Dischetti struccanti in cotone lavabili. Piccolo piccolo tutorial

dischetti levatrucco in cotone fai da te, non usa e getta (1)Diciamo che un po’ mi sembra pretenzioso chiamarlo tutorial, diciamo che è imbarazzante tirare fuori ora le foto scattate a Natale, e si vede pure che sono di Natale, diciamo che ormai lo avete capito che vado avanti  un po’ sfasata.

E’ successo che ho pbblicato questo post, le cose che ho smesso di comprare, e tra le cose appunto ho elencato i dischetti usa e getta. Mantengo la promessa fatta ad alcune di voi, non sapete con che gioia accolgo la presenza fissa e costante di un certo numero di visitatori, sono felicissima veramente.

Quindi,  succede a un certo punto della mia vita che mi viene sempre di più la voglia di diminuire la corsa al consumo, o almeno di riflettere su cose tipo sostenibilità, acquisti consapevoli, sprechi e risparmi di risorse e siccome da cosa nasce cosa,ho trovato su pinterest qualche foto di dischetti home made. D’altra parte bastava l’idea, anzi, le mie cuginette sono state anche cavie, e glie ne ho regalati un pò a Natale. (Eh si, c’era una ragione per il pacchetto natalizio, e non era che sono diventatat matta del tutto)

Quindi da novembre ho eliminato i dischetti di ovatta e li ho sostituiti con questi in cotone, fatti con materiale di recupero, che si lavano in lavatrice.

Io mi trucco ogni giorno. E mi trucco proprio, del tipo che se una mattina vado per caso a lavoro senza trucco invece del buongiorno la gente mi chiede se sto male, che ho fatto, se ho pianto, se ho l’ebola. No, è la mia faccia senza ombretto e mascara.

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Storie d’amore quando San Valentino non c’era.

Una viveva in un paese di montagna, che restava per mesi isolato dalla neve. La più grande di tanti figli, ed essere la più grande è sempre una bella responsabilità. Non c’erano automobili, forse una o due per tutto il paese, non c’era la luce in casa. Non c’era nemmeno molto da mangiare, se non fosse per il grano che faceva farina pane e pasta, per gli animali che davano latte, formaggi, uova.
Nel paese la vita era fatta di gesti ineluttabili, faticosi, uno dopo l’altro coi piedi in mezzo alla neve e scarpe di fortuna. Il latte da mungere, la lana da cardare, i vestiti da sconciare e rifare mille volte per adattarsi a tutti quei fratelli e tutte quelle stagioni. La vita era scandita dal lavoro, e da momenti di piccole semplici gioie che però riempivano di felicità;  le feste dei santi patronali, le adunate al convento dove si imparava a cantare, le passeggiate con le amiche per le strade del paese e le serate passate insieme, famiglie intere dentro le stalle, dove c’era caldo e genitori, figli, nonni passavano il tempo e tessevano, ricamavano, raccontavano e raccontando tessevano anche i fili delle memorie di famiglia e del paese.

L’altra era nata nella casa di famiglia, palazzetto nobiliare ai piedi della più bella scalinata della città, d’Abruzzo (e del mondo perchè sono di parte), una di tanti fratelli, due macchine nella cantina un tempo adibita a stalla per cavalli.
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Cose che ho smesso di comprare, qualche trucchetto utile, i menù per la settimana.

Dicevamo, qualche settimana fa, di quanti passi possiamo fare  verso una maggiore consapevolezza ed una maggiore attenzione al peso che abbiamo nel mondo. (Perchè abbiamo un peso eh,  ciascuno di noi). Di certo abbiamo peso nelle nostre decisioni, e di certo quello che facciamo determina come noi vivamo. In tanti mi avete chiesto di accelerare la stesura della “lista” delle cose che ho smesso di comprare, e la piccola maniaca che è in me si è subito messa all’opera.

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Housekeeping for dummies – Cominciamo, finalmente, dall’inizio

foto planning menù settimanali

Ovvero, come si fa ad avere una casa più o meno decente, senza passare ore tutti i giorni a pulirla, senza ridursi ad una colf, sempre scopa e secchio in mano?  E’ possibile evitare accumuli di panni da lavare e stirare che i figli ci fanno le montagne russe, e magari avere anche la cena pronta prima delle otto, un dolce per domani mattina, qualche fiore in casa e il sorriso sulle labbra? Oggi è una mia giornata si, una di quelle preziose giornate in cui esci per andare a lavoro, all’una, lasci la casa in ordine, la cucina pulita, due torte sfornate, sugo per la cena, e anche due barattoli di sugo pronto da conservare. E sono fiorite tutte le orchidee, il cesto dei panni ha un aspetto semi decente, il pane fatto in casa c’è…insomma, oggi sono uscita felice lasciando la casa che vorrei, e quindi oggi mi lancio in questa impresa che rimando da un pò, cioè raccontarvi come cerco di gestirmi in casa. (per dovere di cronaca, non è sempre così…magari…)

Io la teoria ad oggi l’ho capita. La teoria la so benissimo… zoppico un pò sulla pratica… Continua a leggere

chips di mela disidratata con o senza sciroppo di zucchero

chips di mela essiccate (4)

Diciamo che ogni tanto una ricettina ci vuole, vero? E diciamo che non potevano mancare, nel blog di una neo maniaca dell’essiccatore, le chips di mela disidratate. Anzi, a dire la verità le foto sono pronte da un pò, ma poi il Natale mi distrae, catalizza tutti i pensieri e le attività, che casa mia sembra un’officina, solo che non ho i folletti che mi aiutano, e quindi sembra sia passato un uragano o due.

Intanto, però, le chips di mele sono una costante, e il ciclo di produzione non si ferma, perchè tra quelle che regalo, quelle che sono finite a decorare alberi di Natale altrui, e quelle che ci mangiamo, il barattolo è sempre vuoto.

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Quello che voglio fare quest’anno. Piccoli passi verso autoproduzione, consapevolezza, decrescita

bosco 2005 017

Parole molto di moda, si sentono e leggono un pò ovunque, come tutte le cose “nuove” che un’pò si devono inflazionare per entrare nel senso comune.

Io sono arrivata a fine anno e ad inizio del nuovo con la voglia di scrollare da addosso a me e alla mia famiglia un quintale di superfluo, di eccessivo, di troppo e inutile. Potrei parlare in termini metaforici, ma sto parlando di cose fisiche, vere.

Avete presente quando tornate da un supermercato, e sistemate la spesa? Avete mai la sensazione di aver riportato a casa più cartoni, plastiche e imballi che prodotto? Avete mai pensato che attorno a voi ci sia troppo, troppo superfluo, troppo di tanto? Io si. A volte ci penso. Armadi pieni, dispense piene, scaffali di detersivi pieni pieni di diecimila prodotti.

La domanda che mi pongo da un pò di tempo è: serve davvero? Purtroppo la maggior parte delle volte la risposta è no. Un giorno vi racconterò di come sono passata da diecimila prodotti per pulire casa a tre o quattro cose cha vanno più che bene per tutto.

Io ho la sensazione che il mondo vada in una direzione sbagliata.

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Preparato per vin brulè fatto in casa, idea regalo di Natale

Preparato per vin brulè fatto in casa (3)
La scena immaginata è questa, più o meno: fuoco acceso, poltrone, coperte, tanta neve fuori, e in mano una tazza profumata, che riscalda le mani. La stanza in ordine, bambini tranquilli e lucine di Natale che fanno luce giusto il necessario. Cane davanti al camino e gatto su qualche cuscino.
La realtà sarebbe questa, invece: un pò di amici sparsi alla rinfusa tra poltrone, bauli, panche e svaccati sul divano. fuoco acceso e ci siamo, coperte sparse tra pavimento e poltrone, con bambini che tutt’altro che tranquilli, ci camminano sopra.  Stanza in precarie condizioni post cena tra amici, lucine di Natale che ne ho messe talmente tante che sembrano le lampade operatorie, cane e gatto rigorosamente fuori, che se fossero dentrosarebbe anarchia totale.
Ma la tazza in mano è la stessa, il profumo è quello, stessa stanchezza felice di quelle sere lunghe e interminabili, piene di piatti pieni e svuotati, di bicchieri vuoti, di cose da dire che non finiscono mai e sembrano le 10 e sono le due. A questo punto della serata, o di un pomeriggio freddo freddo, ci sta bene una tazza di vin brulè; se siete raffreddati, ci sta bene una tazza di vin brulè; se ci sta bene una tazza di vin brulè, ci sta bene di sicuro anche fare in casa il preparato per il vin brulè; che va bene da regalare a Natale (ci risiamo) ma va anche meglio tenersene un pò per sè, a portata di tazza e di vino, perchè è importante ricordarci che le persone più importanti a cui rivolgere attenzioni siamo proprio noi. (marito e figlio inclusi).

Allora capita che nel mondo reale (non quello dove io credo di vivere, tutto perfetto e ordinato, ma quello in cui vivo davvero), dopo cena non abbiamo voglia di smanettare con mele (lava sbuccia taglia) arance (lava affetta taglia) limone (idem) cannella (spezza la stecca la stecca fa bricole pulisci briciole) chiodi di garofano (pesta nel mortaio) zenzero (facile) vino tazza pentolino, il tutto per due tazze di vino.

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Preparato per pasta aglio olio e peperoncino, fatto in casa. Idea regalo di natale home made

preparato per aglio olio e peperoncino (1)

Chi di noi non ha mai visto o comprato uno di quei preparati pronti per fare la pasta aglio olio e peproncino?  E chi non ama questa pasta dell’ultimo minuto, che risolve alla grande la volta che siamo a corto di idee per cena? Ecco, appunto. L’idea di mettermi a fare in casa il preparato per fare questa pasta nazionale, aglio olio e peperoncino, nasce da tre considerazioni:

Considerazione numero uno: é quasi Natale, e quest’anno (già lo sapete), sono per i regali di Natale fatti in casa. Considerazione numero due: adoro il mio nuovo essiccatore. Considerazione numero tre: nessuno direbbe di no, mai, ad un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino (che nella lingua corrente diventano aglio oglio e peperoncino)

L’idea è semplice: essiccare l’aglio, i peperoncini ed il prezzemolo, mescolarli e conservarli in vasetti di vetro. E’ un po’ pretenzioso chiamarla “ricetta”, in ogni caso ecco qui: (Se non avete l’essiccatore potete farlo lo stesso, ma intanto fatevi regalare l’essiccatore per Natale).

PREPARATO SECCO PER PASTA AGLIO OLIO E PEPERONCINO:

Tre teste di aglio (io ho usato aglio rosso di Sulmona coltivato a L’Aquila nell’orto di casa)

Un ciuffo di prezzemolo

Peperoncini piccanti in base a quanto amate il piccante e a quanto sono piccanti

Pulite l’aglio , ricavatene gli spicchi e fateli a fettine sottili; lavate il prezzemolo, asciugatelo bene e togliete i gambi più spessi; pulite il peperoncino e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza, stando attenti a non perdere i semi.

Disporre tutto su tre fogli di carta da forno, evitando di sovrapporre le fettine, e mettere nell’essiccatore, a temperature media (intorno ai 45-50 gradi). Seccherà prima il prezzemolo, in 4 ore circa, poi l’aglio, in ultimo il peperoncino.

Se usate il forno, impostatelo su una temperatura di circa 50 gradi e avviatelo con lo sportello un pò aperto. Per i tempi, regolatevi dal colore dell’aglio e dalla consistenza, a occhio direi che ci vorrà un pò di più che in essiccatore, ma non scoraggiatevi.

Una volta che tutto sarà secco, sbriciolate grossolanamente il prezzemolo ed i peperoncini, poi riunite gli ingredienti in un barattolo, mescolateli bene e teneteli chiusi per un paio di giorni, così i sapori si mescoleranno.

preparato per aglio olio e peperoncino (2)

Potete conservarlo così com’è, oppure tritarlo in un mixer. Io lo ho tritato grossolanamente, come si vede in foto, ma ne ho tenuto da parte un pò a pezzi grandi, perchè ho scoperto che tenere pronto un pò di aglio e prezzemolo risolve funghi trifolati, finocchi in padella e tante altre cose.

Per usare il preparato “aglio oglio e peperoncino” in polvere nella pasta: Mettete a scaldare abbondante olio in un  padellino, e quando sarà ben caldo  versate un cucchiaino di preparato per ogni tre – quattro persone; fate insaporire pochi secondi e spegnete, per evitare che bruci.
Se invece optate per il preparato in pezzi mettetelo, tenetelo qualche secondo di più, per far imbiondire l’aglio.

preparato per aglio olio e peperoncino (3)

IDEA REGALO DI NATALE:

Confezionatelo iin piccoli vasetti di vetro, con una bella etichetta con le istruzioni per preparare la pasta. (Quellle che ho scritto sopra); unite magari un pacco di spaghetti con una bella trafilatura, un ciuffetti di peperoncini,  oppure una di quelle ciotole di ceramica per condire la pasta, così il regalo è completo.

 

 

La tavola di Natale, quello che mangiamo a Natale, quello c he mi piace ricordare

tazzina nataleSette dicembre, giorno di ponte per molti. Chi ha aspettato a fare albero e presepe ha tutta la mia stima (ma come resistete?), mentre noi navigate dell’addobbo (che i mariti si sono già stufati di vederli in giro), stiamo un passo avanti, già a pensare a piatti tovaglie menù portate eccetera.

Piccola premessa. Il dolce in foto è questo, che è la colazione perfetta per questi giorni così belli. Quindi ora leggetevi ste quattro scemenze e poi in cucina a fare il dolce. Subito.

Avete già deciso, immagino, dove e con chi passerete i giorni di festa.
Io ho fatto un colpo di mano e ho deciso che il 25 si starà da me. Passi che mi portino fuori il 24, è normale che tUtti vogliano fare una festa in casa propria, ma il 25 si sta a casa mia quest’anno. Non ho ancora ben chiaro in quanti saremo, ma non importa, aggiungo tavoli per tutti, accetto aiuto in cucina, ci stringeremo, voglio passare una giornata intera lunghissima bellissima con la mia famiglia.

Maniache delle listeeeee…a me! Fuori libri, riviste, tutto ciò che parla di Natale e via!

Uno: bisogna pensare alla tavola.
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Preparato per pancakes fatto in casa, idea per un regalo di Natale home Made

preparato per pancakes e vasetto decoratoQuesto regalo nasce mirato e pensato per una persona precisa, una personcina di 4 anni, biondo e bello come pochi bambini sono. Lui è uno di quegli gnometti gioiosi in moto perpetuo, che invece di camminare sembra saltellare come un piccolo folletto matto e felicissimo, ha una risata che scalda il cuore e mangia poco poco.
Ma quando viene a casa ioe la sua mamma sappiamo che mangerà qualcosa, perchè ogni volta, a metà serata, se non ci ho pensato prima io lui chiede “le creppe di tia Cadua”.  Mi sà che presto smetterà di chiamarmi ttia Cadua e resterò solo zia Claudia, e non fa niente che non sono le vera zia, non potrei amarlo di più.

Che poi mi piace da morire questa idea dei regali in barattolo, o per fare chic, gifts in a jar;  sono così belli, e lasciano taaaanto spazio alla mia voglia di colla forbici e nastrini. Il barattolo in foto è più semplice che mai: due giri di un bel nastro di iuta e pizzo, attaccati con colla a caldo, e un piccolo pezzo per reggere l’etichetta.
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