Blogger we want you! Di Grazia!

Questo post è la mia candidatura a Grazia.it. Se non fosse chiaro, la categoria è Food

http://www.grazia.it/Stile-di-vita/tendenze-in-cucina
voi che mi seguite mi conoscete già 🙂 …

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In ordine sparso; aquilana innamorata della mia città, vivo in una bellissima casa su una collinetta con vista bosco, vista L’Aquila, vista casadimiofratello.
Condivido casa e spazi vitali con un uomo meraviglioso, Il Doc, a cui non dò aggettivi per non essere riduttiva, con il grande ometto Cicciolò, due enormi occhioni di 5 anni di sorpresa continua, con un enorme esemplare nero di Labra-ter (incrocio fra labrador e setter), Smithers, che cresce nottetempo ogni notte da dieci mesi; con un gatto a sua volta nero, senza nome fisso e che contribuisce al caos regnante, e con alcuni pesci da acquario. Completano l’opera i miei genitori al piano di sopra, e sempre in ordine sparso, mio fratello nella casa di fronte, e 4  galline, produttrici di uova in base a quanto il cane le spaventa.
Una (belliissima e sudata) laurea in Scienze Ambientali nel cassetto, lavoro quanto basta per non annoiarmi a casa, vorrei giornate di trenta ore per dormirne sei di più e week end più lunghi per godermi di più la famiglia e vedere di più gli amici.

Ai Fornelli per necessità, per ritorvare equilibrio in cucina (nella vita) quando alcuni problemi (quasi la fine del mondo) ti destabilizzano un po (un po troppo). I momentacci passano, per tutti, e ognuno trova il suo modo per tirasene fuori.
Semplicemente, in quel momento della mia vita, la cucina è stato il mio modo.
Spaesata, (come solo qui e allora lo si poteva essere); spaventata (idem); caotica (come si può essere con figlio piccolo-marito-cane-gatti-pesci-nuova casa-lavori di ristrutturazione-lavoro in crisi-traslochi-un’amicizia persa da ritrovare-cambiamenti e mille idee in testa) pensavo che fosse già abbastanza… invece scopro a un certo punto che sono allergica al latte. Non “comodamente” solo al lattosio. No, direttamente alle proteine. E alla frutta secca, (vedi mandorle, nocciole, pinoli, arachidi e olio di, vedi pistacchi…) e alla frutta fresca che non puoi mangiare cruda. Facile no? soprattutto se sei una che adora cucinare, mangiare, uscire a cena, fare dolci…
Non problemi gravi, soprattutto in quello scenario aquilano post apocaliptico, certo….solo altre piccole certezze che vengono meno, solo un altro cambiamento nel quotidiano. Solo riorganizzarsi da capo di nuovo.
Ma io sono un’ottimista (Pollyanna docet) e allora mi chiudo in cucina.

E inizio a provare, e a scoprire che tutto si può fare lo stesso (ok quasi. la panna no e nemmeno la nutella). Che se la tua famiglia si sveglia e c’è una torta per colazione la giornata inizia meglio. Che se in cucina c’è rimasto un forno a legna  forse conviene accenderlo no? (ma questa è un’altra storia)
Che se quello a cui eravamo abituati non c’è più, ci si può appoggiare agli amici, quelli ci sono sempre, alla famiglia, la mia meravigliosa enorme e caotica e rumorosissima famiglia, e sedersi insieme intorno alla tavola.
La rassicurante certezza che c’è nel sapere che se aggiungi zucchero alle uova e fai entrare aria nel composto quello si gonfia, (citazione di non ricordo che libro) e saprà reggere il peso della farina, e col calore del forno si trasformeranno insieme e il profumo del pan di spagna dopotutto non è uno dei migliori al mondo?
La meraviglia di scoprire che farina e acqua lasciate lì per un pò diventano vivi (e pure questa è un’altra storia)…
Mi serviva un punto di ri-partenza. E  così, come prendevano forma idee e profumi, cene, feste e pranzi, si rimetteva a posto tutto il resto. Cucinare era la scusa per sentirmi impegnata, ma poi è diventato vero, Cicciolò cresceva e mi sentivo serena a farlo mangiare sano, alimenti sicuri e preparati a partire da materie prime naturali e scelte a km zero (vabbè uno o due ma fa lo stesso). Poi mi piaceva vedere il sorriso del Doc quando rientrava e c’era profumo di torta, o meglio di arrosto, o di peperoni, per essere meno aulici ma più realisti. Poi è diventata un’abitudine condivisa con Doc prima di tutto, che si diverte a sperimentare e condividere con me prove e sapori, a scegliere materie prime e strumenti di cottura; e poi con gli  amici, con i figli e non, vedersi in casa anzi che fuori, assaggiare, sperimentare, cucinare, ma anche vestire la tavola, decorare la casa per una cena tra amici, anche che non sia un’occasione speciale…

E poi sono venuti i dolci a quattro mani con il Cicciolò, o a sei mani col Doc (che spezzetta il cioccolato di solito). Credo che ad un certo punto abbiano capito che il mio fare era un gesto d’amore per loro oltre che per il cibo.

E poi è diventato un gesto di amore per me stessa, per gli altri intorno a me, per la vita… e mi ha fatto bene davvero.

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4 thoughts on “Blogger we want you! Di Grazia!

  1. tesoro,visti gli ostacoli che ci sono a cucinare,ti voglio segnalare un blog di una ragazza che si chiama Simona veramente brava,ha scritto anche un libretto delle sue ricette!le ha tutte divise secondo allergia(poverina ne e’ piena anche lei!)www.amiciallergici.blogspot.it
    passa a vedere,ne vale davvero la pena!

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