Muffin con arancia e cioccolato fondente alle mandorle

E niente, i nomi da dare a questi dolci restano sempre un grande problema. Muffin all’arancia e mandorle con cioccolato fondente? Oppure, muffin alle mandorle con arancia e cioccolato fondente? oppure muffin al fondente con arancia e mandorle? Perché alla fine sono tutte vere queste definizioni, visto che in questi muffin ci sono i pezzetti di cioccolato fondente, c’è il succo di arancia, ci sono le mandorle tritate e c’è anche il latte di mandorla. Senza voler considerare il senza latte, e l’aggiunta di farina di solina, che si può sostituire con quella di farro, il che renderebbe il nome del dolce qualcosa di epocale, tipo dolce arancia e cioccolato fondente, alle mandorle, con farina di solina o di farro, e senza latte. Sono talmente stanca di leggere il titolo che quasi quasi sti muffin non li faccio.

Niente, questo perché sono un’eterna indecisa. Perché avevamo preso due giorni di ferie, (scuole chiuse nonni fuori casa e allora andiamo al mare), e invece la piccola si è ammalata, perché l’inserimento al nido equivale a mesi di antibiotici e tachipirine e febbri che quando hanno finito di ammalarsi è finito pure il nido e hanno preso la patente e finalmente vanno in gita del quinto. E questo ha molto a che fare con i miei muffin arancia cioccolato fondente e mandorle. senza latte. con la farina di solina. o di farro.

E quindi invece di stare al mare, che ci siamo pure andati eh, giusto per vedere quanto era già primavera, siamo tornati qui, che fa più freddo, ho il frigo vuoto perché dopotutto dovevo essere al mare, non ci sono nemmeno i nonni e per di più ho l’alzatina per i dolci vuota, che sarà anche bella da vedere, ma insomma il bel vedere non si mangia.

E dopo l’ennesima dose di antipiretico, Nora Maria si è addormentata, ho giusto poco tempo prima di portare Nicolò all’allenamento di rugby, e troppe arance in cucina (che per la precisione erano venute tutte in trasferta al mare e sono pure tornate). E poi sono di quell’umore in cui ho bisogno di sentire concretezza, e quando sto così devo fare qualcosa con le mani, o lavoro a maglia o cucio o cucino, allora ho preferito cucinare, e succede che se i presupposti sono questi la cioccolata c’è sempre, e nessun dolce già fatto va mai bene, e nessuna ricetta di libro o rivista che sia mi sembra adatta, e sono le volte che devo sperimentare, anche a costo di un flop, ma flop stavolta no, perché i muffin salva ferie fallite sono venuti bene, almeno loro.

Ed ecco come ci entrano i muffin arancia cioccolato mandorle bla bla bla in tutto questo; ho pensato che una ricetta nuova sul blog mi avrebbe fatto sentire molto produttiva ed avrebbe salvato merende e colazioni, ed avete presente il finale del monologo di Molly Bloom nell’Ulysse di Joyce? …e si dissi si voglio si.

E così restano i panni da stendere, una valigia ancora da disfare, ma si dissi si voglio si e perdonerete il paragone assolutamente fuori luogo, ma succede che quando lei dorme io corro per approfittare e fare quello che non posso fare con lei sveglia, ed i miei pensieri assomigliano paurosamente a quei flussi di coscienza caotici e bellissimi di Joyce e scrivo di corsa, e penso che scrivere di corsa significhi pensare di corsa, e penso anche che poi con calma (ahahahah) tutti questi micro pensieri sconnessi li renderò frasi e periodi in italiano corretto, ed invece con calma lei si sveglierà e devo ancora mettere giù le foto, e figuriamoci se avrò tempo di scrivere per bene, senza voler sembrare una pretenziosa futurista. Almeno uso la punteggiatura, cosa del tutto carente nei monologhi suddetti, in particolare nel monologo finale di Molly appunto, che vi suggerisco vivamente di leggere, se non lo avete ancora fatto, ma prima fate i muffin arancia e cioccolato e mandorle eccetera, che almeno ve li mangiate mentre leggete.

E quindi niente, resta così, adesso con poca lucidità restante scriviamo la ricetta che ha senso, lei si, che questi muffin arancia cioccolato mandorle e quant’altro sono buoni veramente. Loro si, ed hanno un principio, una fine un senso ed una logica.

La dose è per 24 muffin medi, ma potete anche farli diventare una torta unica, non si offenderanno, e giuro che non si metteranno a scrivere frasi sconnesse per punizione. Quella sono io.


MUFFIN ARANCIA E CIOCCOLATO FONDENTE ALLE MANDORLE


INGREDIENTI:

4 uova

130 gr di zucchero di canna

100 ml di latte di mandorla

50 ml di olio di semi

150 ml di arancia spremuta

280 gr di farina bianca

30 gr di farina di solina, o farina di farro

3 cucchiai di farina di mandorle

100 gr di cioccolato fondente tritato con un coltello

una bustina di lievito

PROCEDIMENTO:

Intanto, accendete il forno a 180 gradi, e preparate una teglia da muffin ed i pirottini necessari.

Setacciate e mescolate tutte le farine, anche quella di mandorle ed il lievito.

Nella planetaria montate benissimo le uova con lo zucchero, devono essere spumose e belle chiare.
Continuando a girare le fruste alla velocità minima, aggiungete a filo l’olio ed il latte di mandorle.

Non appena saranno amalgamati continuate alternando le farine al succo di arancia. Il composto resterà abbastanza morbido. Infine aggiungete il cioccolato tritato, e distribuite negli stampini da muffin.

Infornate per 35-40 minuti finchè saranno coloriti, magari ci fate anche una foto, e me la fate vedere su Instagram, vero?

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Una mattina, per caso. Ciambella di Alessandra con arance e cioccolato

Di per sè la ricetta è semplice, una ciambella da colazione, o una ciambella da merenda. Di per sè è una ciambella con arance e cioccolata, che in origine era una ciambella con i frutti di bosco, e si può fare anche come muffin, di per sè.

Però stavolta questa ciambella arance e cioccolato è una porta che sto riaprendo, con una chiave che avevo perso.

È un po’ come tornare nella casa al mare la prima volta dopo che è stata chiusa tutto l’inverno. Apri la porta e ti guardi intorno, intanto distingui i contorni familiari delle cose, gli spazi, e poi piano piano ti ricordi i dettagli, quel quadro, la foto del primo mare di Nicolò, i soprammobili, e dopo qualche minuto sei di nuovo nella tua casa al mare.

Ecco, mi sento più o meno così stamattina, rientro in punta di piedi assecondando un desiderio che avevo da tempo, quello di tornare a scrivere.

Nasce sempre allo stesso modo. Ad un certo punto inizio a fare le cose e in testa penso a come scriverle, il post me lo scrivo nella testa cento volte, arrivo qui ed è solo questione di trascrivere.

Mi sono passati in testa milioni di parole in questi tre anni, ma cambiano le condizioni e ancora non trovo un nuovo tempo per tornare a scrivere.

Lavoravo solo 18 ore a settimana, Nicolò a scuola, passavo a casa molto tempo da sola facendo turni che mi lasciavano libere tante mattine, era il tempo delle foto a quello che si cucinava, mettevo in posa piatti e dolcetti, un esercito di caccavelle a fare da contorno, centrini, stoffe, pizzi e agenti, tutti quelli che avete visto in questi anni.

Ed a lavoro era il tempo di scrivere, di leggere libri e riviste di cucina, quando lavori in una reception di un ufficio che ha poco accesso di visitatori il tempo lo devi far passare, ed io ho passato il mio pensando e poi costruendo fornelli di salvataggio.

Poi è arrivata Nora Maria, non ho lavorato più, ed ho lavorato 48 ore al giorno come ogni mamma che vive a casa con i figli a cozza tipo koala. Non sullo non ho avuto più tempo mio, ma nemmeno braccia, gambe, tette pancia pensieri capelli mattine notti macchine letto cucina.

I figli colonizzano tutto, ogni angolo di pensieri e di casa, le borse, le tasche dei pantaloni, i cassetti, le notti, gli occhi ed il cuore… Insomma, tempo per me non ne ho trovato più, certi giorni non mi ricordavo nemmeno di essere un me, credevo forse di essere un noi, non lavori e la dimensione di mamma non ha confini, tu non sei altro che quello, braccia che stringono, occhi che guardano, il pensiero rivolto sempre li, manine tese verso di te che ti trovano sempre e diventano sempre più esigenti.

Poi ho un nuovo lavoro, trentasei ore a settimana. Il doppio, non ci avevo mai riflettuto. Ho un lavoro dove devo lavorare, sembra scontato ma non lo è, un lavoro da fare, da imparare, dove mettere finalmente quello che ho imparato fino ad oggi, che in qualche modo mi fa sentire capace, a volte pure incapace và, ma è meglio che non sentirsi in nessun modo.

Era già da tanto che volevo ritrovare il tempo per il blog, il tempo di scrivere, e non so di cosa, né come né quando. Certo é che ogni volta che arrivano messaggi che mi dicono peccatoperòchenonscrivipiuuuueracosibellooo mi viene tanta amarezza; ogni volta che il sito mi segnala le visite, le statistiche eccetera (cose che non ho mai guardato più di tanto), il pensiero è sempre quello.

Intanto ho aperto un profilo instagram, e timidamente, ho iniziato a far esistere di nuovo fornelli di salvataggio, mi serviva qualcosa di facile. Il compromesso é questo, e faccio outing. Scatto col telefono, per ora almeno, necessito di immediatezza, di fattibilità e la macchina fotografica prevede poi tutto il lavoro di scaricare e lavorare le foto, lavoro che a sua volta prevede un tempo che non ho, e chi si sa accontentare a volte vince.

Ho scritto tanto, ho lavorato tanto e …Insomma che peccato, ecco.. Aspettavo come faccio sempre io che fosse il momento giusto, e non so il perché, è arrivato stamattina con una ciambella fatta da una ricetta di una mia nuova collega, Alessandra appunto.

E quindi grazie Ale, ti dedico il post, il nome della ciambella e questo nuovo inizio

Che poi sarebbe carino mettere la ricetta, si.

CIAMBELLA DI ALE, CON ARANCE E CIOCCOLATO

INGREDIENTI:

2 uova

160 gr di zucchero

80 gr di olio di semi

300 gr di farina

Una bustina di lievito in polvere

Essenza di vaniglia, o aroma a piacere

2 arance

2 cucchiai di zucchero di canna

Gocce di cioccolata, un paio di cucchiai

Acqua q.b.

Preparate uno stampo da ciambello, imburrato ed infarinato, ed accendete i forni, si ricomincia 🙂 (180 gradi e meno trionfalismi andranno benissimo)

Per prima cosa, preparate le arance, che vanno pelate a vivo e fatte a pezzetti piccoli. Poi, mettetele in padella con un paio di cucchiai di zucchero di canna, e fatele andare per un po’, finché si sarà ben sciolto lo zucchero ed avranno tirato fuori un po’ di succo.

A questo punto vanno scolate conservando il succo. Aggiungete al succo l’acqua necessaria per arrivare a 200 ml e tenete da parte.

Ora potete montare bene le uova con lo zucchero, ed aggiungere l’olio una volta montate.

A cucchiaiate e mescolando piano amalgamate la farina ed il lievito e l’essenza di vaniglia, ed infine l’acqua ed il succo delle arance.

A questo punto potete unire le gocce di cioccolato, e le arance che avete tenuto da parte.

Mettete in teglia ed infornate, circa 30 minuti in forno statico.

Avevo scritto inizialmente che la versione originale prevede i frutti di bosco, surgelati, 300 gr stessa procedura, anche la variante c’è.

E niente. Lo sapete che non mi ricordo come mettere le foto nel post?

Si si. Me lo ricordavo.

Torta di farina di farro e miele, senza latte

Torta di farina di farro e miele, senza latte, vero, ma con i semi di papavero e la cioccolata fondente. Non sempre una torta mi dà tanta soddisfazione. Cercavo di fare una torta con la farina di farro (che si nota che ho trovato un negozio dove comprare farro e farina?), che avesse il sapore delle torte genuine, semplice semplice, insomma, la volevo proprio così, che si sentisse anche il miele. Continua a leggere

Preparato per pancakes fatto in casa, idea per un regalo di Natale home Made

preparato per pancakes e vasetto decoratoQuesto regalo nasce mirato e pensato per una persona precisa, una personcina di 4 anni, biondo e bello come pochi bambini sono. Lui è uno di quegli gnometti gioiosi in moto perpetuo, che invece di camminare sembra saltellare come un piccolo folletto matto e felicissimo, ha una risata che scalda il cuore e mangia poco poco.
Ma quando viene a casa ioe la sua mamma sappiamo che mangerà qualcosa, perchè ogni volta, a metà serata, se non ci ho pensato prima io lui chiede “le creppe di tia Cadua”.  Mi sà che presto smetterà di chiamarmi ttia Cadua e resterò solo zia Claudia, e non fa niente che non sono le vera zia, non potrei amarlo di più.

Che poi mi piace da morire questa idea dei regali in barattolo, o per fare chic, gifts in a jar;  sono così belli, e lasciano taaaanto spazio alla mia voglia di colla forbici e nastrini. Il barattolo in foto è più semplice che mai: due giri di un bel nastro di iuta e pizzo, attaccati con colla a caldo, e un piccolo pezzo per reggere l’etichetta.
Continua a leggere

Biscotti da colazione che sembrano le gocciole

biscotti da colazione tipo gocciole (4)

E ci sembrano davvero eh! Almeno, a detta dei mangiatori di Gocciole ufficiali, perchè io non le posso (ma va) mangiare.
Per coerenza, queste sono senza latte, senza burro, leggere e si conservano tanto nella biscottiera.
Liberamente tratte da una ricetta di mamma, che uso quando voglio biscotti lisci lisci in superficie, ho aggiunto le gocce di cioccolato e sono già finiti.
Aggiungo che si inzuppano a meraviglia nel latte, nel latte di riso e nel the, sono proprio da colazione insomma. O da the delle cinque. O da divano dopo cena.
Li fate in poco tempo, con poco lavoro, e pochi ingredienti, e così vi evitate di comprare il pacco di biscotti ogni volta, e la colazione è di sicuro sana e con ingredienti di qualità, che non è cosa da poco.
Autoproduzione è uno dei miei obiettivi a lungo termine, e anche farsi da sè i biscotti da colazione, e farli venire buonissimi, non è cosa da poco.

biscotti da colazione tipo gocciole (2)

INGREDIENTI:

2 uova ed un tuorlo

4 cucchiai di olio extravergine di oliva delicato, o di semi)

280 gr di farina bianca

100 gr di zucchero

gocce di cioccolato fondente a piacere

2 cucchiaini di lievito in polvere

estratto di vaniglia o i semi di mezzo baccello

PREPARAZIONE:

Nella ciotola dell’impastatrice rompete le uova ed il tuorlo, e sbattetele insieme allo zucchero senza montarle, per pochi minuti.
Continuando a sbattere aggiungete l’olio, cambiate la frusta ed usando quella per  impastare aggiungete un po’ per volta la farina in cui avrete setacciato il lievito.Quando l’impasto sarà omogeneo formate la solita palla e tenetelo in frigo mezz’ora.
Nella mezz’ora di attesa avrete di sicuro centocinquanta cose da fare. Io vi consiglierei una tazza di tè, una telefonata ad un’amica, ma probabilmente la mezz’ora passerà risistemando per l’ennesima volta la cucina, levando i quattro impicci messi in mezzo per i biscotti, o stendendo una lavatrice. Va beh, non vi scordate dei biscotti in frigo. Passata la mezz’ora prendiamo la palla e la teniamo a temperatura ambiente dieci minuti.
Unite qualche manciata di gocce di cioccolato lavorando l’impasto a mano sulla spianatoia; stendetelo non troppo sottile, e tagliate i biscotti della forma che vi pare, io ho usato un coppapasta piccolo.
infornate a 180 gradi per 10 minuti circa, finchè la superficie si scurisce appena.

biscotti da colazione tipo gocciole (6)

Detto ciò, buona colazione.

Torta di mele al miele senza latte e burro, con banane essiccate

torta di mele e miele (4)

Se entrate a casa mia adesso, oltre al caos da rientro post week end, (oltre alla fioritura di una delle mie orchidee), noterete un dolcissimo, inconfondibile odore di mele. Ne è pervasa tutta la casa, tutte le stanze, a dispetto di finestre aperte, di Yankee Candle, di diffusori di vario genere, e a dispetto delle cipolla che sta essiccando nell’essiccatore in cantina. Continua a leggere

Il ciambellone perfetto

ciambellone (5)

Fetta dopo fetta mi sono accorta che questo ciambellone è quello giusto. Sono anni che cerco la ricetta perfetta del ciambellone per la colazione, anni e foglietti appuntati sparsi nella borsa, tra i libri di cucina, nei cassetti.
Fetta dopo fetta e così stamattina ho fotografato quello che rimane, perchè quello che manca mi è servito per capire che era questa la ricetta di ciambellone che volevo sul blog.

Che cosa bella il ciambellone. E’ il dolce più bello che c’è, più “giusto”, più ovvio, più “dolce da casa”.
Semplice e talmente scontato che nessuno riflette mai sul ciambellone. Come una persona che ormai conosciamo bene bene, e siamo talmente abituati a lei che la vediamo non più com’è, ma come noi ci aspettiamo che sia. Così col ciambello. Insomma il ciambello è ciambello. Ogni tanto ne presento a casa qualcuna delle cinquanta varianti che ho collezionato nel tempo (permettetemi la triste battuta delle cinquanta sfumature di ciambellone, non chiuderete la pagina per questo vero???). Ma noto che a nessuno interessa la variazione, e cosa sia in effetti cambiato. Perchè appunto, un ciambellone è un ciambellone. Così come Claudia è Claudia, no?
A volte mi chiedo se le persone che ho intorno mi vedono per quello che sono, certe volte la domanda è ancora più elementare, e mi chiedo alcune persone che ho davanti mi guardano. (Ho l’insana capacità, documentata, di attirare persone che cercano uno specchio in cui vedere se stessi, facendo finta che stanno guardando te). A volte mi chiedo perchè le (stesse) persone continuano (da anni) a regalarmi lo stesso tipo di oggetto, o vestito, che io continuo a non mettere, che proprio non comprerei nemmeno sotto tortura. Nemmeno in uno di quei momenti di shopping compusivo e consolatorio che compreresti anche un paio di sci da alpinismo numero 45 (Porto 37 e sono l’esatta negazione dello sci- e dell’alpinismo – e di molti altri sport).
Insomma, io non regalerei una maxi borsa fuxia a chi veste sempre nero e con borse piccole.

Infatti la persona che più di tutte mi sembrava potesse farmi i regali giusti me la sono giustamente sposata. (Doc, non è per i regali eh!!)

Mi chiedo insomma, quanto viene fuori di quello che abbiamo dentro. Mi chiedo se la mia faccia riflette l’autogestione emotiva che certe volte c’ho dentro, i mille dubbi, le domande a cui nessuno risponde e soprattutto quelle che nessuno ti fa mai.

Mi chiedo, spesso, se io sono capace di guardare gli altri vedendoli, senza che il mio sguardo gli scivoli addosso, se riesco a entrare in contatto con loro. Se mi accorgo di come stanno, di una luce diversa negli occhi, di uno sguardo abbassato per timidezza. Io so che ci provo.

Perchè sennò siamo come il ciambellone, che te lo ritrovi sul tavolo della colazione e pensi che sia scontato che è lì, così com’è, e non sai che dietro ci sono state centinaia di mani che hanno provato, cambiato, migliorato la ricetta. Ecco insomma, il dolce più semplice del mondo è quello con più storia dentro e dietro, che però non si vede. Ed io oggi mi sento un pò ciambellone. Con le gocce di cioccolato però.

ciambellone (1)

L’ultima mia variante è il ciambellone di Zia Clara, stavolta con le gocce di cioccolato appunto. Ora, non chiedetemi perchè zia Clara usi come dose il vasetto di yogurt, quando in questo dolce lo yogurt non c’è. Così era e così ve la scrivo.


CIAMBELLONE, SEMPLICEMENTE


INGREDIENTI

6 uova

300gr di zucchero

un vasetto e mezzo di olio di semi

due vasetti di acqua o latte

550 gr di farina

una bustina di lievito per dolci

aromi a piacere

Il procedimento è il classico, uova sbattute con lo zucchero, sia amalgamano poi i liquidi ed infine la farina setacciata col lievito. Se si vuole la variante bicolore, tre cucchiai di cacao amaro in metà dell’impasto, ed alla fine le gocce di cioccolato.

In forno a 180 gradi per 45 minuti circa.

In cinque minuti, l’esperienza di generazioni di donne in cucina.

ciambellone (12)

Torta di mele, carote e limoncello

foto 3

Le torte di mele sono tutte buone. E sono tutte belle, profumate, gialle e sono tutte diverse, e di mille versioni sui quadernini di ricette, abbiamo la nostra preferita, da fare a occhi chiusi per la colazione di domani.
Questa di oggi è una versione speciale, improvvisata per salvare due mele che erano cadute per terra e si sarebbero fatte nere, e per recuperare tre carotine d’avanzo. Viene da una base che mi diede una mia amica quando Cicciolò era piccolino, aveva circa due anni. E infatti la preparazione della torta di mele è legata al ricordo del nanetto sul seggiolone, che batteva le mani sul piano per avere altri pezzi di mela da mangiare, così ogni volta invece delle 3 mele previste ne sbucciavo 4, e le gocce di ciccolato previste nell’impasto chissà perchè finivano tutte sulle mani e sulle guanciotte del cicciottelo.

torta mele carote e limoncello 01

Le carote entrano nella torta di mele per un mio tentativo personale di sfatare il mito “torta di carote ci vanno le mandorle” insomma chi l’ha detto? Io le mandorle non le posso mangiare e le carote mi piacciono tanto, ma sono quella cosa che messa in frigo o avanza o finisce troppo in fretta.
Tentativo n.1 riuscito…

torta mele carote e limoncello 03


TORTA DI MELE E CAROTE CON LIMONCELLO


INGREDIENTI:

5 uova

300 gr di farina bianca

200 gr di zucchero

1 bicchiere di olio di semi

1 bustina di lievito

2 mele

3 carote piccole

1/2 bicchiere di acqua (o latte)

limoncello

PREPARAZIONE:

Iniziate dalle mele; sbucciatele e fatele a quarti, eliminate i semi e tagliatele a fettine sottili, (se riuscite a usare una mandolina senza lasciarci i polpastrelli siete una passo avanti a me). Man mano che le tagliatele mettetele in una ciotola e copritele col limoncello. Considerate che il liquore deve coprirle tutte, per non farle annerire.

Sbucciate le carote e grattuggiatele con una grattugia a fori stretti, (insomma non fatele a julienne) e mescolatele con le mele.

Sbattete le uova con lo zucchero.  (Le uova solita consistenza gonfia e spumosa, ma deve essere gonfia davvero eh, altrimenti le mele sprofondano tutte giù).

Aggiungete l’olio, poi la farina setacciata col lievito, amalgamandola con una spatola in silicone. Regolate se necessario col 1/2 bicchiere di acqua o latte.

Scolate grossolanamente l’eccesso di limoncello, lasciandone comunque un pò, e versate mele e carote nell’impasto, sempre mescolando con cura.

Colate l’impasto nella teglia imburrata e infarinata, e infornate a 170° per 40 minuti almeno.

foto 4

 

 

Biscottini in dieci minuti all’olio extravergine, con cioccolato fondente

biscottini all'olio extravergine senza burro (6)

Oppure biscotti semplici semplici e buoni buoni rende bene l’idea. Questi biscottini infatti sono semplicissimi da fare, con una pasta frolla senza burro nè margarina, un impasto liscio e morbido, che si lavora con le mani senza nemmeno sporcarsele.

Del tipo che ti arriva un’amica all’improvviso per un the, non hai niente da offrire perchè i biscotti te li sei mangiati tutti la sera prima sul divano, allora puoi risolvere con questa ricetta facile e rapida. Perchè per impastare questi biscottini all’olio ci si mettono cronometrati 4 minuti, più due per pesare gli ingredienti e due per ripulire. Devono riposare in frigo giusto il tempo di due chiacchiere sempre con l’amica che è venuta a trovarvi, e cuociono nel tempo che mettete su la teiera e lei fischia. (la teiera, non l’amica). Almeno penso che l’amica non fischi. Insomma, non si fischia davanti a un the, non sta bene.

Ricetta adattata da La Cucina Italiana – Novembre 2014

dose per circa 20 biscotti

biscottini all'olio extravergine senza burro (1)


 BISCOTTI ALL’OLIO DI OLIVA CON CIOCCOLATO FONDENTE


INGREDIENTI:

200g farina bianca

60 gr di olio extra vergine di oliva

70 gr zucchero a velo

1 uovo

la scorza grattata di un limone non trattato

un pizzico di lievito

PER LA FARCITURA:

60 gr cioccolato fondente

15 gr di olio di semi

PROCEDIMENTO:

Trattandosi di un impasto molto morbido, vi consiglio di lavorarlo con l’impastatrice, o con le fruste elettriche, montando le fruste a gancio.

Versate nella ciotola la farina,il pizzico di lievito, poi fate una fontana al centro e mettete lo zucchero a velo, l’olio e l’uovo. Grattate infine la scorza del limone, iniziate ad impastare fino ad avere una consistenza omogenea.
Staccate dall’impasto tante palline, dategli una forma sferica, poi schiacciateli un pò e metteteli man mano su una placca da forno imburrata e infarinata.

Infarinatevi un pò il pollice e fate una fossetta al centro di ogni biscotto.

Teneteli in frigo 15-20 minuti prima di infornare, a 180° per 10 minuti; i biscotti devono rimanere chiari di colore, così che resteranno morbidi e friabili.

PER LA FARCITURA AL CIOCCOLATO:
fondete il cioccolato a bagnomaria, spegnete e fatelo freddare fino a 35°; a questo punto aggiungete l’olio di semi e amalgametelo bene; decorate i biscotti a vostro piacere e fate raffreddare completamente la copertura prima di servirli.

biscottini all'olio extravergine senza burro (4)

Poi è lunedì, e indovinate un pò? il meal planning di questa settimana. Così, giusto perchè ce l’ho bello pronto e fatto, e sò che in giro qualcuna lo aspetta. 🙂

LUNEDI’: P:teglia di verdure al forno  C: polpette al sugo e contorno

MARTEDI’:  P: formaggio fresco e affettati, verdura fresca C: minestrone

MERCOLEDI’: P: lasagne C: minestra di orzo con polpettine di tacchino

GIOVEDI’: P: uova sode con tonno e maionese, carote a julienne C: pollo arrosto e patate

VENERDI’: P: pasta al pesce C: tortino di baccalà

SABATO E DOMENICA…stay tuned…sono invitata ad un evento veramente speciale, e non vedo l’ora di raccontarvelo!

 

Ciambelline vino e olio con farina di castagne e solina.

ciambelline di farina di castagne e di solina (1)

Ci sono ricette che fanno parte della “memoria culinaria” di una regione, piatti tramandati di generazione in generazione davanti a tavole sporche di farina, gusci di uova e grembiuli imbrattati di bambini in piedi sugli sgabelli ad aiutare le nonne.
Sono quelle preparazioni sulle quali vai a colpo sicuro, scritte sul quaderno delle ricette con quattro appunti di corsa, giusto per appuntarle, piene di “quanto basta”, scritte senza il procedimento, perchè quello lo si sà, sta nella memoria di ogni bambino che lo ha visto fare alle nonne e alle mamme mille e mille volte.

Fra queste ricette, in abruzzo di certo rientrano le ciambelline vino e olio. Si chiamano in nessun modo, sono semplicemente “le ciambelline”, le conosco tutti, e tutti le sanno fare.

Capita poi che proprio in queste ricette dove ci sentiamo più “ferrati”, venga fuori la nostra fantasia e la voglia di variare, di sperimentare e di giocare un pò con una cosa ben nota, come una piccola variazione su un tema che ormai sappiamo eseguire alla perfezione. E allora per onorare l’autunno, e per dare una nota ancora più tipica alle ciambelline, stavolta le ho impastate con farina di castagne e farina di solina, uno dei nostri grani autoctoni, resistente e tenace proprio come noi…(eccovi qualche notizia più approfondita su questa varietà di grano)

ciambelline di farina di castagne e di solina (2)

Ho scelto questi biscottini come suggestione fuori concorso per il Contest di Natale di Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura, fiera di poter dare il mio contributo fuori gara a questa iniziativa che mette in palio un week end qui da noi in Abruzzo; fra i 5 ingredienti “simbolo” della nostra regione ci sono infatti tutti i cereali, tra cui appunto questo piccolo e antico chicchetto di grano solina.

Le ciambelline vino e olio sono “il dopo cena perfetto”; trovano la loro vera ragion d’essere se inzuppati in bicchiere di vino (davanti al fuoco acceso); si fanno in cinque minuti, e si conservano talmente bene che fanno parte di quei biscotti preparati tradizionalmente in grande quantità e conservati nelle scatole di latta per le occasioni importanti. Perciò vi potete mettere ai fornelli e pensare di farli, saranno un regalo di natale graditissimo, ve lo garantisco.

ciambelline di farina di castagne e di solina (3)


 

CIAMBELLINE VINO E OLIO CON FARINA DI CASTAGNE E SOLINA


 

INGREDIENTI:

Un bicchiere di vino bianco (se preferite anche cerasuolo)

un bicchiere di olio

un bicchiere scarso di zucchero, più quello per farcire l’esterno

un cucchiaino di lievito per dolci

farina 00, farina di castagne e farina di solina in parti uguali, quanto basta, (in tutto circa 500 gr)

PROCEDIMENTO:

In una ciotola capiente  fate una fontana con la farina e lo zucchero; versate l’olio ed il vino e impastate; dovrete avere un panetto consistente (sul mio quaderno c’è scritto “come gli gnocchi”), che potrete lavorare comodamente sulla spianatoia di legno.

Ricavate dall’impasto tanti rotolini di pasta, ottenuti arrotolando sotto le dita un pò di impasto, proprio come si fa con gli gnocchi. Chiudete a ciambella ciascuna striscia premendo un pò alle estremità.

Preparate una teglia rivestendola con carta da forno.

Mettete in un lato della spianatoia un pò di zucchero e passateci velocemente le ciambelle, poi disponetele sulla teglia distanziandole bene tra loro.

Infornate a 180°, per 10-15 minuti, finchè la ciambelle avranno preso colore. Fate freddare prima di chiuderle in una bella scatola di latta.