Torta di farina di farro e miele, senza latte

Torta di farina di farro e miele, senza latte, vero, ma con i semi di papavero e la cioccolata fondente. Non sempre una torta mi dà tanta soddisfazione. Cercavo di fare una torta con la farina di farro (che si nota che ho trovato un negozio dove comprare farro e farina?), che avesse il sapore delle torte genuine, semplice semplice, insomma, la volevo proprio così, che si sentisse anche il miele. Continua a leggere

Pasta frolla montata per la sparabiscotti senza latte e senza burro

biscotti di frolla montata (1)

La definizione di pasta frolla montata mi ha sempre fatto pensare ad una pasta frolla che si è montata un pò la testa, e pensando di essere un po’ più di una pasta frolla, si dà  qualche aria… E insomma, darsi le arie è il modo giusto per dirlo visto che la frolla montata incorpora aria al suo interno; ha un procedimento un pò diverso dalla frolla classica, ed il risultato sono biscotti più friabili, un po’ più morbidi, e molto belli.

La sparabiscotti, a sua volta, è una sac à poche che si è montata la testa, ed ha deciso di dotarsi di un meccanismo curioso, per cui spara fuori dei biscotti di forma molto regolare, molto belli, con sagome variabili, che fanno un figurone.

Queste due vip, la frolla montata e la sparabiscotti, fanno una coppia formidabile per preparare in pochi minuti dei biscottini che sembrano fatti in pasticceria, i classici pasticcini da the, che ti immagini su un vassoietto d’argento in una sala da the di fine secolo scorso. In realtà… è tutta una montatura.

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Piccoli bomboloni con cioccolato fondente, senza latte, facili facili. Frittelle per Carnevale, da fare tutto l’anno

bomboloni ripieni (2) bomboloni ripieni (4)

Inisterei sul concetto di frittelle per carnevale facili facili, ma soprattutto sul da fare tutto l’anno. Perchè in effetti questi bomboloni piccini piccini ripieni di cioccolato fondente non meritano di essere relegati a pochi giorni all’anno. Quindi accendete le padelle e segnate la ricetta tra quelle adatte ad una domenica speciale.

Quest’anno Carnevale arriva troppo presto, dura troppo poco, arriva al momento sbagliato e insomma, ieri mi sono forzata a fare due frittelle per convincermi che è carnevale davvero.

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Biscotti da colazione che sembrano le gocciole

biscotti da colazione tipo gocciole (4)

E ci sembrano davvero eh! Almeno, a detta dei mangiatori di Gocciole ufficiali, perchè io non le posso (ma va) mangiare.
Per coerenza, queste sono senza latte, senza burro, leggere e si conservano tanto nella biscottiera.
Liberamente tratte da una ricetta di mamma, che uso quando voglio biscotti lisci lisci in superficie, ho aggiunto le gocce di cioccolato e sono già finiti.
Aggiungo che si inzuppano a meraviglia nel latte, nel latte di riso e nel the, sono proprio da colazione insomma. O da the delle cinque. O da divano dopo cena.
Li fate in poco tempo, con poco lavoro, e pochi ingredienti, e così vi evitate di comprare il pacco di biscotti ogni volta, e la colazione è di sicuro sana e con ingredienti di qualità, che non è cosa da poco.
Autoproduzione è uno dei miei obiettivi a lungo termine, e anche farsi da sè i biscotti da colazione, e farli venire buonissimi, non è cosa da poco.

biscotti da colazione tipo gocciole (2)

INGREDIENTI:

2 uova ed un tuorlo

4 cucchiai di olio extravergine di oliva delicato, o di semi)

280 gr di farina bianca

100 gr di zucchero

gocce di cioccolato fondente a piacere

2 cucchiaini di lievito in polvere

estratto di vaniglia o i semi di mezzo baccello

PREPARAZIONE:

Nella ciotola dell’impastatrice rompete le uova ed il tuorlo, e sbattetele insieme allo zucchero senza montarle, per pochi minuti.
Continuando a sbattere aggiungete l’olio, cambiate la frusta ed usando quella per  impastare aggiungete un po’ per volta la farina in cui avrete setacciato il lievito.Quando l’impasto sarà omogeneo formate la solita palla e tenetelo in frigo mezz’ora.
Nella mezz’ora di attesa avrete di sicuro centocinquanta cose da fare. Io vi consiglierei una tazza di tè, una telefonata ad un’amica, ma probabilmente la mezz’ora passerà risistemando per l’ennesima volta la cucina, levando i quattro impicci messi in mezzo per i biscotti, o stendendo una lavatrice. Va beh, non vi scordate dei biscotti in frigo. Passata la mezz’ora prendiamo la palla e la teniamo a temperatura ambiente dieci minuti.
Unite qualche manciata di gocce di cioccolato lavorando l’impasto a mano sulla spianatoia; stendetelo non troppo sottile, e tagliate i biscotti della forma che vi pare, io ho usato un coppapasta piccolo.
infornate a 180 gradi per 10 minuti circa, finchè la superficie si scurisce appena.

biscotti da colazione tipo gocciole (6)

Detto ciò, buona colazione.

Il ciambellone perfetto

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Fetta dopo fetta mi sono accorta che questo ciambellone è quello giusto. Sono anni che cerco la ricetta perfetta del ciambellone per la colazione, anni e foglietti appuntati sparsi nella borsa, tra i libri di cucina, nei cassetti.
Fetta dopo fetta e così stamattina ho fotografato quello che rimane, perchè quello che manca mi è servito per capire che era questa la ricetta di ciambellone che volevo sul blog.

Che cosa bella il ciambellone. E’ il dolce più bello che c’è, più “giusto”, più ovvio, più “dolce da casa”.
Semplice e talmente scontato che nessuno riflette mai sul ciambellone. Come una persona che ormai conosciamo bene bene, e siamo talmente abituati a lei che la vediamo non più com’è, ma come noi ci aspettiamo che sia. Così col ciambello. Insomma il ciambello è ciambello. Ogni tanto ne presento a casa qualcuna delle cinquanta varianti che ho collezionato nel tempo (permettetemi la triste battuta delle cinquanta sfumature di ciambellone, non chiuderete la pagina per questo vero???). Ma noto che a nessuno interessa la variazione, e cosa sia in effetti cambiato. Perchè appunto, un ciambellone è un ciambellone. Così come Claudia è Claudia, no?
A volte mi chiedo se le persone che ho intorno mi vedono per quello che sono, certe volte la domanda è ancora più elementare, e mi chiedo alcune persone che ho davanti mi guardano. (Ho l’insana capacità, documentata, di attirare persone che cercano uno specchio in cui vedere se stessi, facendo finta che stanno guardando te). A volte mi chiedo perchè le (stesse) persone continuano (da anni) a regalarmi lo stesso tipo di oggetto, o vestito, che io continuo a non mettere, che proprio non comprerei nemmeno sotto tortura. Nemmeno in uno di quei momenti di shopping compusivo e consolatorio che compreresti anche un paio di sci da alpinismo numero 45 (Porto 37 e sono l’esatta negazione dello sci- e dell’alpinismo – e di molti altri sport).
Insomma, io non regalerei una maxi borsa fuxia a chi veste sempre nero e con borse piccole.

Infatti la persona che più di tutte mi sembrava potesse farmi i regali giusti me la sono giustamente sposata. (Doc, non è per i regali eh!!)

Mi chiedo insomma, quanto viene fuori di quello che abbiamo dentro. Mi chiedo se la mia faccia riflette l’autogestione emotiva che certe volte c’ho dentro, i mille dubbi, le domande a cui nessuno risponde e soprattutto quelle che nessuno ti fa mai.

Mi chiedo, spesso, se io sono capace di guardare gli altri vedendoli, senza che il mio sguardo gli scivoli addosso, se riesco a entrare in contatto con loro. Se mi accorgo di come stanno, di una luce diversa negli occhi, di uno sguardo abbassato per timidezza. Io so che ci provo.

Perchè sennò siamo come il ciambellone, che te lo ritrovi sul tavolo della colazione e pensi che sia scontato che è lì, così com’è, e non sai che dietro ci sono state centinaia di mani che hanno provato, cambiato, migliorato la ricetta. Ecco insomma, il dolce più semplice del mondo è quello con più storia dentro e dietro, che però non si vede. Ed io oggi mi sento un pò ciambellone. Con le gocce di cioccolato però.

ciambellone (1)

L’ultima mia variante è il ciambellone di Zia Clara, stavolta con le gocce di cioccolato appunto. Ora, non chiedetemi perchè zia Clara usi come dose il vasetto di yogurt, quando in questo dolce lo yogurt non c’è. Così era e così ve la scrivo.


CIAMBELLONE, SEMPLICEMENTE


INGREDIENTI

6 uova

300gr di zucchero

un vasetto e mezzo di olio di semi

due vasetti di acqua o latte

550 gr di farina

una bustina di lievito per dolci

aromi a piacere

Il procedimento è il classico, uova sbattute con lo zucchero, sia amalgamano poi i liquidi ed infine la farina setacciata col lievito. Se si vuole la variante bicolore, tre cucchiai di cacao amaro in metà dell’impasto, ed alla fine le gocce di cioccolato.

In forno a 180 gradi per 45 minuti circa.

In cinque minuti, l’esperienza di generazioni di donne in cucina.

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Scrigni di crespelle con carciofi e ragù bianco al ginepro

Scrigni di crspelle al ragù bianco e carciofi2

Oggi vi racconto un’altra ricetta “di casa”, una di quelle cose che sono entrate di diritto nella nostra cucina, soprattutto sulla tavola dei giorni di festa, ideati da una e ricopiati – riprovati – rinnovati da tutte. La creatrice di questi scrigni di pasta ripieni di un profumatissimo ragù bianco è zia,  o meglio, zia lo ha proposto a casa per prima, la ricetta è una cosa abbastanza “aquilana”, che prende nomi diversi e si riempie di ripieni diversi ad ogni stagione.

Il ripieno è appunto un ragù bianco di pollo e agnello, ma a volte si riempiono di pallottine, di macinato, carne qualsiasi; accanto e insieme al ragù bianco ci sono i carciofi in questa stagione, ma a volte sono funghi, in una versione meno primaverile. Immancabile è la besciamella vegetale, che lega carne e verdura rendendo l’interno umido al punto giusto. Il ginepro aggiunge la nota insolita e particolare, assieme al timo e al rosmarino.

Il guscio esterno è fatto delle nostre scrippelle, ovvero crespelle di uova acqua e farina, che di solito cuciniamo “nfosse”, ossia bagnate, ossia in brodo di carne. Le crespelle appena pronte e ancora da usare sono buonissime e sono anche belle da vedere, impilate su un piatto accanto al gas, in pile alte come la torre di Pisa e come lei un pò pendenti; le crespelle sono il profumo dei giorni precedenti le feste di Pasqua o la nostra festa patronale; preparate in anticipo e conservate in frigo fino al momento dell’uso, nel brodo, o nella lasagna, o appunto, in questi cestini.

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Torta di mele, carote e limoncello

foto 3

Le torte di mele sono tutte buone. E sono tutte belle, profumate, gialle e sono tutte diverse, e di mille versioni sui quadernini di ricette, abbiamo la nostra preferita, da fare a occhi chiusi per la colazione di domani.
Questa di oggi è una versione speciale, improvvisata per salvare due mele che erano cadute per terra e si sarebbero fatte nere, e per recuperare tre carotine d’avanzo. Viene da una base che mi diede una mia amica quando Cicciolò era piccolino, aveva circa due anni. E infatti la preparazione della torta di mele è legata al ricordo del nanetto sul seggiolone, che batteva le mani sul piano per avere altri pezzi di mela da mangiare, così ogni volta invece delle 3 mele previste ne sbucciavo 4, e le gocce di ciccolato previste nell’impasto chissà perchè finivano tutte sulle mani e sulle guanciotte del cicciottelo.

torta mele carote e limoncello 01

Le carote entrano nella torta di mele per un mio tentativo personale di sfatare il mito “torta di carote ci vanno le mandorle” insomma chi l’ha detto? Io le mandorle non le posso mangiare e le carote mi piacciono tanto, ma sono quella cosa che messa in frigo o avanza o finisce troppo in fretta.
Tentativo n.1 riuscito…

torta mele carote e limoncello 03


TORTA DI MELE E CAROTE CON LIMONCELLO


INGREDIENTI:

5 uova

300 gr di farina bianca

200 gr di zucchero

1 bicchiere di olio di semi

1 bustina di lievito

2 mele

3 carote piccole

1/2 bicchiere di acqua (o latte)

limoncello

PREPARAZIONE:

Iniziate dalle mele; sbucciatele e fatele a quarti, eliminate i semi e tagliatele a fettine sottili, (se riuscite a usare una mandolina senza lasciarci i polpastrelli siete una passo avanti a me). Man mano che le tagliatele mettetele in una ciotola e copritele col limoncello. Considerate che il liquore deve coprirle tutte, per non farle annerire.

Sbucciate le carote e grattuggiatele con una grattugia a fori stretti, (insomma non fatele a julienne) e mescolatele con le mele.

Sbattete le uova con lo zucchero.  (Le uova solita consistenza gonfia e spumosa, ma deve essere gonfia davvero eh, altrimenti le mele sprofondano tutte giù).

Aggiungete l’olio, poi la farina setacciata col lievito, amalgamandola con una spatola in silicone. Regolate se necessario col 1/2 bicchiere di acqua o latte.

Scolate grossolanamente l’eccesso di limoncello, lasciandone comunque un pò, e versate mele e carote nell’impasto, sempre mescolando con cura.

Colate l’impasto nella teglia imburrata e infarinata, e infornate a 170° per 40 minuti almeno.

foto 4

 

 

Biscotti con fiori di rosmarino

biscotti ai fiori di rosmarino

L’idea mi girava in testa da un pò.

Voi non avete idea di quanto mi sento realizzata quando esco in giardino con una forbice in mano per andare a raccogliere erbe aromatiche. Rosmarino, magari per farci la torta preferita di tutti, timo, alloro, la salvia, l’erba cipollina, e in estate basilico, prezzemolo, coriandolo, finocchietto….ma anche la lavanda, che quest’estate è entrata in un dolce,
Di solito quando ho da fare un pranzo, di quelli che mi faccio liste su liste, e inizio a pensarci da giorni prima, esco la mattina e taglio un bel pò di tutte le piante che possono servirmi, e le metto in cucina in un vaso, che è così bello e profumato che sembra un centrotavola (come quelli di Pasqua passata, in effetti).

fiori di rosmarino

Non so perchè, ma usare in un piatto qualcosa che ho “raccolto” direttamente mi dà un senso di completezza diverso. Uso spesso il ginepro, bacca che si trova in tutti i supermercati, e che sinceramenteè anche abbastanza “scomoda” da raccogliere. Ma vuoi mettere tu salire nel bosco, con annessi marito cane, e figlio in ordine sparso (e tutti nella stessa macchina), dimenticarsi puntualmente i guanti e devastarsi le mani per raccogiere le bacche? No, non c’è paragone. ( e perdere il cane che si mette a correre come un pazzo, e tornare a casa con il figlio che sembra un tronco di quercia con attaccati muschi, licheni, zolle di terra e sassi nelle tasche, guadagnando nell’immediato una lavatrice in più?)

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Insalata di riso selvaggio canadese con arancia e gamberi. Scoperte casuali, coincidenze, nuovi sapori.

insalata di riso sevaggio canadese con gamberi e arance

La scoperta casuale riguarda me che assaggio questo riso. Ci sono ristoranti che non valgono niente, e poi però ti tirano fuori quella particolarità che rivaluta cene altrimenti insignificanti. In uno di questi posti ho assaggiato per la prima volta questo riso selvaggio canadese, in un’insalata fredda. Non mi ricordo con cosa fosse accompagnato, ma mi ha colpito il sapore. Il cameriere ce lo ha spacciato per riso venere. Difficile. Chiedo in cucina (non mi fermo davanti a un nuovo alimento). Riso selavggio canadese. Cioè tu mi porti a tavola (credo) unico e solo a L’Aquila, una cosa che si chiama riso selvaggio canadese, e non insegni al tuo cameriere a non sparare nomi a caso? boh.

La coincidenza riguarda il fatto che dopo un paio di anni ritrovo questo riso nel negozio del cugino di Doc.

Laddove negozio è riduttivo, perchè non rende bene la qualità e la selezione di prodotti alimentari speciali e difficili da trovare, sia del territorio che non, che Ugo prova e vende nella sua bottega. Premetto che su internet si trova senza problemi. Ma io non compro on line prodotti alimentari, pur non avendo niente in contrario e non sapendo addurre motivazioni plausibili a questa reticenza. (Questo per dire che se lo trovate compratelo).

riso selvaggio canadese - chicchi (2)

Senza dirlo nemmeno lo compro, e aspetto che mi arrivi l’idea e l’occasione per cucinarlo. Nel frattempo mi documento un pò…e questa è la seconda scoperta. Ho per le mani un alimento meraviglioso. Non solo dal punto di vista nutrizionale. In pratica (e questa è la fonte di quanto sto per riassumervi)… la scoperta più bella:
Il riso selavggio canadese è selvaggio davvero. Infatti non si coltiva, ma cresce spontaneo nei laghi del Canada e del Nord America, ma sentite che storia meravigliosa:

La tradizione dei nativi d’America appartenenti al popolo degli Ojibwe racconta che all’inizio della loro storia gli Dei ordinarono al popolo di cercare il posto dove “the food grows on the water” ovvero il posto dove il cibo cresce sull’acqua. Così gli Ojibwe arrivarono al Lake Superior, nella zona dei Grandi Laghi, sulle cui sponde trovarono in effetti grandi “campi” galleggianti di questa pianta. La storia racconta che da allora questo riso è considerato un dono di Dio, (un pò come tutti i prodotti della terra che l’uomo può conservare a lungo, direi), e ancora oggi viene raccolto a mano, con le tradizionali canoe, stringendo le fronde tra le mani, tirando per far staccare i chicchi che vengono fatti cadere direttamente nella canoa, facendo attenzione che ne cada una buona parte in acqua, per una risemina naturale.
La raccolta avviene nel mese di settembre, durante la “luna del riso selvatico”.

Il riso raccolto viene poi adeguatamente trattato, sempre in maniera naturale e fedele alla tradizione…Mi fa pensare un pò al nostro zafferano, il nostro oro rosso, che arriva in tutto il mondo passando fisicamente nelle mani di chi lo coltiva.

Insomma. Se cercate un prodotto biologico, prodotto secondo natura e tradizione, questo fa la sua figura.

riso selvaggio canadese - chicchi

E poi è buono, veramente, ed è bello da vedere una volta cotto, ed è anche una miniera di sostanze nutritive e di oligoelementi (Fosforo, Magnesio e Potassio in cima). Ha un’alto tenore di proteine, più delle comuni varietà di riso, e adesso che vi ho fatto anche la lezioncina posso passare al piatto che ho preparato.

insalata di riso sevaggio canadese con gamberi e arance (2)

insalata di riso sevaggio canadese con gamberi e arance (3)


INSALATA DI RISO SELVAGGIO CANADESE CON GAMBERETTI E ARANCE

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Biscottini in dieci minuti all’olio extravergine, con cioccolato fondente

biscottini all'olio extravergine senza burro (6)

Oppure biscotti semplici semplici e buoni buoni rende bene l’idea. Questi biscottini infatti sono semplicissimi da fare, con una pasta frolla senza burro nè margarina, un impasto liscio e morbido, che si lavora con le mani senza nemmeno sporcarsele.

Del tipo che ti arriva un’amica all’improvviso per un the, non hai niente da offrire perchè i biscotti te li sei mangiati tutti la sera prima sul divano, allora puoi risolvere con questa ricetta facile e rapida. Perchè per impastare questi biscottini all’olio ci si mettono cronometrati 4 minuti, più due per pesare gli ingredienti e due per ripulire. Devono riposare in frigo giusto il tempo di due chiacchiere sempre con l’amica che è venuta a trovarvi, e cuociono nel tempo che mettete su la teiera e lei fischia. (la teiera, non l’amica). Almeno penso che l’amica non fischi. Insomma, non si fischia davanti a un the, non sta bene.

Ricetta adattata da La Cucina Italiana – Novembre 2014

dose per circa 20 biscotti

biscottini all'olio extravergine senza burro (1)


 BISCOTTI ALL’OLIO DI OLIVA CON CIOCCOLATO FONDENTE


INGREDIENTI:

200g farina bianca

60 gr di olio extra vergine di oliva

70 gr zucchero a velo

1 uovo

la scorza grattata di un limone non trattato

un pizzico di lievito

PER LA FARCITURA:

60 gr cioccolato fondente

15 gr di olio di semi

PROCEDIMENTO:

Trattandosi di un impasto molto morbido, vi consiglio di lavorarlo con l’impastatrice, o con le fruste elettriche, montando le fruste a gancio.

Versate nella ciotola la farina,il pizzico di lievito, poi fate una fontana al centro e mettete lo zucchero a velo, l’olio e l’uovo. Grattate infine la scorza del limone, iniziate ad impastare fino ad avere una consistenza omogenea.
Staccate dall’impasto tante palline, dategli una forma sferica, poi schiacciateli un pò e metteteli man mano su una placca da forno imburrata e infarinata.

Infarinatevi un pò il pollice e fate una fossetta al centro di ogni biscotto.

Teneteli in frigo 15-20 minuti prima di infornare, a 180° per 10 minuti; i biscotti devono rimanere chiari di colore, così che resteranno morbidi e friabili.

PER LA FARCITURA AL CIOCCOLATO:
fondete il cioccolato a bagnomaria, spegnete e fatelo freddare fino a 35°; a questo punto aggiungete l’olio di semi e amalgametelo bene; decorate i biscotti a vostro piacere e fate raffreddare completamente la copertura prima di servirli.

biscottini all'olio extravergine senza burro (4)

Poi è lunedì, e indovinate un pò? il meal planning di questa settimana. Così, giusto perchè ce l’ho bello pronto e fatto, e sò che in giro qualcuna lo aspetta. 🙂

LUNEDI’: P:teglia di verdure al forno  C: polpette al sugo e contorno

MARTEDI’:  P: formaggio fresco e affettati, verdura fresca C: minestrone

MERCOLEDI’: P: lasagne C: minestra di orzo con polpettine di tacchino

GIOVEDI’: P: uova sode con tonno e maionese, carote a julienne C: pollo arrosto e patate

VENERDI’: P: pasta al pesce C: tortino di baccalà

SABATO E DOMENICA…stay tuned…sono invitata ad un evento veramente speciale, e non vedo l’ora di raccontarvelo!