Una mattina, per caso. Ciambella di Alessandra con arance e cioccolato

Di per sè la ricetta è semplice, una ciambella da colazione, o una ciambella da merenda. Di per sè è una ciambella con arance e cioccolata, che in origine era una ciambella con i frutti di bosco, e si può fare anche come muffin, di per sè.

Però stavolta questa ciambella arance e cioccolato è una porta che sto riaprendo, con una chiave che avevo perso.

È un po’ come tornare nella casa al mare la prima volta dopo che è stata chiusa tutto l’inverno. Apri la porta e ti guardi intorno, intanto distingui i contorni familiari delle cose, gli spazi, e poi piano piano ti ricordi i dettagli, quel quadro, la foto del primo mare di Nicolò, i soprammobili, e dopo qualche minuto sei di nuovo nella tua casa al mare.

Ecco, mi sento più o meno così stamattina, rientro in punta di piedi assecondando un desiderio che avevo da tempo, quello di tornare a scrivere.

Nasce sempre allo stesso modo. Ad un certo punto inizio a fare le cose e in testa penso a come scriverle, il post me lo scrivo nella testa cento volte, arrivo qui ed è solo questione di trascrivere.

Mi sono passati in testa milioni di parole in questi tre anni, ma cambiano le condizioni e ancora non trovo un nuovo tempo per tornare a scrivere.

Lavoravo solo 18 ore a settimana, Nicolò a scuola, passavo a casa molto tempo da sola facendo turni che mi lasciavano libere tante mattine, era il tempo delle foto a quello che si cucinava, mettevo in posa piatti e dolcetti, un esercito di caccavelle a fare da contorno, centrini, stoffe, pizzi e agenti, tutti quelli che avete visto in questi anni.

Ed a lavoro era il tempo di scrivere, di leggere libri e riviste di cucina, quando lavori in una reception di un ufficio che ha poco accesso di visitatori il tempo lo devi far passare, ed io ho passato il mio pensando e poi costruendo fornelli di salvataggio.

Poi è arrivata Nora Maria, non ho lavorato più, ed ho lavorato 48 ore al giorno come ogni mamma che vive a casa con i figli a cozza tipo koala. Non sullo non ho avuto più tempo mio, ma nemmeno braccia, gambe, tette pancia pensieri capelli mattine notti macchine letto cucina.

I figli colonizzano tutto, ogni angolo di pensieri e di casa, le borse, le tasche dei pantaloni, i cassetti, le notti, gli occhi ed il cuore… Insomma, tempo per me non ne ho trovato più, certi giorni non mi ricordavo nemmeno di essere un me, credevo forse di essere un noi, non lavori e la dimensione di mamma non ha confini, tu non sei altro che quello, braccia che stringono, occhi che guardano, il pensiero rivolto sempre li, manine tese verso di te che ti trovano sempre e diventano sempre più esigenti.

Poi ho un nuovo lavoro, trentasei ore a settimana. Il doppio, non ci avevo mai riflettuto. Ho un lavoro dove devo lavorare, sembra scontato ma non lo è, un lavoro da fare, da imparare, dove mettere finalmente quello che ho imparato fino ad oggi, che in qualche modo mi fa sentire capace, a volte pure incapace và, ma è meglio che non sentirsi in nessun modo.

Era già da tanto che volevo ritrovare il tempo per il blog, il tempo di scrivere, e non so di cosa, né come né quando. Certo é che ogni volta che arrivano messaggi che mi dicono peccatoperòchenonscrivipiuuuueracosibellooo mi viene tanta amarezza; ogni volta che il sito mi segnala le visite, le statistiche eccetera (cose che non ho mai guardato più di tanto), il pensiero è sempre quello.

Intanto ho aperto un profilo instagram, e timidamente, ho iniziato a far esistere di nuovo fornelli di salvataggio, mi serviva qualcosa di facile. Il compromesso é questo, e faccio outing. Scatto col telefono, per ora almeno, necessito di immediatezza, di fattibilità e la macchina fotografica prevede poi tutto il lavoro di scaricare e lavorare le foto, lavoro che a sua volta prevede un tempo che non ho, e chi si sa accontentare a volte vince.

Ho scritto tanto, ho lavorato tanto e …Insomma che peccato, ecco.. Aspettavo come faccio sempre io che fosse il momento giusto, e non so il perché, è arrivato stamattina con una ciambella fatta da una ricetta di una mia nuova collega, Alessandra appunto.

E quindi grazie Ale, ti dedico il post, il nome della ciambella e questo nuovo inizio

Che poi sarebbe carino mettere la ricetta, si.

CIAMBELLA DI ALE, CON ARANCE E CIOCCOLATO

INGREDIENTI:

2 uova

160 gr di zucchero

80 gr di olio di semi

300 gr di farina

Una bustina di lievito in polvere

Essenza di vaniglia, o aroma a piacere

2 arance

2 cucchiai di zucchero di canna

Gocce di cioccolata, un paio di cucchiai

Acqua q.b.

Preparate uno stampo da ciambello, imburrato ed infarinato, ed accendete i forni, si ricomincia 🙂 (180 gradi e meno trionfalismi andranno benissimo)

Per prima cosa, preparate le arance, che vanno pelate a vivo e fatte a pezzetti piccoli. Poi, mettetele in padella con un paio di cucchiai di zucchero di canna, e fatele andare per un po’, finché si sarà ben sciolto lo zucchero ed avranno tirato fuori un po’ di succo.

A questo punto vanno scolate conservando il succo. Aggiungete al succo l’acqua necessaria per arrivare a 200 ml e tenete da parte.

Ora potete montare bene le uova con lo zucchero, ed aggiungere l’olio una volta montate.

A cucchiaiate e mescolando piano amalgamate la farina ed il lievito e l’essenza di vaniglia, ed infine l’acqua ed il succo delle arance.

A questo punto potete unire le gocce di cioccolato, e le arance che avete tenuto da parte.

Mettete in teglia ed infornate, circa 30 minuti in forno statico.

Avevo scritto inizialmente che la versione originale prevede i frutti di bosco, surgelati, 300 gr stessa procedura, anche la variante c’è.

E niente. Lo sapete che non mi ricordo come mettere le foto nel post?

Si si. Me lo ricordavo.

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