Riusare e non sprecare l’acqua in cucina

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Sempre per la mia convinzione che cucinare è una cosa che coinvolge molti aspetti della nostra vita, non solo il mangiare, condivido volentieri una riflessione.

Io, un pò per carattere, un pò per formazione, sono sempre molto attenta ad evitare gli sprechi, e soprattutto ad ottimizzare le risorse che abbiamo a disposizione, e l’acqua è uno dei beni, secondo me, più importanti e preziosi, e in cucina ovviamente se ne fa un uso continuo. Mi sono accorta che se invece di buttare l’acqua nel lavandino, in alcuni momenti, la conservo, a fine giornata ho innaffiato tutte le piante in vaso soprattutto fuori casa. Sembra niente, ma provando a farlo mi sono resa conto di che grande quantità si movimenta.

Può essere banale, ma io ci ho riflettuto solo la scorsa estate, commentando con mia nonna i meravigliosi vasi di violette e gerani  della sua amica Adriana, così ricchi di fiori e così colorati da farmi pensare che usasse chissà che concime miracoloso.

Allora nonna, durante una delle loro passeggiate mattutine (la vita sociale di nonna a volte mi spaventa) si è informata, ed ha scoperto quanto segue: l’unica accortezza usata dall’amica Adriana, è di mettere in quei vasi tutte le acque residue della cucina.

n 683Bastava pensarci. Io dall’estate scorsa mi sono convertita a questa idea e posso confermare che funziona. chiaramente le lascio freddare, e le raccolgo in un bacinella grande che conservo fuori dalla finestra, che per fortuna è di lato al lavandino, e appena a temperatura ambiente la uso nei vasi. Col duplice vantaggio che riduco anche il tempo impiegato per annaffiare, dato che molti vasi li bagno così.
Unica accortezza: alcune possono essere particolarmente “profumate”, quindi meglio scegliere vasi all’esterno. Smithers, il mio “piccolo” cane nero, ancora non si capacita del fatto che a volte le primule profumino di petto di pollo al vapore 🙂 . (Le piante in foto sono quelle della scorse estate difatti)

Giusto due o tre idee:

L’acqua di cottura della pasta: ricca di amidi, e di sali minerali, così come tutte le acque di cottura delle verdure, o dei legumi, o la loro acqua di ammollo (sarà meno ricca di nutrienti ma annaffia comunque no?).

L’acqua della vaporiera. In base a quello che si mette a cuocere sopra, l’acqua di sotto si arricchisce di sostanze che condensano e colano giù. (Ecco perchè le primule sanno di pollo)

L’acqua con cui si sciacqua il riso originario, o la quinoa o altri cereali vari.

L’acqua di lavaggio delle verdure. Ettolitri.  Specialmente se provenienti da mercati o direttamente dall’orto, in estate.

Da cosa nasce cosa, e da qualche parte si deve sempre iniziare, no?

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3 thoughts on “Riusare e non sprecare l’acqua in cucina

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