Di nuove scuole, e nuovi inizi, e bambini a ricreazione che non sono più bambini.

Gli ultimi giorni di scuola tu avevi la febbre.

In effetti fra te e tua sorella avete avuto la febbre per tutto l’anno, più o meno, che non ne possiamo più.

Ti sei perso la cena di classe, la gita, e tutte quelle cose che si fanno gli ultimi giorni della quinta elementare. E quindi una mattina sono andata io nella tua scuola a riprendere libri, quaderni, e tutte quelle cose che si accumulano sotto un banco ed in una classe in cinque anni.
Sono entrata a scuola, ed era pieno di bambini con la vostra bella divisa bianca e blu, tutti buttati per terra a giocare con le macchinine, con le biglie, con queste trottole nuove che forse si chiamano blade ma forse no e mi diresti che sono antica se mi leggessi ora.
All’improvviso ho realizzato che non saresti stato mai più uno di quei bambini, che non avresti mai più messo quella divisa, (in effetti l’hai sempre odiata e non capisco perché, io la adoro, con quel collettino blu sulla polo bianca…) ho realizzato che anche se dentro resti un bambino, è finito il tempo dei giochi da bambino, delle ricreazioni che finiscono e siete sudati come noi mamme dopo un’ora di zumba, delle corse nel corridoio con scivolata finale che avete bucato un camion di pantaloni e poi avete bucato anche le toppe.

Niente più recite e canzoni di fine anno e di Natale e non trovi il parcheggio, e hai fatto le foto, e hai mangiato a mensa, e mani sporche di pennarelli, poesie a Natale e Pasqua e per le feste di mamma e papà. Mi è venuto da ridere pensando a voi a ricreazione, in prima media, sospesi fra il volere ancora buttarsi per terra dietro un trottola – che si chiamerà anche blade ma trottola resta – e quel bisogno di dignità sociale, che vi porterà a mani in tasca ed atteggiamento noncurante, a fare finta di fare quello che fanno quelli di terza senza sapere bene perché lo fate.

Ho realizzato che la tua scuola, ormai, è cosa che poco mi riguarda, non entrerò più a prenderti, e se fin’ora entrare a scuola era cosa abbastanza frequente, poi non lo sarà, e anzi aspetta lontano con la macchina e non mi baciare quando salgo, probabilmente.

Questi pensieri mi sono tornati in mente stamattina mentre leggevo i nomi dei tuoi libri di testo per il prossimo anno, insieme ad un magone improvviso e che non mi aspettavo, e no, non è per il prezzo dei libri…. Ti si sta aprendo un mondo davanti, bambino. Nuove materie e nuove persone, e vedrai, sarà un abisso rispetto a quello a cui sei abituato e questo te lo garantisco io, e tu sai. Persone e argomenti che sapranno interessarvi, stupirvi, nuovi pensieri, amici, scarpe da fico, parolacce come se non fossero abbastanza, cose da imparare e fare finta che non ti interessino, sempre perché la dignità sociale prevede anche poco interessamento. Sarà il tuo mondo, e mi apparterrà sempre di meno, e non ci sarà più nessuna maestra da chiamare per capire un pezzetto in più di te, non ci saranno più le mamme del gruppo a dirmi cose che tu non dici, con quel tuo carattere così introspettivo, che porca miseria tutto tuo padre oh. Probabilmente non vedrò mai il tuo banco, nè la tua classe, perché poi mi conosco e so che hai bisogno dei tuoi spazi e non voglio essere una mamma invadente, e non ci potrei nemmeno provare, vista la forza con cui difendi i tuoi spazi ed il buttafuori che hai messo a tua tutela ulteriore, tuo padre, il paladino dei figli che le mamme non devono scocciare.

Forse la mia testa lo sa, ed è per questo che piango per i libri di testo, stamattina, che non c’è molto di emozionante di per sé in Katmandu con atlante, o in ahora in espanol, o forse si, ci sarà per te, e poi il groppone mi è montato davanti al titolo del libro di musica, pensando al grande Dono che la vita ti ha fatto, a quel tuo talento raro e delicato, che chiunque ti incontra mi dice le stesse cose, di stare attenti, a non farlo sciupare, a tutelarlo, a supportarti, ed io che come dico sempre suono i citofoni, mi avvicino in punta di piedi e ti accompagnoe resto fuori, anche da lì, come è giusto che sia.

In tutt questi pensieri tua sorella entra all’asilo. Così, per confondere ancora un po’ la mia testa, mi divido fra tu che cresci e lei che sceglie gonne improbabili pur il primo giorno di scuola.

Buona scuola media amore mio, e buona vita…andrà tutto alla grande, lo so.

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4 risposte a "Di nuove scuole, e nuovi inizi, e bambini a ricreazione che non sono più bambini."

  1. E poi, in un post intriso di dolcezza, arrivo io!
    Finalmente fuori dalle balle delle elementari che non ne potevo più di correre come una pazza (e di odiare il grembiule perché sì, io l’ho odiato, la scomodità completa), poi abbiamo iniziato tre anni di medie che meno male che son finite sennò uccidevo una prof, poi però siamo andati alle superiori ed è iniziata la crisi adolescenziale, tant’è che abbiamo voluto approfondire bene bene e ci siamo fatti la prima tre volte, ora per far morire meglio la mamma andiamo a scuola in moto e meno male che c’è il Trovamici, che non è uno strumento Apple per stalkerare il figlio ma per sapere se è arrivato intero a destinazione.
    Benvenuta nella prima fase de “i figli son cresciuti”! 🙂
    Baciuzzzz!

  2. Urca che post, avevo il magone io che figli non ne ho…
    Forse suonerai solo i citofoni, in compenso scrivi meravigliosamente, sai.

    Bacioni e in bocca al lupo!

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