Cake pops. Piccoli, colorati, bellissimi cake pops.

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C’è una cosa che non manca mai sulla tavola delle mie feste per i bambini: i cake pops, o cake balls. Piccole palline morbidissime, racchiuse da un guscio di cioccolato decorato con confettini, infilate su stecchi da lecca lecca, i cake pops sono talmente belli e allegri che valgono bene il pò di tempo speso per farli.

Ho pensato di proporli adesso sul blog, perchè questi dolcetti sono perfetti per riciclare panettoni e pandori avanzati dopo le feste.

Nonostante tutto il “delirio” da Natale,  ho trovato dieci minuti per scattare due foto agli ultimi cake pops che avevo preparato (alle undici e mezzo di sera non è proprio “aver trovato dieci minuti”, è piuttosto “non sono andata a letto fino a che non ho scattato due foto” – nemmeno tanto belle, ma tant’è).

Insomma, il concetto semplice alla base di questi dolcetti, la cui idea ci arriva d’oltreoceano, è questa: si amalgamano avanzi di torta, o di pandoro, o panettone, o merendine, con marmellata o altro composto cremoso, si fanno delle palline, si passano nel cioccolato fuso, si decorano con confettini colorati, et voilà, i cake pops sono pronti.

Ora, non vi darò dosi precise stavolta (che già non sono precisa di mio, figuriamoci in un dolce fatto di avanzi), ma delle indicazioni smplici da seguire, che con un pò di manualità e fantasia, vi faranno avere un risultato molto scenografico.

Per prepararli potete partire da una qualunque torta avanzata, che sia un pan di spagna, o una torta da colazione; ma anche  avanzi di dolci lievitati, o di merendine comprate, tutto va bene; se decidete invece di preparare appositamente un dolce come ase di cake pops vi consiglio la ricetta di questo pan di spagna che uso per fare le merendine.  Va da sè che in questo periodo panettoni e pandori fanno un’ottima base (nel panettone dovrete avere la pazienza di togliere le uvette).

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CAKE POPS AL CIOCCOLATO


INGREDIENTI:

Avanzi di torta

Marmellata (che potete sostituire con Nutella, o philadelphia)

PER LA DECORAZIONE:

cioccolato fondente

confettini colorati, farina di cocco, granella di frutta secca…

ATTREZZATURA:

Una ciotola di acqua tiepida, stecchi per lecca lecca, una base di polistirolo, pirottini piccoli.

PROCEDIMENTO:

Iniziate dal preparare l’impasto di base: dovrete sbriciolare con le mani la torta, cercando di non compattarla troppo, è preferibile evitare di farlo col mixer, proprio perchè se si “appiccica” poi non riuscirete ad amalgamare con facilità la marmellata.

Dopo aver sbriciolato tutto il dolce iniziate ad amalgamare un cucchiaio di marmellata per volta, lavorando l’impasto con un cucchiaio, e poi direttamente con le mani. dovrete ottenere un composto lavorabile, che vi permetta di farne delle palline.

Quando la consistenza sarà quella giusta, bagnatevi le mani con poca acqua tiepida, prendete una noce di impasto e lavoratelo tra i palmi per farne una pallina; infilate man mano lo stecco facendo attenzione a non rompere la “polpetta”, ed ad infilarlo fino a circa metà della palla, altrimenti il cake pops potrebbe smontarsi. Mettete i cake pops su un vassoio; procedete fino allla fine dell’impasto,  e poi trasferite tutto in congelatore per un’ora almeno.

Trascorso quasi tutto il tempo di congelamento fondete a bagnomaria il cioccolato fondente, e intanto preparate tanti contenitori di vetro o metallo, nei quali metterete i diversi confettini di copertura. (la plastica si carica elettrostaticament e fa svolazzare i pezzetti piccoli di farina

Decidete se fare i cake pops che stanno in piedi (proprio come dei lecca lecca) o se farli poggiati, come questi in foto. Se li fate “in piedi, preparate la base di polistirolo nella quale infilerete lo stecco; magari copritela con una carta carina, se poi vi servirà anche per portarli in tavola. La seconda soluzione è più semplice e anche più stabile, vi basterà disporre in un vassoio dei pirottini a misura della pallina che avete fatto, ed infilarci man mano i cake pops capovolti.

Quando il cioccolato sarà fuso, togliete dal freezer i cake pops preparati; prendetene uno per volta per lo stecco, e ruotando il polso colatelo nel cioccolato fuso, facendo in modo che il cioccolato arrivi anche sul punto di attaccatura fra impasto e stecco.

Sollevate via il dolcetto e con la mano libera datevi dei piccoli colpetti sul polso dell’altra mano, che regge il bastoncino; serve per far cadere il cioccolato in eccesso.

Immergete immediatamente  la pallina in uno dei contenitori di confettini facendoli  aderire su tutta la superficie.

A questo punto, o infilate il bastoncino nel polistirolo, o appoggiate il cake pops nel pirottino.

Procedete fino ad esaurimento (e vi garantisco che un pò vi esaurirete anche voi).

Dopo i primi prenderete manualità e il lavoro scorrerà più fluidamente, oltre che con più precisione.

Poi vi faccio anche vedere una simpatica idea per traspostarli, che non si sa mai…i cartoni delle uova sono perfaetti, specia se fate come me, che le comprate in confezioni da trenta in su 🙂

portacakepops

cake pops dettaglio

Aggiungo solo un piccolo consiglio: tengo sempre nel freezer un contenitore, dove sbriciolo man mano qualche avanzo di ciambello, l’ultima fetta di torta che non mangia nessuno, e affini, purchè siano torte secce, senza creme. In questo modo mi ritrovo sempre una base da cake pops pronta all’uso, ed evito sprechi 😉

 

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Lenticchie a mezzanotte, in versione finger food, su Taste Abruzzo, e buon Capodanno!

Ci sono degli accoppiamenti che potremmo definire “istituzionali”, talmente collaudati che non ci rendiamo nemmno più conto di farli. Se dico “cenone di San silvestro”, a tutti verrà in mente “lenticchie”. Se dico brindisi di mezzanotte, idem. Lenticchie.

Sarà che noi Italiani siamo tanto amanti della tradizione, anche un pò scaramantici, un pò quelli del non è vero ma ci credo…Ma non c’è tavola di capodanno che non ne preveda un pò, lenticchie col cotechino, lenticchie con la salsiccia, lenticchie e “basta, che stò pieno”, sta di fatto che lenticchie e capodanno è uno di quei binomi di cui sopra. Indissolubili.

lenticchie a mezzanotte, finger food (5)

La storia delle lenticchie sulle tavole di Capodanno, ed il senso profondo di questa superstizione, ve la lascio andare a leggere su Taste Abruzzo, resta il fatto che a mezzanotte meno venti, quando le padrone di casa portano le lenticchie appena scaldate insieme al maiale siamo quasi tutti così pieni e sazi che davvero le mangiamo “per devozione” come si dice qui. Allora vi propongo un’idea che spaventa meno del piattone fumante, che si può mangiare in piedi mentre con l’altra mano tenete il calice per brindare.

Piccoli cestini di pasta briseè arricchita nell’impasto dalle lenticchie e dalla loro acqua di cottura  (sempre perchè non si spreca niente), contengono lenticchie e qualche pezzetto di salsiccia, che potete sostituire col tradizionale cotechino.

Un’idea per brindare al nuovo anno, per augurarcelo insieme brillante felice, in pace e serenità. Lasciamoci alle spalle il brutto del vecchio anno, proponiamoci di portare con noi solo gioia e pace, amore e la giusta disposizione d’animo per affrontare il bello e il brutto che verrà.
Da questa “cucina” virtuale, dai miei fornellidisalvataggio, a voi, buon anno nuovo.

claudia

 

 

Zuppa autunnale di funghi e cereali, con porri e rosmarino

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Ovvero, una zuppa semplice sana e buona, e foto che non danno soddisfazione.
Capita che l’ispirazione ci arrivi dai posti più inusuali. L’ispirazione per questa zuppa di funghi, porri e cereali mi è venuta dal calendario della cucina, che poi è questo calendario qui, mese di novembre ovviamente, e c’è una zuppa di orzo che è così bella, e ben fotografata, che fa venire voglia anche a ora di colazione.

Quando ho incominciato a scrivere sul blog non avevo idea di che mondo a sè fossero le foto.

Tanto che, avendo in mente da tempo di aprire “fornellidisalvataggio”, scattavo foto su foto a piatti e dolci. E poi non ne ho utilizzata nemmeno una. Perchè finchè i blog li guardi da “lettore”, (ed io ne seguo e seguivo pochissimissimi) le foto le vedi, le ammiri e dici anche  oooooochebeeeellllaaaa, ma non ti rendi conto di che lavoro c’è dietro ad uno scatto.

Poi inizi a scrivere, e a pubblicare, e a scattare le prime foto a caso. Poi non vuoi più la cucina (incasinata) o la tovaglia (macchiata di vino) sullo sfondo. Poi vuoi che la foto trasmetta quello che tu vedi in ciò che hai cucinato. Allora parti con tavole, set, caccavelle varie per mettere in posa i tuoi piatti. Si esatto, li vuoi mettere in posa. Perchè in fin dei conti sono i tuoi “modelli”, creazioni di una mattinata no, o di una settimana infernale, che migliora solo con il profumo di una torta, o di pane. Sono storie che vuoi raccontare in uno scatto (che poi ne fai anche 40, ma ne servono 2, forse 3), scene di una giornata che vorresti mettere composte in un quadro. E inizi ad essere critica con le tue foto, e non sei mai soddisfatta, e ti ci vorrebbe un’attrezzatura seria, ma insomma, non è che adesso vado e mi compro di botto tutto quello che serve.  Io ho ancora tanto tanto tanto da imparare, che certe volte le mie foto mi sembrano la brutta copia di una bella foto, di quella bella foto che ho nella testa, e che non viene mai fuori. Ma sto studiando, davvero, e grazie anche ai consigli di qualche bravissima amica spero di migliorare.

Tutto questo discorso sta qui per dire che le foto di questa zuppa funghi e cereali non mi piacciono. Ecco. Ma questo periodo a causa di tante cose in più, che sono sì piacevoli, ma levano il poco tempo che ho, aggiorno il blog pochissimo, e questa zuppa di stagione  mi pareva da mettere.

Quindi. Andiamo a discapito dell’estetica, in virtù della condivisione di un piatto buono per queste serate fredde, confort food davanti al camino acceso, fatela, e scordatevi le mie foto 🙂 L’orto ha prodotto dei porri piccolini ma così tanto buoni e profumati…Loro si, sono stati soggetti più docili alla foto 😉

zuppa di funghi e cereali

Io ho usato un pò di avanzi di cereali per svuotare i pacchetti (orzo, riso, farro e grano), però sostituite pure con uno solo dei cereali che preferite, o mischiatene di più stando però attenti ai tempi di cottura. Che poi si trovano tante confezioni che già contengono misti i 5 cereali .  Le patate non mancano mai in una zuppa, che legano e rendono più denso il sughetto. qui ne ho usate solo due non molto grandi.


ZUPPA DI PRATAIOLI, PORCINI E CEREALI AI PORRI E ROSMARINO


INGREDIENTI:

500 gr di funghi prataioli da pulire

300 gr di cereali misti

 brodo vegetale q.b.

1 porro intero, di media grandezza

2 carote

2-3 spicchi di aglio rosso

3 cucchiai di aghi di rosmarino

2 patate medie

olio extra vergine di oliva

PREPARAZIONE:

In una pentola dal fondo spesso mettete un filo di olio di oliva, il rosmarino e gli spicchi di aglio sbucciati, senza accendere il gas.

Mettete in caldo il brodo vegetale.

Lavate i funghi, puliteli, e fateli a fettine di circa 1/2 cm di spessore

Sbucciate le carote e fatele a dadini di circa un cm.
Pulite il porro, e affettatelo, sbucciate le patate e fatele a pezzi non troppo piccoli.
Mettete nell’olio anche i porri, le carote e le patate e fate scaldare a fuoco medio per un pò, mescolando spesso perchè le patate tendono ad attaccarsi.
Dopo due o tre minuti aggiungete i funghi, coprite, ricordandovi di mescolare delicatamente ogni tanto, e fateli rosolare per circa 5 – 6 minuti.

Io a questo punto frullo tutto grossolanamente con un frullatore ad immersione, decidete voi se saltare questo passaggio.

Aggiungete i cereali, mescolate ancora per un pò e poi aggiungete il brodo ben caldo, regolatevi man mano che avanza la cottura sulla quantità di brodo da usare, che varia in base a quanta acqua rilasciano i funghi.

Portateli a cottura, e fate riposare la zuppa qualche minuto, prima di servirla.

zuppa di funghi e  cereali

 

 

Insalata fredda di legumi, rucola e pesce (con funghi)

insalata di cicerchie

In effetti la mia è un’insalata fredda di cicerchie, le mie adorate cicerchie, rucola, merluzzo e porcini, ma siccome mi piaceva più che altro condividere l’idea, allora ho generalizzato il titolo.

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Questo è un buon modo per consumare legumi anche in estate,  freddi in insalata, e soprattutto è uno svuota frigo formidabile, che lascia spazio alla fantasia e a quello che dobbiamo consumare.

Ho usato dei tranci di merluzzo fresco, cotti in padella la sera prima, con limone e rosmarino, ma immagino che qualsiasi tipo di pesce vada bene.

Se avete champignon freschi vi consiglio di utilizzarli crudi, altrimenti trifolati in padella vanno benissimo, e anzi, per fare prima a volte uso i funghi trifolati in barattolo.

Fate così:

INGREDIENTI:

legumi cotti (per 4 persone considerate 500 gr di legumi secchi)

due-tre filetti di merluzzo cotti in padella, e sminuzzati

due mazzetti di rucola, lavata e spezzettata

cinque cucchiai di funghi trifolati, o un vasetto di funghi in lattina

olio, sale, pepe

PREPARAZIONE:

Mescolate semplicemente gli ingredienti in una ciotola capiente. Ci vuole più a scriverlo che a farlo, il risultato è fresco, insolito e anche buono dal punto di vista nutrizionale.

E così ho consumato quasi tutta la produzione di cicerchie della scorsa estate; quelle rimaste faranno da seme per questa stagione, e così via…(sempre se smette di piovere).

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Eccovi due foto del risultato finale.insalata di cicerchie

 

 

 

 

Dolcetti semplici di farina di cocco e albumi (i biscotti di Michela)

dolcetti al cocco e albumi@fornellidisalvataggio

Se avanzano gli albumi, e vi avanzano dieci minuti, ecco dei biscottini semplicissimi, che si fanno in fretta, e senza bisogno di sbattitore elettrico. Poca fatica, levate di mezzo gli albumi, e avete dei dolcetti buonissimi, ma sono sicura che li conoscete già.
Così, dopo la carbonara di pesce spada dell’altra sera, nonostante fosse tardi, ho infornato in cinque minuti questi profumatissimi biscotti con gli albumi avanzati.
Stamattina mi sono alzata, e dopo aver salutato Cicciolò e il Doc, mi sono messa a scattare due foto ai (pochi) dolci superstiti.

dolcetti al cocco con gli albumi
@fornellidisalvataggio

Dopo mi sono fatta il caffè (avete mai messo un pò di cocco in polvere nel caffè?nooo?) e sono uscita nel giardinetto di dietro, con tutto il vassoio con i dolcetti che avevo usato per le foto, per godermi dieci minuti di aria aperta e di questo sporadico sole. Ho poggiato a caso il vassoio…e questo è quello che ho visto quando sono andata a sedermi.

dolcetti al cocco e albumi @fornellidisalvataggio

Era così bello che mi è venuto da ridere. Certe volte passo tanto tempo a “mettere in posa” i cibi, e poi, così per caso esce uno scenario che a mio avviso è stupendo. Ho rifatto le foto da capo ;), quel geranio era così bello…

geranio

 

@fornellidisalvataggio

INGREDIENTI:

2 albumi

150 gr di farina di cocco

40 gr di zucchero semolato

40 gr di zucchero di canna (potete usarlo anche tutto bianco, ma così sono più buoni)

COTTURA: in forno preriscaldato a 160°, su una teglia rivestita con carta da forno, oppure nei pirottini da muffin.

PREPARAZIONE:

Sbattete con una frusta a mano gli albumi con lo zucchero, per qualche minuto in modo da amalgamarli bene e renderli schiumosi.

Aggiungere la farina di cocco e mescolare.

Dare all’impasto la forma di palline irregolari, tenedo presente che:
Se li fate piccolini in cottura diventeranno più asciutti, quindi più li volete secchi e più fateli piccoli e schiacciati;
Se vi piaccioni croccanti fuori e morbidi dentro (come a noi) fateli più grandini e alti.

Infornateli per una decina di minuti, finchè inizieranno appena a dorarsi in superficie. Anche se vi sembrano morbidi, considerate che una volta freddi si induriranno molto. Lasciateli freddare su una gratella.

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@fornellidisalvataggio

Per noi questi sono “i dolcetti di Michela”. Michela è la mia amica, che ci cresci insieme e ti ritrovi a crescere i figli, insieme con quella semplicità di quando stai con qualcuno che è quasi te stesso. Ci siamo allontanate per un periodo, per la nostra cocciutaggine e per la difficoltà di un rapporto che dura tutta la vita, e che non abbiamo saputo cambiare subito quando siamo cambiate noi, da bambine a donne; ma è stato uno strappo doloroso, che ci ha fatto sentire anche nei giorni più belli un vuoto brutto e immotivato. Poi la vita ci ha messo davanti cose gravi davvero, il terremoto ha spostato tutto non solo in senso materiale, ha rimesso a posto le priorità e ci ha ritrovate.

Lei è anche il mio alter ego in cucina. Con lei abbiamo provato a cucinare da sole le prime volte, ancora bambine, (cibo cinese che io compravo a Roma e portavo qui per fare nei week end dei tentativi etnici). E’ la sua cucina che stava per andare a fuoco mentre saltavamo una pasta coi gamberetti. E sempre con lei ci siamo cimentate in ogni genere di tentativo…torroni che stavano insieme solo con le mollette per i panni, e rido da sola al pensiero, creme, gelati, il tutto sotto la guida di sua mamma, una di quelle persone che in cucina sono diverse in ogni dettaglio, in ogni piatto, e anche nel banale caffè della mattina. Mamma cucina bene, io faccio il possibile, ma la mamma di Michela è diversa. Scherzando io dico che è ciò a cui aspiro in cucina. Lei mi ha insegnato coi gesti che l’amore per la famiglia può passare per un piatto. Adesso che sono mamma anche io, capisco la premura nel lasciare la tavola apparecchiata per figlie e marito prima di andare a lavoro, capisco l’acqua per la pasta pronta sul gas, il sale accanto nella giusta quantità, le pentole sempre piene di qualcosa di profumatissimo, la casa con quel profumo caratteristico, di qualcosasempreinforno.
Questa è una delle prima ricette che ci siamo scambiate dopo quel brutto momento, mentre Michela cercava disperatamente qualcosa che conciliasse la mia allergia con la sua, e questi univano le due esigenze. Quindi per un pò di tempo ad ogni cena ce li siamo proposti a vicenda fino alla noia. Infatti sono stati un pò nel dimenticatoio, ma ogni volta che li rifaccio poi mi ripeto che devo farli più spesso.

 

Dolcetti ai corn flakes, con il cioccolato (delle uova di Pasqua)

dolcetti ai corn flakes e cioccolato

 

Eccomi anche io, con la prima idea di recupero di tutto quel cioccolato delle uova di Pasqua…Questi facilissimi e bei dolcetti li ho fatti al volo, prima di uscire di casa, per andare ad un incontro con altre persone, col preciso intento di portare fuori da casa un pò di cioccolata, prima che al Cicciolò e a noi anche, venga qualche attacco di iperglicemia.

Sono i famosissimi dolcetti ai Kellog’s, che ho provato nella variante con i Cheerios, le ciambelline al miele. Ogni tanto il piccolo ci chiede i cereali, ma non ne consumiamo molti, e così con questa ricetta ho riciclato sia le uova, sia i cereali in eccesso.

 

Ho usato sia cioccolato fondente, sia al latte e anche il famoso uovo bicolore,  che pare vada per la maggiore…Quelli al fondente li ho fatti usando i corn flakes, mentre ho usato il cioccolato al latte per le ciambelline al miele, tipo cheerios. Le dosi si riferiscono a una delle due preparazioni, indistintamente.

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INGREDIENTI: (non sono molto categorici, fate ad occhio!)

150 gr di cioccolato

4-5 cucchiai di corn flakes

codette di zucchero o altri decori

PREPARAZIONE:

Come prima cosa spezzettate il cioccolato, e poi fatelo sciogliere  a bagnomaria; intanto preparatevi i pirottini, separandoli e allineandoli sul piano di lavoro, dato che poi dovrete procedere con poco tempo per non far seccare il cioccolato.
Quando sarà fuso versatelo in una ciotola più grande e iniziate ad amalgamare un pò per volta i cereali, regolandovi man mano sulla giusta consistenza, mescolando delicatamente per coprire tutti i corn flakes di cioccolata. Disponete a mucchietti nei pirottini, decorate con codette colorate, o a piacere.

buon primo maggio . claudia

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dolcetti ai corn flakes e cioccolato

Uova in padella con asparagi e trota

Ovvero, quando rientri la sera e hai in mente un’idea, e si modifica in corso d’opera.
Da uova in cocotte che dovevano essere, sono diventate questo piatto, molto buono e nemmeno eccessivamente lungo da fare. Ho usato una trota intera che avevo cotto la sera prima al cartoccio e mi era avanzata; possono andare bene anche filetti di altro pesce al naturale, oppure si può usare pesce fresco sfilettato a crudo e passato in padella con poco olio per qualche minuto. Non è molto rigorosa come ricetta, essendo nata per caso, e per riciclare appunto l’avanzo di trota della sera prima.

asparagi

INGREDIENTI: (per 4 persone)

4 uova

Un mazzetto di asparagi, preferibilmente quelli piccoli, selvatici

Un quarto di cipolla

Olio

Filetti di una trota, (più o meno)

4 fette di salmone affumicato (a piacere)

COTTURA: in padella, in tutto per circa 15 minuti.

PREPARAZIONE:

Per prima cosa, rompere le uova e sbatterle con una frusta a mano, con un pò di sale.

Lasciarle riposare e nel frattempo pulire gli asparagi, togliere la parte dura del gambo, e metterli a lessare in poca acqua leggermente salata per 5 minuti dal bollore, ma questo tempo varia in base alla loro grandezza. Conviene assaggiarli, per non farli diventare troppo morbidi, dato che dovranno cuocere poi di nuovo in padella.

Scolarli delicatamente con un mestolo forato (schiumarola, da queste parti, ma non so se sia proprio italiano 🙂 ), e tenere da parte l’acqua di cottura, che servirà in seguito. Disporli su un taglere e tagliarli a pezzetti lunghi circa 2 cm.

Tagliare la cipolla a striscioline sottili, e metterla a soffriggere nell’olio finchè non prende colore.

Intanto sfilettare la trota (o farlo fare al Doc, nel mio caso), e tagliarla a pezzi non troppo piccoli, facendo anche attenzione a togliere eventuali spine.

Nella padella del soffritto mettere gli asparagi, e dopo circa un minuto di cottura aggiungere i pezzetti di trota, regolando con poca acqua di cottura degli asparagi, per far restare il soffritto piuttosto umido. Far cuocere per quattro o cinque minuti, mescolando e aggiungendo acqua se serve, e poi abbassare il gas .

A questo punto unire le uova precedentemente sbattute, e mescolare delicatamente per amalgamarle al resto. E’ importante non far seccare le uova, per evitare l’effetto frittata, anche se credo sia questione di gusti.

Questo è l’effetto finale, la consistenza giusta, almeno al mio gusto, deve essere morbida e non secca.

La fetta di salmone è un tocco finale a piacere, suggerito e quasi imposto dal Doc, ma ci sta bene, e poi aveva diritto di parola dato che ha sfilettato la trota :)”

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