Pane integrale all’olio

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Che dire del pane? E’ la cosa più semplice, più profumata e più buona che si possa fare in casa. Il profumo del pane nel forno è davvero, credo, il migliore al mondo. Quando ero bambina e tornavo al paese (dove ora vivo), ho partecipato qualche volta al fare il pane collettivo; si accendeva il forno grande, e tutti quelli che volevano preparavano i loro filoni, le pizze rosse e poi i pan di spagna, le pizze battute. Ho la fortuna di ricordare nonna e altre signore con la tavola del pane in testa, camminare dritte per farla restare in equilibrio, e poi mi ricordo i biscotti infornati, quel profumo di cotto e di dolce.. una meraviglia.
Poi, con il forno a legna che ora è mio, mamma ha fatto il pane in casa per anni, e mi ricordo che circolava per casa il lievito madre, prima che fosse così famoso come è ora.

Fare il pane in casa è sempre una cosa un pò magica secondo me, e da quando ho il mio lievito provo spesso a fare impasti vari, a vedere come funzionano le diverse farine eccetera. Non sono molto rigorosa, e non vado a peso, faccio come ho sempre visto fare da mamma e nonne, ad occhio. Però stavolta ho preso il peso delle cose che ho usato, e quindi posso condividere con voi questo pane che è uno dei miei tentativi migliori.

Ho usato una farina integrale macinata a pietra, che prendo al mulino vicino casa, e penso che faccia la differenza. I due filoncini sono spariti in un tempo record.

Questo è un pane morbido, che ha una crosta croccantina, ma la mollica resta tenera, che se vi piace pane olio e sale è proprio la consistenza giusta 🙂

pane integrale all'olio

@fornellidisalvataggio

INGREDIENTI: (per due filoncini piccoli)

100 gr di pasta madre rinfrescata, o un cubetto di lievito di birra

200 ml di acqua

220 gr di farina semi integrale

100 gr di farina integrale

1 cucchiaino di miele

6 cucchiai di olio

sale

COTTURA: In forno preriscaldato a 200 gradi, circa 35 minuti.

PREPARAZIONE:

Al solito, sciogliete la pasta madre nell’acqua con il miele.
Se usate il lievito di birra, togliete parte dell’acqua totale e scioglietevi dentro il cubetto, aspettate dieci minuti che il lievito si attivi, poi riunitela al resto dell’acqua e aggiungete il miele
Lasciate un pò di acqua da parte per sciogliervi il sale.

Nell’impastatrice mettete le due farine, e iniziate ad incorporare l’acqua, lasciando impastare per un pò.

Aggiungete la poca acqua dove avrete sciolto due prese di sale, e poi l’olio, sempre impastando bene.

Impastate. A mano, o con la macchina. Il segreto del pane (e di tutti i lievitati secondo me) è impastare. Almeno almeno dieci minuti, se fa l’impastatrice bene, sennò meglio, che vi vengono certe braccia definite che nemmeno sette ore al giorno di pilates.

Dopo di che lasciate raddoppiare l’impasto al caldo, come sempre, coperto da pellicola e al riparo da correnti di aria.

Raggiunto il raddoppio del volume, rovesciate l’impasto su una tavoletta infarinata, e senza usare troppa farina per non indurirlo troppo, taglaitelo in due parti e lavoratelo come fate di solito per dargli la forma. a me piace fare tre tagli obliqui sui pani ovali. Mettete i pani direttamente sulla teglia o sulle teglie dove cuoceranno, almeno non dovrete spostarli di nuovo.

Altra fase di lievitazione, aspettate di nuovo il raddoppio delle pagnottine, e poi infornate. E poi sfornate e resistete alla tentazione di tagliarli subito che non va bene! (fate raffreddare in verticale, poggiati su una parete, o su un altro supporto). Lo sapevate che il pane è cotto quando suona?
E’ il metodo che mi hanno insegnato a casa: Per vedere se un pane è cotto lo si prende dal forno, lo si capovolge e si bussa sulla parte inferiore. Se suona a vuoto è pronto.

pane integrale all'olio

@fornellidisalvataggio

 

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19 thoughts on “Pane integrale all’olio

  1. L’aroma è arrivato fin qui… L’esperienza del pane collettivo dev’essere un bellissimo ricordo, ed è fantastico che tu non perda certe abitudini, grazie per questo racconto e per una ricetta che sicuramente, prima o poi proverò!

    1. è vero, ho avuto la fortuna di vivere tante esperienze legate alla terra e alle nostre tradizioni. i Fornelli salvano anche la memoria storica e le tradizioni 😉

      1. Purtroppo conosco molte persone della mia stessa generazione che non hanno ricordi legati alla preparazione e condivisione del cibo.
        Sono cresciuti in famiglie in cui si è data sempre maggiore attenzione al lavoro e alla vita fuori casa, preferendo cibi precotti, pasti frugali e convivi al riatorante e pizzeria.
        Quelle persone tramanderanno questo, ai loro figli.
        Io, al mio, voglio trasmettere il piacere delle mani che affondano nella farina e poi impastano il pane, quello di sentire l’odore che esce da un tegame in cui lui stesso ha mescolato gli ingredienti e aggiunto le spezie. Voglio trasmettere l’amore per il “fare” e quello del condividere. Spero tanto che lui apprezzi!

      2. guarda, il mio ha 5 anni, riconosce le erbe aromatiche, sà di cosa sono fatti i cibi, sà come si cucinano… e un giorno di pioggia, a casa al mare, ha impastato una pasta frolla rendendomi orgogliosissima.
        per la mia esperienza, ti posso dire che apprezzano. So cosa significa dover sacrificare il tempo della famiglia in nome del lavoro. è stato così per me, per un po. Ora le cose sono molto diverse. a discapito della mia sitazione lavorativa, ma a favore di me stessa, della mia famiglia. sono più serena e ho tempo per insegnare al nanetto tante cose in più.
        e per cucinare bene 🙂
        ben venga il mac donald’s una volta tanto, basta che sappia che non è quello mangiare!

      3. Parli con una donna che ha messo da parte il lavoro, per dedicarsi completamente a suo figlio 😉
        Intendiamoci: non navighiamo nell’oro e quel lavoro portava un’entrata che, seppur bassa, aiutava la famiglia. Ma con mio marito siamo stati subito d’accordo che, anche in virtù di questo, preferivamo crescere un bambino con la presenza costante di almeno uno di noi, in questo caso io. Oggi, tiriamo un po’ la cinghia, lui fa un po’ più di sacrifici, ma siamo felici così e, soprattutto, lo è nostro figlio.
        Lo coinvolgo molto nelle cose che faccio, oltre al tempo dedicato al suo gioco. So che stiamo facendo il loro bene e questo non mi fa rimpiangere la scelta fatta…

      4. io credo che dovremmo sempre agire seguendo l’istinto. Tanto diciamo la verità: se lavoriamo troppo abbiamo i sensi di colpa per l’abbandono del figlio. Se lavoriamo poco li abbiamo per l’abbandono delle nostre ambizioni… la società non aiuta… allora secondo me dove si puó si deve, appunto, seguire il cuore 🙂

  2. La merenda più buona del mondo! Per anni ho tentato di fare il pane in casa ma il risultato era sempre un mattone galattico…buono sì, ma se lo avessi lanciato contro il muro sarebbe crollata la parete; oggi l’impasto è compito del Bimby e finalmente mi posso godere i panini più buoni (visto che nella mia città il pane fa parecchio schifo)!
    Un bacio!

  3. ma che bello…leggere questi tuoi post che raccontano una storia,mi affascinano,mi catapultano dalle tue parti,mi fanno sentire il profumo di quello che prepari…che meraviglia!!!
    questo panone e’ davvero meraviglioso!!!complimentoni!!!!!!!!!
    buon fine settimana!!!

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