Pasta frolla montata per la sparabiscotti senza latte e senza burro

biscotti di frolla montata (1)

La definizione di pasta frolla montata mi ha sempre fatto pensare ad una pasta frolla che si è montata un pò la testa, e pensando di essere un po’ più di una pasta frolla, si dà  qualche aria… E insomma, darsi le arie è il modo giusto per dirlo visto che la frolla montata incorpora aria al suo interno; ha un procedimento un pò diverso dalla frolla classica, ed il risultato sono biscotti più friabili, un po’ più morbidi, e molto belli.

La sparabiscotti, a sua volta, è una sac à poche che si è montata la testa, ed ha deciso di dotarsi di un meccanismo curioso, per cui spara fuori dei biscotti di forma molto regolare, molto belli, con sagome variabili, che fanno un figurone.

Queste due vip, la frolla montata e la sparabiscotti, fanno una coppia formidabile per preparare in pochi minuti dei biscottini che sembrano fatti in pasticceria, i classici pasticcini da the, che ti immagini su un vassoietto d’argento in una sala da the di fine secolo scorso. In realtà… è tutta una montatura.

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Housekeeping for dummies – Cominciamo, finalmente, dall’inizio

foto planning menù settimanali

Ovvero, come si fa ad avere una casa più o meno decente, senza passare ore tutti i giorni a pulirla, senza ridursi ad una colf, sempre scopa e secchio in mano?  E’ possibile evitare accumuli di panni da lavare e stirare che i figli ci fanno le montagne russe, e magari avere anche la cena pronta prima delle otto, un dolce per domani mattina, qualche fiore in casa e il sorriso sulle labbra? Oggi è una mia giornata si, una di quelle preziose giornate in cui esci per andare a lavoro, all’una, lasci la casa in ordine, la cucina pulita, due torte sfornate, sugo per la cena, e anche due barattoli di sugo pronto da conservare. E sono fiorite tutte le orchidee, il cesto dei panni ha un aspetto semi decente, il pane fatto in casa c’è…insomma, oggi sono uscita felice lasciando la casa che vorrei, e quindi oggi mi lancio in questa impresa che rimando da un pò, cioè raccontarvi come cerco di gestirmi in casa. (per dovere di cronaca, non è sempre così…magari…)

Io la teoria ad oggi l’ho capita. La teoria la so benissimo… zoppico un pò sulla pratica… Continua a leggere

La tavola di Natale, quello che mangiamo a Natale, quello c he mi piace ricordare

tazzina nataleSette dicembre, giorno di ponte per molti. Chi ha aspettato a fare albero e presepe ha tutta la mia stima (ma come resistete?), mentre noi navigate dell’addobbo (che i mariti si sono già stufati di vederli in giro), stiamo un passo avanti, già a pensare a piatti tovaglie menù portate eccetera.

Piccola premessa. Il dolce in foto è questo, che è la colazione perfetta per questi giorni così belli. Quindi ora leggetevi ste quattro scemenze e poi in cucina a fare il dolce. Subito.

Avete già deciso, immagino, dove e con chi passerete i giorni di festa.
Io ho fatto un colpo di mano e ho deciso che il 25 si starà da me. Passi che mi portino fuori il 24, è normale che tUtti vogliano fare una festa in casa propria, ma il 25 si sta a casa mia quest’anno. Non ho ancora ben chiaro in quanti saremo, ma non importa, aggiungo tavoli per tutti, accetto aiuto in cucina, ci stringeremo, voglio passare una giornata intera lunghissima bellissima con la mia famiglia.

Maniache delle listeeeee…a me! Fuori libri, riviste, tutto ciò che parla di Natale e via!

Uno: bisogna pensare alla tavola.
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La casa, a Natale.

tazzina natale

Il titolo vero per questo post non dovrebbe essere La casa a Natale; piuttosto avrei dovuto scrivere “spargere il Natale dappertutto, in casa”, sarebbe stato più onesto.

Alzi la mano chi ha fatto già l’albero, chi ha già almeno tirato fuori le scatole con gli addobbi, chi ha già comprato qualche nuova decorazione da infilare in quel centimetro quadrato che restava vuoto…Io contrariamente ad ogni aspettativa, ancora non monto l’albero. L’ho preso, ho sceso tutti gli addobbi e qualcosa ho anche sparso per casa, ma l’albero no. L’ho barattato con una bellissima domenica con la famiglia, con un aperitivo inaspettato e una polenta con le mie cugine e mio cugino (che era miocuginopiccolo ma ormai beve birra ed è alto un metro e novanta), e con un pomeriggio a casa della cugina del Doc, a progettare addobbi (dopotutto vale lo stesso no?).

Che rivolete le mie chiacchiere della passata settimana su quantoèbellonatale, quantomipiacenatale eccetera? Anche no direi, andiamo avanti.
L’idea era scrivere un post a settimana fino a che arriverà Natale, per condividere un pò delle nostre follie dei nostri preparativi per il Natale in arrivo, e stupendo anche me stessa, eccoci alla seconda parte. Ovvero, come si trasforma la (mia) casa in questo periodo.

Si trasforma tanto. Si trasforma dappertutto, come quei supereroi, come un super sajan, come casa mia a Natale, perchè altri paragoni non li trovo.

Certo è che a casa mia Natale arriva ovunque. Arriva in anticipo, e arriva dappertutto. Si infila in cucina, in bagno, in camera, nei vasi fuori alla porta. Nell’aria di casa, che profuma diversamente, nel caffè della mattina…Dappertutto, a casa mia, non è tanto per dire.

Ci sono talmente tante cose che l’albero, a volte, passa in secondo piano. Voi avete le tazzine da caffè con la renna e babbo natale?ecco, e le tazze da the, e da latte? appunto.
Io si, ovviamente.

La cucina è la prima stanza che inizia a cambiare in questo periodo. Nella zuccheriera compare lo zucchero aromatizzato versione Natale, che tra l’altro lo trovate qui, arrivano le tazzine di cui sopra, arrivano gli strofinacci ed il grembiule di Natale. E non mi dite che mettete gli strofinacci natalizi anche dopo Natale, che giuro vengo a casa vostra e ve li brucio. NON SI FA.
Cambiano anche le cose che mangiamo. Io ho più voglia che mai di cibi caldi, comfort food, come piace chiamarlo ora, che pare che pasta e fagioli suona male, meno chic, vuoi mettere? In tutti i dolci lo zucchero profumato dà quel tocco in più, e quanto vorrei quel servizio di piatti da sei a tema, e ogni anno rimando…(e mai che Babbo Natale me sente oh!) ( vero è che ne chiedo troppe, davvero 😉 )

E’ il momento di dedicare un minuto al davanti casa. Ingressetti, o enormi verande che siano, meritano un attimo di attenzione, adesso. Se avete vasi secchi, o poco sani, beh, è ora di comprare qualche pansè o le violette cornute, che con poca spesa e poche cure, danno un tocco di colore e danno soprattutto un aspetto ordinato all’ingresso.  Dopodichè, quel vecchio babbo natale mal messo, o quegli angioletti scorticati, sono perfetti da infilare sparsi nei vasi, e faranno compagnia al tappetino a tema, o alle piccole palline, ai piccoli fiocchetti di stoffa, fatti in cinque minuti, che addobbano il piccolo pinetto nel vaso. Che ho ricomprato pochi mesi fa, pensando già che questi led a batteria sono una svolta per gli addobbi di Natale.
Vedremo che ne pensano cani e gatti quest’anno, l’anno scorso è andata fin troppo liscia, a parte una statuina caduta vittima di un inseguimento.
Sulla porta poi, la ghirlanda è d’obbligo, è proprio una legge comunitaria, anche giusta direi. La mia non è pronta e non è ancora definita, questa era quella dello scorso anno, intanto, ma non cerdo che la farò uguale.

natale ghirlanda
Anzi, per dirla tutta, a casa mia si addobba ogni porta, ( ma non è che sono molte) con dei piccoli pupazzetti di pannolenci; quest’anno il nano ha fatto un colpo di mano, e ha deciso che la sua porta la decorava lui, e ora è tutto uno scotch, che regge i lavoretti di Natale dall’asilo nido in poi, e che puntualmente ritiro fuori in questo periodo.

Pronto il calendario dell’avvento? non c’è niente di più bello dello scandire i giorni che ci separano da questa festa, che siano cioccolatini, finestrine da aprire, cosine da appendere a dei bottoncini come nel nostro caso. Io sono legata alle cose, sempre alle stesse cose, e quindi, fatto questo calendario il primo anno di matrimonio, questo resterà fino a che si sbriciolerà per l’usura.

calendario avvento

In sala le arance con i chiodi di garofano messe sul camino, profumano tutta la casa in maniera inequivocabile. E’ quasi Natale. E’ ora di tirare fuori il cero natalizio, che accendo sulla tavola di Natale dal primo passato in casa insieme alla mia famiglia, sempre lo stesso, la stessa fiamma e la stessa candela, e sto già pensando a tovaglie e piatti che useremo, ma quello, volendo, è un altro capitolo.
E penso che anche questa volta avrò la fortuna di avere vicino le persone che contano, avrò la fortuna di fare una magnifica torta natalizia illuminata insieme a Laura e Silvia, (sperando che non si incendi di uovo l’alberello),  di condividere le feste con chi amo, e non è poco.

Dopotutto a questo servono tutti i miei addobbi, le mie cose sparse ovunque; a far sognare un attimo tutti noi, a creare una piccola zona di magia, un piccolo mondo speciale dove aspettare Natale è solo un pò più bello.

Nel caso ve lo fesse chiesti, si, c’è il meal plan a fine post. eccolo.

LUNEDI’: PRANZO:  pasta con sugo di olive capperi e alici CENA: zuppa di lenticchie e patate

MARTEDI’: PRANZO: risotto ai funghi CENA: spezzatino di coniglio in padella, verdura ripassata e carote lesse.

MERCOLEDI’: PRANZO: minestrone con pasta CENA: uova sode con tonno, alici marinate, finocchi saltati in padella

GIOVEDI’: PRANZO: pesce lesso in insalata con maionese e verdura CENA: Pizza

VENERDI’: PRANZO: zuppa di farro con verdure e spek. CENA: risotto con radicchio e finocchi

 

Organizzare una cena tra amici. Scegliere il menù, qualche idea e il meal plan del lunedì.

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Diciamo che basta di immaginare scenari dell’ultimo minuto, e vediamo invece insieme una cosa che mi piace tantissimo, cioè come si organizza una cena tra amici, di quelle tranquille, informali, con gente che conosciamo e con cui stiamo rilassati.
Come si compone un menù, come si sistema la tavola, come fare anche la spesa.
Se siete di quelli che hanno ospiti alle otto e mezzo, e alle sette sono al supermercato girando tra gli scaffali per decidere che mangiare,  e vi va bene così, passate oltre, perchè beati voi :).
Per me ogni cena è speciale, e mi mette quella puntina di sana agitazione; ogni amico o familiare che viene a casa, ogni volta, merita la mia attenzione. Mi piace fare le cose per bene ma non sempre ho tempo, e i miei amici lo sanno bene che spesso anche da noi si mangia a casaccio, posate buttate alla bene e meglio sul tavolo, piatti impilati per il fai da te, tovaglioli e bicchieri alla rinfusa. Ma chi frequenta casa mia sa anche bene che se voglio, se mi ci metto, se ho tempo, sono maniacale, e posso anche cambiare tre volte la tovaglia a tavola se non mi soddisfa l’effetto. (Cosa realmente successa, e non una volta sola) (chiedetene conferma al Doc).

Tutta questa attenzione, (io lo chiamarei amore) verso il ricevere “fatto per bene”, mi ha portato alla fine ad avere un mio metodo, che indovinate un pò, prevede carta e penna (quanto mi piace scrivere…) e che, indovinate un pò, sto per raccontarvi.
Insomma, non vi sto dicendo di diventare le perfette padrone di casa, magari… (o magari non ve ne può fregare di meno), ma possiamo sempre provare a ricevere con un certo stile, con un allegria e senza stress. Soprattutto.
Per  me infatti, l’obiettivo è sopratutto questo: godermi la serata in compagnia delle persone che ho invitato. Quindi, non passarla correndo tra la cucina ed il frigo, tra la tavola ed il lavandino. E poi, ovvio che tutti vorremmo che il nostro sforzo sia ripagato, e che tutto andasse per il meglio.

Per fare questo, inizio dalla scelta del menù, ovvero dal comporre un meù ben fatto.
E la domanda è: come si compone un menù? E la risposta è: “bella domanda”.
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Che fare se arrivano ospiti all’improvviso – pulizie d’emergenza

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La settimana scorsa, in maniera semi-seria, ci siamo messi a posto con la coscienza, e abbiamo fatto il punto su cosa far mangiare a chi arriva a casa all’improvviso, in ora di aperitivo-cena.
Ho volutamente tralasciato l’aspetto CAOS, che sta ad indicare proprio il caos, si, ma l’acronimo ( che non ho coniato io) ricorre in siti e blog dedicati e significa invece anche  Casa Anti Ospiti a Sorpresa. (non  l’ho coniato io, ,ma lo trovo perfetto per certe giornate).
Certe giornate, davvero, la soluzione sarebbe una bacchetta magica, o una bomba a mano, o una cortina di fumo spessa che non lascia vedere a un passo. Perchè, effettivamente, queste situazioni andrebbero prevenute, ed è infatti quello che mi sono prefissata qualche tempo fa, ed è la strada che cerco di fare insieme a voi in questi post del lunedì.

Ma nel frattempo, intanto che non diventiamo come Bree Van de Kamp,  mio mito assoluto delle Desperate Housewifes, ci sono dei rimedi dell’ultimo minuto, tipo il bignami della brava casalinga, da applicare in caso, appunto, di ospiti che stanno per arrivare, e di casa “in autogestione”, come diciamo sempre noi.

Una cosa è certa. Se ricevete la telefonata da sotto casa vostra, o se ad annunciare la visita è il citofono, c’è poco che potete fare, ma un consiglio ve lo do lo stesso. Non ripetete frasi tipo “scusate il disordine” o non fate caso al macello che c’è in giro” e simili. Secondo me sono i modi migliori per attirare l’attenzione sul caos. Lasciate stare.andrà meglio la prossima volta.

Se invece la visita è preannunciata di un quarto d’ora, o più,avete il tempo per salvare il salvabile.

Quindi:
Se abitate in case singole, con porticati e verandine, iniziate da lì, limitandovi ovviamente alle immediate vicinanze della porta. In pochissimi minuti, eliminate da davanti alla porta, scope, annaffiatoi, scarpe e  vasi secchi. Il davanti casa è il primo impatto che la gente ha, e un ingresso disordinato, con le piante secche, il tappeto sporco eccetera, annulla qualunque altra impressione. Quindi sbattete al volo il tappeto, e spazzate velocemente eventuali foglie secche e peli di animali.
(Voi non avete il mulinello personale di vento,  che porta davanti alla vostra porta le foglie di tutte le piante in un raggio di 20 metri, i peli degli animali di tutto il paese, le piume delle galline dei pollai delle 28 famiglie vicine? Io si).

Passate in casa.
Date la precedenza alle stanze che di sicuro verranno frequentate. Quindi ingresso, corridoi eventuali, salotto, cucina, e bagno.
Aprite le finestre per cambiare l’aria; sembra sciocco, ma l’aria “pulita” si sente!
Togliete tutto quello che è fuori posto, fatelo sparire: Munitevi di bacinella (capiente) e pimino per spolverare, e passate stanza per stanza, raccogliendo tutto ciò che fa disordine. (scarpe del figlio, giocattoli e macchinine che aspettano giusto il piede della suocera per rotolare 3 metri con la suocera al seguito, fazzoletti, tazze vuote, giornali, libri, caricatori per telefoni, insomma, il campionario è vasto).
Lo so che non si fa, davvero, lo so. Ma mettete tutto nella bacinella ed infilatela sotto un letto, ripromettendovi poi di smistare il contenuto appena adranno via gli amici. O la suocera, o il medico o chi sia.
Liberate assolutamente i piani; tavoli, penisole, tavolinetti da caffè. Se offrite una birra, dovete avere il posto dove metterla no?
Contemporaneamente spolverate le zone più critiche ed in vista. A casa mia sono il pianoforte nero lucido, e i due metri e cinquanta di tavolo della sala, di legno di castagno scuro.

In cucina, liberate il lavandino da piatti, tazze e pentole non lavate, se ce ne sono. (a casa mia si). Infilatele nella lavastoviglie, o in un’altra bacinella, insomma levateveli da davanti, pulite il lavandino, e se il gas è sporco chiudete il coperchio. Occhio non vede, cuore non duole.

Scappate in bagno, procuratevi un detergente spray senza risciacquo, e al volo passate il lavello e i sanitari; asciugate i rubinetti e le ceramiche con l’asciugamano che avete appeso, che poi metterete a lavare, e prendetene un paio puliti, che fanno sempre la loro figura. Controllate gli specchi, asciugate goccioloni e ditate.

Avrete impiegato si e no 10 minuti. Se ve ne avanza qualcuno, sistemate i vari cucscini di divani e poltrone, accendete qualche cosa di profumato, tipo candele o diffusori se li avete.

Prendetevi un paio di minuti per sistemarvi, se non vi sentite a posto. Io per esempio non mi godo niente se sento di essere “trasandata” nell’aspetto (capelli, o ciabatte ai piedi, o cose del genere, ma è una mia mania, poi lo so che non è così importante).

Chiudete le tende, Almeno, io le preferisco chiuse, e anche in casa di altre persone, le tende tirate mi piaccioni di più. Poi c’è da dire che la luce ridotta è meno impietosa sulla polvere dei mobili, e i vetri semipuliti non si notano ;).

Direi che ci siamo.
I primi anni con mio marito, vivevamo in una casa molto grande, dove prima abitavano i miei suoceri.
Io adoro i miei suoceri, sono splendidi (e mia suocera fa dei regali azzeccatissimi), ma mia suocera è l’incarnazione della donna perfetta. Lei è sempre in ordine, vestita e sistemata come appena uscita da una spa, lavora fuori casa, eppure tutte le sua case sono lo specchio della perfezione, inclusa la casa al mare e la casetta in campagna, inclusi giardini, balconi, vasi, piante, uccellini in giardino, inclusi i garage e le cantine. Io i primi anni di matrimonio ero l’esempio della perfetta distruttrice di ordine domestico. si può migliorare eh, ne sono la prova. I miei suoceri insomma, ogni volta che telefonavano per dire che stavano venendo, davano il via alla corsa disperata per far avere al tutto un aspetto quantomeno decente. (Non funzionava, perchè poi un giorno mia suocera mi disse, semplicemente, “Claudia, trova una persona che ti aiuti in casa”. Punto). Adesso quando i suoceri telefonano, mi limito a mettere un dolce in forno, se non ce l’ho, perchè mio suocero è un gran goloso,  e a mettere l’acqua per la tisana che prendo con mia suocera. Tutt’al più tolgo qualche giocattolo da in giro, ma siamo molto più rilassati…gli sforzi pagano.

A fine post, come (quasi) sempre, i menù della settimana.

L:   P: pasta con cime di rapa e alici  C: pizza
M:  P: minestra in brodo di carne bianca  C: bistecche, e verza ripassata
M:  P: tonno e pomodori, bruschette  C: pasta al ragù, insalalata
G:  P: bresaola rucola e parmigiano, formaggi vari. C: risotto ai funghi
V:  P: minestra di baccalà e patate.  C:fuori 🙂

Finto ragù di vere erbe aromatiche. (e la ricetta del lunedì, e il meal planning della settimana…)

Ci siamo, è lunedì, e con grande mia gioia ho pronta una ricetta e anche il planning dei menù della settimana.

finto ragù di erbe aromatiche

La ricetta è un sugo semplice e buono, che esalta questa bella fine d’estate…Salvia, rosmarino, timo, origano, menta, finocchio selvatico, alloro, basilico…. Quanto è bello poter raccogliere e usare le erbe aromatiche fresche fresche, calde di sole, che profumano tutta la cucina?

La scorsa estate a Favignana c’era un ristorante che aveva nel menù un ragù di erbe aromatiche che crescevano spontanee sull’isola, loro lo chiamavano appunto ragù dell’isola; questa è la mia versione, che è appunto un sugo semplice da fare e un pò meno visto e rivisto del sugo al basilico. Che poi oh, io il sugo al basilico lo tengo in gran considerazione, guai a sminuirlo. volevo solo dire che magari ogni tanto introdurre una novità semplice salvacena fa sempre comodo no?

finto ragù di erbe aromatiche (4)

Insomma il ragù di erbe aromatiche lo potete fare in dieci minuti e fate pure un figurone.

Le erbe sono queste qui sotto, e per le quantità da usarne, Considerate anche il vostro gusto, e pensate che salvia e menta tendono a predominare un pó i sapori…
Potete sminuzzarle a mano (con un coltello di ceramica magari, o una mezzaluna) oppure usare un mixer, togliete però i rametti al rosmarino ed al timo, che sono troppo legnosi.

erbe aromatiche

INGREDIENTI:

tre rametti di timo (come in foto)
tre cimette di rami di rosmarino
tre apici di menta
due foglie di salvia
due foglie di alloro
un ciuffetto di steli di erba cipollina (una decina di steli circa)
le estremità fiorite di due finocchi (o qualche rametto verde)

tre spicchi d’aglio con la buccia

un pezzetto di grasso di prosciutto o di spalla tagliato a circa mezzo cm di spessore

1 kg di polpa di pomodoro

sale

Fate un battuto con il grasso  del prosciutto e le erbe; mettete tutto su un tagliere e tagliate finissimo con una mezzaluna o coltello, se siete come me non usate la mezzaluna che ogni volta faccio partire un pezzo di dito.

Mettete poco olio in una pentola, scaldatelo e fate dorare l’aglio in camicia; prima che scurisca toglietelo e versate il trito di erbe e grasso; fate rosolare bene, aggiungete il pomodoro, fate cuocere. conditeci la pasta. buon appetito.

Nel frattempo ecco il menù della settimana in casa mia.

LUNEDI’:  P: uova sode con zucchine grigliate  C: straccetti in padella e fagiolini con pangrattato e menta

MARTEDI’: P: insalata di farro con prosciutto di spalla C: filetti di merluzzo al forno e patate all’acqua e rosmarino

MERCOLEDI’: P: tonno pomodori e mozzarella C: pasta con bottarga e cipolle

GIOVEDI’: P: minestrone o vellutata di zucchine C: polpette al sugo e peperoni in padella

VENERDI’: P: insalata fredda di lenticchie C: una pizza ci sta tutta no?

E quindi, buona settimana a tutti.

Buoni propositi di settembre, a partire dal meal plan settimanale

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Settembre, ve lo avevo già detto, per me è il vero capodanno.
Sarà che l’estate si vive un pò al di fuori degli schemi normali, ogni scusa è buona per partire, fare festa, fare cene, aperitivi in giardino (e in giardino è l’unica vera differenza con le altre stagioni, visto che per fortuna a casa quello che ho scritto succede sempre).

A settembre mi sembra tutto fattibile. Mi viene voglia di (in ordine sparso):
– cambiare disposizione a qualche mobile – tagliarmi i capelli (fatto) – fare qualche lavoro in giardino (e quest’anno sto facendo anche questo) – comprarmi libri nuovi e provare nuove cose in cucina, dopo il semi letargo estivo – iniziare con entusiasmo le nuove attività del Cicciolò, (che si avvia alla seconda elementare, e in un’estate di scuola estiva si è naturalizzato con i cinghiali del bosco ed è cresciuto sei anni in due mesi) – comprarmi una borsa nuova (ah no, quello non capita solo a settembre. Capita sempre quindi anche a settembre) – iniziare qualcosa di nuovo – iscrivermi in palestra (sono 5 anni che asettembre mi voglio iscrivere in palestra e forse quest’anno ce la faccio)…
Quest’anno soprattutto mi viene voglia di migliorare; la casa, la vita, il rapporto con chi ho vicino; mi viene voglia di migliorare me stessa…perchè a un certo punto ho avuto la sensazione di essermi persa, non so dove, una parte imporante di me che ho bisogno invece di recuperare.
Non è stato un anno facile. Dietro pizzi, centrini e torte fotografate al sole, dietro l’ironia, dietro c’è quello che non si vede, quello che non ti aspettavi, e che ti può anche spiantare, e che invece dal verso giusto ti può dare forza, passare al setaccio la vita e lasciare sopra solo quello che conta. A conti fatti.
E siccome sono convinta che le grandi cose si fanno a partire dalle piccole, quest’anno mi viene voglia di introdurre qualche altra di quelle buone abitudini che pur se piccole cose fanno grandi cambiamenti.

Voglioprima di tutto relegare alla giusta dimensione le cose non importanti, quelle marginali, che però possono farti sentire anche peggio in un momento di sconforto. Preoccupazioni superflue, fardelli inutili, persone negative che fanno solo male all’anima. Semplificare, tagliare, fare il tanto trendy decluttering, ovvero taglia taglia taglia.

E nel mio caso stavolta passa per la definitiva eliminazione del problema “ommiodddio la casa fa schifo è tutto un casino non si trova più niente”, che poi è la stessa medaglia del “non ho più calzini – prenditeli dallo stendino” o del “sta venendo tizio tra tre minuti arriva – e tu corri tutta casa nascondendo sotto letti e divani, o dietro porte chiuse, il frutto del tuo caos”.

Ok, con sincerità, casa mia non è più così, ma perchè con grande enorme smodata determinazione mi sto impegnando in questo senso, e più mi impegno e meno mi pesa.
Un pò perchè mi piace avere la casa in ordine, pulita, accogliente insomma. Un pò perchè, diciamocela tutta, già a volte la vita è complicata, metterci anche sopra i malumori perchè ci si sente sopraffatti dal caos in casa, dalle lavatrici…beh no, non mi va più. Insomma, nonsono cose davvero importanti, sono il contorno, il fondale della nostra vita, e allora che abbiano il giusto peso.

Insomma adesso vi sto portando un attimo fuori dalla mia cucina, e ho anche un mezzo progetto in mente, che riguarda Fornelli, e riguarda la possibilità, ogni tanto, di pubblicare qualche post della serie Housekeeping for dummies, per costruire insieme un percorso verso una gestione serena della casa. Intanto, questo blog è di grande aiuto, si chiama emblematicamente 52 settimane di organizzazione. Io dico che vi piacerà.

Intanto, torniamo in cucina e ricominciamo con le buone vecchie abitudini, ovvero il meal plan della settimana!

LUNEDI’: P: passato di verdure con pasta – C: sogliole al forno con patate e verza.

MARTEDI’: P: affettati, mozzarella, pomodori e cetrioli –  C: pasta con la bottarga e pesce spada.

MERCOLEDI’: P: uova sode con tonno e maionese – C: pollo in padella alla birra, una ricetta di mamma che è sempre buonissima

GIOVEDI’: P: hot dog e patatine, il classico pranzo schifezza che ci vuole dopo il primo giorno di scuola C: polpette al sugo e verdure in padella

VENERDI’: P: pasta fredda con zucchine C: io direi che ci vuole un arrosto…

SABATO E DOMENICA maratona di pranzi battesimi cene feste. sopravviveremo a questa estate con 14 kg di troppo. Aspettatevi menu’ detox le prossime settimane…
Magari, ditemi anche che ne pensate del progetto housekeeping 😉 – (va bene anche in privato, che lo so che siete timide  🙂

Biscottini in dieci minuti all’olio extravergine, con cioccolato fondente

biscottini all'olio extravergine senza burro (6)

Oppure biscotti semplici semplici e buoni buoni rende bene l’idea. Questi biscottini infatti sono semplicissimi da fare, con una pasta frolla senza burro nè margarina, un impasto liscio e morbido, che si lavora con le mani senza nemmeno sporcarsele.

Del tipo che ti arriva un’amica all’improvviso per un the, non hai niente da offrire perchè i biscotti te li sei mangiati tutti la sera prima sul divano, allora puoi risolvere con questa ricetta facile e rapida. Perchè per impastare questi biscottini all’olio ci si mettono cronometrati 4 minuti, più due per pesare gli ingredienti e due per ripulire. Devono riposare in frigo giusto il tempo di due chiacchiere sempre con l’amica che è venuta a trovarvi, e cuociono nel tempo che mettete su la teiera e lei fischia. (la teiera, non l’amica). Almeno penso che l’amica non fischi. Insomma, non si fischia davanti a un the, non sta bene.

Ricetta adattata da La Cucina Italiana – Novembre 2014

dose per circa 20 biscotti

biscottini all'olio extravergine senza burro (1)


 BISCOTTI ALL’OLIO DI OLIVA CON CIOCCOLATO FONDENTE


INGREDIENTI:

200g farina bianca

60 gr di olio extra vergine di oliva

70 gr zucchero a velo

1 uovo

la scorza grattata di un limone non trattato

un pizzico di lievito

PER LA FARCITURA:

60 gr cioccolato fondente

15 gr di olio di semi

PROCEDIMENTO:

Trattandosi di un impasto molto morbido, vi consiglio di lavorarlo con l’impastatrice, o con le fruste elettriche, montando le fruste a gancio.

Versate nella ciotola la farina,il pizzico di lievito, poi fate una fontana al centro e mettete lo zucchero a velo, l’olio e l’uovo. Grattate infine la scorza del limone, iniziate ad impastare fino ad avere una consistenza omogenea.
Staccate dall’impasto tante palline, dategli una forma sferica, poi schiacciateli un pò e metteteli man mano su una placca da forno imburrata e infarinata.

Infarinatevi un pò il pollice e fate una fossetta al centro di ogni biscotto.

Teneteli in frigo 15-20 minuti prima di infornare, a 180° per 10 minuti; i biscotti devono rimanere chiari di colore, così che resteranno morbidi e friabili.

PER LA FARCITURA AL CIOCCOLATO:
fondete il cioccolato a bagnomaria, spegnete e fatelo freddare fino a 35°; a questo punto aggiungete l’olio di semi e amalgametelo bene; decorate i biscotti a vostro piacere e fate raffreddare completamente la copertura prima di servirli.

biscottini all'olio extravergine senza burro (4)

Poi è lunedì, e indovinate un pò? il meal planning di questa settimana. Così, giusto perchè ce l’ho bello pronto e fatto, e sò che in giro qualcuna lo aspetta. 🙂

LUNEDI’: P:teglia di verdure al forno  C: polpette al sugo e contorno

MARTEDI’:  P: formaggio fresco e affettati, verdura fresca C: minestrone

MERCOLEDI’: P: lasagne C: minestra di orzo con polpettine di tacchino

GIOVEDI’: P: uova sode con tonno e maionese, carote a julienne C: pollo arrosto e patate

VENERDI’: P: pasta al pesce C: tortino di baccalà

SABATO E DOMENICA…stay tuned…sono invitata ad un evento veramente speciale, e non vedo l’ora di raccontarvelo!

 

La sorpresa di una zuppa: di vongole, patate, pancetta e timo

zuppa di vongole patate pancetta al timo (1)

Insieme, in una zuppa, vongole, patate e pancetta affumicata, con gli aromi dei nostri giardini.
ah, a fine ricetta c’è il meal plan per questa settimana, le mie proposte per pranzo e cena. buona settimana!

Le zuppe sono un piatto un pò dimenticato. Forse anche un pò sottovalutato, specialmente in caso di cene, o pranzi con invitati. Cioè, voglio dire, è proprio difficile che infiliamo una zuppa o una minestra in un menù che stiamo organizzando con gli amici o parenti, almeno è quello che vedo io.

Infatti quando qualche tempo fa ho proposto al Doc di cucinare una zuppa per un pranzo con amici, mi ha guardato un pò male.

Intanto, dipende dalla zuppa.
Intanto, dico io, le zuppiere sono la parte più bella di un servizio di piatti.
Intanto, vuoi mettere ad arrivare in tavola con una bella zuppiera tra le mani? Prendi in mano una zuppiera, e di punto in bianco ti senti in uno quei film anni ’50, con gonna a ruota, (rosa) grembiulino eccetera, (la scenetta ve la avevo anche già descritta).

Poi, sinceramente, la zuppa è anche quel piatto che nessuno si aspetta di trovare no? E quindi ho deliberatamente ignorato lo scetticismo del Doc, che intanto avrebbe dovuto sentire di che zuppa parlavo, no? Perchè insomma, se la zuppa è questa che vi sto proponendo, sommata a tutti i vantaggi che vi ho elencato prima…Beh, si deve fare.

zuppa di vongole patate pancetta al timo (5)

zuppa di vongole patate pancetta al timo (2)

Ricetta adattata dalla rivista Sale e Pepe di Febbraio 2011


ZUPPA DI VONGOLE E PATATE, CON PANCETTA E TIMO


INGREDIENTI:

1,5 kg di vongole fresche

100 gr di pancetta affumicata affettata sottile

750 gr di patate

2 rametti di timo

olio extravergine

150 gr circa di carote sedano e cipolla per il soffritto

vino bianco secco per sfumare

sale

PREPARAZIONE:

Lavate le vongole, e fatele aprire in una pentola con un bicchiere scarso di vino. quando saranno aperte, sgusciatene un pò, mantenendone qualcuna col guscio. Filtrate il liquido di cottura, pesatene circa 300 ml, se fosse meno allungatelo a caldo con vino bianco e acqua.

Nella pentola dove cuocerete la zuppa fate soffriggere le verdure a dadini piccoli, le patate sbucciate e fatte a pezzi, e la pancetta affumicata tagliata a fettine sottili e poi a pezzetti. Aggiungete il timo, , il liquido di cottura delle vongole, un litro circa di acqua calda e portate a ebollizione.

Fate cuocere per circa mezz’ora, poi schiacciate qualche patata der dare un pò di consistenza alla zuppa.

Servite a tavola in una bellissima zuppiera, e se volete aggiungete peperoncino fresco e – o crostini di pane fritti nell’olio.

zuppa di vongole patate pancetta al timo (3)

Poi è lunedì, e in una breve postilla eccovi il mio meal plan per questa settimana.

LUNEDI’: P: Carne al sugo e insalata di pomodori C: zuppa di patate e cime di rapa

MARTEDI’: P: Risotto zucca e pancetta  C: Pollo arrosto e patate al forno

MERCOLEDI’: P: minestrone C: Pizza

GIOVEDI’: P: mozzarelle affettati e funghi trifolati  C: pasta alici e broccoletti

VENERDI’: P: pesce al forno  C: questa zuppa qui, di vongole patate e pancetta affumicata

WEEK END: famiglia, amici, qualche impegno e quello che viene!