Di sedici anni, scarpe da danza, e gruppi rock anni novanta.

Chiudo gli occhi e ho tipo 16 anni, pieno possesso del divano della sala di mamma, anfibi neri, Axl Rose canta in televisione, ho i capelli lunghi e domani scuola. Ma ad occhi aperti, l’Axl Rose in televisone peserà 90 kg, la sala è la mia, gli anfibi lo stesso e stavolta sono dr. Marteens (che forse erano più adatti a 16 anni che ora). Soprattutto, condivido il divano con Nora Maria, che aveva un sonno agitatissimo ed ha deciso di frignare ogni 15 minuti. Soprattutto avevo 16 anni 24 anni fa.
Che poi tra l’altro si, sono i Guns n’ Roses ma manca Slash.

La serata si prospettava tranquilla. Doc a cena fuori, significa telecomando a me con conseguente possibilità di scegliere commediucce romantiche e guardarle senza nessuno che te le faccia sentire ancora più ridicole. Di solito in queste serate il meglio che trovo é il terzo film di Steven Seagall, o Roky 12. Stasera, ore 21, dormono tutti e due i figli, e addirittura c’è un film di quelli che adoro, che ballanoballanoballano, il film in questione inizia con un’inquadratura di una fila di piedi scarpettati punte e nastri rosa alla sbarra e io sono già felice.
La protagonista è una ballerina bravissima, la trama sdolcinata e io sono ancora più felice.
La ballerina in questione si chiama Nora. Come la mia.

Ora, come ogni mamma che abbia indossato un tutù sa bene, io ho la perfetta e profonda convinzione che lei ballerà, direi speranza se fossi una di quelle mamme molto correct che saaanno che non possiaaamo riempire i figli delle nostre aspettative deluse…ma io non lo sono e nel dubbio appena raggiunge un numero di piede consono io le scarpette gliele compro e ci siamo quasi, poi la porterò felice a danza classica due volte a settimana scaladimilano royalacademy eccetera eccetera eccetera.
Questa coincidenza di nomi (Nora del film Nora mia figlia) mi rende stupidamente ancora più felice, ed il filmetto mi pare ancora più bello e di buon auspicio, e dimentico volutamente che Nicolò gioca a rugby e che lei per emulazione corre con la palla arretrata sul fianco gridando “guardate come sono bella che corro sul campo da rugby!” .

Che tanto, per onestà, io non accetterò mai una cosa del genere e chi se ne frega se lei lo vorrà, anzi, sono sicura che NON lo vorrà…non lo PUÒ volere.

Finito il film, lei, educatissima, inizia a fare capricci; la porto sul divano e inizio a cambiare canale, tanto per rimarcare il fatto che due sere all’anno decido io.
Trovo i Guns, ma non c’è Slash. Nel passaggio dall’adolescenza ai quarant’anni mi devo essere persa qualcosa, tipo un chitarrista riccio che suona un assolo mai passato di moda nel deserto, un serpente ai suoi piedi…Slash non c’è però le canzoni sono quelle, e Nora Maria si addormenta di nuovo, la serata continua a migliorare, ma a un certo punto questa botta di euforia passa. Insomma dove sta la sedicenne con i capelli lunghi senza rughe e con le tette preallattamento che stavano su da sole senza impalcature? Quando ci sono arrivata a quarant’anni, cellulite, stanchezza ricorrente, prediconi al figlio, riunioni a scuola e spesa una volta a settimana, casa al mare e tappeti costosi?

E poi ci penso bene. Guardo mia figlia, penso a Nicolò che dorme in camera sua, e penso che avrò sedici anni di nuovo quando ce li avranno loro, li avrò di nuovo quando li accompagnerò alle prime feste ma da lontano e non ti far vedere, quando compreremo i primi rossetti, le prime scarpe con la punta, il primo motorino. Avrò sedici anni un’ altra volta quando avranno la musica altissima nelle cuffie che sono pure tornate di moda, come le dr. Marteens, quando arriveranno risate soffocate da dietro una porta quando ci sono gli amici a studiare e di studiare non ha voglia nessuno, quando faranno tardi e io li starò aspettando….quando mi sbatteranno la porta in faccia e mi odieranno ma solo un po’ e non farà niente, che il mio di amore basterà per tutti in quei momenti, e allora forse dovrò pensare ad Axl Rose, ai miei sedici anni, a Slash che è scomparso in questa serata di bimbi ancora piccoli e un mamma un po’ confusa.

Va tutto bene forse, forse è tutto normale allora. Sorrido, mollo il telecomando e posso andare a letto.

Solo, qualcuno mi dice che fine ha fatto Slash?

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