Torta cioccolato e pere, la torta di un ritorno importante

torta cioccolato e pereStavolta inizio con la ricetta. Le mie solite chiacchiere sono a fine ricetta, dove vi spiego anche perchè “torta di un ritorno”. Le metto alla fine stavolta, perchè sono pensieri tanto preziosi per me, allora se vi va leggeteveli con calma, magari davanti a una fetta di torta 🙂

La torta, quindi.

INGREDIENTI:

4 pere, che siamo morbide e ben mature

200 gr di cioccolato fondente spezzettato

100 gr di margarina

3 uova

100 gr di zucchero

70 gr di olio di semi

200 gr di farina 00

una bustina di lievito per dolci, da setacciare nella farina

2-3 bicchieri di vino rosso, pepe, cannella in polvere, noce moscata grattata, qualche grano di pepe rosa pestato

COTTURA: in forno preriscaldato, a 170° per 40 minuti, in una teglia tonda di  diametro medio, rivestita con carta da forno

PREPARAZIONE:

Iniziamo dalle pere: lavatele, sbucciatele, fatele a quarti togliendo la parte dei semi, e poi a pezzi piccoli e sottili.
Mettetele in una pentolina con il vino e le spezie, e fatele stufare per un pò, non si devono disfare ma devono restare morbide. (considerate 5 minuti all’incirca)
Scolarle e tenere da parte il vino.

Far scogliere a bagnomaria il cioccolato, e quando è quasi tutto sciolto aggiungere la margarina.

Nella ciotola della planetaria montare i tuorli, lo zucchero e l’olio, finchè abbiano una bella consistenza cremosa.

Unire il cioccolato fuso, la farina con il lievito e 3 o 4 cucchiai del vino di cottura.
A mano incorporare gli albumi, mescolando delicatamente per non smontarli.

Versare metà del composto nella teglia; amalgamare le pere all’altra metà che è rimasta nella ciotola, e versare anche questa parte. (altimenti le pere sprofondano tutte)

Infornare e cuocere, verificando la cottura col solito spiedo di legno. Una volta cotta spolverare con zucchero a velo.

IMG_9943

cioccolato e pereEd ecco le mie chiacchiere, ed il perchè della “torta del ritorno”

6 aprile 2009. Siamo sulla bocca del mondo, pensiamo che quanto a noi accaduto sia di portata universale, quel senso di essere stati colpiti da qualcosa di diverso.
12 Gennaio 2010, terremoto di Haiti, un altro 6 Aprile, di portata maggiore, terribile. Il mondo, la natura, Dio, chiamatelo come volete, ci ha ricordato che dopotutto non eravamo stati che una volta di tante, anche meno peggio di altre.
Marzo 2010. Mio suocero, medico, mi  dice che sta per partire per Haiti. Che non può chiudere gli occhi davanti a tutto quel bisogno, a quel dolore che conosciamo, ma qui c’erano medicine, cibo, coperte per tutti. Li c’è bisogno di medicine, vaccini, si temono epidemie, lo ha contattato un amico che sta partendo. Con mio figlio in braccio, gli occhi lucidi, commosso, lui che è stato sempre la roccia in famiglia, mi dice “Vado. Non potrei più guardare negli occhi questo bambino, se non facessi niente per tutti quelli che stanno morendo perchè mancano 10 centesimi di penicillina”. Io me le ricorderò sempre queste parole, e appena il Cicciolò (il bambino in braccio) sarà grande per capire, le dovrà tenere stampate nel cervello sempre, perchè è raro un esempio di uomo così.
Così ci ha ammollati tutti ed è partito con un’organizzazione di volontari, facendo volare un cargo di medicine, siringhe…vaccini. 2 euro per evitare che un bambino muoia di malattie che qui ci fanno ridere. Penicilline, fonendoscopi, bisturi, guanti, e il loro coraggio, e la loro paura. Sequestrati alla dogana, telefonate con spari in sottofondo, li è far west. E noi qui avevamo ancora addosso quell’altra paura, la terra ancora tremava..tremava sotto di noi  e noi vacillavamo dentro, per la paura che gli succedesse qualcosa, che non tornasse. Non pensavamo, non pensava nemmeno lui, che sarebbe stato così.
E poi nonno Gigi è tornato, con un messaggio alle tre di notte ha detto che era in salvo all’aeroporto, il peggio era passato, torno.
Non ho saputo aspettarlo che con una torta, lui che mangiava da 20 giorni tonno fagioli  e rhum, aveva lo stomaco a pezzi ed era a pezzi lui, e io ho fatto questa torta, ve l’ho detto, non so esprimere in altro modo certe cose, volevo che si sentisse aspettato, lui che è un goloso da far paura. E’ stata la torta più buona e più speciale della mia vita credo. Da allora, cioccolato e pere significa questo per me, quel senso di gioia della paura finita, di attesa compiuta, di quando arriva il “nonvedolorache“. E con quella torta sul tavolo raccontava Haiti, i medici senza ospedali, gli ospedali senza medicine, Louis, il suo amico medico, mai visto ma come se lo conoscessimo ormai, con tutti i bambini da curare senza mezzi per farlo,  i bambini di Haiti che porta sempre nel cuore e per i quali ancora oggi fa tanto.
Proprio per la solennità di questo ricordo non la faccio spesso, ma stavolta mi si stavano rovinando le pere 😉

Io ve l’ho detto, era un pensiero da leggere con calma.

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22 thoughts on “Torta cioccolato e pere, la torta di un ritorno importante

  1. Ciao mi sono commossa, che bel post, che nobiltà d’animo..per l’affetto che c’è’ nelle tue parole, le emozioni che hai saputo trasmettere. Per non parlare di questa torta che piace moltissimo anche a me 🙂 un abbraccio!

    1. 🙂 Grazie davvero, ma i meriti sono di mio suocero e di quante persone meravigliose esistono al mondo. (vabbè della torta sono i miei, ma la torta è il meno!)

  2. caspita….che persona meravigliosa..e che persona coraggiosa…davvero da esserne orgogliosi!!!il tuo gesto,pur semplice,ha davvero un senso profondo,non servono chissa’ che cose per dimostrare amore e rispetto a chi lo si vuol donare!sei dolcissima!

  3. Una storia bellissima, Claudia, davvero: tuo suocero è un uomo coraggioso e speciale, il tuo bimbo è fortunato ad avere un nonno così.
    Mi hai fatto venire in mente una storia di famiglia, che ben ricorda come non troppi anni fa i bambini di Haiti fossero i nostri. Chissà, forse nei prossimi giorni la racconterò…
    :

    1. grazie Bianca, e sono contenta di averti ispirato. Il mondo è poeno di gente speciale…ed è giusto ricordarlo spesso!! Aspetto la tua storia.

  4. Io preferisco il salato, ma questa mi sembra una bomba a cui non è possibile rinunciare. Questi blog di cucina sono una continua tentazione. Sono sempre stato magro, se tra qualche mese peserò 100 chili saprò con chi prendermela tra Fornellidisalvataggio e Zuccherando!! TENTATRICI!!

      1. Magari, ma telematicamente mi sembra complesso, ancora il teletrasporto non l’hanno inventato! Mi domando come mai non si decidano a chiedere spiegazioni a Spock! Se non hai visto Star Trek queste righe le ho tirate nel vuoto assoluto! 🙂

  5. Cara Claudia questo post è bellissimo…mi sono commossa leggendolo! Puoi andare veramente fiera di avere un suocero così, ma anche lui può essere altrettanto fiero di avere per nuora una persona come te, veramente straordinaria!
    un abbraccio forte!

    1. ma grazie… siete tutti tanto tanto carini. L’ho scritto con semplicità, come faccio sempre. Sono i miei pensieri e ricordi di un periodo difficile, come il post che ho scritto per l’anniversario del terremoto… scrivere è un aiuto per lasciarsi le cose indietro nella giusta prospettiva
      grazie! Claudia

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