varietà di farine da usare: nello starter ho usato sempre farina bianca, ma tenete presente che uso farine macinate a pietra, prese da un mulino vicino casa, e non sono ianche come quelle comprate, contengono sempre una parte minima di fibra.

Per il pan carrè, provate a miscelare diversi tipi di farine, tenendo sempre una percentuale di farina bianca non inferiore al 40%, ma almeno al mio gusto personale.

Per la quantità di pasta madre, invece: come sempre, varia il tempo di lievitazione in base alla quantità di pm usata. meno ne mettete, più il prodotto deve avere tempo per lievitare. Con 100 gr rinfrescati la sera prima, riuscite a lavorare il pan carrè in giornata. (Se volete usare lievito di birra usatene un cubetto).

paninetti morbidi (2)


 IMPASTO PER PAN CARRE’, O PER SANDWICH MORBIDISSIMI CON LIEVITO MADRE


INGREDIENTI: (per un pan carrè da 1 kg, o per una ventina di sandwich)

400 gr di farina

100 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima e lasciata fuori dal frigo tutta la notte

125 gr dello starter a temperatura ambiente

170 gr di acqua

40 gr di zucchero di canna

un cucchiaino di sale

(30 gr di olio) facoltativi

PREPARAZIONE:

Nella ciotola dell’impastatrice, o comunque in quella dove lavorerete il tutto, sciogliete la pasta madre nell’acqua;

aggiungete lo zucchero e mescolate, poi aggiungete lo starter;

versate la farina ed un cucchiaino di sale;

imastate almeno 15 minuti, e poi aggiungete l’olio, se decidete di usarlo; impastate ancora, formate una palla e mettete a riposare per almeno 3 ore, nel solito posticino caldo, ma regolatevi in base al raddoppio di volume.

Riprendete l’impasto, fate due giri di pieghe, e poi rimettete a lievitare un’oretta.

Trascorse questa ora, dovete prendere una decisione. Volete i paninetti? O un pan carrè bello grosso? O un pò di paninetti e un pan carrè piccino?

In base a quello che decidete, procedete così: per fare il pan carrè, formate un cordone di pasta e attorcigliatelo su se stesso; oppure formate 4-5 palle che metterete nello stampo, foderato con carta da forno.
Per i panini, tagliate delicatamente l’impasto in pezzi di circa 30-40gr, lavorateli delicatamente, dandogli una forma allungata o tonda, come preferite.

In entrambi casi, il pancarrè/panini/devono lievitare ancora, ancora, ancora, che almeno penso 4 ore ci vogliono, ma dipende sempre molto dalla forza del vostro lievito.

Trascorsa l’ultima fase di lievitazione, lo/li potete infornare, 180°, il tempo necessario a colorili in superficie (circa 30-40 minuti). Prima spennellateli ovviamente con acqua e zucchero, o latte, o bianco d’uovo sbattuto.

paninetti morbidi (1)

Le merendine da portare a scuola

le merendine per la scuola

Continua il mio delirio da inizio scuola elementare. Chiunque in famiglia mi accusi di esagerare ha ragione. (forse riorganizzare un’intera camera, inclusi armadi vestiti e scaffali in funzione della scuola è un tantino troppo davvero). Adesso sono passata al problema merende. Perchè, voi che mi conoscete lo sapete, io non sono estremista nè fobica, ma obiettiva si. E nella mia obiettività, non voglio che mangi ogni giorno una merendina comprata. I motivi non sono tutti così nobili come pensate. Quelli nobili ve li immaginata già. Quelli meno nobili sono puramente organizzativi. Io sono distratta per natura, caotica eccetera. Quindi già sò che se il pacco di merendine nella dispensa fosse l’unica merenda possibile, il nano andrebbe a scuola senza ogni due per tre. Perchè io non sono sempre a casa, magari prendono l’ultima e si scordano di dirmelo, magari mi scordo di comprarle…Invece cercando più soluzioni altrenative rischio meno l'”è finito”. Quindi ok merendine. Poi sto preparando mini sandwich con la base del pancarrè, e poi ho fatto queste merendine.

le merendine per la scuola

Probabile che stia scrivendo cose banali e ovvie, ma io ho bisogno di organizzarmi così. 🙂

E allora, intanto ecco il primo prodotto in tal senso, ho rivisto un pò il classico pan di spagna, aggiungendo olio e limando farina e zucchero, per avere la consistenza che volevo.

le merendine per la scuola

 


 MERENDINE DA PORTARE A SCUOLA (CON MARMELLATA O CIOCCOLATO)


INGREDIENTI: (per circa sei merendine)

3 uova

3 cucchiai di zucchero

3 cucchiai rasi di farina

2 cucchiai di olio

qualche cucchiaio di marmellata per il ripieno, o crema al cioccolato

PREPARAZIONE:

Preriscaldate il forno a 160°, e preparate una teglia quadrata di dimensioni medie (la torta non deve risultare troppo alta). Imburratela  ed infarinatela, e tenetela in frigo fino all’utilizzo.

Montate bene in una planetaria uova e zucchero, facendole andare per alcuni minuti.

Aggiungete un cucchiaio per volta la farina setacciata, amalgamandola con una spatola di silicone.

Versate nella teglia, e infornate subito.

Cuocete per una ventina di minuti, sfornate e fate freddare su una gratella.

Se necessario rifilate i bordi con un bel coltello affilato, poi tagliatela in due strati.

Procedete ora col ripieno. Io ho fatto appositamente questa marmellata di more, e l’ho lasciata poco densa apposta, perchè serve un ripieno che in parte penetri nella pasta, per legarsi ed ammorbidire la base. Usando marmellata normale, allungatela a caldo con acqua, o meglio ancora con succo di frutta. Se usate la crema al cioccolato, abbiate cura di scaldarla un pò, per renderla fluida. Insomma, nel ripieno vi potete ingegnare voi come meglio credete.

Ricomponete i due strati, e dividete la torta in rettangoli regolari.

Conservate in frigo, durano 4-5 giorni senza problemi.
Oppure congelatele già a pezzi,e scongelatele la sera per la mattina.

Io per praticità le avvolgo nella carta cellophane, che non si appiccica come la pellicola.

E prosegue la mia sperimentazione, quindi vi terrò aggiornati.

le merendine per la scuola

 

La mia chiffon cake. (e cinque buoni motivi per cucinarla)

chiffon cake

@fornellidisalvataggio

Che la chiamiate chiffon cake, angelfoodcake o, più italianamente, “fluffosa”, trattasi inequivocabilmente di quel ciambellone americano altissimo morbidissimo buonissimo e anche ovviamente bellissimo.
Questa torta, che ormai è diventata “virale” sui social network, è approdata  a casa tanti tanti anni fa.

Non è una torta qualsiasi, per noi, per cinque motivi. Vi faccio un elenco rapido, ma se vi annoiate scorrete giù che c’è solo la ricetta senza chiacchiere.

1. Mia mamma insegna in una scuola materna, e appunto qualche anno fa, mi raccontava di un bambino dolcissimo, di quei piccolini un pò sfortunati, che mangiava solo questo strano ciambellone “spugnoso e altissimo”. Mamma troppo incuriosita chiede alla mamma di questo bimbo, americana, notizie sul dolce in questione. Si, era Lei, la chiffon cake quando ancora non andava per la maggiore, non se ne sentiva parlare, mai vista e mangiata.
La signora ci dà la ricetta, e infatti non la chiama in nessun modo, solo ciambellone (americano), e sui nostri quaderni di ricette questa è la “torta americana senza latte della mamma di ….”, e io sono dell’idea che quando un dolce resta legato a un ricordo, o a una persona che è passata nella nostra vita, quel dolce sarà sempre un pò speciale.  Io insieme al questa penso a mia mamma, a quanto sia eccezionale nel suo lavoro, a quanto i bimbi la amano, e a quanti bambini un pò diversi ha aiutato e amato nella sua carriera di insegnante.

2. Chiaro che il “senza latte” ci piace tantissimo, e mamma in particolar modo inizia a sfornarne come se non ci fosse un domani. Cioè, una torta DAVVERO senza latte, non che io non ce lo metto, proprio che NON CI STA!!!!!!

3. Scopriamo che esiste uno stampo apposito, quello coi piedini, grandissimo, ma in giro non si trova, 5 anni fa su internt bazzicavamo poco, e restiamo senza. Ed ecco che tra le vecchie cose di nonna, risistemate prima di fare dei lavori nella sua  vecchia casa, esce fuori questa teglia di alluminio, enorme. Ora, nonna era una persona estremamente particolare e in cucina era quasi avanguardista, ma di una teglia coi piedini non sapeva che farsene. e semplicemente, li ha smontati :)….Ma mamma aveva il suo maxi stampo, e ha trovato la soluzione nella bottiglia (no che sembra che si è alcolizzata) usando una bottiglia di vetro vuota, poi vi racconto. Quindi ormai è la torta : della mamma di… senza latte, nello stampo di nonna…

4. Da poco sono stata felicemente accolta nel gruppo delle Bloggalline, una “rete di oltre 300 bloggers, unite in nome dell’etica, del Buon Cibo e dell’Amicizia” (cito) e scopro che la torta in questione, che intanto si chiama chiffon cake, angelfood cake..è un pò il manifesto del gruppo, dove viene chiamata la torta Fluffosa. ….e diventa anche la torta delle Bloggalline

5. Il quinto motivo è banale, Cicciolo’ la adora.

Ecco la ricetta va, che parlo sempre troppo!!!!!!

Ah no. Ultimissima preemessa. Non conosco le varie versioni in circolo su internet, sono una blogger un pò atipica, non mi piace confondermi le idee quando una torta riesce, a mio avviso, perfetta ;), quindi può darsi che vi darò una versione classicissima o estremamente differente. Scrivo il post e vado a fare un giretto su qualche blog. Ma prima voglio pubblicare la mia 😉

Quindi:

chiffon cake

@fornellidisalvataggio


 LA MIA CHIFFON CAKE


INGREDIENTI:

285 g di farina 00

300 gr di zucchero

6 uova grandi

195 ml di acqua

120 ml di olio (di semi o di oliva leggero)

1 bustina di lievito

1 bustina di cremor tartaro

1 pizzico di sale

scorzetta grattuggiata di limone, o arancia, o i semi di un baccello di vaniglia

PREPARAZIONE:

Preriscaldate il forno a 160°

In una ciotola ampia mettete nell’ordine: la farina, lo zucchero, un pizzico di sale.

Fate al centro un buco a fontana, e senza mescolare versateci: l’olio, poi i tuorli, l’acqua, gli aromi e infine la bustina di lievito chimico.

In un’altra ciotola mettete i 6 albumi rimanenti e il cremor tartaro. Montate a neve fermissima.

Dopo aver montato gli albumi, frullate gli altri ingredienti finchè avranno un aspetto omogeneo. Montateli per qualche minuto.

Con una spatola in silicone, amalgamate al composto gli albumi a neve e versate nella teglia senza carta da forno, nè olio, nè altro. Lo stampo deve essere il classico stampo di alluminio alto .

COTTURA:

Infornate nel ripiano basso del forno, a 160° i primi 40 minuti.
Alzate a 175° gli ultimi 10 minuti, senza aprire.

Sfornate, e:
se avete lo stampo con i piedini, capovolgete e fate freddare così.
se non lo avete (o la nonna ci ha tolto i piedi), capovolgete e infilate su una bottiglia. Utilizzate una bottiglia come supporto. Mettetelo a freddare capovolto su di una bottiglia. Scusate non lo so dire meglio :).  Guardate la foto 😉

bottiglia

 

(mi sono fatta prestare la stanza da mamma perchè era più in ordine della mia) (era scontato).
Quando sarà fredda aiutatevi con una spatolina per staccarla dalla teglia.

chiffon cake staccare Per la colazione è perfetta così, oppure la potete accompagnare con una crema leggera e servire come dolce. Conservatela coperta, per quello che dura!

Mini muffins alle mele, yogurt, cannella e limone

muffin alle mele e yogurt@fornellidisalvataggio

Questi dolcetti nascono da una serie lunga di modifiche fatte ad una base che non mi ricordo da dove viene. Sono dei muffins con pezzetti di mele, e impastati con yogurt, resi profumati da limone, cannella e zenzero. L’impasto è veramente morbido, le mele si ammorbidiscono tanto e quasi non si sentono mentre si mangiano!

muffin alle mele e yogurt

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Li faccio spesso perchè vanno via in un attimo, ed essendo di consistenza morbida si conservano comunque bene. Ne ho provate varianti infinite, e qualche tempo fa ho scritto le dosi (più o meno) per dare la ricetta ad una mia amica che li apprezza molto. Ed ecco per grandi linee la ricetta: potete variarla come e quanto volete, vengono sempre buonissimi.

muffin alle mele e yogurt

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INGREDIENTI:

200 gr di farina 00

2 cucchiaini rasi di lievito

80 gr di zucchero di canna

2- 3 cucchiaini di cannella e 2 di zenzero

la scorzetta grattata di un limone

1 uovo

1 mela

3-4 cucchiai di yogurt bianco (però va bene di qualsiasi tipo, anche alla frutta)

90 ml di olio (di semi o di oliva fa lo stesso)

90 ml di acqua o latte di riso (se potete latte)

COTTURA: in forno preriscaldato a 180°, negli stampi da muffin piccolini

PREPARAZIONE:

Mescolate insieme tutti gli ingredienti secchi, nell’ordine in cui li ho messi (farina – zucchero – cannella e zenzero – scorza di limone)

Nella ciotola dell’impastatore, o anche con una frusta a mano, così non fate rumore 😉 , sbattete un pò  l’uovo con l’acqua e poi l’olio, e aggiungete infine lo yogurt.

Sbucciate la mela, tagliatene le parti coi semi, e riducetela in pezzettini piccoli piccoli, circa 1 cm di lato, spruzzatela con poche gocce di limone per non farla annerire.

Amalgamate con una spatola in silicone gli ingredienti secchi in quelli liquidi, poco per volta per non fare grumi.

Aggiungete la mela a pezzettini.

Dato che le dosi sono molto ad occhio, se l’impasto vi risulta troppo duro, aggiungete poco yogurt o poca acqua. Sporzionate nei pirottini ed infornate finchè non prendono colore sopra. ci mettono circa 15 minuti, ma dipende dal forno.

VARIANTI:

Come vi ho detto, sono tante.

– aggiungete due o tre cucchiai di gocce di cioccolato, o cioccolato fondente a scagliette
– usate scorzetta e succo di arancia invece che di limone
– invece della farina 00 usatene parte 00 e parte semiintegrale, in proporzioni variabili
– un cucchiaio o due di cacao per i nanetti golosi
– mirtilli disidratati e fatti rinvenire in poca acqua al posto delle mele
– aggiungete un cucchiaio o due di pinoli

Queste più o meno sono quelle che abbiamo sperimentato, di sicuro ne verranno in mente altre anche a voi!

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Dolcetti ai corn flakes, con il cioccolato (delle uova di Pasqua)

dolcetti ai corn flakes e cioccolato

 

Eccomi anche io, con la prima idea di recupero di tutto quel cioccolato delle uova di Pasqua…Questi facilissimi e bei dolcetti li ho fatti al volo, prima di uscire di casa, per andare ad un incontro con altre persone, col preciso intento di portare fuori da casa un pò di cioccolata, prima che al Cicciolò e a noi anche, venga qualche attacco di iperglicemia.

Sono i famosissimi dolcetti ai Kellog’s, che ho provato nella variante con i Cheerios, le ciambelline al miele. Ogni tanto il piccolo ci chiede i cereali, ma non ne consumiamo molti, e così con questa ricetta ho riciclato sia le uova, sia i cereali in eccesso.

 

Ho usato sia cioccolato fondente, sia al latte e anche il famoso uovo bicolore,  che pare vada per la maggiore…Quelli al fondente li ho fatti usando i corn flakes, mentre ho usato il cioccolato al latte per le ciambelline al miele, tipo cheerios. Le dosi si riferiscono a una delle due preparazioni, indistintamente.

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INGREDIENTI: (non sono molto categorici, fate ad occhio!)

150 gr di cioccolato

4-5 cucchiai di corn flakes

codette di zucchero o altri decori

PREPARAZIONE:

Come prima cosa spezzettate il cioccolato, e poi fatelo sciogliere  a bagnomaria; intanto preparatevi i pirottini, separandoli e allineandoli sul piano di lavoro, dato che poi dovrete procedere con poco tempo per non far seccare il cioccolato.
Quando sarà fuso versatelo in una ciotola più grande e iniziate ad amalgamare un pò per volta i cereali, regolandovi man mano sulla giusta consistenza, mescolando delicatamente per coprire tutti i corn flakes di cioccolata. Disponete a mucchietti nei pirottini, decorate con codette colorate, o a piacere.

buon primo maggio . claudia

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dolcetti ai corn flakes e cioccolato