La Transumanza, sulle vie del Tratturo Magno”, e vi presento qualcosa di nuovo, di bello, di imperdibile.

pastori
Settembre in Abruzzo è “…tempo di migrare…“, è  il mese in cui ripartono i pastori.

A settembre per me inizia un’altra nuova esperienza. Scrivo da questo mese per un sito,Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura” un posto virtuale che diventerà riferimento per chi conosce la mia terra, e per chi vuole accostarsi con curiosità e stupore a tradizioni, storie che vi appassioneranno, racconti tanto belli da sembrare favole…e ovviamente, ricette, dolci, salate, con il trait d’union di essere nate dalla semplicità e dall agenuinità dei prodotti che ci piace usare. Sarà un viaggio dentro il cuore verde dell’Italia, tra mari, montagne, vigne e colline. Restate con noi, promesso?

Ho scritto questo primo articolo con in mente l’idea precisa di rendere a voi che mi leggete la magia delle montagne, l’altera bellezza delle greggi e dei visi duri dei pastori. Avevo la speranza di raccontare quel pastore di Leopardi, nel “canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, e quelli di D’annunziana memoria. Io spero di esseci riuscita, è stato come scoperchiare un vaso di Pandora. Avevo ancora tanto da dire, sono più le parole nella testa che quelle che sono uscite. Aspettano, in fila, come le greggi, arriverà di certo anche il loro turno, in fila come racconta il pastore nel video che ho inserito nel testo:  “…e uno dietro l’altro…e ognuno col suo gregge, e la sera si stazzava insieme, riuniti  insieme…”  esposti al freddo e alla fatica, mangiando pan cotto, poco formaggio, e tanto vino, che scaldava la strada e il cuore lontano da casa. “…si cucinava, si faceva sto pan cotto, o acqua sala, ma era più che altro pane, qualche vota se beveva parecchio, na fetta de pane, co m’po de formaggio…
“Da sempre la nostra terra è legata a doppio filo alla Transumanza, allo spostamento delle greggi e degli uomini che le conducono.
Si perdono nel tempo le sue origini, ma restano scritte sulla terra, sulla rete di tratturi che ancora oggi legano Abruzzo e Puglia, segnando gli antichi passi che da secoli i pastori percorrono in cerca di pascoli, “…sulle vestigia degli antichi padri…“, restano le meravigliose chiese dei tratturi, immerse nelle piane, maestose, o minuscole e nascoste nelle montagne. Più di 3000 km di strade di terra, che gravitano attorno all’Antica Via, il Tratturo Magno, 244 km di strada dalla Basilica di Collemaggio alle pianure foggiane, che i pastori percorrevano a piedi, in fila…” e se volete, la storia continua su Taste Abruzzo…qui

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