I primi fiori di ogni primavera

A casa siamo tante femmine. O forse no, solamente che siamo insieme quasi sempre tra noi femmine, e quindi sembra che siamo tutte donne. I maschi si sa, sono poco socievoli.

C’è mia nonna, poi mamma e mia zia, poi io, le mie cugine e anche Nora Maria conta, ed abitiamo tutte nel raggio di poco, ci sentiamo al telefono troppe volte al giorno, abbiamo un gruppo whatsapp per tutte ed un altro solo con la parte young, sappiamo (quasi) tutto di tutte, parliamo tutte insieme, litighiamo per le bacinelle e prendiamo in giro le più vecchie . In realtà sono una parte bellissima di me, che resta costante da quando ero bambina e che mi fa sentire di appartenere a qualcosa.

In questo buffo micro universo femminile ci sono delle costanti. Nonna racconta a tutte almeno tre volte ogni frase starnuto gesto e passo fatto dal piccolo di casa che adesso è Nora Maria. Mamma e zia hanno sempre qualcosa da brontolare. C’è sempre qualcuna che vuole un caffè, qualcuna che lo vuole amaro, qualcuna a dieta ma non sono mai io, qualcuna che non mi levo nemmeno la giacca che tengo fretta, qualcuna che ride sempre e qualcuna che non ci sente.

A Natale nonna fa i fritti di baccalà ed anche se non siamo insieme, tutte abbiamo il piattino take away fatto da nonna con un assaggio di fritti e di quel baccalà in padella che a nessuna viene così bene. A Natale in ognuna delle nostre case ci sono gli spaghetti al sugo di alici che magari non ci piacciono molto, però sono il Natale di quando c’era nonno e li mangeremo sempre e penseremo una volta di più a lui.

A carnevale ci sono le zeppole più buone del mondo, che la nostra ricetta non si batte, ed almeno una volta ci sediamo tutti insieme a mangiare fritti come se non ci fosse un domani.

A tavola ogni volta per papà qualcosa è salato e per zio è sciapo, il livello di condimento dell’insalata è importante questione sempre, e zio finisce quella che resta nella ciotola.

I periodi vicino a feste, compleanni, Natale Pasqua e ricorrenze varie, nonna incalza per essere accompagnata a fare i regali; ad ogni scossa scossetta scossona di terremoto parte il giro di messaggi e telefonate, per sapere chi come e quanto abbia sentito la scossa.

La costante più bella però è quella delle prime primule.

Da che mi ricordo io ad ogni inizio di primavera c’è il rituale delle primule, che iniziano a colorare i marciapiedi vicino ai fiorai, nelle vaschette di plastica nera e ci fanno venire quella voglia di fiori, di passeggiate, maniche corte, colori chiari e basta cappotti. Di solito fra il vederle nei fiorai e comprarle passa qualche giorno o qualche settimana. Però di sicuro una mattina sentiremo bussare alla porta e aprendo troveremo nonna con due vasetti di primule in mano, sempre quelle di due colori almeno, la faccia fiera e felice di avere comprato un po’ di primavera a ciascuna delle figlie e delle nipoti.

Di sicuro una di noi troverà il modo, con la scusa di portare lei, di passare un po’ di tempo in uno dei vivai più grandi, dove lei da sola non può andare.

Forse quest’anno non lo potrà fare, gli anni passano, usa la macchina sempre meno. Ma non cambia, perché i gesti gentili restano nei cuori di tutte.

E così ieri che era domenica pomeriggio e la piccina dormiva ho deciso che contava più il bello che i panni stirati. Invece di cercare di recuperare le innumerevoli ed irrecuperabili cose che si lasciano indietro durante la settimana, io me ne sono uscita in giardino, a mani nude, a mettere nei vasi quelle primulette colorate, ho iniziato a dare un aspetto più primaverile all’ingresso di casa. Il fatto che dentro ci sia un mezzo guaio passa in secondo piano. Oggi, al mio rientro ci sarà un pezzo di primavera fuori dalla porta .

A volte ho la sensazione che siano i piccoli gesti a tenere saldo ciò che siano. La macchinetta del caffè che accendo ogni mattina, lo sguardo si figli che ancora dormono, quel minuto a guardare le orchidee ed a conteggiare che tempo fa. Nei periodi belli ed in quelli che lo sono meno quel prezzo di noi resta uguale, e così, stavolta, lo sguardo che do ai vasi fiori dalla porta prima di rientrare aveva bisogno di qualcosa di bello da guardare, quell’attimo inconsapevole di serenità, uno di quei piccoli gesti che fa tanto bene.

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2 risposte a "I primi fiori di ogni primavera"

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