Pane senza impasto, no knead bread. Come fare il pane in casa.

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Il pane senza impasto , e la scoperta dell’acqua calda, e il post più scritto fatto copiato letto cercato visualizzato hakerato condiviso instagrammato twittato del mondo dei foodblogger, e pure dei blogger, dei fashionblogger, dei travelblogger, perchè tutti, prima o poi hanno fatto un post sul pane senza impasto, e se non lo hanno fatto lo faranno, che qui a fornelli di salvataggio pure veggenti siamo.

Ciononstante, dopo quattro anni di assenza dal blog (o erano tre?) (tre), decido di fare anche io il mio personalissimo post sull’impersonalissimo pane senza impasto, chiamatelo no knead bread, chiamatelo pane che si fa da solo o pane nella pentola, tant’è. Stavolta il mio titolo sempre un po’ caotico recita: Pane senza impasto, no knead bread. Come fare il pane in casa. E farlo bene, avrei voluto aggiungere, e farlo buono, e farlo piacere a tutti, e farlo sempre. La semplicità, e la ripetitibilità di questo procedimento rendono la panificazione casalinga accessibile a tutti, e di sicuro successo.

Però, prima di mettermi a pontificare su quanto sia buono facile blablabla il pane senza impasto, mi pare doveroso raccontare anche il motivo per cui ho deciso di condividere anche io, one in a million, una ricetta che nel web si trova ovunque.

La risposta è semplice. Per pigrizia. mi sono stufata di scrivere una cena si e una si la ricetta ed il procedimento di come si fa il pane senza impasto su pezzi di carta volanti, tovaglioli, cartoni di pizza unti, tra poco sulle braccia. Vado a casa delle amiche, apro a caso i cassetti e trovo un foglietto con la mia scrittura con la copia numero ventitre della ricetta del pane senza imapsto. Che nemmeno posso dire della mia ricetta, che mica è mia.

Succede che questo pane viene buono. Ma buono che ha la crosta croccante, che profuma di buono, che insomma, piace. E più di una volta mi hanno chiesto di che forno fosse. Per inciso, qui a L’aquila è una domanda lecita, perchè i forni che portano il pane nei negozi sono contati e conosciuti. E beh, quando dico che è il forno di Claudia la reazione è varia ma si conclude quasi sempre con un….mi scrivi come fai? e allora sapete quante mila volte ho pensato con dispiacere che ormai ero quella che non scrive più nel blog, che se invece avessi scritto ancora avrei potuto semplicemente scrivere questa benedetta ricetta del pane senza impasto e dire ti mando il link.
Perchè io ho imparato su questo video, che mi è stato mandato una vita fa su whatsapp da una amica, ancora più food addicted di me, e non che abbia capito tutto eh, che parlano un americano spinto, però i numeri, i pesi, i tempi, e sopratutto le procedure, quelle si capiscono e si vedono.

Standardizzato un metodo, ho inziato a fare pane come se non ci fosse un domani, dovunque vado, se posso lo porto, chiunque lo assaggia fa come me, e però la ricettina la vuole bella scritta, e vai tu, a far vedere col tovagliolo come si fanno le pieghe, come rovesciarlo nella pentola, insomma dai, ho perso più tempo a spiegarlo che a farlo ….

Con molta soddisfazione, più per il fatto che sto scrivendo di nuovo di tanto in tanto, che per la ricetta in sè, adesso finally scrivo questo benedetto procedimento. Che forse è anche un po’ inutile se considero che ormai i miei amici me lo hanno chiesto più o meno tutti.

Ad ogni modo. Vi servirà una pentola che vada in forno, la mia è in terracotta, però va bene qualsiasi materiale adatto alla cottura in forno, purchè abbia il coperchio, chiaramente se avete una Le Creuset siete fortunati ed usatela. La dimensione della pentola calcolatela così: per mezzo kg di farina io ne uso una ovale di circa 30 x 20, questo vi darà un’idea . La pentola deve avere il coperchio, questo fa la differenza sulla cottura. Certo è che il pane senza impasto si può fare anche senza la pentola, sarà però diversa la crosta e l’aspetto della pagnotta.

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PANE SENZA IMPASTO, NO KNEAD BREAD


INGREDIENTI:

500 gr di farina*

350 ml di acqua

un cucchiaino abbondante di sale

circa 4 gr di lievito in polvere

qualche cucchiaio di farina di semola, o di mais per polenta, necessari per spolverare il pane

FACOLTATIVI una manciata di semi vari (girasole, lino, sesamo)

PROCEDIMENTO:

Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola, usando un cucchiaio. Dovrete solo amalgamarli, per avre una massa unica, anche disomogenea.

Coprite la ciotola con un coperchio, e lasciate lievitare lentamente, da un minimo di 12 ad un massimo di 18 ore.

Terminato il tempo di lievitazione, preparate un vassoio di legno con sopra un strofinaccio pulito, spolveratelo con la farima di semola, o anche di polenta. Rovesciateci sopra tutto l’impasto lievitato, fatelo scendere dalla ciotola usando una spatola.

A questo punto servono due giri di pieghe, e ve le potete vedere qui, sulla pagina dove lo ha spiegato che meglio non si puo’ Adriano, che non a caso il suo sito si chiama profumo di lievito, e altro che tovaglioli. Le pieghe al pane le dovete fare dentro al vassoio e sullo strofinaccio, non che vi arrestano altrimenti, ma io faccio così. Finita la procedura di Adriano, il panetto lo dovete capovolgere, ovvero, la giuntura delle pieghe deve andare sotto. Voi sopra dovete avere la parte liscia per ora.

Fatte le pieghe spolverate la superficie con un altro po’ di farina di semola e poi ricoprite il pane col resto dello strofinaccio. Inizia la seconda fase di riposo, che per esperienza vi dico che può durare da mezz’ora ad un paio di ore, secondo me non di più.

COTTURA:

Accendete il forno in mod. ventilata se potete, impostando la temperatura a 250 gradi, al massimo se la vostra è più bassa. Infornate a freddo la pentola, ma senza il coperchio. attendete che il forno sia a temperatura e che la pentola sia quindi molto calda anch’essa.

Al momento di infornare dovrete rovesciare il pane nella pentola bollente, con la parte aperta delle pieghe in sù.

coprite con il coperchio la pentola, ed infornate 30 minuti a coperchio chiuso, togliete dal contenitore e infornate ancora 15 minuti fuori dalla pentola.
Chiaramente vi regolerete col colore del pane, nella seconda fase. C’è chi abbassa il forno a 180 gradi in questa ultima fase, io non lo faccio mai, però dipende molto dai forni, come dico sempre . Provate

ALCUNE NOTE:

*farine: io uso di solito 450 gr di farina bianca del mulino, e 50 gr di farina integrale, ma la proporzione la potete cambiare voi in base ai vostri gusti, iniziate da un pane bianco, poi divertitevi voi.

*semi vari: sono una gradevole aggiunta ma non mi chiedete la dose, non c’è una regola, fate come vi piace di più.

*lievitazione: quando si parla di lievitazioni così lunghe , standardizzare è sbagliato; vi ho dato una dose minima di lievito, chirichiede quindi una lievitazione molto lunga, ma noterete che a parità di tempi e di lievito il risultato varia molto fra inverno ed estate.
Iniziate mettendo la dose che vi ho scritto, ed avviate la procedura la sera, così la mattina il pane sarà pronto, poi vi renderete conto da soli di come varia il tutto in base ai paarametri ambientali.

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3 risposte a "Pane senza impasto, no knead bread. Come fare il pane in casa."

    1. Tesoro ciao, fuori frigo va benissimo. Più fa caldo e meno tempo lo devi far stare. Il frigo è una buona soluzione se per caso, al termine della lievitazione, non puoi infornare . In quel caso puoi tenerlo in frigo per un altro po’, dopo però considera almeno due ore a t ambiente prima delle pieghe

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